Evidentemente a Repubblica subodoravano (erano anni che volevo utilizzare sul sito il verbo subodorare) qualcosa. Hanno ritenuto che i partiti non sarebbero stati in grado di organizzarsi delle primarie vere ed hanno messo a disposizione il loro sito.
Il metodo ovviamente è quello di Repubblica: alla cazzo.
Si sono presi un di nomi a caso e hanno iniziato. Ai cittadini poi, bontà loro, hanno lasciato l’opportunità di poter effettuare altre segnalazioni, inserendo fra i votabili chi avrebbe ricevuto 20 segnalazioni da utenti registrati sul sito.
Io per ragioni che non sfuggiranno ai frequentatori di questo spazio segnalo le mie preferenze su Firenze e Torino. Dunque a Firenze, ovviamente non posso che scegliere Lucia De Siervo.
Per quanto riguarda Torino avrei anche lasciato perdere, però vedendo la presenza nella rosa del PD di Evelina Christillin, e che il solo fatto di immaginarla in Parlamento mi fa venire la dermatite anche alle unghie, io dò la mia preferenze a Gianni Vernetti, uno dei migliori in assoluto.
UPDATE Riflettendoci, il mio candidato ideale su Torino suzukimaruti.it , non è nella lista. Ora vado a proporlo e inviterò degli amici torinesi a fare altrettanto.

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la rete dei bambini

by Franco Bellacci

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Solo un giornale intrinsecamente triste come Repubblica poteva definire XO il laptop lowcost per bambini poveri.
XO infatti è proprio altro, non è solo una macchina economica, che serve per scrivere, disegnare, comporre musica, navigare (ha anche un newsreader), giocare, leggere e molte altre cose. Non è solo una macchina che si può utilizzare indifferentemente al chiuso o all’aperto e questo di questi tempi è qualcosa di straordinario.
È soprattutto una macchina che insegna ai bambini un concetto di rete che secondo i nostri schemi è rivoluzionario. Utilizzando la macchina infatti si percepisce in modo fisico di essere parte della rete e quindi la connessione permanente diventa un fatto prima di tutto culturale, poi diventa una questione tecnica. Ma soprattutto diventa qualcosa di naturale o per dirla in termini più informatici di “default” la connessione in banda larga deve essere disponibile, se non c’è vuol dire che qualcosa non funziona.
Così almeno quando quei bambini diventeranno grandi, e saranno classe dirigente, ci sarà la connessione permanente per tutti. E probabilmente rideranno di quei tempi in cui la connessione era qualcosa che si otteneva a livello di singola persona, ognuno per conto suo e guai a condividerla con gli altri e se poi uno doveva connettersi all’esterno, fuori casa, doveva prima dimostrare di non essere un terrorista.

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forse è web 2.9

by Franco Bellacci

firenze repubblica Stamani su Repubblica Firenze (di carta) c’era la pubblicità di Repubblica Firenze (web). L’ultima volta che lo avevo visitato, era una sito semiabbandonato, uno di quelli che “si fa meglio figura a chiudere che a lasciar così”. Le virgolette stanno a significare una citazione, il citato è uno di Repubblica. Non era un giudizio severo, era una constatazione. Quindi la pubblicità l’ho letta come un invito a visitare qualcosa di nuovo.
Sono andato e mi è sembrato sempre molto triste, fino a che non ho visto una tabella sotto gli annunci dei tribunali, che aveva un link verso questa pagina, che senza alcun dubbio è la cosa più macabra che abbia mai visto su internet (per gli impressionabili non si sono nè foto, nè video).

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Per chi se lo fosse perso, ecco l’articolo comparso ieri su Repubblica a firma di Vladimir Putin e tradotto in modo discutibile e, altrettanto discutibilmente, pubblicato senza correzioni.

via giudamaccablog 

Ed è sicuramente quello che ha scattato la foto dell’ultima cena.

repubblica e i 13 apostoli

Il trafiletto sopra è tratto da Repubblica di oggi, se Dan Brown l’ha letto, sono certo che è roso dall’invidia, che un’idea così non l’aveva avuta neanche lui.

sempre sulla notizia

by Franco Bellacci

Repubblica realizzato che quello che conta sono gli stadi, ha preparato una galleria fotografica degli stadi italiani presi dall’alto. Ovviamente usa google maps e non local live di Microsoft
il Franchi da google maps

Il Franchi da local live

ma, sopratutto, nella carellata, mostra come stadio di Torino il Delle Alpi che ormai è chiuso da giugno.

notiziona

by Franco Bellacci

A Firenze c’è una biblioteca con i fiocchi, o meglio ci sarà fra qualche mese. Libri, pubblicazioni, quotidiani, pc connessi a Internet, area wifizzata, arredamento moderno, una terrazza con tavolini, sedie e un panorama niente male. Secondo Repubblica è (sarà) la più bella biblioteca di Firenze. Per una volta sono d’accordo con Repubblica, con questa media, la prossima volta sarà quando ci saranno gli Europei del 2012. Anche io sostengo, da più di sei mesi, che sarà la più bella biblioteca di Firenze.

