L’incontro fra i candidanti alle primarie del Partito Democratico che individueranno il candidato sindaco del pd per il Comune di Firenze organizzato dagli artigiani non si è svolto, perché è stato annullato in seguito ad un intervento del comitato organizzatore delle primarie, perché in contrasto con il regolamento che il partito si è dato.
Il rispetto delle regole non si discute, quindi se l’incontro era fuori dalla regole giusto annullarlo.
Però se un regolamento definisce irregolare un incontro organizzato da un soggetto esterno, oltretutto meritevole di rispetto e attenzione come gli artigiani, che hanno avuto l’accortezza di invitare tutti, credo che questo regolamento poteva essere fatto anche meglio.
Per chi vuole leggerlo, ecco il regolamento

Segue la lettera che ha segnalato la mancata partecipazione dei candidati.

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a Roma il 25 ottobre

by Franco Bellacci

A Roma c’erano anche tanti fotografi: 1.000.000 per gli organizzatori, 8 per la Questura, 1 per Cicchitto, 0,63 per Gasparri.

fotofrafiroma25ottobre
E gli altri, i militanti, quanti erano? essere stato lì poi non è che aiuti molto. Anche se così non doveva essere così per quelli che oggi mi chiedevano “quanti eravate davvero?” e “tanti”, non è la risposta che si aspettavano, perchè rimanevano palesemente delusi. Probabilmente erano convinti che al Circo Massimo ci fosse un contapersone, la cui visione era inibita alle tv.
Evidentemente si crede alle cose più strane. Del resto le stesse cifre sui presenti che gli organizzatori di adunate ci propinano, va pure in questa direzione.
Io sono più portato a credere ai dati che Filippo Ceccarelli, lo scorso anno, dette su Repubblica: al massimo della capienza Piazza del Popolo contiene 60.000 persone, Piazza Navona 90.000, Piazza San Giovanni 150.000, il Circo Massimo 300.000. Da qualche anno però sono in voga sono unità di misura decisamente anomale, tanto da far pensare che 300.000 persone vere siano un flop. Forse qualcuno non ha idea di quante persone siano davvero 300.000 persone, anche perché, quello che è certo è che il Circo Massimo è il più grande spazio di Roma, che nessun partito politica aveva mai avuto l’ardire di organizzarci eventi. Ieri Piazza del Popolo era stracolma.

Il resto credo sia inutile raccontarlo, ormai tutti sono informati. Mi piace solo appuntare qui l’impegno di Veltroni per la difesa ad oltranza delle preferenze nella legge elettorale per le europee. Per questo auspico che anche in Toscana, dove siamo stati ahimè dei precursori si abbia il coraggio di fare marcia indietro.

Il Tour 2009 (meraviglioso)

by Franco Bellacci

Bello, bello, bello, bello! Bello!
Il percorso del Tour 2009. Due sole cronometro individuali per 55 chilometri complessivi. 7 arrivi in montagna. E finalmente dopo 9 anni l’arrivo sul Mont Ventoux, che avverrà alla penultima tappa, e sarà probabilmente dove si deciderà il Tour.
Dunque segnatevelo fin da ora, 25 luglio 2009, il Tour arriva sul Monte Calvo e quella sarà la tappa decisiva.

lunedì 27 alle ore 11 si svolgeràun confronto fra i possibili candidati alle primarie del Partito Democratico.
La sede dell’incontro è Palazzo Corsini, per quanto l’iniziativa nasca come incontro con gli artigiani, l’evento dovrebbe essere sicuramente molto interessante per tutti
Palazzo Corsini è in Via il Prato al numero 58. l’ingresso è libero.

L’idea di utilizzare le forze dell’ordine contro gli studenti non è nuova, e i ricordi che suscita sono terribili. Per questo spero che al più presto arrivi la notizia che anche questa volta Silvio Berlusconi è stato frainteso, male interpretato, che il suo pensiero è stato stravolto dai mass media che sono tutti sotto il controllo dei suoi oppositori, che la sinistra racconta bugie ecc. ecc. ecc.

