Riccardo Conti non si candida

by Franco Bellacci

Riccardo Conti ha declinato l’invito che gli era giunto da due appelli diversi che si erano succeduti a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro.
Lo ha fatto ieri sera in un’assemblea presso una casa del popolo.
Le persone che fanno passi indietro sono sempre da apprezzare, anche se poi servono pure quelle che fanno passi avanti.
Personalmente avrei apprezzato tantissimo se avesse detto “rifiuto l’invito anche perchè quegli appelli erano incomprensibili”. Non ha detto questo e invece ha ricondotto le ragioni della sua mancata candidatura nel numero troppo alto di candidati, che a suo parere rappresentano un rischio per lo stesso esito elettorale a Firenze.
Io non sono d’accordo. L’obiezione più immediata a questo ragionamento è semplice, quando si è scelto di non farle proprio le primarie, come nelle ultime elezioni politiche, non è che il risultato sia stato un trionfo.
Al di là di questo, le primarie rappresentano il percorso più nitido e trasparente per scegliere i propri rappresentanti, l’importante è che siano vissute per quello che sono, cioè come un confronto sereno fra persone che comunque condividono gli stessi ideali e vogliono offrire un contributo per il successo della parte politica a cui appartengono. In presenza di queste condizioni i candidati possono essere anche 10. Se mancano queste condizioni ne bastano due per rovinare il percorso.
Lunedì 29, prossimo appuntamento per le primarie, alle 20,30 nella sala rossa del palazzo degli Affari in Piazza Adua (accanto alla stazione di Santa Maria Novella), Matteo Renzi il presidente della Provincia rivelerà dove intende candidarsi, se continuare l’esperienza in Provincia, quindi dando a sua disponibilità a candidarsi per un secondo mandato, oppure se ha scelto di candidarsi per le primarie a Sindaco di Firenze.

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