miti

by Franco Bellacci

È veramente difficile oggi per un bambino avere un mito sportivo. Se sceglie un ciclista la cosa più probabile è che nel giro di una stagione, lo vedrà circondato di poliziotti che lo stanno portando da qualche parte, comunque via dalle corse.
Un po’ meglio se sceglie un calciatore, ma anche in questo caso i problemi non mancheranno, molto rapidamente scoprirà che la cosa che più preme al suo idolo non è sfondare le reti degli avversari, ma trombarsi il numero più alto possibile di soubrette. Un limite, che quando il bambino raggiungerà una certa età imparerà a comprendere. Il problema grosso, oggi nell’investire in uno sportivo per elevarlo a livello di mito, è che c’è la concreta possibilità che dopo 20 anni, l’idolo decida che è pronto per un reality dove dovrà correre nei sacchi per conquistare un piatto di bacche.
Comportamenti non consoni ad un mito.
Oggi ho visto Beckenbauer. Per prima cosa ha superato l’età dei reality e questo è già un punto a suo favore, poi anche quando cammina, sembra sempre pronto a dirigere la difesa. Insomma quando me lo sono trovato accanto, non ho resisitito e gli ho detto che nel mio passato calcistico “lui era la mia ispirazione, peccato, non aver raggiunto i suoi livelli”. Lui mi ha risposto, che “quando si gioca da bambini l’importante è divertirsi”. La risposta del mito assoluto forse doveva essere un po’ diversa del tipo “è in buona compagnia, ci hanno provato in molti a fare il libero, come l’ho fatto io. Non me ne vengono in mente molti, che hanno raggiunto i miei livelli”.

P.S. Platini ha l’iphone

E’ il momento di dire alcune parole definitive sull’europeo degli azzurri.
Il risultato raggiunto è quello senza infamia e senza lode, primo turno superato poi nell’avventura dell’eliminazione diretta è andata male.
Gli annali diranno questo.
Avendoli vissuti però bisogna aggiungere qualcosa in più. Perchè un conto è uscire ai quarti dopo aver giocato un primo turno come Olanda, Croazia e Portogallo, un conto è uscire dopo aver giocato all’altezza della fama di Campioni del Mondo un quarto d’ora in 3 partite.
Qui inevitabilmente il dicorso si sposta sull’allenatore, che in un ritiro di due settimane non ha visto o non ha voluto vedere la scarsa forma di molti giocatori.
A questo va aggiunto anche il non aver dato un gioco adeguato alla squadra, ieri ad un certo momento mi è sembrato di vedere il Torino di Zaccheroni: attenzione a non prendere gol, palla ad un centrocampista, che la passa ad un esterno, che prima del vertice dell’area effettua un cross per l’unico attaccante in area che è tenuto da 3 difensori.
Giocando così Il Torino di Zaccheroni segnava poco, questa nazionale ha non ha fatto molto meglio: 3 gol in 4 partite, di cui uno su colpo di testa in seguito ad un calcio d’angolo, uno su rigore, uno su punizione deviata. Su azione nessun gol.
Donadoni però ha una grandissima attenuante, una sorta di “bomba libera tutti” dalle responsabilità. Non è l’infortunio di Cannavaro, che ha inciso, ma il fatto che in Federazione dopo l’avvicendamento al vertice Rossi – Abete, lui non godeva di nessuna fiducia. E quando il boss non ha fiducia, sbagliare è la cosa più normale ed umana del mondo.
Per questo non saprei dire se deve restare o meno.
Questa comunque è la mia cinquina di preferiti:
1 Hiddink
2 Domenech
3 Spalletti
4 Ancellotti
5 Lippi o Glerean

poi aggiundo due nomi per mero interesse personale: Novellino, così il Toro si risparmia un ingaggio. Sarri, perchè vedere uno di Vaggio allenatore della Nazionale mi darebbe una certa soddisfazione, per nom dire di Mirko allenatore dei portieri.

*Il titolo è una battuta, lo dico ai simpatizzanti di centrodestra, che non lo prendano sul serio (anche se poi è la verità).

