Ogni cosa è istruttiva.
Anche il risultato di Roma, grazie a quello, infatti, ora so dove stanno tutti, quando da queste parti non c’è in giro nessuno: sono tutti a Roma. Non sono però a prendersi un caffè al Sant’Eustachio, farsi due bucatini in trattoria o un giro dalle parti di Piazza di Spagna. Se vanno a Roma, e a sentire tutti quelli che ho incontrato stamani, ci sono sempre, si trovano alla Stazione Termini a scansare gli scippatori o ad evitare di essere inghiottiti da una buca per la strada, oppure a farsi terrorizzare in periferia. Sono tutti là (per spostarsi ovviamente utilizzano il taxi, perché possono parlare con i tassinari, che hanno il polso della situazione), perché tutti sapevano, tutti se lo immaginavano, tutti nella Capitale hanno vissuto queste terribili esperienze e quindi quanto è successo era ampiamente preventivabile.

voto 2.0

by Franco Bellacci

Votato. Ho anche fatto il mio ultimo giro dalle persone che non navigano su internet, non conoscono i blog, nè twitter e facebook (quest’ultimo neanche io, per la verita). Sono le persone che hanno paura di sbagliare e quindi vogliono il facsimile da portare con loro (e ricordargli di non metterlo in borsa perchè alcuni presidenti di seggio non le fanno portare nelle urne), sapere dov’è il simbolo, e “come è fatto questa volta, perchè è sempre diverso”.
Più di una persona mi ha detto che il simbolo sembra quello di Forza Italia. A chi mi ha fatto notare questa cosam ho risposto dicendo che le schede sono più grandi e quindi i simboli si riconoscono meglio e che comunque il simbolo di Forza Italia non c’è per cui non c’è possibilità d’errore.
Il voto è anche questo.

il principale esponente

by Franco Bellacci

A me le polemiche che ci sono state i giorni scorsi sulle schede elettorali erano rimaste abbastanza incomprensibili. Non tanto perchè la Lega e la pdl stavano protestando contro qualcosa che avevano fatto loro, ma perchè poi per votare occorre mettere una X su un simbolo nulla di più.
Quando però stasera tornando a casa, ho sentito questo su Radio Radicale, ho capito il motivo di tanta preoccupazione. Siccome non credo sia molto credibile raccontarla, ecco il video.

Comunque il “piove, governo ladro!” è da applausi.

Ho ricevuto qualche simpatica critica perchè non parteciperei attivamente alla campagna elettorale, cioè non parteciperei attivamente ai vari incontri, cene, dibattiti, comizi. Tanto che qualcuno ha avanzato il dubbio se io sia ancora un convinto sostenitore dal Partito Democratico (sì, lo sono)
E’ vero che non partecipo molto a questi eventi, non è neanche vero che li sto evitando, più semplicemente non credo che siano strumenti ancora molto utili.
E soprauttutto non condivido la dicotomia:
cene, comizi, volantinaggi: politica vera;
tv e internet: politica di plastica.
Non è così. Capisco che è brutto dirlo, ma è così, un comizio oggi è utile per un leader di livello nazionale, per il resto è qualcosa da guardare con la benevolenza delle cose che ci ricordano il passato come il treno a vapore. E’ bello vedere una locomotiva a vapore, ma per viaggiare è meglio una locomotiva moderna.
Gli incontri dal vivo rappresentano un momento insostituibile, però non sono più sufficienti per coinvolgere i cittadini che pretendono giustamente risposte sempre più precise e puntuali.
Penso che gli strumenti moderni non vadano nè irrisi, nè guardati con sospetto. Vanno conosciuti e utilizzati, perchè sono un eccezionale strumento di diffusione di idee e notizie.
Il documento che segue, ad esempio, ne è una prova, penso infatti che chiarisca le idee meglio di tanti convegni e comizi.

E’ stato preparato da un gruppo di studenti in economia. Questa la loro pagina
Questa la presentazione in formato pdf e questa in formato presentazione powerpoint.

