miti

by Franco Bellacci

È veramente difficile oggi per un bambino avere un mito sportivo. Se sceglie un ciclista la cosa più probabile è che nel giro di una stagione, lo vedrà circondato di poliziotti che lo stanno portando da qualche parte, comunque via dalle corse.
Un po’ meglio se sceglie un calciatore, ma anche in questo caso i problemi non mancheranno, molto rapidamente scoprirà che la cosa che più preme al suo idolo non è sfondare le reti degli avversari, ma trombarsi il numero più alto possibile di soubrette. Un limite, che quando il bambino raggiungerà una certa età imparerà a comprendere. Il problema grosso, oggi nell’investire in uno sportivo per elevarlo a livello di mito, è che c’è la concreta possibilità che dopo 20 anni, l’idolo decida che è pronto per un reality dove dovrà correre nei sacchi per conquistare un piatto di bacche.
Comportamenti non consoni ad un mito.
Oggi ho visto Beckenbauer. Per prima cosa ha superato l’età dei reality e questo è già un punto a suo favore, poi anche quando cammina, sembra sempre pronto a dirigere la difesa. Insomma quando me lo sono trovato accanto, non ho resisitito e gli ho detto che nel mio passato calcistico “lui era la mia ispirazione, peccato, non aver raggiunto i suoi livelli”. Lui mi ha risposto, che “quando si gioca da bambini l’importante è divertirsi”. La risposta del mito assoluto forse doveva essere un po’ diversa del tipo “è in buona compagnia, ci hanno provato in molti a fare il libero, come l’ho fatto io. Non me ne vengono in mente molti, che hanno raggiunto i miei livelli”.

P.S. Platini ha l’iphone

un omaggio a quella che è la frase del decennio.












  • Published:Luglio 24th, 2008
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Stanno arrivando un questo sito molte persone che cercano informazioni sulla questione della decurtazione dello stipendio, così come è stata prevista dall’art. 71 del decreto 112.
Qui hanno trovato un punto di vista.
Chi cercava informazioni sull’applicazione però è rimasto deluso. L’aran, per quanto pilatescamente, altrimenti non sarebbe l’aran, relativamente al comparto regioni-enti locali, ha emanato una nota di chiarimento. Dove fa un elenco delle 12 voci oggetto di decurtazione.
La nota dell’aran eccola qui. Chi non ha voglia di leggerla la voci sono in fondo.
Se poi qualcuno ha bisogno di qualche delucidazione, può scrivere, se conosco la risposta, rispondo.

Praticamente puncicati

by Franco Bellacci

Leggo questo flash su corriere.it
Nucleare, cento operai contaminati
PARIGI- Cento operai della centrale nucleare del Tricastin, dove alcuni giorni fa c’era stata una fuga di materiale radioattivo, sono stati contaminati «leggermente» oggi da elementi fuorusciti da una tubatura nella reattore numero 4, fermo per manutenzione. Lo ha reso noto la direzione di Edf.

Chissà come sta uno contaminato “leggermente” da materiale radioattivo? forse come quei tifosi che furono accoltellati all’Olimpico, ma come specificarono bene sulla rai solo “leggermente”.

Devo imparare anche io ad utilizzare questa parola “leggermente”, che offre sempre un cambio di prospettiva con degli effetti stupefacenti.

Cazzola e la matematica

by Franco Bellacci

Oggi su “Quotidiano nazionale” (la nazione, il resto del carlino, il giorno) è comparso un articolo a firma di Giuliano Cazzola, parlamentare del pdl e vice presidente della Commissione lavoro. In quest’articolo riprendeva dei presunti dati istat secondo cui nel periodo 2000-2007 nel settore pubblico le retribuzioni sono cresciute del 35%, mentre nel privato sarebbero cresciute del 20%.
Non so come siano andate le cose nel privato, nel pubblico sicuramente non sono cresciute del 35%, ve lo può dire chiunque lavori in quel comparto. Lo dicono soprattutto le cifre, nel periodo in questione sono cresciute del 23/24%.
La cosa sarebbe anche divertente se il clima fosse un po’ migliore. In un clima dove le tensioni sociali sono già abbastanza sviluppate non c’è bisogno di articoli come questi che alimentano la tensione senza motivo.
Per questo ho scritto una mail all’onorevole Cazzola. Clicca sotto per vedere la mail

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Una doverosa premessa, l’argomento che sto per toccare le decurtazioni dello stipendio in caso di malattia è argomento che mi riguarda direttamente. Questo prima che qualcuno mi accusi di sostenere la tesi che questa misura è sbagliata perché mi riguarda. Chiarisco che la misura mi riguarda e che comunque la misura è sbagliata.

