il sondaggio sulle primarie e le elezioni di Firenze
by Franco Bellacci- Published:ottobre 9th, 2008
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Sabato scorso è stato reso noto un sondaggio sulle primarie del partito democratico a Firenze e sul possibile risultato fra il vincitore delle primarie e Bonaiuti, quello che è indicato il probabile candidato del centro destra.
Non l’ho ancora commentato a quasi una settimana di distanza, perché aspettavo che venisse pubblicato sul sito sondaggielettorali.it, il sito dove per legge devono essere pubblicati i risultati dei sondaggi elettorali e soprattutto il metodo seguito.
Perché almeno da come è apparso sulla stampa, il metodo lascia perplessi, almeno gli addetti ai lavori o chi nel campo dei sondaggi è stato addetto ai lavori tanto tempo fa.
Le risposte dicono questo. Per quello che riguarda la prima domanda, Cioni è il più votato con una forbice che va dal 23% al 26% (però è conosciuto dal 90% della popolazione, ha quindi pochi margini di crescita), poi Lastri tra il 19% e il 22%, Renzi tra il 17% e il 20% infine Pistelli tra il 15% e il 18%. C’è poi Conti, che al momento del sondaggio era un possibile candidato, tra il 12% e il 14% e infine una parte di indecisi.
Quindi il secondo risultato che indica in un confronto Cioni Bonaiuti la prevalenza del primo 51 a 36.
Il campione da quello che si legge è stato fatto su 1.000 fiorentini maggiorenni. Il punto però è che se le due domande sono state fatte agli stessi mille, siamo di fronte ad un errore oggettivo e soggettivo.
Oggettivo perché gli aventi diritto a partecipare alle primarie non sono gli stessi che hanno diritto a partecipare alle elezioni amministrative.
Alle primarie infatti possono partecipare tutti i residenti che abbiano compiuto 16 anni, compresi i cittadini extracomunitari. Per votare alle amministrative invece servono 18 anni e la cittadinanza dell’unione europea. Un corpo elettorale dunque diverso, il campione rappresentativo non può essere lo stesso.
Soggettivo perché il 36% che preferisce Bonaiuti difficilmente parteciperà alle primarie del partito Democratico, quindi a meno che la domanda sul voto delle primarie, non sia stata preceduta da una riguardo alle intenzioni di partecipare alle primarie, il risultato che ne esce va preso con le dovute precauzioni.
Per questo sarebbe stato utile capire la metodologia seguita dall’istituto, ma a distanza di 5 giorni sul sito non c’è nessuna notizia. Non rimane che aspettare, che la metodologia spunta, o al massimo spunterà un nuovo sondaggio.