Qualche giorno fa, ormai una decina per la verità mentre ero allo stadio a vedere la partita “insieme per Borgonovo” iniziai a discutere con un mio amico sulla crisi finanziaria e su quanto lui fosse preoccupato. Mi rispose che non lo era “che mi frega, io ho solo debiti verso la banca”. Siccome non è l’ultimo degli sprovveduti, anzi è una persona di grande preparazione, ebbi la percezione che il fenomeno nella sua interezza non fosse compreso a pieno.
Questa crisi non riguarda il fallimento di una banca, ma, a mio avviso, il crollo di un sistema, o forse della fine della civiltà occidentale. Il sistema fondato sulla locomotiva USA, gonfiato a dismisura dalla finanza è esploso. I subprime, l’acquisizione di aziende attraverso un improponibile moltiplicatore dell’ebit, lo stop al “mark to market” la soluzione individuata domenica 12 dai grandi, sono sempre la stessa risposta riproposta con nomi diversi: creazione di ricchezza fittizia. Che altro non è che quanto è accaduto qualche anno fa nel mondo del calcio con le plusvalenze. Quando ci si accorse che con gli utili di bilancio generati dalle plusvalenze non si pagavano gli stipendi e i fornitori, il sistema si fermò. Non crollò perché i debiti furono spostati altrove e fatti pagare da qualcun altro. Quelli erano debiti all’interno di un mondo che era all’interno di altri mondi. Questi debiti però, quelli di oggi non si possono spostare.
Prima di dire cosa può succedere però è giusto specificare una cosa. Non c’è un gruppo che ha goduto di questa situazione e qualcuno che ne ha sofferto, in qualche modo ne abbiamo tratto vantaggio tutti. L’economia USA si espandeva e la sua domanda creava benessere in tutto il mondo occidentale: Europa, ma anche in Cina e in India che crescevano senza freni.
Per dirla in termini banali tutto il sistema, cioè tutti noi, o molti di noi, abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità. Il problema è che oggi che è il momento di pagare quei debiti, non ci sono i soldi per farlo.
E’ prevedibile quindi che ci sarà un grosso ridimensionamento, chi ha molto dovrà accontentarsi di abbastanza, chi ha abbastanza dovrà accontentarsi di poco. Per questi gruppi si tratta di bere o affogare, quindi probabilmente berranno: meno vacanze, meno telefonini, meno cene al ristorante.
Chi ha poco però non è pensabile che si accontenterà di avere nulla.
Da qui forse il vero problema, oggi anche il nostro welfare è al di sopra delle nostre possibilità, figuriamoci se ci sono le condizioni per ampliarlo. Per cui affrontare le tensioni sociali che si manifesteranno diventerà il tema del futuro prossimo.
L’unica consolazione è che di solito quando le civiltà sono al tramonto, di solito arrivano i barbari conquistatori. Questa volta però all’orizzonte non ci sono eserciti con la lancia e le clave. C’è però, come varie personalità, fra cui il nostro Presidente del Consiglio Berlusconi, hanno fatto notare, la questione dei fondi sovrani.
I fondi sovrani sono fondi di investimento controllati direttamente da alcuni paesi. Nazioni dove la democrazia e la redistribuzione della ricchezza non sono delle priorità.
E’ evidente che se questi fondi prendessero il controllo di molte banche e quindi del sistema creditizio di un paese, non si tratterebbe di un’operazione neutra per quel territorio. Orientare l’accesso al credito significa orientare le linee di sviluppo di un’area, se non di un paese intero. La questione però riguarda anche altre aziende, pensiamo alle aziende di comunicazione a quelle tecnologicamente avanzatissime (quelle che producono armi, per essere chiari). Insomma la questione dei fondi sovrani è tutt’altro che una questione da trascurare, bene quindi ha fatto Berlusconi ha sottolineare l’attenzione su questo tema, anche se, come al solito, lui l’affronta pensando prima alle sua cose che al suo paese, e, aggiungo, il miliardo utilizzato da Gheddafi per entrare in Unicredit probabilmente è uno dei cinque che gli ha dato Berlusconi stesso.
Questo però non è il punto centrale. La questione rilevante è cosa potrebbe accadere al nostro sistema se un numero particolarmente alto di aziende strategiche passasse sotto il controllo di governi stranieri. Io non ne ho idea, a breve penso molto poco, nel medio lungo periodo forse avremo dei cambiamenti nel nostro sistema politico, lo stesso concetto di democrazia probabilmente muterebbe, in che modo però forse è ancora presto per dirlo. Fare previsioni è sempre molto difficile, basta pensare a tutti quelli che fino ad un paio di mesi fa ci dicevano di stare attenti ad India e Cina, quando l’unico soggetto a cui dovevamo prestare attenzione eravamo noi stessi, ma nessuno, da tutti i premi Nobel dell’economia in giù ci aveva detto di farlo.

