vede la fine in me che spendo soldi e tempo in un Nintendo
by Franco Bellacci- Published:Luglio 24th, 2008
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- Category:io, me
un omaggio a quella che è la frase del decennio.
un omaggio a quella che è la frase del decennio.
Leggo questo flash su corriere.it
Nucleare, cento operai contaminati
PARIGI- Cento operai della centrale nucleare del Tricastin, dove alcuni giorni fa c’era stata una fuga di materiale radioattivo, sono stati contaminati «leggermente» oggi da elementi fuorusciti da una tubatura nella reattore numero 4, fermo per manutenzione. Lo ha reso noto la direzione di Edf.
Chissà come sta uno contaminato “leggermente” da materiale radioattivo? forse come quei tifosi che furono accoltellati all’Olimpico, ma come specificarono bene sulla rai solo “leggermente”.
Devo imparare anche io ad utilizzare questa parola “leggermente”, che offre sempre un cambio di prospettiva con degli effetti stupefacenti.
Indrid Betancourt è libera.
Sono contento come un contradaiolo dell’Istrice.
Prima che Lippi chiudesse la porta a Totti, ho parlato con il mio amico G. dell’ipotetico ritorno di Totti in nazionale, lui, ovviamente, era strafelice di questo, ma da buon bevitore di vino, vedeva più il bicchiere mezzo vuoto: “il ritorno di Francesco è una notizia fantastica per l’Italia, ma non possiamo far finta che per 2 anni ci hanno raccontato una frottola clamorosa, quando dicevano che lui aveva chiuso con la nazionale. E’ evidente che i problemi erano altri. Ed è vergognoso, che queste associazioni di tutela dei cittadini, sempre pronte a cavalcare qualunque battaglia, non si occupino di questa bugia raccontata a tutta la nazione. Questo è un caso di scuola da class action, peccato che fino a gennaio non possiamo attivarlo”.
Poi oggi Lippi ha chiuso la porta a Totti, e mi sta pensiero sentire quello che dirà il G.
Da qualche giorno hanno cominciato ad arrivare delle mail sul post del 11 giugno, quello sugli angeli dell’immondizia. La cosa era abbastanza strana, visto che le mail avevano cominciato ad arrivare dopo una settimana. Poi guardando i link al sito ecco la ragione, un pezzo di questo post era stato citato in un articolo del Corriere del Mezzogiorno.
Le mail ovviamente non sono complimenti, neanche offensive per la verità, tutto sommato mi si dice, semplifico, che per parlare della questione di Napoli e dei rifiuti che dovrei conoscerla bene e che, facendo ironia mancavo di rispetto a tutti quei napoletani che non hanno colpa.
Ho risposto praticamente la stessa cosa a tutti. Hanno ragione, non conosco bene la cronologia dei fatti e soprattutto delle omissioni dalla responsabilità di governo da attribuire, appunto, ai vari vertici comunali, provinciali e regionali di questi ultimi 15 anni.
Loro, i napoletani, sono sicuro, sapranno individuarli e comportarsi di conseguenza.
Gli ho però anche detto che non accettavo di sentirmi dire che io mancavo di rispetto a Napoli e ai napoletani. Chi, secondo me, per ora sta mancando di rispetto a Napoli è il nostro presidente del Consiglio che in campagna elettorale si esprimeva così.
Poi al governo, prima ha fatto la voce grossa, quindi ha evocato l’esercito, infine, e siamo ad ora, ha fatto appello ai volontari, come se il problema fosse la raccolta dei rifiuti e non il non sapere dove portare i rifiuti.
A lui, dovete chiedere le risposte. Non a chi fa notare come questo governo ancora non solo non ha trovato la soluzione, ma quando è a corto dello scoop quotidiano per aprire i tg e i quotidiani del giorno dopo, utilizza la vicenda rifiuti perchè da lì una notizia da prima pagina si riesce sempre a trovare.
