W.V.

by Franco Bellacci

Fra la mastondica mole di scritti dedicati a Veltroni, scelgo questo meraviglioso passaggio di Claudio Cerasa, pubblicato sabato su il Foglio, che rende tutto il resto superfluo:
“E proprio grazie a questa formidabile rete che si arrampica un po’ tra banche, i palazzi, lo sport e le bandiere, che Walter è riuscito nell’impresa davvero notevole di essere tifoso di Lazio, Roma, Juventus, Lodigiani, Virtus Lamaro ed è diventato così rispettato che, per dire, se dovesse diventare Sindaco di Bergamo, non avrebbe alcun problema nel dimostrare di essere tifosissimo della Juventus proprio per la sua fede giallorossa e biancazzurra, grazie alla quale non potrebbe far altro che essere primo tifoso di Atalanta e Albinoleffe”

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quando il governo sbaglia

by Franco Bellacci

Questo governo fa molte cose giuste a volte però la fa fuori dal vaso.
Uno di questi casi è il decreto che rende illegale negare l’olocausto.
Ho letto molti pareri, anche molto complessi, quasi tutti contrari. Una cosa di cui non so se rallegrarmi o meno, sono contento che molti critichino questa legge, mi rincresce che il nostro governo non abbia riflettuto nello stesso modo.
Per me la questione in realtà è molto semplice. La storia non si fa con i decreti, né con le leggi. La Storia si fa con la ricerca, la critica e l’analisi. Se oggi accettiamo questo principio, cioè che sia una legge a dirci cosa è esistito e cosa no, cosa è stato bene e cosa è stato male, domani una qualsiasi maggioranza potrebbe raccontarci il passato come preferisce e questo ovviamente è bene evitarlo.
Domani racconterò quanto è stato bravo il governo con le sue liberalizzazioni.

braccia incrociate

by Franco Bellacci

Quando il precedente governo era in carica, si diceva che gli scioperi fossero una forma di lotta organizzata solo per indebolire l’esecutivo. Veniva detto ad ogni sciopero, ma non era vero, gli scioperi nel nostro paese hanno sempre avuto una dinamica legata alla scadenza dei contratti, con il picco massimo nel 2002. Detto questo però, se fosse vero che gli scioperi sono un’arma politica nessuno potrà più dire che i giornalisti sono amici di questo governo.

Update,  un lettore che vuole rimanere anonimo mi segnala che a complicare il tutto, c’è i lfatto che i giornali che non scioperano mai sono quelli che tendono più o meno verso il centrodestra.

meglio di un nodo al fazzoletto

by Franco Bellacci

Dico la verità, iniziative come quelle di Vicenza il centrodestra dovrebbe farle almeno una al mese, Vedere 4 gatti a Vicenza è sempre positivo, intanto perchè si vede come certe pessime abitudini in terra laniera le stiano perdendo, ma soprattutto serve per ricordare il nostro passato, che era presente fino a 6 mesi fa.  In attesa che il governo cambi passo e da claudicante inizi almeno a passeggiare

2 parole sulla finanziaria

by Franco Bellacci

Premessa 1 – la situazione era difficile, la strada è strettissima e non per colpa di questo governo.
Premessa 2 – credo che un governo di centro destra avrebbe prodotto un finanziaria decisamente peggiore.
Premessa 3 – pagherò di più.
Premessa 4 – il manifesto di rifondazione “anche i ricchi piangano” è uno dei manifesti più stupidi della storia dall’Unità d’Italia ad oggi
Detto questo, a me di questa finanziaria piacciono molte misure, manca però qualcosa che l’avrebbe resa il frutto di un governo autenticamente riformista. Mi riferisco alla questione previdenziale: la mancata riforma delle pensioni e il trasferimento all’Inps, prima e ad un fondo per finanziare infrastrutture poi, di parte del Trattamento di fine rapporto.
Due scelte sbagliate che insieme diventano devastanti per i lavoratori più giovani, che così nei prossimi anni dovranno pagare le pensioni a tanti giovani pensionati e non avranno neanche i benefici in prospettiva di una previdenza integrativa, che per ovvi motivi questo governo non ha intenzione di far decollare.
Mi rendo conto che è molto più comodo andare contro una categoria che non ha rappresentanza, piuttosto che far irritare sindacati, Confindustria, Anci, Regioni, Upi ecc. ecc., però la grandezza di un governo si misura anche dalle difficoltà delle scelte realizzate, in questo caso si è scelta una strada facile sacrificando l’anello più debole.