Tanto tempo fa, ma neanche poi tantissimo, circa 15 anni fa, insomma quando non c’era Internet e se c’era comunque non esistevano amazon, ibs, ecc. ecc., se una persona cercava un libro un po’ particolare a Firenze c’era una grande opportunità: la libreria Marzocco.
Uno andava lì, si aggirava fra i 4 piani e se non trovava quello che cercava, chiedeva ai dipendenti che scomparivano fra i numerosi cunicoli della libreria, e spesso tornavano con il libro in mano. Come ho avuto già modo di dire la Marzocco era un po’ un Amazon di muri, gallerie e carta e un po’ la Corte di Cassazione delle librerie, l’ultimo grado di giudizio, se un libro alla Marzocco non si trovava, non c’era altro modo di averlo.
Verso la fine degli anni ’90 la Marzocco entrò in crisi superata dalle nuove grandi librerie, che in quel periodo hanno aperto a Firenze e ad inizio 2003 chiuse, riaprendo a dicembre con il nome di libreria Martelli. Bella, moderna e fornita, ma non è più la stessa cosa. Oggi pomeriggio sono andato a colpo sicuro per prendere settore4cfila72posto35, ma non l’ho trovato e ho dovuto allargare il percorso fino alla Feltrinelli dove finalmente ho potuto prenderlo.
Chi è abituale di questo spazio e di blog in genere non ha certo bisogno di sapere chi è Settore. Se invece qualcuno ha bisogno di sapere chi è Roberto Torti, qui non troverà la risposta, perchè vorrei saperlo pure io.

Di soliti i libri calcistici sono comprati dai tifosi, però come certamente sapete, io non sono interista, l’ho acquistato solo per l’indubbio valore letterario dell’opera. Comunque per evitare equivoci insieme a settore4cfila72posto35 ho preso anche come gli s.s. wanderers vinsero la coppa d’inghilterra, così al cassiere almeno è rimasto il dubbio: Inter o S.S. Wanderers?

anniversari

by Franco Bellacci

Ieri era il 10 ottobre, l’anniversario di una delle più grosse scorrettezze che ho subito nella mia vita. Intendiamoci nulla di straordinario, i colpi bassi fanno parte del curriculum di ognuno, esistono talmente tante persone orribili che la loro azione inevitabilmente colpisce un po’ tutti.
Chi mi conosce mi dice che non si può passare sopra a tutto, e che la troppa indulgenza fa vivere bene non solo noi, ma anche gli uomini orribili, che così possono diffondere la loro malefica azione senza grossi patemi.
Io per la verità non so bene come rispondere di fronte ad un’obiezione che ha un fondamento, però è altrettanto vero, che non si può vivere con la testa rivolta al passato.
Io comunque mi ricordavo di ieri, a me piuttosto ha colpito come anche altri, che hanno vissuto la vicenda da spettatori si siano ricordati e mi abbiano chiamato per tenere viva la memoria.

Sabato scorso è stato reso noto un sondaggio sulle primarie del partito democratico a Firenze e sul possibile risultato fra il vincitore delle primarie e Bonaiuti, quello che è indicato il probabile candidato del centro destra.
Non l’ho ancora commentato a quasi una settimana di distanza, perché aspettavo che venisse pubblicato sul sito sondaggielettorali.it, il sito dove per legge devono essere pubblicati i risultati dei sondaggi elettorali e soprattutto il metodo seguito.
Perché almeno da come è apparso sulla stampa, il metodo lascia perplessi, almeno gli addetti ai lavori o chi nel campo dei sondaggi è stato addetto ai lavori tanto tempo fa.
Le risposte dicono questo. Per quello che riguarda la prima domanda, Cioni è il più votato con una forbice che va dal 23% al 26% (però è conosciuto dal 90% della popolazione, ha quindi pochi margini di crescita), poi Lastri tra il 19% e il 22%, Renzi tra il 17% e il 20% infine Pistelli tra il 15% e il 18%. C’è poi Conti, che al momento del sondaggio era un possibile candidato, tra il 12% e il 14% e infine una parte di indecisi.
Quindi il secondo risultato che indica in un confronto Cioni Bonaiuti la prevalenza del primo 51 a 36.
Il campione da quello che si legge è stato fatto su 1.000 fiorentini maggiorenni. Il punto però è che se le due domande sono state fatte agli stessi mille, siamo di fronte ad un errore oggettivo e soggettivo.
Oggettivo perché gli aventi diritto a partecipare alle primarie non sono gli stessi che hanno diritto a partecipare alle elezioni amministrative.
Alle primarie infatti possono partecipare tutti i residenti che abbiano compiuto 16 anni, compresi i cittadini extracomunitari. Per votare alle amministrative invece servono 18 anni e la cittadinanza dell’unione europea. Un corpo elettorale dunque diverso, il campione rappresentativo non può essere lo stesso.
Soggettivo perché il 36% che preferisce Bonaiuti difficilmente parteciperà alle primarie del partito Democratico, quindi a meno che la domanda sul voto delle primarie, non sia stata preceduta da una riguardo alle intenzioni di partecipare alle primarie, il risultato che ne esce va preso con le dovute precauzioni.
Per questo sarebbe stato utile capire la metodologia seguita dall’istituto, ma a distanza di 5 giorni sul sito non c’è nessuna notizia. Non rimane che aspettare, che la metodologia spunta, o al massimo spunterà un nuovo sondaggio.