Io non ho nulla contro Napoli, mi pareva evidente. Oltretutto se questa settimana avessi avuto tempo, avrei anche fatto un post sulla vicenda del consigliere comunale di Napoli e la bolletta di 2 giorni che ammontava a 7.500 e di quanto questa vicenda, secondo me. fosse poco credibile. Non perchè credo che tutti i consiglieri siano virtuosi a prescindere, ma solo perchè è impossibile spendere quella cifra. 7.500 euro in 2 giorni, anche considerando il funzionamento ininterrotto della persona e del telefono vogliono dire 256 euro l’ora, per 2,60 euro al minuto. Una tariffa decisamente più alta di quelle consip, che è il contratto a cui devono aderire tutte le pubbliche amministrazioni a meno che non trovino tariffe più convenienti.
Stamani ho preso il treno da Figline, ed ho scoperto che dove un tempo sorgeva il Taotec (mirabilmente raccontato su Interessi in comune), ora sorge, seppur in forma assolutamente identica dall’esterno, “la grande mela”, un business center per congressi e similaria.
Appena ho letto il nome, mi sono venuti in mente: New York, l’azienda di Cupertino che produce ipod e computer, i Beatles. Non una grenny smith, una stark, una fuji, un’annurca o una loro cugina frutta, ma una città, un’azienda e una band.
Mi sono sentito un po’ vittima, non so bene di cosa, ma vittima
Giovedì scorso nonostante tutti gli indicatori (ad eccezione di quello della temperatura che indicava un piratesco 37,0) e la logica invitassero a fare il contrario, sono tornato al lavoro. Del resto, anche gli argomenti che mi invitavano ad alzarmi dal letto erano comunque importanti: Brunetta, ad esempio, da quando aveva annunciato il suo manifesto, io di fatto non ero più andato al lavoro, e io non volevo che prendesse le mie assenze come una cosa personale.
C’era poi anche un’altra cosa, giovedì nel tardo pomeriggio, alla Feltrinelli, veniva presentato il libro Gli interessi in comune di Vanni Santoni (altresì noto come Sarmizegetusa), che non parla come qualcuno potrebbe credere di una lobby che lavora all’interno di un’amministrazione locale, ma racconta l’epopea di un gruppo di ragazzi valdarnesi, per lo più figlinesi.
Ebbene quando sono arrivato, insieme alle mie domande da porre all’autore, mi sono portato una situazione clinica decisamente peggiorata, rispetto alla mattina. La presentazione era in corso, ma io non ho potuto fare altro, che prendermi il libro, rinunciare alle domande e alla dedica e andare verso casa.
Ora sono circa a metà del libro, ed mi trovo in una di quelle situazioni in cui da un lato vuoi correre nella lettura, dall’altro non vuoi bruciarti qualcosa che ti sta piacendo con una lettura superficiale. Insomma, è una storia che prende. Non nascondo che un po’ potrebbe essere l’effetto Valdarno a rendermelo particolarmente gradevole. Non credo però sia solo questo, il punto è che la vita di questi giovanotti, nei dodici anni circa di storia che attraversa la storia è raccontata proprio bene.
Insomma per farla breve, se siete figlinesi o valdarnesi, non fatevelo sfuggire, se Figline e il Valdarno in genere non sapete neanche dov’è, è uguale, leggetelo lo stesso, perché raramente capita di leggere qualcosa di scritto così bene sui giovani, e quando capita questi si chiamano Jack, Sam o Charlie.
l’immagine qui sotto rappresenza la cosa tecnologicamente più avanzata che ho visto in una settimana negli Usa.

E’ un asciugamano a vapore. Il primo asciugamano a vapore che ho visto funzionare.
Dunque sono tornato con la febbre, la flip video e senza gli iphone (esauriti in tutti gli apple store statunitensi) che ero stato incaricato di acquistare.
uno che non ha portato fortuna, l’altro cantato in una serata sfortunata
A Roma stanno per terminare le operazioni di voto del ballottaggio. A me, saranno stati i 300 chilometri di distanza, queste due settimane di campagna elettorale hanno avuto uno strano effetto. Perchè ho sottolineato l’aspetto dei 300 chilometri di distanza? perchè da qui non potendo vivere direttamente la situazione, mi sono dovuto affidare alle parole dei due contendenti. Ebbene, a me è parso che i due candidati abbiano detto le stesse cose, si siano dati le stesse priorità ed usato uguali argomenti. Fino al momento topico, quando un candidato ha accusato l’altro di essere stato membro del governo che ha fatto la sanatoria degli immigrati e l’altro ha ribattuto che era la cosa giusta. Ma non era Alemanno ad attaccare e Rutelli a difendersi, ma l’opposto.