Nel caso non sia stato chiaro in passato, oppure per chi è nuovo, dico che io non ho una grande simpatia per il Partito della Rifondazione Comunista. Mi piace poco a livello nazionale, per nulla a livello locale. Per sintetizzare, ma se a qualcuno interessa posso scendere anche nei particolari non mi va giù quell’atteggiamento da salvatori dell’umanità e quell’aria di chi ha sempre capito tutto. Individuarli è anche facile, sono quelli che raggiungono il massimo del godimento quando possono contestare, perché questo evidentemente li fa sentire più intelligenti e più puri. Però qualche volta hanno ragione, la commissione parlamentare sulle vicende del G8 di Genova è una richiesta sacrosanta. E i parlamentari, tutti da sinistra a destra, dagli oppositori a quelli di maggioranza, che hanno a cuore la storia di questo paese dovrebbero appoggiarla. Una commissione ha solo il compito di stabilire la verità e su quei fatti ci sono tante cose da scoprire. La prima su tutte, chi erano e dove sono finiti e black-block? Pareva che dovessero radere al suolo l’Italia e invece dopo Genova sono scomparsi: si sono estinti come i mammuth o sciolti come i templari? Altra domanda, è stata fatta un’indagine seria all’interno delle forze dell’ordine su quanto è accaduto nella Diaz e a Bolzaneto? Come italiano, ma lo chiederei con ancora più forza nel caso in cui appartenessi ad un corpo militare o di polizia, ho il diritto di sapere chi quelle notti ha reso Genova un territorio del Cile di Pinochet.

drogati

by Franco Bellacci

Il disegno di legge di conversione del decreto sulle Olimpiadi di Torino approvato i giorni scorsi al Senato contiene tutta la nuova normativa in materia di stupefacenti.
Se uno si chiede che tipo di rapporto c’è fra la legge sulla droga e le Olimpiadi, la risposta non potrebbe che essere una: zero. Come zero è la considerazione che i governananti hanno mostrato di avere verso il referendum del 18 aprile del 1993 che abrogò le parti più punitive della legge sulle droghe.
Se però il nostro governo è un po’ confuso quando si tratta di organizzare in modo logico le materie e di rispettare la volontà popolare, a livello sostanziale ha le idee chiarissime.
Per loro infatti:
tutte le droghe sono uguali e tutte portano in galera;
coltivare un po’ d’erba diventerà uno dei crimini peggiori previsti dal nostro codice penale;
la differenza fra uso e spaccio sarà determinato in modo rigido da una tabella. E’ quasi inutile dire che la rigidità favorisce lo spacciatore navigato che il consumatore sprovveduto;
potranno certificare lo stato di tossicodipendenza oltre ai sert, che fino ad oggi erano gli unici a poterlo fare, anche le strutture private. Considerato che le strutture private hanno ovviamente interesse ad avere più persone, non è che qualche strutture potrebbe essere indotta in tentazione, semplificando i percorsi?