Il Chievo è tornato in Serie A e il Verona si è salvato al 90° e giocherà in C1 anche il prossimo anno, alla Sangiovannese invece tocca il derby con il Figline.

cali di forma

by Franco Bellacci

Ieri per sottolinare l’arrivo della primavera, mi sono comprato un pacchetto di big babol, le orginali (a me le big babol danno l’idea della primavera). Ebbene, masticarne una mi ha fatto venire il fiatone. Ed ero anche seduto. Non le ricordavo così faticose.

Sempre ieri, durante l’intervallo delle partite, mi arriva un simpatico sms direttamente dall’Olimpico “la sud canta: sospendete la partita”
Intendendo evidentemente che il risultato del primo tempo non lasciava scampo ad incertezze o qualcosa del genere.
Al che io gli rispondo “attenti a montarvi la testa, chi credete di essere il Manchester United?”.
Non ha più risposto.

I prossimi campioni europei di calcio verranno vinti dalla Repubblica Ceca ai rigori contro la Spagna: e’ questa la previsione degli analisti della banca austriaca Raiffeisen Zentralbank (Rzb), che per i loro pronostici hanno applicato gli stessi criteri normalmente adottati per quelli sull’andamento dei titoli in borsa o le valute. Secondo i loro calcoli, Italia e Germania arriveranno fino alle semifinali, mentre Polonia, Russia, Portogallo e Olanda usciranno ai quarti. Il cosidetto “calcolo-modello quantitativo”, adottato per lo studio, tiene conto di diversi fattori: l’attuale classifica della Fifa, il prodotto interno lordo dei Paesi, le quotazioni dei bookmaker, gli investimenti nei giocatori, il consumo di birra nazionale e il valore di mercato dei singoli giocatori.

Però, ripensandoci, mi piacerebbe molto conoscere il “calcolo-modello quantitativo” da applicare al calcio italiano. Chissà quali sono i fattori determinanti? così almeno saprei come va a finire, per me e così potrei interrompere il mio silenzio blog su una gloriosa squadra di calcio italiana e per il Ravenna, i cui dirigenti quest’anno stanno fecendo scomparire il miglior Zamparini. Hanno iniziato l’anno con Dino Pagliari, poi l’hanno sostituito con Varella, quindi hanno richiamato Dino Pagliari, ieri hanno esonerato di nuovo Pagliari e richiamato Varrella. Se avessero qualche elemento che l’annata finisce bene, potrebbero anche chiamarli entrambi contemporaneamente. Neanche Zamparini ha mai osato nulla del genere.

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sfide dedicata a Meroni

by Franco Bellacci

La scorsa settimana sfide ha fatto una bellissima puntata dedicata a Gigi Meroni, sottolineando soprattutto la vicenda umana. Chi se la fosse persa può vederla sotto, in bassa qualità. Purtroppo la registrazione si è bloccata in due momenti. Proprio quei momenti in cui appariva l’uomo che involontariamente ha determinato l’incidente, e che, secondo il sottoscritto, nella puntata era una presenza discutibile.

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Everton - Fiorentina

by Franco Bellacci

Bravo l’Everton, anzi bravissimo, spettacolare.
Ha lottato, corso e giocato alla grande.
Un’esempio di come bisogna affrontare una partita dove si deve recuperare un forte svantaggio.
Bellissimi i tifosi, non si sono chetati un minuto.
Tutte le cose belle che si dicono del calcio inglese stasera sono state confermate.
Questa sfida, è una di quelle dove entrambe le squadre avrebbero meritato di superare il turno.
La dura legge dell’eliminazione però non ammette eccezioni. Per questo i quarti di finale l’Everton non li potrà giocare.
E visto che a qualcuno doveva toccare di uscire. E’ successo alla squadra giusta.
Altrimenti sarebbe stata una sofferenza veramente beffarda.
Alè!!

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Nonostante la pioggia, lo stadio colmo (dopo). Anche se obiettivamente la pioggia qui si vede poco, ma ne cadeva tanta.