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PD + Radicali. la mia opinione

by Franco Bellacci

Io sono d’accordo sull’accordo. Avrei un po’ di problemi nel caso volessero candidare Sergio D’Elia. Apprezzo tantissimo il suo percorso successivo alla fase terroristica, non penso però sia giusto eleggerlo in Parlamento.

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Evidentemente a Repubblica subodoravano (erano anni che volevo utilizzare sul sito il verbo subodorare) qualcosa. Hanno ritenuto che i partiti non sarebbero stati in grado di organizzarsi delle primarie vere ed hanno messo a disposizione il loro sito.
Il metodo ovviamente è quello di Repubblica: alla cazzo.
Si sono presi un di nomi a caso e hanno iniziato. Ai cittadini poi, bontà loro, hanno lasciato l’opportunità di poter effettuare altre segnalazioni, inserendo fra i votabili chi avrebbe ricevuto 20 segnalazioni da utenti registrati sul sito.
Io per ragioni che non sfuggiranno ai frequentatori di questo spazio segnalo le mie preferenze su Firenze e Torino. Dunque a Firenze, ovviamente non posso che scegliere Lucia De Siervo.
Per quanto riguarda Torino avrei anche lasciato perdere, però vedendo la presenza nella rosa del PD di Evelina Christillin, e che il solo fatto di immaginarla in Parlamento mi fa venire la dermatite anche alle unghie, io dò la mia preferenze a Gianni Vernetti, uno dei migliori in assoluto.
UPDATE Riflettendoci, il mio candidato ideale su Torino suzukimaruti.it , non è nella lista. Ora vado a proporlo e inviterò degli amici torinesi a fare altrettanto.

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Succedono cose

by Franco Bellacci

Venerdì, la Nazione fa lo scoop: la mappatura delle occupazioni abusive a Firenze. Mentre leggo l’articolo, mi viene un dubbio “ma di quando è questo giornale, di un anno fa?”, perchè la sensazione è quella di tenere in mano il giornale di un anno prima. Tre delle occupazioni citate infatti non esistono più: una da agosto, una da novembre ed una da dicembre. Dico queste cose, perchè sono a conoscenza di vicende più o meno segrete? no semplicemente sono vicende che ho letto sui giornali, nazione compresa. Cioè che San Salvi 12 padiglione 37 è stato liberato lo scorso 11 agosto, San Salvi 12, padiglione 39 il 29 novembre e che Viale Incontri 32 non è più occupata dal 14 dicembre.
Io, per la verità non ho grandi pretese nei confronti della stampa, non mi aspetto nè precisione, nè rigore, nè imparzialità, insomma non mi aspetto nulla quanto sarebbe normale aspettarsi da una stampa di alto livello. Però almeno la decenza, quella mi piacerebbe.

Domenica mattina sono stato ad ascoltare Veltroni, ma più di quello che ha detto (tante belle cose), i commenti si sono incentrati sul dopo, cioè sul fatto che il suo intervento si è chiuso con l’Inno d’Italia. Molta meno attenzione è stata data a quello che è stato suonato dopo l’inno, Fango di Jovanotti, che, secondo me, è una chiara manifestazione di volontà sulle future alleanza “io lo so che non sono solo, anche quando sono solo”. Andremo da soli! commento del sottoscritto ALEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!

Sul Corriere della Sera di oggi si parla del Maresciallo Incandela, che nel passato ha avuto due picchi di grande celebrità.
Il primo quando gli fu attribuito un ruolo fondamentale nel pentimento di Patrizio Peci. Il secondo quando divenne test chiave nel processo Andreotti. Un momento in cui oltre a godere della celebrità processuale, ebbe anche un grande risalto nei media grazie a Travaglio e i travaglini, che individuarano nella testimonianza dell’Incandela la prova della colpevolezza di Andreotti. Gli altri, quelli meno intelligenti, per la verità, nel sentire le deposizioni invece abbero più di un dubbio sull’attendibilità di quest’uomo.
Ieri ha avuto il terzo picco di popolarità, infatti è stato arrestato per favoreggiamento e corruzione.
Chissà se il buon Travaglio ne parlerà ad anno zero?