Fino ad ora era stato tutto inutile. Non era servita la nuova legge elettorale, quella che per intendersi elimina dalle schede i riferimenti a Ulivo e Casa della libertà, oltre che ai nomi Berlusconi e Prodi, ma introduce l’inganno delle tra punte (a proposito di 3 punte, ma se il partito più votato fosse la Lega il primo ministro lo farebbe Calderoli? Nel caso invece fosse la Fiamma Tricolore o la lista Mussolini. Se qualcuno attribuisce all’Udc la possibilità di prendere più voti di Forzaitalia, perché escludere lega, fiamma e alternativasociale?) e una quarantina di simboli.
Né aveva dato risultati apprezzabili la montatura mediatica del caso Consorte, secondo cui i milioni di Consorte erano la prova della disonestà di qualche leader di centrosinistra, del resto non esisteva un solo riscontro oggettivo che in qualche modo legasse quei soldi a qualche esponente politico. Infatti un simpatizzante di centrodestra a cui avevo chiesto le ragioni di tale deduzione
non ha trovato di meglio che rispondere: “dove c’è fumo, c’è sempre un po’ d’arrosto”.
Nonostante Bruno Vespa, Cementano, Cossiga, la notizia sparata della candidatura di Caruso, nonostante i boicottatori della coca cola e della fiamma olimpica e i tentativi di identificare questi gruppi con l’Unione, nonostante tutto questo non ho mai avuto dubbi sul risultato elettorale e in qualche modo i risultati dei sondaggi sono sempre stati di conforto.
Oggi però ho avuto una notizia che mi ha fatto vacillare questa certezza: Santoro di nuovo in tv per 3 puntate a marzo. Una mossa che sicuramente è stata decisa da Berlusconi come ultima chance, un po’ come Daitarn3 utilizzava l’energia solare. Se l’Unione supera anche questa prova è fatta davvero.

Più giocatori per tutti

by Franco Bellacci

Il Presidente del Consiglio ieri, durante una convention elettorale, a Messina “non mi piace la posizione del Messina. Mi fa soffrire e allora, nonostante che lo scorso anno ci abbiano battuto, dirò a Braida di fare un gesto di signorilità dando dei giocatori alla squadra”.
Insomma basterebbe che qualcuno spiegasse a Berlusconi che tanti italiani stanno come il Messina e forse tanti problemi sarebbero risolti, non servirebbero né gli scioperi né un nuovo governo altro. Basterebbe un Braida qualunque a cui telefonare.

segnalazione

by Franco Bellacci

il talent scout italiano di Lost ha cambiato indirizzo, io ho già provveduto ad aggiornare il link, però mi dispiace perdere contatto con un post meraviglioso che traccia il clima pre-elettorale. Per ovviare al problema lo copio pari pari, così per leggerlo non dovete neanche fare lo sforzo di cliccare.

  • le reti di Mediaset iniziano ad ospitare Bertinotti ogni 5 minuti, alimentando il suo ego e di conseguenza le cazzate che spara (perché Bertinotti è uno che si cissa da solo mentre parla, poi non ha l’intelligenza di fare marcia indietro), sempre più impresentabili. Il fatto che non gli abbiano ancora fatto fare la classica puntata pre-elettorale su Cuba (che è un classico di Porta a Porta), è solo dovuto ad una mera questione di tempo: arriverà e lui come al solito difenderà una dittatura dove non ci sono i PACS per il semplice fatto che i gay li fucilano e comandano uomini in divisa (che si dicano comunisti o meno, a me interessa poco). Ogni volta che apre bocca perdiamo 1000 voti. Sappiatelo.


  • le reti di Mediaset iniziano a trasmettere in loop i film di Don Camillo. Li usano come mantra consolatori, ma fateci caso: la settimana prima delle elezioni (o di un evento favorevole alla sinistra come le Primarie) Rete4 ogni sera trasmette Fernandel & Gino Cervi, tanto per creare vecchie ansie in nuovi cretini. Lo so che è una soluzione stupida e farsesca alla Berlusconi, ma accade regolarmente dal 1994 ad ogni elezione (sono 11 anni che ci faccio caso, sì, sono un alienato).