A FB mi sono iscritto lo scorso settembre. Nel modo come capita spesso, uno legge di un nuovo servizio, si iscrive, lo prova per un paio di minuti, magari non capisce bene di cosa si tratta, chiude e si dimentica tutto.
Io in realtà mi ricordai l’iscrizione quando qualche tempo dopo sorsero i problemi di privacy, l’impossibilità di cancellarsi ecc. Seguii il dibattito a cui non seguì alcun comportamento.
Successivamente per mail mi giunsero persino richieste di amicizia. Richieste di amicizia? “io queste persone le conosco e sono già amico loro” pensavo, ma anche questi pensieri durano l’attimo di chiudere una finestra.
Un paio di mesi fa invece sono iniziate ad arrivare per mail le richieste di amicizia. Le relazioni nel mondo FB sono declinate in maniera abbastanza elementare e fiabesco: se sei in relazione con qualcuno sei amico, se poi si tratta di qualcuno di importante o qualcosa puoi essere fan, io ad esempio sono fan del Lampredotto, di Louis de Funes e di Stewie Griffin, poi si può “sposare la cause”, da quella più ambiziosa com “sconfiggere il male”, a quella dagli orizzonti decisamente più provinciali “eliminare il disco orario da Parco della Vittoria”, con tutto quello che può stare nel mezzo. Quindi possiamo unirci a dei gruppi, ovviamente dalle finalità più diverse. Infine c’è l’organizzazione di eventi, uno organizza un evento e invita le persone, i suoi amici su FB, che possono rispondere: ci sarò, non ci sarò, forse. Al resto pensa FB te lo mette in agenda e ti ricorda di andare. Insomma in FB si può essere amici, fan o sposare cause, quindi si può far parte di gruppi e infine FB ti aiuta a partecipare a feste ed eventi.
Questa è la struttura, il contenuto per il 90% è cazzeggio puro. Che per quelli come me che sono fan del cazzeggio (mi devo ricordare di controllare se in FB si può essere fan del cazzeggio) va benissimo. La versione mobile per FB è utilissima per riempire i tempi morti in cui si attendono i ritardatari.
Questo cazzeggio si esprime con frasi di stato (tipo quelle di twitter), dialoghi fra bacheche, video, foto, mail e persino chat. Di fatto un microinternet chiuso. Questo probabilmente è il limite di FB quello di essere un sistema chiuso e che quindi funziona bene per tenere in relazione persone che si conoscono, ma è poco adatto per la diffusione delle idee, sia che si tratti delle proprie o di voler conoscere quelle degli altri. Aggiungerei il perverso piacere di sapere che il signor FB può da un momento all’altro spengere FB premendo un solo tasto.

Ducadam, la sua storia

by Franco Bellacci

Lo scorso mercoledì pochi minuti prima di Fiorentina – Steaua ho incrociato il neo candidato Matteo Renzi, a cui ho fatto i complimenti per la metafora utilizzata per annunciare la sua candidatura, il mancato coraggio di Baggio di tirare un rigore al suo ritorno a Firenze, (per chi vuole vederla, i primi due minuti di questo video). Ho aggiunto però che se alla Fiorentina avessero concesso un rigore e poi fosse stato sbagliato, la sua metafora sul rigore rischiava di diventare un autogol (metafore calcistiche a gogò) e visto che gli avversari erano i rumeni dello Steaua c’era poco da stare allegri.
Mi era infatti tornato in mente Ducadam (che scrivendolo su FB ho anche storpiato in Duncam) e la sua storia.
7 maggio 1986, finale di Coppa Campioni Barcellona – Steaua Bucarest, si disputa a Siviglia di fronte a circa 70.000 tifosi del Barcellona e qualche centinaio di tifosi rumeni, all’epoca la Romania non era nell’Unione Europea, ma sotto la dittatura di Ceausescu. Il Barcellona vista la sua forza e le condizioni ambientali è strafavorito.
La partita è brutta, forse la finale di Coppa Campioni più brutta di sempre fino ad allora, escludendo, Juventus – Liverpool dell’anno precedente, ma quella non fu neanche una partita, e che sarebbe stata superata solo nel 1991 da Stella Rossa – Olympique Marsiglia. 120 minuti 0-0. Rigori.
Chi vuole, li può vedere nel video sotto, nella sequenza commentata da Nando Martellini. Consiglio la visione anche solo per vedere il cerimoniale delle premiazione.