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Colpi Gobbi

by Franco Bellacci

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Derby

by Franco Bellacci

Bravo Rizzoli che aveva il compito più difficile. Bene il Toro che poteva vincere, sarebbe bastato poco di più di quel tanto che ha dato la squadra.
E’ mancato il colpo che poteva arrivare dalla punizione di Rosina, da Recoba quando è stato fermato davanti a Buffon per un errore (comprensibile) del guardalinee, oppure da sostituzioni scelte e non obbligate, visto che dei tre cambi, due e mezzo sono stati cambi imposti dalla malasorte.
Ultime due considerazioni:
L’acquisto di Sereni in estate non mi aveva convinto.
Stellone con la pezzola in capo sembrava Fernando Sucre.

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Se io fossi Abete o Gussoni alla lettera scritta dai massimi dirigenti juventini (attenzione, si apre un sito dai contenuti discutibili), io avrei risposto così:

Carissimo Giovanni, Carissimo Jean-Claude,
ho letto con molto piacere la vostra lettera, non di meno non posso esimermi da alcune considerazioni.
Mi scrivete, che fino ad oggi avete evitato ogni polemica, per quanto riguarda lo scorso campionato, mi chiedo per quale motivo avreste dovuto farlo? rammento a me stesso, che le prospettive iniziali per la Juventus prevedevano una penalizzazione di 30 punti, poi, in corso d’anno, fra ricorsi, conciliazioni, perdoni, indulgenze, i punti di penalizzazione sono stati 10, insomma se il campionato fosse durato un paio di mesi in più, alla fine avreste avuto anche un bonus.
Per quanto riguarda il campionato in corso, perché l’assenza di polemica continuate a rivendicarla fino a sabato scorso, a me pare che la frase “la Juventus non può continuare a pagare colpe” di averla già sentita. Comunque sia, se oggi vi rammaricate di tutti gli errori che avete subito in questo campionato, i termini “accettare” e “fair play”, secondo il mio punto di vista, sono utilizzati in modo quantomeno disinvolto. Se a voi domani si presentasse qualcuno lamentandosi fortemente di aver subito un torto in passato da voi, ne prendereste atto, ma se questo vi dicesse che il torto lui lo ha accettato, mi immagino che vi sentireste presi per il culo. Quello che si accetta, si supera e si dimentica. Se il passato ritorna, non si è ne accettato né superato, si è semplicemente atteso il momento giusto per la rivendicazione.
Spero poi, che non me ne vogliate, se mi permetto un piccolo appunto sulla vostra memoria, superare o non superare i torti è scelta personale su cui non entro, però quando si riaffronta il passato sarebbe onesto non limitarsi agli errori sfavorevoli, e fare un accenno anche agli errori che vi hanno favorito. Tutto questo sarebbe sintomatico di onestà intellettuale. Così, per una volta, quel segnale di rottura verso il passato che continuamente evocate, per una volta sarebbe stato anche praticato.
Quello che però più mi perplime, è la frase “la Juventus richiede che la Federcalcio prenda provvedimenti immediati ed efficaci per sanare una situazione gravemente compromessa”.
Di cosastate parlando? cosa chiedete esattamente? volete un bonus di 10 rigori da utilizzare come jolly a vostro piacimento? chiedete un ritorno agli arbitraggi dell’era Moggi? o magari Rizzoli come arbitro nel derby? Spero che possiate fornirci i chiarimenti necessari su questa frase sospesa fra l’infelice, l’intimidatorio e l’oscuro.
Chiudo con una battuta, che spero mi consentiate giusto per sdrammatizzare, quando scrivete che la classe arbitrale è classe chiusa alle novità, avete scritto una bella fesseria, non vi ricordate Dondarini come arbitrava in passato, vi ricordate Sampdoria – Juventus del 2005? Ora pensate a sabato, vi pare un mondo chiuso alle novità?
Cordialmente,

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fiducia nelle istituzioni

by Franco Bellacci

Novembre 2004, la Juventus perde a Reggio Calabria 2 a 1. La dirigenza juventina adirata per l’arbitraggio, si fa giustizia da sola chiudendo l’arbitro negli spogliatoi del Granillo.
Febbraio 2008, la Juventus perde a Reggio Calabria 2 a 1. La dirigenza juventina adirata per l’arbitraggio, scrive una lettera ai massimi vertici del calcio italiano per lamentarsi dell’arbitro.
Un comportamento che, invero, sarebbe coerente,con l’assunto che la Juventus non parla mai degli arbitri, se non fosse che la lettera, è la conclusione di una lagna durata 12 ore. La verità è che la Juventus non parla degli arbitri, se non ha nulla di cui lamentarsi.
In conclusione, lo stile rimane discutibile, quindi sotto quest’aspetto niente di nuovo, ma almeno i comportamenti ora sono nei confini della legalità. Tutto sommato, è un passo avanti.