  • le reti di Mediaset iniziano a trasmettere film come Caccia a Ottobre Rosso, Alba Rossa (tremendo: con Cuba che invade gli Stati Uniti) e l’immancabile accoppiata Rocky IV e Rambo 3 (in cui Stallone libera l’Afghanistan da solo, con l’aiuto di pochi guerriglieri, tra cui l’alleato degli USA - all’epoca – Bin Laden…)


  • misteriosamente gli “anarco insurrezionalisti”, cioè geni del crimine al cui confronto Lupin è una pippa, visto che non ne è MAI stato non dico arrestato ma almeno identificato uno, iniziano a fare casino in giro con bombe, molotov, gazebi leghisti o di AN incendiati (io li brucerei solo per il nome, per di più io odio Chopin [questa è sottile]), ecc.


  • ancora più misteriosamente compaiono – di solito da Vespa a scandalizzare vecchiette, boy-scout e gente che magari ci voterebbe ma li manderebbe volentieri a farsi 8 ore di catena di montaggio o più semplicemente 8 ore di qualsiasi lavoro – Casarini e Caruso, i due capetti degli “antagonisti”.
    Non ho ancora capito che lavoro facciano nella vita per mantenersi, ma secondo me beccano abbastanza soldi dalla destra per queste azioni di disturbo da camparci di elezione in elezione.


  • peggio ancora, escono dall’oltretomba i “dissidenti” di Rifondazione, cioè quelli che vorrebbero che il partito stesse da solo e non si alleasse con nulla che non sia il PCUS o l’EZLN. Che poi sono una triste cariatide qui di Torino e un altro che è così insignificante che mi fa quasi tenerezza. Ma siamo nell’ambito dei casi umani, più che dei casi politici.
    Fatto sta che nei 15 giorni prima delle elezioni si vedono più loro di Fassino o Prodi. Sono i preferiti di trasmissioni geniali come Parlamento In e qualsiasi baraccata kitsch di Anna La R(d)osa.


  • incredibilmente nei 2 mesi prima del via alla par condicio, inizia una trasmissione tipo Avanzi/Tunnel, insomma quel genere lì con la Dandini, con Guzzanti et similia. Noi di sinistra ci sentiamo tanto rassicurati, ridiamo a crepapelle, ce la contiamo tra di noi nel nostro piccolo mondo e non capiamo che trasmissioni simili non servono ad altro che a danneggiarci, perché di fatto vivono solo ed esclusivamente di autoconsumo, cioè sono cose che guardano solo quelli di sinistra e fatte da gente di sinistra, che non spostano e non conquistano un singolo voto. In compenso fanno incazzare e allontanano gente che magari ci voterebbe ma non è esattamente simile a noi sinistri puri, magari è pure solo moderata ma civile e vorrebbe votarci, se non la spaventiamo con questa cazzate. Lo dico per esperienza.
    E non prendiamoci in giro: vinciamo se ci vota questa gente qui. E non si tratta di farsi dettare la linea da loro, ma solo di non fargli paura. Cacciare Berlusconi val bene un po’ di imitazione scadente di Tremonti in meno.
    Che poi dico “noi”, ma io è dai tempi della “Tv delle ragazze” che DETESTO quel genere di trasmissione alla AVANZI, Guzzanti mi fa ridere a tratti e ogni volta che vedo la Dandini in Tv cambio canale, non per antipatia ma per il semplice fatto che mi fa più rabbia che ridere. Insomma, ci danneggiamo da soli e non lo capiamo.


  • Cossiga inizia a dare i massimi segni di squilibrio, tipo che dichiara che al Senato vota DS e alla Camera AN. (poi in verità secondo me vota a destra in entrambi i casi)


Non vorrei che a questo elenchino simpatico si aggiungesse la voce “scoppia qualche bomba, si dà la colpa al musulmano di turno e si invoca l’uomo forte, Forattini fa l’ennesima vignetta in cui Prodi e Fassino sfilano con gli striscioni con su scritto “Viva Bin Laden”, la Fallaci schiuma qualche articolessa e la brava gente si fa prendere dal sentimento più funzionale alla destra: la paura)

due segnalazioni

by Franco Bellacci

potete vedere questo blog, il tuscany pod travels, dove si possono vedere dei video di queste terre, fra tutti segnalo quello su quella meravigliosa chicca che è Gropina e quello su Rocca Ricciarda.

