Archive for ottobre 17th, 2004

Derby – Parole

Written by Franco Bellacci on . Posted in Archivi blogger

“Oggi ricacate tutto, Montaperti compreso” lo striscione esposto ad inizio partita dai tifosi viola di curva Ferrovia è stata la cosa più divertente. Per realizzare l’auspicio dei tifosi viola occorre però che i senesi abbiano mangiato decisamente male, oppure che siano grandi amanti dello spettacolo. In questo caso lo striscione potrebbe esser stato profetico, ma la questione non sarebbe un’esclusiva dei senesi.
La partita però, almeno per quel che mi riguarda, è servita a darmi una certezza: i giapponesi conoscono la tecnica della clonazione umana da almeno 30 anni, però i risultati non sono ancora perfetti. Di Nakata infatti ne esistono almeno 2, ma solo uno sa giocare a calcio. Per ora a Firenze è arrivato l’altro.
Per quello che riguarda i tifosi del Siena, non in generale, ma in particolare, anzi una in particolare, devo dire che hanno una gran bella voce, molto potente, che dal blog non si direbbe, in certi momenti si sentiva solo la sua. Che ad un certo punto la signora che avevo accanto si è voltata indietro e ha detto “ma quanti sono questi senesi?”

Nella classica delle foglie morte a cadere è stata una coppa

Written by Franco Bellacci on . Posted in Archivi blogger

Ieri è stata una bella giornata per il ciclismo, per due motivi:
1 il Giro di Lombardia è stato veramente bello;
2 da ieri non esiste più la Coppa del Mondo.

Il Giro di Lombardia è insieme alla Parigi-Roubaix la corsa più bella del calendario ciclistico e
ieri, dopo qualche anno, la gara non ha dato l’idea di essere il premio di consolazione del mondiale. Probabilmente in questo ha giocato un ruolo la distanza dal mondiale, due settimana rispetto ai 6 giorni delle ultime edizioni.
Comunque sia la classica delle foglie morte è stata bella ed appassionante. Molto è stato merito di Basso e Cuneo, che hanno mostrato di essere campioni veri, capaci di essere competitivi fino al termine della stagione e su ogni tipo di gara. Non starò qui a cercare inutili paragoni con campioni del passato, i due infatti per il prossimo anno promettono bene.
Mi dispiace per Basso che si chiede quando riuscirà a vincere una classica. Secondo me, se continua così, molto presto.

Veniamo al secondo aspetto. La fine della Coppa del Mondo è una notizia altrettanto bella. A me non piaceva, nonostante che sia stata vinta spesso da corridori italiani e che gli ultimi 3 anni l’abbia sempre vinta colui che si è dimostrato il migliore sulle gare in linea. Non piaceva perché snaturava le corse, perché spesso contava far perdere i rivali piuttosto che vincere. Questo valeva soprattutto nelle gare conclusive del calendario di Coppa.
Non mi piaceva perché risponde a logiche che vanno bene in sport come automobilismo, motociclismo e sci, dove le singole vittorie non creano il campione. E’ la vittoria del campione a dare lustro alla gara, nelle classiche ciclistiche è l’opposto, è la classica che dà lustro. Non c’è bisogno quindi di stilare graduatorie di merito. E’ un po’ come fare la graduatoria dei paesi che hanno vinto più premi Nobel. Non ha senso, il premio Nobel ha valore in sé, così nel suo ambito il Giro di Lombardia, trasformarli in addendi non gli si rende giustizia.
I motivi, per cui nel ciclismo ogni singola vittoria è un valore in sé, sono diversi, che ormai nel ciclismo le classiche stanno per compiere un secolo, che devono il loro nome ai posti specifici dove si corrono. Il Gp di Francia si può correre ovunque, la Parigi-Roubaix si può correre solo lì. I luoghi, meglio ancora i posti, nel ciclismo sono imprescindibili. L’ambientazione della Milano Sanremo non è ricreabile, non è esportabile, per capire il sapore della vittoria a Sanremo devi vincere lì. Negli sport a motore invece puoi vincere anche in mezzo al deserto cambia poco. Non credo sia un caso infatti che l’unica gara a motore che esce dell’anonimato è Montecarlo.
Ieri per fortuna questo tentativo si è concluso.
Dal prossimo anno ci sarà il pro-tour, che non ha ancora ben capito di cosa si tratta. Io, a dire la verità speravo che i francesi rispolverassero il Superprestige-Pernod. Gara a punti,che è esistita fino a circa 20 anni fa. basata sulla stessa logica della Coppa del Mondo, ma con la differenza che non interessava quasi a nessuno. Era poco più di un riepilogo, però il nome era di quelli che riempiono la bocca.