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giù il cappello

by Franco Bellacci

In questo momento stanno giocando Juventus – Inter, e mi pare di sentire il coro “siete come la Juve”. Non è chiaro chi lo stia dicendo a chi, ma chiunque sia, gli mando i miei complimenti.
berlingaccio, giorni merla.

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Un po’ di coerenza, perbacco!
Ho già parlato della vicenda di Marion Jones, quindi non mi ripeterò. Sulla condanna ho due pensieri contrastanti. Non essendo un giufice, me li posso tenere.
Ho invece idee più chiare sulla nostra stampa, che non perde occasione di ribadire il loro concetto di “quotidiano”, che non vuol dire “un giornale ogni giorno”, ma “un’idea ogni giorno, e se l’idea di oggi è incompatbile con quella di ieri, non importa”
Se infatti è legittimo, inveire contro la Jones e esaltare il coraggio dei giudici e la giusta severità della giustizia statunistense, mi chiedo perchè un solito atteggiamento non venga reclamato anche in casa nostra. Come è possibile infatti condividere l’espulsione della Jones dagli albi d’oro, la cancellazione dei suoi record fino alla reclusione e contemporaneamente tacere sulle vittoriefasulle, ottenute anche con il ricorso al doping in terra italiana
Penso al quadriennio juventino 1994-1998 e a svariati ciclisti. Doveil ricorso al doping è stato dimostrato dalla giustizio. Mi chiedo quindi come si possa esaltare le scelte del Cio che ritirano le medaglie a Marion Jones e quelle della giustizia Usa e tacere sugli ingannatori italiani.

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Ieri sera il buon Zoro mi ha invitato a partecipare a “fallo da dietro”, che a scanso di equivoci, è un programma video via web dove si parla di calcio. Visto che domenica ero allo stadio per vedere Fiorentina – Inter, ha chiesto la mia opinione, su quanto è accaduto allo stadio e precisamente su: – il minuto di silenzio – il terzo tempo – il settore ospiti riservato ai bambini delle scuole.
Visto che le mie opinioni non sono in linea con il pensiero prevalente, ve le riporto anche qui.
I miei distinguo non riguardano ovviamente il minuto di silenzio, che grazie ad un passaparola efficientissimo, è stato tale, ma su tutto il resto.
Il cosiddetto terzo tempo, o comunque le congratulazioni a fine partita, non mi convince, o meglio lo condivido se nasce spontaneamente per volontà di una squadra, se però viene imposto dal cerimoniale, diventa, diventerà un rito vuoto, se non un ulteriore palcoscenico per future polemiche.
Del settore ospiti riservato ai bambini delle scuole penso tutto il male possibile. Non c’è nulla di positivo in uno stadio ad un solo colore, dove ai tifosi di una squadra è impedito di partecipare. Dire che lo stadio senza tifosi ospiti è bello, di fatto è l’anticamera dell’abolizione delle trasferte. Purtroppo sta accadendo questo, ed io temendolo domenica speravo nella provvidenza, che si doveva manifestare in una piccola rissa, fra i bambini che erano nel settore, e che presumibilmente erano sia fiorentini che interisti. Ovviamente sto scherzando. Negli stadi non mi piacciono le risse, non mi piacciono le barriere, le reti e le zone cuscinetto. Spero che tutto quanto sta succedendo contribuisca a farlo, ma vorrei che questo accadesse senza vietare a nessuno il diritto di andare a vedersi dal vivo la partita che uno vuole.

