Una doverosa premessa, l’argomento che sto per toccare le decurtazioni dello stipendio in caso di malattia è argomento che mi riguarda direttamente. Questo prima che qualcuno mi accusi di sostenere la tesi che questa misura è sbagliata perché mi riguarda. Chiarisco che la misura mi riguarda e che comunque la misura è sbagliata.

Dunque sempre per chiarire questa misura non riguarda tutte le voci dello stipendio, la parte fissa rimane comunque erogata per intero, quello che viene abbattuto per 1/26 per ogni giorno di malattia è la parte variabile, quella legata al particolare tipo di lavoro che fa una persona: l’indennità di responsabilità, l’indennità di rischio per chi svolge particolari funzioni ecc.

La riflessione immediata fa pensare che la decurtazione è giusta, se la parte variabile dello stipendio è legata alla prestazione sia che si tratti di assumersi una responsabilità piuttosto che un esposizione al rischio, viene immediato concludere che se una persona non lavora un giorno, quella parte di stipendio legata alla prestazione non dovrebbe essere erogata. Un ragionamento che apparentemente non fa una grinza, ma che in realtà va guardato da un altro punto di vista.

Pensiamo ai dirigenti e comunque ai responsabili, se mancano un giorno è vero che loro non potranno svolgere la loro funzione gestionale, ma è altrettanto vero, che nessuno in caso di assenza di un giorno li sostituirà assumendosi la responsabilità che spetta a loro, quindi al loro ritorno al lavoro avranno solo più lavoro da svolgere.

Un po’ diverso è il ragionamento da fare per le varie indennità di rischio. Pensiamo ad esempio a quella che hanno le forze dell’ordine. E’ vero che se un giorno non lavorano in teoria non “rischiano”, in realtà le cose stanno così: intanto chi ha la qualifica di pubblica sicurezza ha dei doveri di cui non si può mai spogliare e quindi non si capisce perché in caso di malattia si dovrebbe creare questa fattispecie di diminuzione di diritti. Poi c’è un altro aspetto. E’ ormai prassi consolidata per Aran (il soggetto che rappresenta il governo) e sindacati al momento della sottoscrizione dei contratti far convergere sulle indennità di rischio, sicurezza ecc. risorse, invece farle confluire sulla parte fissa di stipendio. Questo per semplificare la stipula del contratto. Questa cosa può non piacere ma è una pratica che va avanti da svariati contratti si tratta di un patto tacito che oggi viene violato unilateralmente dal governo. E’ una scorrettezza.

Questa misura poi non è solo ingiusta, ma ha anche degli aspetti pratici sui cui invito a riflettere. Io sono certo che diminuiranno le assenze, ci saranno molti certificati in meno di malati finti, ma anche molti certificati in meno di malati veri, che preferiranno andare a lavorare piuttosto che starsene a letto, parlo di medici, carabinieri, poliziotti, autisti di scuolabus pompieri ecc.. Mi chiedo se voi vi fareste operare volentieri da un chirurgo con 40° di febbre? Oppure se sareste contenti di sapere che vostro figlio è su uno scuolabus guidato da un autista con l’influenza?

L’ultima cosa è una valutazione sulle parole del ministro “premierò l’impegno”, “pagare di più i migliori”, qui non c’è niente di tutto questo come al solito, è sempre il solito, appunto colpire nel mucchio per avere un po’ di attenzione dei media.

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3 Commenti

  1. Complimenti per l’esauriente esposizione del problema, è tutto sacrosanto e le conseguenze sono già in atto.
    Anch’io sono parte in causa, avrò la detrazione semplicemente perchè per onestà,ho presentato il certificato di malattia con vera e dolorosa patologia e nessuno al mio posto ha fatto il mio lavoro.
    Questa presa di posizione è frutto dell’ipocrisia e del mal-essere, sparare nel mucchio è tipico di luoghi comuni dove non si vogliono turbare gli amici. Ci saranno persone colpite, per la gente comune poco importa purchè questi settori vengano messi sottosopra,ma alla gente bisogna anche far capire che verranno sempre e comunque presi di mira i soliti noti e le consequenze state certi le pagheranno con gli interessi i cittadini.
    I veri nullafacenti hanno le spalle coperte. In tutti i posti di lavoro pubblico si conoscono le postazioni e i dipendenti che hanno particolari privilegi ma non si vuole colpirli.
    Il ministro avrebbe avuto tantissimi strumenti per arrivare subito in fondo al problema ma ha preferito generalizzare perchè non intende fare proprio nulla se non audience.
    Basta mandare in giro qualche ronda nei bar, nei negozi centrali, nei ristoranti insieme ai politici chissà
    quanti licenziamenti avremmo avuto senza tanti sproloqui!
    Ci sono tantissime brave persone,
    onesti e preparati lavoratori con tanto di gavetta
    ma nel pubblico spesso si guarda solo
    alle amicizie e parentele

    il sistema è adattato secondo le persone e i voleri di chi comanda veramente
    pensate ai dirigenti che tali non sono perchè legati da un rapporo di fiducia con chi li ingaggia, forse Brunetta potrebbe creare un albo di super dirigenti apolitici che organizza le persone secondo logiche diverse da quelle attuali con albi nazionali e con criteri più oggettivi!
    Sarebbe sempre meglio un sistema premiante e non punitivo.
    Poi cominciamo a riprenderci i soldi che diamo ai sindacalisti, rimettiamo in discussione il sistema di detrazione della quota sindacale sullo stipendio,
    riprendiamo in mano la busta paga priva di prelievi automatici.
    Pur colpita sono con Brunetta perchè così vengono scardinati i veri problemi, le code contrattuali sono oscenità di un sistema perverso e frutto di
    di un sindacalismo politico non più rappresentativo dei lavoratori.

    #1 Valeria
  2. In poche esaurienti parole si è chiarito che il re è nudo.
    Purtroppo la politica di oggi si riduce spesso nel cavalcare il “popolo”, la “gggente”, la “piazza”.
    Sottoscrivo per intero anche il commento di Valeria.
    E’ pura demagogia pensare che il costringere chi prima stava a casa in malattia, inizierà oggi a lavorare e produrre.
    Il problema alla fine è sempre nel manico, ovvero in chi dovrebbe dirigere ed invece …...

    #2 gabriele
  3. Io penso che si è arrivati a questo perchè i responsabili di servizio e con loro anche i dirigenti, prendendo lo stesso l’indennità di responsabilità, non sono capaci di prendere dei provvedimenti veri per i dipendenti (LORO LO SANNO CHI SONO)che hanno approffitato delle assenze di malattia.
    Chi ci rimette sono quelli che come me non hanno mai fatto abuso di assenze per malattia.
    Marcellina

    #3 Marcellina

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