A FB mi sono iscritto lo scorso settembre. Nel modo come capita spesso, uno legge di un nuovo servizio, si iscrive, lo prova per un paio di minuti, magari non capisce bene di cosa si tratta, chiude e si dimentica tutto.
Io in realtà mi ricordai l’iscrizione quando qualche tempo dopo sorsero i problemi di privacy, l’impossibilità di cancellarsi ecc. Seguii il dibattito a cui non seguì alcun comportamento.
Successivamente per mail mi giunsero persino richieste di amicizia. Richieste di amicizia? “io queste persone le conosco e sono già amico loro” pensavo, ma anche questi pensieri durano l’attimo di chiudere una finestra.
Un paio di mesi fa invece sono iniziate ad arrivare per mail le richieste di amicizia. Le relazioni nel mondo FB sono declinate in maniera abbastanza elementare e fiabesco: se sei in relazione con qualcuno sei amico, se poi si tratta di qualcuno di importante o qualcosa puoi essere fan, io ad esempio sono fan del Lampredotto, di Louis de Funes e di Stewie Griffin, poi si può “sposare la cause”, da quella più ambiziosa com “sconfiggere il male”, a quella dagli orizzonti decisamente più provinciali “eliminare il disco orario da Parco della Vittoria”, con tutto quello che può stare nel mezzo. Quindi possiamo unirci a dei gruppi, ovviamente dalle finalità più diverse. Infine c’è l’organizzazione di eventi, uno organizza un evento e invita le persone, i suoi amici su FB, che possono rispondere: ci sarò, non ci sarò, forse. Al resto pensa FB te lo mette in agenda e ti ricorda di andare. Insomma in FB si può essere amici, fan o sposare cause, quindi si può far parte di gruppi e infine FB ti aiuta a partecipare a feste ed eventi.
Questa è la struttura, il contenuto per il 90% è cazzeggio puro. Che per quelli come me che sono fan del cazzeggio (mi devo ricordare di controllare se in FB si può essere fan del cazzeggio) va benissimo. La versione mobile per FB è utilissima per riempire i tempi morti in cui si attendono i ritardatari.
Questo cazzeggio si esprime con frasi di stato (tipo quelle di twitter), dialoghi fra bacheche, video, foto, mail e persino chat. Di fatto un microinternet chiuso. Questo probabilmente è il limite di FB quello di essere un sistema chiuso e che quindi funziona bene per tenere in relazione persone che si conoscono, ma è poco adatto per la diffusione delle idee, sia che si tratti delle proprie o di voler conoscere quelle degli altri. Aggiungerei il perverso piacere di sapere che il signor FB può da un momento all’altro spengere FB premendo un solo tasto.
Lo scorso mercoledì pochi minuti prima di Fiorentina – Steaua ho incrociato il neo candidato Matteo Renzi, a cui ho fatto i complimenti per la metafora utilizzata per annunciare la sua candidatura, il mancato coraggio di Baggio di tirare un rigore al suo ritorno a Firenze, (per chi vuole vederla, i primi due minuti di questo video). Ho aggiunto però che se alla Fiorentina avessero concesso un rigore e poi fosse stato sbagliato, la sua metafora sul rigore rischiava di diventare un autogol (metafore calcistiche a gogò) e visto che gli avversari erano i rumeni dello Steaua c’era poco da stare allegri.
Mi era infatti tornato in mente Ducadam (che scrivendolo su FB ho anche storpiato in Duncam) e la sua storia.
7 maggio 1986, finale di Coppa Campioni Barcellona – Steaua Bucarest, si disputa a Siviglia di fronte a circa 70.000 tifosi del Barcellona e qualche centinaio di tifosi rumeni, all’epoca la Romania non era nell’Unione Europea, ma sotto la dittatura di Ceausescu. Il Barcellona vista la sua forza e le condizioni ambientali è strafavorito.
La partita è brutta, forse la finale di Coppa Campioni più brutta di sempre fino ad allora, escludendo, Juventus – Liverpool dell’anno precedente, ma quella non fu neanche una partita, e che sarebbe stata superata solo nel 1991 da Stella Rossa – Olympique Marsiglia. 120 minuti 0-0. Rigori.
Chi vuole, li può vedere nel video sotto, nella sequenza commentata da Nando Martellini. Consiglio la visione anche solo per vedere il cerimoniale delle premiazione.
Comunque i rigori vanno così, il portiere dello Steaua, Ducadam li para tutti: Alexanco, Pedraza, Pichi Alonso, Marcos è la sequenza dei rigoristi catalani. Lo Steaua ne segna 2 e vince la Coppa. L’eroe della serata è ovviamente il portiere rumeno.
Quella però fu l’ultima partita di Ducadam, un mese più tardi infatti si sparge la notizia che Ducadam è stato operato di urgenza per un trombosi al braccio destro.
Successivamente però si diffuse un’altra storia. Qualche giorno dopo la finale, dalla Spagna arriva un regalo inatteso, una Mercedes. Evidentemente si trattava di un facoltoso tifoso non del Barcellona, qualcuno sospetta che si tratti dello stesso Re di Spagna noto tifoso del Real, che voleva ringraziare il portiere che aveva rovinato la festa al Barcellona. Comunque sia la storia narra che la Mercedes diventi oggetto di contesa fra Ducadam e uno dei figli di Ceausescu, che punisce il portiere facendogli spezzare le mani dai suoi sgherri. Il primo a smentire a questa storia però è sempre stato lo stesso Ducadam, che dopo la caduta del regime sarebbe anche tornato in campo fino al 1992.
Poi, il lavoro di agente di frontiera con l’Ungheria, lo stipendio di 150 dollari al mese che lo costringono nel 2002 a mettere in vendita i guanti della finale, che saranno acquistati da un collezionista canadese per 3.000 euro. Le ultime notizie sono di fine 2003 con la vittoria nella lotteria di una “green card” il visto d’ingresso per gli Stati Uniti per la sua famiglia.
Venerdì scorso al Teatro Puccini davanti a circa 1000 persone Lapo Pistelli ha confermato la sua intenzione di candidarsi alle primarie del partito democratico che si svolgeranno il prossimo 1 febbraio e che individueranno il candidato Sindaco di Firenze per il PD nelle prossime elezioni amministrative.
Nell’ora di intervento Lapo Pistelli ha parlato di quello che vorrebbe fare se fosse eletto Sindaco: notte bianca, mobilità pubblica, recupero delle aree dismesse, i temi su cui ha insistito di più.
C’era molta attesa su come avrebbe risposto a chi lo accusa di correre con il paracadute (se perdesse le primarie lui comunque rimarrà deputato per altri 4 anni,visto che lo scorso aprile si è candidato, risultando poi eletto, alla Camera dei Deputati). Lui ha detto che non se ne andrà fischiettando (riferimento a Matteo Renzi che ha annunciato in caso di sconfitta di ritirarsi fischiettando e di andare a lavorare), ma farà domanda per steward dell’Alitalia. A voler essere buoni, si può dire che non ha risposto, a voler essere cattivi che l’ironia sugli steward dell’Alitalia è di dubbio gusto.
Quello che è certo è che le iniziative dei candidati alle primarie hanno sempre un grande successo, questo spero faccia riflettere su chi, all’interno del Partito Democratico, le ritiene un pericolo.