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oggi

by Franco Bellacci

Quando ho saputo della tragedia, ho deciso che non sarei andato allo stadio. Dopo pochi minuti però ho cambiato idea, ho pensato che quello che era accaduto non aveva nulla a che vedere con il calcio, che se non fossi andato, i violenti avrebbero raggiunto un altro risultato, quello di condizionare la vita degli altri. Inoltre, non andando avrei dato forza a chi, per anni, si è preoccupato di far vedere che sta facendo qualcosa contro la violenza negli stadi, piuttosto che farla per davvero.
Quindi anche se con lo spirito a disagio, parto per Firenze.
Allo stadio vengo a sapere qualche notizia in più e soprattutto sento la dichiarazione del Questore di Arezzo, che a poche ore dal fatto, lo definisce “un tragico errore”. Poi inizia la partita, a Bergamo invece qualcuno pretende, con la forza, di assurgere al ruolo di interlocutore delle istituzioni e, il bello, anzi il brutto è che ci riesce.
La confusione è totale.
A Roma infine, nel tardo pomeriggio si scatena la guerriglia.
Non ho le idee chiare, di certo c’è solo un povero ragazzo ucciso.
Il resto sono solo pensieri. Principalmente riguardano il ruolo delle istituzioni, quelle vere, che dovrebbero cambiare strategia: smettere di combattere i tifosi violenti e iniziare a combattere i violenti, se poi questi hanno una sciarpa di una squadra di calcio al collo oppure no, non deve essere rilevante.
Poi c’è la questione dei conflitti sociali, che, come abbiamo visto oggi, probabilmente chi dovrebbe, non sa come affrontarli.

la partita: juve-inter

by Franco Bellacci

Una brava Juventus, provinciale nei comportamenti ed efficace nei risultati, blocca l’Inter. Camoranesi nel finale pareggia il gol interista di Guido Rossi.

Aggiornamento: non sono cambiato. E’ che prima di essere antijuventino, sono un tenerone di lacrima facile. E quindi sono rimasto sinceramente commosso, nel vedere calciatori e tifosi juventini esultare per un pareggio molto di più che per gli scudetti del 2004-2005 e 2005-2006, quelli che sarebbero stati cancellati dalla Giustizia.
Evidentemente anche loro sapevano che erano vittorie ingannevoli, mentre i risultati veri ottenuti senza aiuti, danno maggiore soddisfazione.

Insomma, Di Michele non scenderà in campo neanche domani. Nessuno, fra gli organi federali, compresi quelli che hanno emanato la squalifica, ha saputo dire se la squalifica di tre mesi iniziava il 30 luglio giorno della sentenza oppure il 31 luglio giorno della pubblicazione.
Evidentemente gli organi federali erano tutti impegnati a guardare le immagini di Zalayeta e Legrottaglie e nessuno si è preso la briga di spiegare il senso delle loro parole.
Per cui il Torino, per evitare rischi, ha deciso di tenerlo a riposo anche domani. Del resto con dodici infortunati, uno in più o uno in meno, non sarà certo quello che farà la differenza.

l’osservatorio

by Franco Bellacci

L’osservatorio nazionale sulla manifestazioni sportive, l’organo che decide sull’organizzazione delle partite e la libertà di movimento dei tifosi, che poi sono cittadini, costituito, tra le altre persone da un rappresentante degli autogrill ha deciso di attribuire al derby Roma – Lazio il codice di rischio 3, cioè non il più alto.
Chi ha un minimo di memoria, neanche particolarmente lunga, troverà questa scelta quantomeno un po’ bizzarra.
Purtroppo però non è solo questo, questa decisione nei fatti è un’offesa nei confronti di quelle decine di migliaia di persone che ogni settimana : – dare le loro generalità per acquistare i biglietti; – fare code per l’ingresso allo stadio e se piove prendono anche l’acqua; – sopportano i disagi di orari che cambiano; – possono scoprire da un giorno all’altro che la partita che aspettano, magari da un anno, non potranno vederla, perchè l’osservatorio ha imposto dei limiti.
Insomma, il mio punto di vista lo sapete, la normativa antiviolenza è buona per scrivere comuncati stampa sulla diminuzione percentuale degli incidenti, ma in concreto ha complicato parecchio la vita ai tifosi corretti e poco ai violenti.
Se però questa strategia poteva avere una possibilità di successo, questa era subordinata all’assenza di cedimenti e in una severità generale, senza favoritismi.

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