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Crisi di governo

by Franco Bellacci

La crisi di governo non è una bella notizia. Non è arrivata inattesa, anzi, era nell’ordine delle cose per cui onore a Prodi, che comunque si è comportato da leader.
La crisi non è una bella cosa per il paese, anzi, però è quello che c’è. Intanto prendiamo gli aspetti positivi immediati, perché ci sono anche questi. Finalmente scompariranno, politicamente s’intende, tutti quelli che ogni giorno avevano un ultimatum diverso da porre, non è tantissimo, ma sempre qualcosa.
Parlare del resto è prematuro, forse ci sarà un nuovo governo per riformulare la legge elettorale, forse ci sarà da votare per Senato e Camera. Vedremo, la cosa peggiore che può capitarci è un governo così.

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prospettive del PD

by Franco Bellacci

Non ho partecipato ad una presentazione, l’ennesima per la verità, sul partito democratico. “non ho voglia di brutte notizie, e se dicono cose belle, evidentemente parlano di un’altra cosa”
In realtà non penso questo, anzi continuo a pensare che il PD sia la cosa migliore della politica italiana degli ultimi 10 anni. E’ che ora, iniziato il percorso, mi sento come quando si parte per una vacanza in un luogo lontano e quando si arriva, a causa della stanchezza si vede tutto quello che non funziona, rispetto a quello che funziona.
pPer me è un po’ così, ad esempio, mi sembra che il nostro partito sia un po’ troppo orientato al lato commerciale piuttosto che a quello produttivo. Cosa c’è di male? mi chiederete, anche niente, i commerciali sono ottime persone, sopratutto per andare a cena, difficilmente ci si annoia, però quando si vuole un po’ di concretezza, meglio rivolgersi altrove, magari a qualcuno meno brillante nella conversazione. Insomma uno di quelli su cui oggi si sprecano le ironie e che c’è una gran voglia di accantonare, ma che, a breve, temo che rimpiangeremo, insomma i tipi come Prodi e Padoa Schioppa.
clicca per vederlo piu' grande
Se non fosse chiaro, io fra Klaus Davi e i Ds di Gavinana Di Vittorio scelgo sempre i secondi.

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il dopo primarie

by Franco Bellacci

Si diceva questo: il voto per le primarie del 2005 era essenzialmente un voto contro, era un segnale di dissenso verso il governo Berlusconi. Chi era andato a votare non voleva dire voglio candidato premier Prodi, voleva dire non mi piace il governo. Per questo erano andato al voto oltre 4 milioni di persone. Ma che oggi, nel momento di massima difficoltà del governo, i 3,4 milioni che si erano espressi per Prodi, cioè i simpatizzanti teorici del PD, erano un sogno irrealizzabile. E quindi avevamo detto che un milione di persone, che erano sempre il triplo di quelle che avevano partecipato in Francia alle primarie che avevano nominato Ségolène Royal, erano comunque un grande risultato.
Visto però che ieri sono andate alle urne le stesse persone che votarono per Prodi, è evidente che l’analisi sul voto del 2005 o quella sulla situazione attuale è sbagliata.
Ok, non sappiamo fare le previsioni.
Con il senno di poi però è tutto più facile. Per cui con i dati in mano posso dire che se nel paese si alza forte la voce dell’antipolitica, ancora più forte si alza quella di chi vuole una politica forte. Probabilmente queste voci che anche se si esprimono in modo diverso, vogliono poi la stessa cosa: un governo decente e una politica che dia speranza.
Ora c’è solo da essere all’altezza di queste aspettative .

