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Dopo il sogno olimpico

Written by Franco Bellacci on . Posted in Archivi blogger

Domenica da dimenticare per gli sportivi toscani.
Comincio da Trefoloni, l’arbitro che ieri, annullando il gol alla Reggina contro il Milan, è riuscito quasi ad eguagliare il De Sanctis di juve-parma. Al Milan ha reso un servizio doppio, infatti non solo i rossoneri hanno avuto un gol di vantaggio, ma hanno potuto commentare il fatto senza ipocrisia, dicendo la pura verità “io non ho visto nulla” ha detto Ancellotti. E infatti non c’era nulla da vedere, nessuno ha visto nulla, solo l’arbitro ha visto qualcosa.
Se Trefoloni si è vestito da De Sancits, Bettini ha messo gli abiti di Fantozzi, come ho già raccontato ieri. Un infortunio ridicolo, ma soprattutto un alibi eccellente per il CT Ballerini, che non infamerò per il rispetto che si deve a tutti i vincitori della Roubaix (chi vince a Roubaix merita rispetto di default, a meno che non faccia cose brutte). Però a questo punto occorre uscire da un equivoco, se lui è un grande commissario è il caso di smettere di dire che noi abbiamo la nazionale più forte. La corsa di ieri è la dimostrazione più evidente che qualcosa alla nazionale italiana manca qualcosa, o la testa o le gambe. Sostenere che ieri l’Italia fosse la squadra più forte con una tattica perfetta è un ossimoro, a meno che il l’obiettivo non fosse quello di portare gli spagnoli in carrozza fino all’arrivo.
L’ultimo corregionale che ieri faceva meglio a starsene a letto, è Cristiano Lucarelli, per la verità a lui sarebbe bastato stare zitto. Ho già scritto sul mio rapporto di odio-amore con Cristiano Lucarelli, vabbè facciamo simpatia-antipatia. Il rapporto si può riassumere così: è un’ottima persona, ha dei valori in cui crede e per questo è disposto a pagare di persona. Le persone così non si possono non apprezzare, peccato che negli ultimi anni la sua scala di valori sia andata a discapito del Toro e quindi per quel che mi riguarda la questione ha anche i suoi punti d’ombra. E’ poi una persona schietta, quello che gli passa per la testa due secondi dopo gli esce dalla bocca. Non è quindi un ipocrita, il problema è che le persone così quando gli passa per la testa una fesseria, fanno la figura dei fessi, cosa che ad un ipocrita non capita.
Ieri nel dopo partita di Samp Livorno, un po’ di diplomazia gli avrebbe risparmiato una figuraccia. Dire infatti che lo scorso anno a determinare le retrocessioni dalla A alla B sono stati gli orientamenti politici delle curve è dura. L’Ancona lo scorso anno poteva avere una tifoseria nazista, di wasp, di socialdemocratici, avrebbe avuto lo stesso destino, aveva una squadra improponibile ed una società messa anche peggio. E anche le altre retrocessioni non hanno certo il sapore dello scandalo, per tutte poteva finire diversamente, ma di politico nel risultato c’è poco. Non credo neanche che la situazione sia come la dipinge Rivera, che sostiene l’impossibilità della congiura perché sarebbe al di sopra delle capacità di chi gestisce il calcio. Io più semplicemente penso che gli orientamenti politici delle curve ai boss calcistici non interessino. Le curve servono ad altro, ma ora andrei un po’ fuori argomento, magari ci torno.