Toro

Ho sempre preferito i più deboli, quelli che combattano sempre e comunque, quelli che ascoltano solo la voce del cuore, perché se iniziano ad ascoltare la voce della ragione non avrebbero che da arrendersi, o al massimo da fermarsi. Ho preferito Annibale a Scipione, Ettore a Achille, gli indiani ai cowboys (molto prima di balla coi lupi). E' normale dunque che io tifi per il Toro, la squadra contro. Però quando io ho scelto il Toro non sapevo nulla né di Ettore, né di Annibale. Perché allora? perché ho scelto la squadra che più di ogni altra è vicina al mio modo di essere e di pensare, che è quello di stare sempre e comunque dalla parte di chi vede la strada in salita. E infatti nel calcio, a 100 vittorie facili, ne preferisco 1 raggiunta con la forza del cuore e della disperazione, magari dopo aver perso 99 volte.
Forse io non ho scelto nulla, è il Toro che mi ha scelto, e mi ha fatto diventare protagonista della sua Storia. Ho alimentato la mia passione con i gol di Pulici, la fantasia di Junior, le scorribande di Lentini. Nel frattempo ho conosciuto il Toro che c'è stato prima: la grinta di Ferrini, la poesia di Meroni, la perfezione del Grande Torino. Questo è il mio Toro, questa è la sua Storia, che non cambierei con 100 scudetti.

biblioteca granata

 

di Franco Bellacci. abita nel valdarno, ad Incisa Valdarno vicino a Figline Valdarno, paese che si trova fra Firenze, Siena ed Arezzo