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PD

by Franco Bellacci

Domenica è il giorno delle primarie (meno male, perché non se ne poteva più). Qui si può conoscere tutto, o quasi, quello che serve. I fiorentini invece possono andare qui, scrivono il nome della via dove risiedono e il cervellone gli risponde dove devono votare.
Almeno dalle discussioni che ho avuto io, al di là delle questioni pratiche sul quando, dove e come si vota, i problemi essenzialmente sono questi: perché è importante votare? Che fra i diversi candidati e le diverse liste non sembrano esserci molte differenze. Nella lista che vorrei votare ci sono candidati discutibili.
È importante votare perché il risultato dell’affluenza ai seggi sarà la spinta per dare il via al Partito Democratico. Più persone parteciperanno, più forte sarà il partito.
Fare una previsione non è facile, è la prima volta che un partito viene fondato dai cittadini. È una questione di cultura, c’è chi fonda un partito davanti al notaio, chi lo fonda insieme ai cittadini. Secondo me 500.000 persone sarebbe già un risultato eclatante. 1.000.000 sarebbe un successo. 1.500.000 un trionfo. Visto che tutti fanno previsioni, la mia è fra 1.200.000-1.300.000 di persone.
Sulla questione dei candidati e delle liste. È normale che non si veda molta differenza, bisogna tener presente che tutta questa gente confluirà nello stesso partito, sarebbe preoccupante se i candidati avessero programmi completamente opposti.
Per quanto riguarda la scelta, per i tempi che viviamo e quelli che si prospettano, alcune fra le qualità che il nuovo segretario dovrà avere sono quelle della capacità di dialogo, quella di tenere bassi i toni e di tranquillizzare i cittadini, non di eccitarli (sto parlando di animi). Per questo ritengo Rosy Bindi poco adatta a questo ruolo. Tutto sommato penso siano abbastanza interscambiabili Letta e Veltroni, siccome penso che il secondo ha più appeal elettorale del primo, al momento in cui ci saranno le elezioni, voterò il secondo.
Un ragionamento analogo va fatto sulle liste, io scelgo la lista Democratici con Veltroni, perché fra le due liste più moderate ha un po’ meno il tono da “unti del signore” della lista innovazione.
Il terzo punto, sulla difficoltà di votare una lista a causa di presenze non gradevoli. So bene che nella lista ci possono essere persone che non si stimano totalmente (è un problema che abbiamo tutti, io per primo nella lista regionale del mio collegio) e che il sistema della lista bloccata non permette di scegliere. Però tenete presente che le persone che non si amano, diciamo così, si distribuiscono un po’ ovunque, in tutte le liste. E inoltre sono anche fra quelle che domani auspicano una bassa affluenza.
Se questo vi preoccupa non avete scampo, qualunque cosa deciderete di fare domenica, qualcuno che vi rimane profondamente sui coglioni lo farete contento.

la nuova stagione

lista Democratici con Veltroni

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ho scritto una cosa su
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per arrivarci direttamente senza passare dal via

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Oggi, al comitato elettorale c’è stata una conferenza stampa a cui ha partecipato anche una tv locale. Qualcuno ha definito sbagliato e/o snob il mio rifiuto all’intervista televisiva.
Mi sono tenuto lontano delle telecamere per due motivi, che non hanno nulla a che vedere con lo snobismo.
Penso infatti che lo spazio a disposizione, che per ovvi motivi di tempo non poteva superare i 10/15 secondi a candidato, non fosse sufficiente ad esprimere un pensiero né originale, né intelligente. E quindi ho pensato che la cosa migliore fosse evitare. Io ovviamente parlo per me, gli altri sono liberi di fare quello che ritengono più giusto.
Il secondo motivo è una conseguenza del primo, da spettatore trovo irritanti gli interventi televisivi spot, dove i politici sembrano intervenire solo per poter mettere la loro faccia anche se non hanno nulla da dire. Di conseguenza mi sarei trovato estremamente deprimente se alla prima occasione mi fossi comportato nello stesso modo.

