Un azzurroooooo

by Franco Bellacci

Claudio Baglioni canterà l’inno ufficiale delle olimpiadi invernali di Torino del prossimo inverno. Non è la prima volta che Baglioni si occupa di questa materia, l’altra fu per la nazionale italiana di calcio ai mondiali del ’98. L’Italia finì la sua avventura ai rigori e non furono pochi quelli che attribuirono gli errori di Albertini e Di Biagio, due ottimi rigoristi, alle capacità iettatorie della canzone.
8 anni dopo Baglioni sarà di nuovo alle prese con l’inno, ma non solo, sarà anche direttore artistico e a 100 giorni dall’inizio condurrà una trasmissione musicale sulla RAI. Lo slogan sarà “passion lives here”
Sedcondo me, a gennaio sarà già primavera.

sempre di corsa

by Franco Bellacci

In questi giorni sono stato un po’ preso dalla preparazione del nocino. Un’attività che porta via molto tempo, anche perchè i miei collaboratori, seppur volenterosi, hanno mostrato qualche lacuna.
Chi infatti dove procurarsi le 1000 noci, ha badato di trovarne 1000, ma non 1000 buone, una parte di esse infatti erano già inutilizzabili.
Chi invece doveva preparare le damigiane non ha tenuto conto della dimensione fisica delle noci. Infatti le damigiane erano state riempite fino all’orlo e quando è arrivato il momento di buttarci le noci, non c’era più spazio. E questo ha comportato un lungo lavoro di travaso a favore di una nuova damigiana.
Ultimo problema, i guanti. le noci macchiano, quando vengono tagliate è necessario avere dei guanti, ma non dei guanti di lattice, guanti come minimo da giardiniere. Purtroppo però chi ha comprato i guanti di fronte alla scelta, guanti di lattice o fa giardiniere ha scelto i primi, con la conseguenza che ora per un paio di settimane andrò in giro con una mano, che sembra non venga lavata da un mese. Questo lo dico per chi mi incontrerà, non ho abbassato i miei standard igienici, è che per quel tipo di noci, non c’è sapone che tenga, non esiste una soluzione a breve che non sia lo scorticamento, altrimenti serve pazienza e una tasca dove tenere per un paio di settimane la mano.

Cristiano Lucarelli ha aggiornato il suo “tenetevi il miliardo” con un nuovo capitolo: da Livorno alla nazionale. Il libro giunto alla quinta edizione ha anche una nuova copertina.
A questo punto si può pronosticare con ragionevole probabilità di azzeccarlo il titolo del prossimo libro di Cristiano Lucarelli: “come recuperare, con altri mezzi, il miliardo che ho fatto tenere a qualcuno!”

UPDATE: come mi è stato fatto notare, Lucarelli verserà i diritti d’autore Emergency

Ottima recensione quella di Valido del gods of metal (questa è la quarta parte, ma li si trovano i link anche per le prime 3). Il resoconto di Matteo poi ha anche un valore rassicurante. Il tempo nel metal pare infatti non passare, leggendolo sembra che si tratti dell’ultimo gods pt metal che ho visto io (1988). L’immobilità in questo mondo che non dà nessun riferimento non è poco.
Altrettanto coinvolgenti poi le sensazioni di Francesco: i testi delle canzoni che non si dimenticano più anche dopo anni che non si ascoltano, gli assoli che non si possono sentire, la voglia di divertirsi.
Tutto molto bello, tutto da leggere. Solo su un punto non sono d’accordo: Bruce Dickinson, secondo me non aveva voce già 20 anni fa, per cui faccio veramente fatica a credere che l’abbia ora.
Una cosa che mi sarebbe piaciuto leggere nel post di a day in the life è qualcosa sul momento in cui smetti di ascoltarlo. Cosa succede, quando quella musica che pur non dimenticandola, smette di dirti e darti qualcosa. Io, ad esempio, qualche volta ho provato a riascoltare qualcosa, ma quasi niente suonava come allora. Trovo quasi strano che quelle canzoni mi siano piaciute e ascoltate così tanto. Poi siccome ogni regola ha la sua eccezione, anche in questo caso c’è qualcosa che mi piace sempre, gli Halloween e gli Aerosmith. Motivo? non ne ho idea.

Cattivo gusto

by Franco Bellacci

Il mio silenzio-blog calcistico prosegue, scrivo questo perchè quello che segue a qualcuno sembrerà un post di valenza calcistica, in realtà qui si parla di buongusto e cattivo gusto.
Per valutare in modo corretto gli eventi è giusto far passare del tempo, in modo che le emozioni svaniscano e ci sia il tempo necessario per lasciare sedimentare i fatti. Ebbene siccome sono passati dieci giorni lo posso dire con convinzione: la premiazione scudetto della juventus e la successiva sfilata in pullman è stato uno degli eventi più pacchiani e di cattivo gusto degli ultimi anni. La cerimonia della premiazione infatti, soprattutto negli sport di squadra, ha senso solo quando avviene a pochi minuti dalla conquista, con gli atleti stanchi, ancora sudati ma felici per il risultato. In quel contesto è comprensibile la gioia infantile del vincitore. A 10 giorni dalla conquista, il rito perde la sua naturalezza e si trasforma in una recita, in uno show. Per fortuna uno dei protagonisti, Alessandro Del Piero è un grande attore (lo dico senza ironia, negli spot uliveto è proprio bravo), ma questo ovviamente non è bastato a salvare una cerimonia resa ancora più triste da due cose. Da quel 28 sulle maglie di tutti i calciatori che, si sa, più di un omaggio alla propria storia è un atto d’accusa alle proprie mogli. E dal cerimoniere quello che ha consegnato la coppa, l’amministratore delegato del Milan che ostentava un sorriso finto come una moneta da 10 euro. Che è come se la medaglia d’oro alle Olimpiadi fosse consegnata dal secondo classificato. Il momento più alto però si è raggiunto quando il pubblico invece di inneggiare ai bianconeri ha preferito riservare i cori migliori e più sentiti alla squadra che li aveva eliminati ai quarti di Champions Legue, il Liverpool. Quella squadra che, almeno da quello che riportavano alcuni striscioni solo un mese prima, dicevano di odiare.
Terminata la squallida cerimonia, hanno continuato all’esterno, non sia mai che qualcuno non si accorga di loro. In questo hanno un merito, quello che fanno lo mostrano, se facessero cose gradevoli sarebbe una gran cosa.
Fuori per le vie della città, c’è stata la sfilata del pullman scoperto con a bordo calciatori e coppa. La sfilata in pullman non è un’idea originale, è una festa tipicamente inglese che si conclude nel quartiere dove c’è il cuore del tifo. Ovviamente quando hanno detto questa cosa, all’autista si è ghiacciato il sangue, non sapendo dove individuare in un raggio di 500 chilometri il cuore del tifo bianconero. Altrettanto ovviamente sono discordanti le stime sul numero dei presenti: 500.000 secondo la società. 500.000 milioni di milioni secondo Gramellini, i votanti di Flavia Vento secondo la Questura, il pubblico pagante alla partite di Coppa Italia della juve secondo la polizia municipale.