Nomi e nickname
Se giottino è
il nome che uso nei newsgroups, anche se poi i mex li firmo sempre con
il mio vero nome, in chat ho spesso utilizzato il nome di Bartolo o
Bartolo Nigrisoli.
Ho utilizzato questo nome non tanto perché è stato uno
dei più grandi chirurghi di questo secolo, io non ho mai avuto
velleità in questo senso visto che svengo solo alla vista del
sangue, soprattutto quando si tratta del mio sangue, ma per la grande
ammirazione verso l'uomo. Un uomo coraggioso che non ha mai temuto chi
aveva di fronte. I fatti che seguono basteranno a rendere l'idea.
All'inizio degli anni '20, e non erano certo anni tranquilli, mentre
si recava da un malato gravissimo, fu fermato da una manifestazione
socialista, allora prese il capo della manifestazione per il bavero,
lo mise in macchina e lo portò con sé. Terminata la visita
lo riportò esattamente dove lo aveva incontrato e gli disse "ricordati
che non sempre le automobili vanno a spasso..".
In pieno periodo fascista Italo Balbo andò a prelevarlo con un
camion di squadristi, perché intervenisse per curare alcuni dei
suoi, ricoverati a Ferrara, rimasti feriti in degli scontri. Nigrisoli
andò e terminati gli interventi chiese a Balbo di essere portato
dagli altri perché potesse fare curare anche i feriti dell'altra
fazione.
Soprattutto però lui fu fra quelli nel 1931 , in tutto 12 persone
su 1251 (l'uno per mille), a rifiutare il giuramento di fedeltà
a Mussolini, per questo atto perse la cattedra di professore universitario,
ed ebbe in cambio divieti e oppressioni.
Nessuno di questi uomini agì in nome di qualcun altro, anzi è
giusto ricordare che né i professori comunisti, né quelli
cattolici, né quelli che avevano come riferimento Benedetto Croce
furono invitati a non sottoscrivere il giuramento. Togliatti invitò
i compagni professori a prestare giuramento per servire meglio "il
partito e la causa dell'antifascismo", Benedetto Croce invitò
a giurare "per continuare il filo dell'insegnamento secondo l'idea
di libertà", lo stesso Papa Pio XI invitò, su consiglio
di Padre Gemelli, a giurare ma con la riserva interiore.
Chi voleva dunque aveva il proprio paracadute, comunista, cattolico
o laico che fosse. Chi dunque si rifiutò di giurare lo fece solo
per sé, e perché credeva che rispondere positivamente
ai richiami della propria coscienza valesse tutti i sacrifici che avrebbe
dovuto sostenere.
Di queste 12 persone non c'è traccia, se non in rarissimi casi,
nella toponomastica delle nostre città, dove ci sono vie dedicate
a chiunque. Né esistono richiami nelle università, del
resto ricordarli significherebbe ricordare anche quale prova di pavidità
fornì il 99,99% dei professori universitari italiani fra cui
Guido De Ruggiero, Adolfo Omodeo, Federico Chabod, Giuseppe Lombardo
Radice, Giacomo Devoto, Gioele Solari, Arturo Carlo Jemolo, Piero Calamandrei,
Giuseppe Levi. Contro questi 1239 si alzò forte l'urlo dell'esule
Salvemini "Nessun professore di storia contemporanea, nessun professore
di italiano, nessuno di coloro che in passato s'erano vantati di essere
socialisti aveva sacrificato lo stipendio alle convinzioni così
baldanzosamente esibite in tempi di bonaccia".
Perché fra i 12 ho scelto qualche volta di mettermi il nome di
Bartolo Nigrisoli? Per le ragioni che dette al momento in cui si rifiutò
di firmare: "Giuramento simile io non mi sento di farlo, e non
lo faccio".
Questi sono i 12
così come li elenca Galante Garrone:
Francesco Ruffini,
diritto ecclesiastico, Torino
Mario Carrara, medicina legale, Torino
Lionello Venturi, storia dell'arte, Torino
Gaetano De Sanctis, storia antica, Roma
Piero Martinetti, filosofia, Milano
Bartolo Nigrisoli, medicina, Bologna
Ernesto Bonaiuti, teologia, Roma
Giorgio Errera, chimica, Pavia
Vito Volterra, matematica, Roma
Giorgio Levi Della Vida, orientalista, Roma
Edoardo Ruffini Avondo, diritto, Torino
Fabio Luzzato, diritto civile, Milano