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UPDATE: sono giorni in cui non c’è tempo neanche per respirare, e le cose da fare invece di diminuire aumentano. Ad esempio, domani sera non rientrerò in tempo, quindi il tutto si rimanda a mercoledì.

Più di una persona ha definito contraddittoria la mia posizione, espressa in un precedente post, dove ho definito leggermente pletorica, l’assemblea costituente nazionale del Partito Democratico e la mia candidatura nella lista Democratici con Veltroni.
Per ribadire che non c’è nulla di contraddittorio, per parlare del Partito Democratico e tutto quanto c’è intorno, in un modo possibilmente non banale, martedì mercoledì sera intorno alle 21,15, insieme ad un prestigioso giornablogger, apposta per stimolare la discussione, su questa pagina www.bellacci.biz/live ci sarà una diretta video, dove chi vorrà, potrà offrire il suo contributo con considerazioni e domande (ma anche inviti a cena).

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alla faccia del buonismo

by Franco Bellacci

“la legge per un cittadino comunitario che vuole stabilirsi in Italia prevede che questo ha tre mesi per dimostrare che è in grado di mantenersi. Se al termine dei tre mesi non è in grado di dimostrarlo, non succede nulla. Non va bene. Bisogna che succeda qualcosa, e questo qualcosa deve essere il rimpatrio di questo cittadino”. Così si è espresso Veltroni alla prima conferenza nazionale dell’immigrazione appena conclusa. Insieme a Chiamparino ha fatto il migliore intervento della due giorni fiorentina.
Al di là di chi è stato più o meno efficace, nel complesso è emerso in modo evidente come a livello locale ci sia una diversa percezione dei problemi e delle opportunità rispetto al livello centrale. E trovo un vero peccato che la stampa presente in massa abbia raccontato questi aspetti banalizzandoli e rappresentando la discussione come una rivendicazione di poteri speciali e la voglia di mettersi la stella al petto.

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i costituenti del PD

by Franco Bellacci

Le attività per le primarie del prossimo 14 ottobre sono entrate nel vivo. Fra queste, una particolarmente vigorosa è quella di formazione delle liste da cui scaturiranno gli eletti per la costituente nazionale e le costituenti regionali.
Per farla breve, c’è tanta voglia di essere fra i padri costituenti del partito. Non manca né la voglia né il senso di inadeguatezza. C’è un numero impressionante di persone che in questa fase sente di dover dare un apporto insostituibile, tanto da rendere difficoltosa la formazione delle liste per un eccesso di offerta di candidati.
Da un lato è un segnale estremamente positivo perché denota grande voglia di partecipazione, dall’altro però tutto questo rende estremamente ingrato il compito di chi deve stilare le liste, già alle prese con quote di genere, di provenienza, di categoria ecc. ecc.
Per rendere meno arduo il compito di questi redattori, avanzo una proposta: i candidati in caso di elezione si impegnano a presenziare al congresso costituente ad almeno l’80% dei 2.400 interventi (che se durassero al massimo 3 minuti ciascuno, darebbero luogo ad un congresso di 7 giorni di 16 ore di congresso al giorno).

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la mia sul v-day

by Franco Bellacci

  • E’ stato un successo, coinvolgere le persone è un’attività ardua, coinvolgerne qualche centinaia di migliaia è un risultato impressionante, accentuato dalla scarsa visibilità di cui ha goduto l’evento presso visto i media tradizionali e dal fatto che il giorno scelto fosse un sabato pomeriggio di fine estate in cui c’erano distrazioni a iosa.

