È abbastanza stupefacente l’indignazione di Maroni e Frattini riguardo alla risoluzione del Parlamento Europeo con cui si è criticato fortemente l’idea di prendere le impronte ai rom presenti in Italia.
Si può infatti sostenere qualunque tesi, anche la bontà del fine e l’utilità dell’azione (io credo poco ad entrambe, come pure ritengo esagerato l’accostamento al nazismo),ma quello che non è sostenibile è che questa azione non sia razzista. Quando si prendono le impronte digitali a delle persone solo perché queste appartengono ad un’etnia, questo è razzismo.
È talmente palese ed ovvio, che questa vicenda può essere un’ipotesi di scuola, un esempio. Nessuna persona in buona fede può sostenere il contrario.


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1 Commento

  1. Il tuo ragionamento è semplice e lineare, non fa una grinza. Se non mi facesse specie, per il principio che viola, direi che la mossa di Maroni serve solo per fare propaganda. Non molto diversa, insomma, dallo sfoggio muscolare dell’esercito nelle città o dalle sparate di Brunetta. Giocando con i luoghi comuni eccitano gli istinti più bassi di tanti, troppi italiani. E quando si parte dai luoghi comuni basta un po’ di fumo per soddisfare gli istinti.
    Complimenti per il blog.
    Un saluto
    Zadig

    #1 Zadig

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