mortadella e melone

by Franco Bellacci

Ieri mattina alla cooperativa di consumo, la coop insomma, al banco degli alimentari, una signora di mezza età chiede :
– “due etti di melone”
sguardo perplesso della commessa, uno, due secondi, poi la risposta:
- “signora, lo trova intero al reparto frutta”
Risposta che fa spostare la perplessità dagli occhi della commessa a quelli della signora, che ovviamente pensa “ma cosa mi dice questa, vorrebbe dirmi che il melone lo trovo insieme alle pesche e le albicocche, non l’ha visto che ce l’ha dietro”.
L’impasse viene superato grazie all’intervento di una voce esperta:
– “la mortadella, vuole la mortadella!”

Alla perplessità della ragazza e al disorientamento della signora, aggiungo la mia indignazione, non contro la giovane ragazza, magari assunta solo per il periodo estivo, ma contro chi l’ha formata in modo evidentemente inadeguato. Se devi mettere una persona dietro il banco degli alimentari non è sufficiente spiegargli come si affetta il prosciutto, è necessario spiegargli il nome delle cose che deve vendere.

In tutto questo, va detto che il vohabolario del vernacolo fiorentino aiuta solo a metà spiegando che quella cosa che nel resto d’Italia si chiama melone, qua si chiama popone. Ma non dice che quella cosa che qua si chiama melone è appunto la mortadella.


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