  • Riguardo ai quesiti, io ne salvo uno, quello sulla scelta dei candidati. Proprio perchè credo che debbano essere i cittadini a scegliere i loro rappresentanti non sono d’accordo che dopo due legislature scatti la non rieleggibilità. Una legge elettorale che fa scegliere ai cittadini, consente a loro di decidere chi merita di rappresentarli o meno, senza limiti temporali. Come non sono d’accordo sulla non eleggibilità dei condannati. Mi soffermo un po’ su questo perchè il quesito è subdolo e pare che ad una lettera superficiale si tratti di essere favorevole ad avere i delinquenti in Parlamento. Nessuno, delinquenti a parte, credo sia favorevole a questo, ma il quesito dice altro. Dice che un cittadino condannato almeno in secondo grado, a prescindere dal tipo di reato commesso, non è più eleggibile. Non sono d’accordo intanto per una considerazione banale, cioè che un cittadino che ha scontato la sua condanna è un cittadino con gli stessi diritti degli altri. Ma c’è anche altro, il quesito non fa nessuna distinzione fra i tipi di reati, ad esempio, si può essere condannati per aver offeso un funzionario pubblico o aver diffamato una persona o anche per aver guidato un auto con 0,65 milligrammi di alcool nel sangue. Credo che comportamenti del genere siano disdicevoli, e infatti sono puniti dal codice penale, ma, secondo me, non sono poi così gravi da squalificare una persona a vita dalla vita politica.
    C’è poi un ultimo aspetto, che è poi è quello decisivo, se una condanna fosse sufficiente per eliminare una persona dalla vita politica, i giudici avrebbero un arma fortissima, una sorta di diritto di vita o di morte, sulla vita politica delle persone, che, secondo me, è bene lasciare ai cittadini.
    Mi sbaglierò, ma credo che molti dei firmatari siano anche d’accordo su questo tipo di considerazioni, ma che comunque abbiamo preferito dare un segnale comunque, che non può certamente esaurirsi nella parola vaffanculo. Con le dovute proporzioni, mi ha ricordato quanto accadde l’11 giugno 1991, il giorno del referendum sulla preferenza unica (quello dove Craxi esortò per la prima volta ad andare al mare, cercando di vincerlo con l’astensione). Un referendum, tutto sommato insignificante sotto il profilo sostanziale, che però diventò un modo per esprimere un dissenso a tutto campo.

  • Ora c’è da vedere cosa farà Grillo, che non può più nascondersi dietro il suo “io sono un comico”. Un comico non organizza manifestazioni di piazza e iniziative popolari per formare delle leggi. Ora Grillo ha un ruolo, e dovrà fare qualcosa di altro, non può più limitarsi di parlare alla pancia e alla rabbia dei cittadini, non può più ammiccare a qualunque movimento e comitato che avesse un no come suo fine (no-tav, no-termovalorizzatore, no-discarica, no-ruota, no-fuoco ecc. ecc.). Fino ad ora ha fatto il paladino degli incazzati e il minimo comune denominatore dei no-qualcosa, ha raggiunto un grande risultato, ora è il momento del secondo tempo.

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Pannella alle primarie

by Franco Bellacci

Per quello che conta, dico che è uno sbaglio lasciare fuori Pannella dalle primarie del Partito Democratico. Se infatti il partito Deomocratico vuole essere un partito nuovo e aperto, deve accettare le sfide, anche quelle che formalmente appaiono inaccettabili. Sarebbe un segno di apertura e di maturità, quella di consegnare ai fondatori del partito, cioè a chi parteciperà alle primarie del 15 ottobre, la scelta del leader.
E soprattutto eliminerebbe alla radice, accuse e recriminazioni, cose che in questa fase non servono a nessuno.

il secondo candidato

by Franco Bellacci

Fra i vari miei possibili candidati alla guida del Partito Democratico non ho preso in considerazione le candidature di Adinolfi, Bindi, Colombo e Schettini (se a qualcuno interessa posso anche spiegare il perchè). Fino ad oggi avevo in Veltroni una scelta obbligata. Da oggi con Letta ho una possibilità di scelta.
Ci sarà il tempo di riparlarne, di spiegare cosa vedo di positivo nei due candidati, i loro punti deboli e quali sono i punti dirimenti che mi faranno scegliere. Intanto però non posso non sottolineare il modo educato e sobrio di avanzare la propria candidatura. Insomma il video di Letta mi è piaciuto

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