Boh?

by Franco Bellacci

Dalla home page di Repubblica: “I giornalisti di Repubblica scioperano contro l’aumento sproporzionato della foliazione del giornale alla vigilia dei due giorni di sciopero “
Dunque, i giornalisti di Repubblica sciperano perchè ci sono troppe pagine alla vigilia dello sciopero. Ma se l’aumento delle pagine dipende dallo sciopero, come fa lo sciopero a dipendere dall’aumento?

Su Repubblica parlano della top ten degli assoli di chitarra, riprendendo un sondaggio effettuato dalla rivista inglese Total Guitar  Classifica che non ho la competenza di discutere, se non per l’ottavo posto occupato, secondo l’articolo all’ottavo posto ci sarebbe Ozzy Osbourne con l’assolo di Crazy Train.

rigore e precisione

by Franco Bellacci

Nell’articolo che spiega il virus kamasutra, c’è una perla fantastica:
“Viaggia per e-mail sotto forma di un messaggio pornografico e prende di mira sistemi diffusissimi quali ‘Microsoft’, ‘Adobe’ e ‘Zip’; una volta entrato in una casella di posta elettronica, si moltiplica auto-inviandosi a tutti gli indirizzi elencati.”
Questi non sanno distinguere il nome di un’azienda da un formato di file e vogliono spiegarci come va il mondo.

lezioni di giornalismo

by Franco Bellacci

Oggi su kataweb:
Caduto il velo di mistero sul ruolo più prestigioso finora assegnato per Torino 2006: sarà il ginnasta, olimpionico alla sbarra ad Atene, a far compiere gli ultimi metri alla fiaccola a Milano. La riceverà da un gruppo di sportivi tra cui Shevchenko, Galliani, Meneghin e Barbara Fusar Poli
MILANO - E’ il ruolo più ambito, di lusso, quello che gratifica un atleta per tutta la vita. Tanto per intenderci qualcosa di simile al ruolo che è spettato a Muhammed Ali ad Atlanta, in uno dei momeni più belli e intensi che chi ama lo sport ricordi.
E’ caduto l’ultimo velo (segreto ben tenuto, bisogna ammetterlo): sarà Igor Cassina, il funambiolico ginnasta azzurro oro alla sbarra ad Atene, il tedoforo che accenderà domenica prossima il braciere della fiamma olimpica a Milano….

Tranquilli, non hanno spostato le Olimpiadi a Milano, è solo che in ogni città c’è un braciere che ogni sera viene accesso per tenere viva la fiamma olimpica. E’ solo che a nussuno fino ad ora er avenuto in mente di celebrare l’ultimo tedoforo di città come il ruolo più importante in assoluto e assimilarlo a quello di Muhammed Ali nel 1996, che però fu l’ultimo tedoforo di Atlanta, mica, che so, di Miami.
E poi se De Coubertain sapesse di Galliani.

E’ evidente che Repubblica (il quotidiano) è realizzato in una dimensione parallela alla nostra. Una dimensione molto vicina, dove accadono cose molto simili a quella in cui viviamo noi, ma non uguali, per questo motivo alcune vicende che ai nostri occhi appaiono assolutamente insignificanti, per non dire inesistenti, sono così enfatizzate, mentre altre che apparentemente sembrano più importanti sono ignorate. Il motivo è che nel mondo parallelo, le vicende sono un po’ diverse e/o la scala di valori muta.
Oggi, ad esempio, su Repubblica veniva dato ampio spazio ai fischi che il pubblico fiorentino ha rivolto a Vieira. Nel nostro mondo quei fischi erano semplicemente fischi di disapprovazione per la condotta decisamente fallosa del calciatore francese, nel mondo parallelo quei fischi cambiavano connotazione ed assumevano una valenza esclusivamente razzista.
Ieri poi è accaduto che un gruppo di cinque ragazzi, Angelo P., Gabrio T., Claudia S., Marco G. e Claudio P., mentre tornavano a casa dopo la partita, siano stati aggrediti all’autogrill Chianti ovest da una quindicina di tifosi juventini laziali. Un’aggressione con tanto di sbarre di gomma con l’anima di ferro, che si è conclusa con la sottrazione di sciarpe, felpe viola, qualche ferita e tanta paura. Ma tutto questo nel mondo parallelo di Repubblica non è accaduto, per questo motivo di questa notizia non c’è traccia.