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le primarie (sospese) del PD e l’importanza delle regole

dicembre 8, 2008 | In: Partito Democratico, primarie del pd a Firenze

Sabato sera nel mezzo di una cena con amici, verso mezzanotte, vengo raggiunto da un sms “primarie sospese”. La reazione di uno dei compagni di tavola è emblematica: “è un golpe! Questa è la fine del partito democratico. Chi ha deciso di sospenderle?”

Senza entrare nel merito delle affermazioni animate da un sincero spirito democratico, e siccome quella è stata solo la prima persona di tante che mi ha posto delle domande sulla questione delle primarie sospese, provo a dare un po’ di risposte e il mio punto di vista.

La decisione di sospendere le primarie è stata presa dal segretario comunale Giacomo Billi dopo aver sentito i 4 candidati, Graziano Cioni, Daniela Lastri, Lapo Pistelli e Matteo Renzi. Le ragioni di questa sospensione deriva da una somma di fattori: lo sfilacciamento della maggioranza di Firenze, l’insoddisfazione del segretario regionale Manciulli verso il risultato dell’assemblea comunale svolta 2 giorni prima e l’indagine giudiziaria che ha coinvolto 2 assessori della giunta comunale, di cui uno anche candidato (parere mio, nulla di tutto questo ha a che vedere con le primarie).

La sospensione non è a tempo determinato, ma termina mercoledì, dopo che il segretario comunale Billi, quello metropolitano Barducci e quello regionale Manciulli si saranno consultati con il segretario nazionale Veltroni.

Questi sono i fatti.
Quello che si dice è la seguente cosa: pare che i segretari proporranno a Veltroni l’indizione delle primarie di coalizione.

Prima di dire quello che penso io, invito alla lettura del regolamento quadro delle primarie votato dal pd della Toscana. Il regolamento, all’articolo 6, prevede che la decisione di aderire alle primarie di coalizione deve essere presa entro e non oltre il 15 novembre.

Ebbene, per tutto questo, al di là di quello che sarà l’esito della riunione, sono abbastanza sconcertato. È infatti la terza o la quarta volta che i 3 segretari vanno da Veltroni, che detto per inciso, per una volta potrebbe muoversi lui, per parlare dei problemi delle primarie. E se i si dice sono giusti, questa volta ci vanno per proporre di violare un regolamento, che oltretutto non è piovuto dal cielo un secolo fa, è un regolamento che ha 2 mesi di vita ed è stato approvato dalle stesse persone che oggi ne propongono l’accantonamento. A me sembra tutto molto ridicolo, o sbaglio?
Oltre alla questione del regolamento poi ci sono le persone, ci sono quelle migliaia di persone, perché di questa unità di misura si parla, che in queste tre settimane di campagna elettorale hanno partecipato alle iniziative, hanno dato la loro disponibilità ad impegnarsi nella campagna elettorale. Cosa diciamo a questa gente, che è stata una farsa, era uno scherzo dobbiamo ricominciare tutto da capo.
Non solo si violano le regole, ma si manca di rispetto alle persone. Per cui io spero che mercoledì, i tre segretari vadano a Roma, dicano che la sospensione era solo per permettere a tutti di stare un po’ di più in famiglia, e che tutto continua come prima, perché in corsa non si cambiano le regole.

Se uno poi, non ha voglia di leggersi il post, può guardare questo video, dura un minuto e venti secondi e rende l’idea benissimo della situazione
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1 Response to le primarie (sospese) del PD e l’importanza delle regole

lucyvanpelt

dicembre 9th, 2008 at 06:03

Dal momento che è per tutti evidente che questo tanto decantato Partito Democratico così democratico non è, si è svolto a Roma un incontro per discutere di un auspicato rinnovamento (per quanto possa sembrare assurda la necessità di un rinnovamento a così poco tempo dalla sua nascita…). L’esigenza è talmente sentita che tutti i leader democratici si sentono in dovere di rilasciare dichiarazioni (tipo questa) un giorno si e l’altro pure riguardo al ruolo che il PD vorrebbe svolgere. Ma mi sa tanto che questo continuo parlarne – e mi permetto di dirlo visti i precedenti – non lasci spazio ad un’azione concreta. Sembra che un malinteso senso di opposizione politica porti il PD a pensare che l’unica azione possibile sia quella denigratoria dell’attuale Presidente del Consiglio (e di conseguenza – indirettamente – anche dell’elettorato). A quando i fatti?

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