Forse sto banalizzando troppo e mi dispiace, quello che vorrei dire è che le parole se le stacchiamo di chi le pronuncia, dalla credibilità e dalla storia del singolo, alla fine non è vero che sono importanti.
Tutto questo, converrete con me che il volo pindarico è di notevole entità, mi ha fatto venire in mente Lio.
Lio è un nome che per chi ha meno di 35/36 anni non dice nulla. E’ il nome di una cantante che tutti credevamo fosse francese, ma che in realtà è nata in Portogallo è di nazionalità belga ed il nome d’arte è una evidente reazione al nome vero: Wanda Maria Ribeiro Furtado Tavares de Vasconcelos.
Ebbene agli inizi degli anni ottanta ebbe un discreto successo, ma soprattutto ebbe un enorme successo con una canzone:
27 anni e 6 figli dopo, direi che si è mantenuta bene, però saranno i tamarri intorno, il timbro incerto, l’abbigliamento diverso, ma la musica e le parole non suonano più nello stesso modo.
Ero giusto passato di qui, casomai il blog si fosse autoaggiornato,
Visto che ci sono, ho fatto un test. Questo è il risultato:
| Quanto odi il potere? My Result: Liberal | |||||||||
| |||||||||
La prima cosa è che in Democrazia, chi vota ha sempre ragione, i cittadini che votano non sono bravi e intelligenti quando ci premiano e diventano stupidi quando fanno vincere gli altri.
Io ce l’ho messa tutta per dare il mio impercettibile contributo, sapevamo che era un’impresa impossibile, ma alla fine quasi ci credevamo. Era un’impresa impossibile perché l’ultima volta abbiamo vinto per un soffio, e da allora abbiamo fatto di tutto per metterci nei guai. Non c’è stato giorno in cui il nostro governo non sia stato messo in imbarazzo da un membro della maggioranza. Qualcuno ha anche manifestato contro il governo di cui faceva parte.
Alla fine ci credevamo perché le risposte che avevamo erano molto più positive di quello che ci aspettavamo. Non sbagliavamo l’analisi, era però l’analisi di una zona che evidentemente non fa testo per il resto d’Italia. A Firenze il Pd rispetto a quanto presero Ds e Margherita cresce del 10% e alla Camera rispetto all’Ulivo cresce del 6%.
Nel prossimo Parlamento le persone che siederanno all’estrema sinistra dell’emiciclo, dove fino ad ieri c’erano Turigliatto, Caruso, Rossi, saranno Franceschini, Chiti, Realacci, Lanzillotta. Il fallimento della sinistra arcobaleno, si spiega, a mio avviso, in modo semplice, i cittadini qualunque sia il loro pensiero vogliono risposte e azioni concrete, chi caratterizza la propria azione solo con un gigantesco NO, ha sempre meno spazio. C’è anche da dire, e questo spiega lo scarso risultato del partito socialista, che i cittadini usano sempre meno il voto come testimonianza a favore del cosiddetto voto utile. Sandra Bonsanti oggi ha commentato negativamente l’esclusione di queste forze dal Parlamento “la storia ci dice che è sempre stato un problema quando la sinistra è stata fuori dal Parlamento”. Il punto è che quando è stata dentro, questa sinistra è stata un problema per sé stessa. Siccome non c’è limite al ridicolo, ora i leader di queste forze dicono che i pochi voti che hanno preso sono colpa del PD. Quindi essere dentro o fuori la questione non cambia, la questa sinistra comunque è un problema per sé stessa.
Al di là della mancata vittoria il PD doveva raggiungere dei risultati sopra il 35% sarebbe stato un trionfo, il mini mo era il risultato del 2006. Ad ora non c’è il trionfo, ma i dati sono più che buoni, alla Camera di passa dal 31,3% al 33,3% al Senato dal 27,7% al 33,8%. E’ un’ottima base per ripartire, siccome però noi eccelliamo nel farci del male, fin da domani non mancherà chi vorrà azzerare tutto cercando nuove improbabili formule. Quindi sostenere Veltroni è una priorità.