Comunque i rigori vanno così, il portiere dello Steaua, Ducadam li para tutti: Alexanco, Pedraza, Pichi Alonso, Marcos è la sequenza dei rigoristi catalani. Lo Steaua ne segna 2 e vince la Coppa. L’eroe della serata è ovviamente il portiere rumeno.
Quella però fu l’ultima partita di Ducadam, un mese più tardi infatti si sparge la notizia che Ducadam è stato operato di urgenza per un trombosi al braccio destro.
Successivamente però si diffuse un’altra storia. Qualche giorno dopo la finale, dalla Spagna arriva un regalo inatteso, una Mercedes. Evidentemente si trattava di un facoltoso tifoso non del Barcellona, qualcuno sospetta che si tratti dello stesso Re di Spagna noto tifoso del Real, che voleva ringraziare il portiere che aveva rovinato la festa al Barcellona. Comunque sia la storia narra che la Mercedes diventi oggetto di contesa fra Ducadam e uno dei figli di Ceausescu, che punisce il portiere facendogli spezzare le mani dai suoi sgherri. Il primo a smentire a questa storia però è sempre stato lo stesso Ducadam, che dopo la caduta del regime sarebbe anche tornato in campo fino al 1992.
Poi, il lavoro di agente di frontiera con l’Ungheria, lo stipendio di 150 dollari al mese che lo costringono nel 2002 a mettere in vendita i guanti della finale, che saranno acquistati da un collezionista canadese per 3.000 euro. Le ultime notizie sono di fine 2003 con la vittoria nella lotteria di una “green card” il visto d’ingresso per gli Stati Uniti per la sua famiglia.

Venerdì scorso al Teatro Puccini davanti a circa 1000 persone Lapo Pistelli ha confermato la sua intenzione di candidarsi alle primarie del partito democratico che si svolgeranno il prossimo 1 febbraio e che individueranno il candidato Sindaco di Firenze per il PD nelle prossime elezioni amministrative.
Nell’ora di intervento Lapo Pistelli ha parlato di quello che vorrebbe fare se fosse eletto Sindaco: notte bianca, mobilità pubblica, recupero delle aree dismesse, i temi su cui ha insistito di più.
C’era molta attesa su come avrebbe risposto a chi lo accusa di correre con il paracadute (se perdesse le primarie lui comunque rimarrà deputato per altri 4 anni,visto che lo scorso aprile si è candidato, risultando poi eletto, alla Camera dei Deputati). Lui ha detto che non se ne andrà fischiettando (riferimento a Matteo Renzi che ha annunciato in caso di sconfitta di ritirarsi fischiettando e di andare a lavorare), ma farà domanda per steward dell’Alitalia. A voler essere buoni, si può dire che non ha risposto, a voler essere cattivi che l’ironia sugli steward dell’Alitalia è di dubbio gusto.
Quello che è certo è che le iniziative dei candidati alle primarie hanno sempre un grande successo, questo spero faccia riflettere su chi, all’interno del Partito Democratico, le ritiene un pericolo.

Dalla parte della Granbassi

by Franco Bellacci

Non guardo annozero, non ho idea di cosa abbia detto o fatto la Granbassi nella prima puntata di annozero. Qualunque cosa sia, a meno che non abbia fatto uno spogliarello in divisa, non giustifica la presa di posizione dell’arma dei Carabinieri che intende vietare la sua partecipazione ad annozero, anche se prendesse un periodo di aspettativa.
“Una partecipazione inconciliabile con i doveri di imparzialità e di immagine dell’arma”.
A me vengono in mente, tanti carabinieri che si sono candidati (legittimamente) ad elezioni di vari livelli, questi però evidentemente non hanno rappresentato un problema, evidentemente sono riusciti a non violare anche da candidati il dovere di imparzialità.