In alternativa, potete leggere l’ordine del giorno presentato da Cofferati sulla legalità. Per quel che mi riguarda, dopo che l’ho ascoltato da Fazio, posso dire che io sto dalla sua parte. Insomma è stata la vituperata tv a permettergli di spiegare la sua posizione, che non è quella di essere il Gentilini di sinistra.

clicca sotto per leggere l’ordine del giorno

Read more…

devolution

by Franco Bellacci

Giusto per dire che quelli che ieri esultavano per l’approvazione della devolution, sono gli stessi della finanziaria che taglia in modo acritico le spese di regioni e enti locali, senza fare un minimo di distinzione fra gli sperperatori di risorse pubbliche e chi invece amministra in modo oculato, e che oltretutto non dà il minimo spazio all’autonomia impositiva.
Che i nostri governanti non facciano della coerenza il loro punto di forza non è una novità e, tutto sommato, è bene farci poco caso.
Al costo di tutta l’operazione invece è bene badare. Sapere quanto costerà è difficilissimo, in teoria zero, se chi governa sarà capace di organizzare i passaggio delle competenze a regola d’arte, fra cui chiudere qualche centinaio di uffici centrali e spostare qualche decina di migliaia di ministeriali in tutta Italia. Bordignon, che è un po’ più realista, nello studio, che fra i tanti fatti, pare il più attendibile, calcola 55 miliardi di euro (seconda sezione del rapporto).
1000 euro ad abitante. Diciamo così che se anche avesse sbagliato nell’ordine di 10 volte questa marchetta fatta alla lega, è la più costosa della storia d’Italia.

Evidentemente parecchio, solo la rabbia e la delusione per un risultato inatteso e deludente può far comprendere, ma non giustificare il post di Luca Sofri sul risultato delle primarie.
Lasciamo perdere la parte dedicata a Prodi, “un candidato democristiano, resistente a diversi valori di sinistra (di scarsissima sensibilità sui referendum, perduti anche con il suo concorso), di poco carisma e inesistenti visioni, di scarsa modernità e cronologicamente distante da parecchi di loro” ormai quello che pensa di lui è risaputo, certamente sarebbe meglio se quanto scrive lo facesse passare per il suo pensiero, lasciando perdere il tono del professore che descrive gli assiomi di Peano.
Gli sta talmente sulle scatole che tiene a sottolineare che Prodi non è stato scelto, ma approvato.
Sicuramente è un limite mio ma non ho capito. Però se la differenza sta nel fatto che quando la scelta nel voto è limitata ad opzioni predefinite, invece della possibilità di indicare chi si vuole, allora l’ultima volta che ho scelto risale all’elezione del capoclasse in quarta elementare, da allora, come tutti, ad eccezione dei parlamentari quando eleggono il Presidente della Repubblica, ho sempre approvato.
Se su Prodi si può passare sopra (anche se sarei curioso di sapere cosa lo differenzia da Veltroni, che quando erano al governo erano in totale simbiosi, forse il fatto che l’attuale Sindaco di Roma vuol cancellare dalla strade i sanpietrini?), quello che pensa su chi ha votato Prodi è stomachevole.
A suo modo di vedere quella gente, quella che ha votato Prodi, ha una colpa, quella di essere povera (e ignorante) e quindi di preferire un governo che si curi di loro ad una posizione “lungimirante, altruista e costruttiva” che consiste in 10 anni di opposizione, il tempo necessario per costruire un leader. Potessero, sceglierebbero diversamente, ma il bisogno li costringe a scegliere, ovviamente in apnea, Prodi, invece di iniziare un lungo bagno d’opposizione, che regalerebbe alla sinistra un leader alla rosa canina.
La mia sensazione è che Luca Sofri forse avrebbe bisogno di incontrare un po’ di quelle persone, magari salire su qualche treno di pendolari o su un tram, e provare a parlarci, e scoprirebbe che la realtà è un po’ più complessa di quella che descrive. Che le persone che hanno votato Prodi lo hanno fatto senza scendere a nessun compromesso, lo hanno fatto perché si fidano, e magari non capivano invece cosa significasse e chi rappresentasse Scalfarotto. Tanto per essere più chiari, ci sono persone che pur sapendo leggere, scrivere e far di conto, scientemente hanno scelto Prodi, convinti che sia la scelta migliore. Forse però è meglio che Luca Sofri non incontri mai queste persone, il suo modello d’Italia quello con la sinistra che può e la sinistra che vorrebbe ma non può, è un modello che ha un suo fascino e forse anche dei vantaggi, però ha un limite oggettivo: non esiste.