Infine il governo, io non ho colpe, né meriti, come dicevo ho fatto il massimo perché non arrivasse, però la maggioranza ha scelto diversamente. Vorrà dire che non pagherò più il bollo alla macchina e alla vespa, pagherò meno tasse e avrò la tredicesima senza prelievo. E questo solo per cominciare.
Oggi c’ èqualcuno che ha dato la colpa a Prodi, mi sembra un po’ fuori luogo, visto che con lui abbiamo vinto due volte su due, che poi rimangono le uniche due volte che abbiamo vinto.
Ho dato un’occhiata ai dati dell’estero, che ancora sono molto parziale, pare che fuori casa si giochi molto meglio.
Per oggi è tutto (non rileggo neanche è il momento di andare a letto).
27 volte in bianco è un film che ha una grande qualità, quella di far sentire un mago chiunque, credo. Infatti guardando una scena si riesce sempre ad indovinare cosa accadrà in quella seguente.
Un’altra bella qualità ce l’hanno i dvd di ripristino dei portatili. Almeno quelli che avevo io, che in 20 minuti netti hanno piallato il portatile e l ohanno restituito a nuova velocità. Prima infatti il tempo necessario che passava dall’accensione all’utilizzo, permetteva la visione di una partita intera di cricket (per i non addetti, il cricket è uno sport dai tempi non particolarmente rapidi). La piallatura è stata resa oltremodo veloce grazie al fatto, che nel portatile non conservavo dati importanti.
Queste le cose di rilievo nella serata prevoto.
Ora ho solo un dubbio, a che ora arriverà il primo servizio in cui un ardimentoso giornalista ci mostrerà come è riuscito con grande coraggio e abilità ad introdurre nella cabina elettorale un cellulare con fotocamera?
Penso molto presto, quindi più o meno alla stessa ora in cui mi ricorderò che nel portatile avevo conservato uno o più file molto importanti, ma che ancora non avevo trasferito.
La torcia Olimpica è un bel simbolo, per questo tendo a disapprovare i gesti di quelli che tendono di bloccarla, anche se i fini sembrano giusti come quelli pro-Tibet.
Detto questo, ho letto che Batistuta venerdì sarà un tedoforo, ecco se i pro-Tibet avessero intenzione di bloccarlo non pensino a Pagliuca, che quando ha incontrato Batistuta non ha mai avuto vita facile.
Technorati Tags: torcia olimpica, Olimpiadi, tedoforo, Batistuta
C’è polemica nel mondo del nuoto per i costumi Speedo Lzr Racer. C’è chi sostiene che aumentano le prestazioni in modo miracoloso. Chi invecee sostiene il contrario. Comunque sia la Fina (Federazione Internazionale Nuoto) ha dato il via libera, suscitando notevoli polemiche.
Se di doping si tratta meglio questo che si indossa, di quello che si ingerisce.
Se poi si vuole risolvere la questione, il rimedio è semplice, tutti con costumi adamitici (tutti gnudi insomma). Nessuno avrebbe da ridire sulla regolarità delle corse, e sono certo, aumenterebbero gli spettatori.
I blog uccidono, almeno più del morbo di Creutzfeldt-Jacob.
Quindi ad uso e consumo di chi un blog ce lo ha già o avrebbe intenzione di aprirlo, ecco 10 agili regole per non farvi uccidere dal vostro blog:
la più importante:
mai sfondo nero con testo bianco
[Update]questa regola non si applica ai seguenti blog:Arkangel e Arsenio Bravuomo
[tags] blog, decalogo [tags]
Il commento di Nelli, è stato un invito a dare un’occhiata alle chiavi di ricerca. Ebbene sabato a distanza di poche ore questo blog è stato invitato a dare queste risposte
Prima “dove scopare con la propria fidanzata a Torino”, poi “dove andare a puttane a Torino”. La mia sensazione è che qui siamo di fronte ad un clamoroso due di picche.
Un mendicante della kamchatka orientale si è finto per un giorno giornalista di Repubblica. L’ottima qualità e l’inusuale equilibrio degli articoli lo hanno immediatamente smascherato.