dati: ha vinto l’Unione

by Franco Bellacci

Il paese, quello mio, ha risposto bene. Su 4600 aventi diritto, una partecipazione standard sui 3800-3900, hanno votato 1053 persone, con questi risultati:
Prodi 872;
Bertinotti 137;
Di Pietro 14;
Scalfarotto e Mastella 7;
Panzino 6;
Pecoraro Scanio 5.
3 nulle
2 bianche.

primarie

by Franco Bellacci

Se continua questa affluenza, qua succede come a Restone alle senatoriali del 2001: si finisce le schede.
Un’affluenza inattesa, aiutata anche da qualche elettore di centrodestra, che evidentemente voleva partecipare.

primarie

by Franco Bellacci

Nonostante che il mio curriculum universitario dica che io a statistica sia una pippa, fra le prime cose fatte dopo la laurea c’è un po’ di tempo passato in un’istituto di quelli che fanno sondaggi. Un’esperienza che mi ha insegnato a costruire campioni statistici. Ancora
oggi anche se grossolanamente mi diverto a costruire dei campioni, che intendiamoci, hanno un livello d’attendibilità pari a quelli dell’auditel, per capire tendenze e quello che succede.
Una delle ultime analisi che ho fatto, senza tanto approfondimento per la verità, dice che le primarie dell’Unione di domenica prossima sono un evento che non coinvolge la massa, pur facendo riferimento ad una zona considerata politicamente molto attenta e che ha già provato seppur parzialmente le primarie nelle scorse elezioni regionali.
Forse è stata la riforma elettorale che ha rubato l’attenzione sui media e inoltre ha impedito ai partiti di fare una campagna elettorale adeguata.
Il mio timore non è che a votare ci vada poca gente, il mio timore è che a votare ci vadano solo certe categorie, che ne venga fuori qualcosa di elitario, che vada poco oltre le persone che si informano autonomamente come come i lettori dei quotidiani e gli utilizzatori di Internet, che probabilmente sono anche le stesse persone.
Se sarà così mi dispiace, le primarie comunque rimangono un evento straordinario, probabilmente la più grande consultazione democratica non obbligatoria degli ultimi anni (chi ride, mi dica qual è, secondo lui) e che domenica coinvolgerà comunque decine di migliaia di persone che dedicheranno una domenica ad un progetto.

Io per chi non lo avesse capito voto Prodi e mi dispiace che le forze dell’Unione siano state così democratiche da non espellere la candidata senza volto, che dopo aver sottoscritto il documento in cui s’impegna a sostenere il vincitore delle primarie, ha detto che del risultato non gliene frega nulla.

Visto che le primarie si sono sviluppate molto sul web, è il caso di fare i complimenti a Profeta per quanto ha fatto, se proprio devo trovare un limite alla sua campagna, direi il candidato che ha scelto.

riforme

by Franco Bellacci

Io l’ho già scritto quello che penso della proposta di riforma elettorale che il centrodestra vuole approvare. Quindi questo è solo per aggiungere quanto sia triste la parabola del nostro presidente del consiglio, 5 anni fa promise di cambiare l’Italia, oggi esulta perchè sta cambiando le regole del gioco elettorale. E’ come se uno annunciasse che presto sarà il campione del mondo, e invece si accontenta di essere quello che vuole cambiare le linee del campo.

Regole

by Franco Bellacci

Ho sentito per radio che il centrodestra vuol cambiare la legge elettorale e che l’Unione non l’ha presa bene. Certamente cambiare le regole ad un paio d’ore dalle elezioni non è molto bello ed è chiaramente il segno che quando Berlusconi parlava di pareggio non stesse guardando l’esito dei sondaggi ma del risultato di Ascoli – Milan.
Io però quando ho saputo che le nuove regole prevedono un proporzionale, mi sono tranquillizzato, fino a che il centrodestra non propone l’elezione dei parlamentari tramite estrazione a sorte il risultato non è in discussione.

donne di Firenze

by Franco Bellacci

Le donne di Firenze si svegliano la mattina quando suona la sveglia, imprecano, se hanno un uomo accanto forse lo tratteranno male o forse no, se l’uomo non c’è questo passo salta. Vanno in bagno, poi escono, si dirigono in cucina e preparano il caffè, se non ci ha già pensato l’uomo. Qualcuna dopo il caffè accenderà una sigaretta e allora probabilmente tornerà in bagno. Quindi si vestono ed escono. Chi li ha, accompagnerà i figli a scuola, poi al lavoro. E così via: gioie, delusioni, sogni, incazzature, preoccupazioni, soddisfazioni, la palestra e la dieta.
Tutto sommato nulla di diverso rispetto alle donne delle altre città.
A Firenze però in questi giorni c’è un gruppo di donne che si è data ad un’attività che non ha uguali nel resto della nazione, la contestazione del presidente della provincia perchè ha tolto di giunta un assessore. Una contestazione energica, organizzata e sopratutto intensa: petizione, quindi l’assemblea, il giorno dopo il comunicato stampa, per finire al sit-in passando per l’appello.
Un’intensità che fa pensare al coinvolgimento di centinaia di persone, quando in realtà sono qualche decina. Questo continuo passare da un’attività ad un’altra però, permette a questo gruppo di godere dell’effetto specchio come nei film di cowboys quando ci sono le cariche della cavalleria e si vedono centinaia di cavalli, che in realtà sono sempre gli stessi, ma sembrano tanti grazie al gioco di specchi. In questa vicenda il gioco di specchi è dato dalla diversificazione dell’azione e dall’attenzione che queste azioni stanno avendo da una parte della stampa fiorentina (repubblica).
Detto di come la vicenda appare all’opinione pubblica. Mi rimane l’altro aspetto, quello che secondo me è soprendente, che ci siano delle persone che nel 2005 spendono tante energie per la questione dell’assessorato alle pari opportunità. Non le pari opportunità, attenzione, ma l’assessorato alle pari opportunità. La contestazione infatti sopratutto verte sul fatto che il presidente Renzi abbia tolto ad una donna la delega delle pari opportunità, se la sia tenuta per se e non abbia intenzione di affidarla ad un’altra donna.
Intendiamoci, l’aspetto delle pari opportunità è rilevantissimo, non solo nel rapporto uomo-donna, ma anche nel rapporto fra generazioni diverse. Pensare però che la questione possa essere affrontata da una delega ad hoc, e non da un mercato del lavoro diverso, da un accesso al credito adeguato, da un’assistenza all’infanzia articolata, è secondo me un po’ limitante e visto che la protesta è portata avanti anche da persone impegnate nelle istituzioni anche un po’ preoccupante.

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