Dunque sempre per chiarire questa misura non riguarda tutte le voci dello stipendio, la parte fissa rimane comunque erogata per intero, quello che viene abbattuto per 1/26 per ogni giorno di malattia è la parte variabile, quella legata al particolare tipo di lavoro che fa una persona: l’indennità di responsabilità, l’indennità di rischio per chi svolge particolari funzioni ecc.

La riflessione immediata fa pensare che la decurtazione è giusta, se la parte variabile dello stipendio è legata alla prestazione sia che si tratti di assumersi una responsabilità piuttosto che un esposizione al rischio, viene immediato concludere che se una persona non lavora un giorno, quella parte di stipendio legata alla prestazione non dovrebbe essere erogata. Un ragionamento che apparentemente non fa una grinza, ma che in realtà va guardato da un altro punto di vista.

Pensiamo ai dirigenti e comunque ai responsabili, se mancano un giorno è vero che loro non potranno svolgere la loro funzione gestionale, ma è altrettanto vero, che nessuno in caso di assenza di un giorno li sostituirà assumendosi la responsabilità che spetta a loro, quindi al loro ritorno al lavoro avranno solo più lavoro da svolgere.

Un po’ diverso è il ragionamento da fare per le varie indennità di rischio. Pensiamo ad esempio a quella che hanno le forze dell’ordine. E’ vero che se un giorno non lavorano in teoria non “rischiano”, in realtà le cose stanno così: intanto chi ha la qualifica di pubblica sicurezza ha dei doveri di cui non si può mai spogliare e quindi non si capisce perché in caso di malattia si dovrebbe creare questa fattispecie di diminuzione di diritti. Poi c’è un altro aspetto. E’ ormai prassi consolidata per Aran (il soggetto che rappresenta il governo) e sindacati al momento della sottoscrizione dei contratti far convergere sulle indennità di rischio, sicurezza ecc. risorse, invece farle confluire sulla parte fissa di stipendio. Questo per semplificare la stipula del contratto. Questa cosa può non piacere ma è una pratica che va avanti da svariati contratti si tratta di un patto tacito che oggi viene violato unilateralmente dal governo. E’ una scorrettezza.

Questa misura poi non è solo ingiusta, ma ha anche degli aspetti pratici sui cui invito a riflettere. Io sono certo che diminuiranno le assenze, ci saranno molti certificati in meno di malati finti, ma anche molti certificati in meno di malati veri, che preferiranno andare a lavorare piuttosto che starsene a letto, parlo di medici, carabinieri, poliziotti, autisti di scuolabus pompieri ecc.. Mi chiedo se voi vi fareste operare volentieri da un chirurgo con 40° di febbre? Oppure se sareste contenti di sapere che vostro figlio è su uno scuolabus guidato da un autista con l’influenza?

L’ultima cosa è una valutazione sulle parole del ministro “premierò l’impegno”, “pagare di più i migliori”, qui non c’è niente di tutto questo come al solito, è sempre il solito, appunto colpire nel mucchio per avere un po’ di attenzione dei media.

Brunetta e la visita fiscale

by Franco Bellacci

Io per qualche anno ho fatto un lavoro in cui inviavo le visite fiscali. Posso dire questo: – le visite fiscali costano al datore di lavoro. Nel 2004, se non ricordo male, costavano poco meno di 26 euro, il corrispondente di 50.000 lire – in 5 anni non ho mai visto una visita fiscale annullare una malattia. Però ho visto visite fiscali allungare la prognosi.

Il primo è un fatto oggettivo di cui bisognerebbe tenere conto, il secondo è un dato basato sull’esperienza.

A questi due fattori, aggiungo una mia valutazione sulla obbligatorietà della visita fiscale nelle malattie di un giorno.
Mi rendo conto che le malattie di un giorno destino sospetti, nella pratica però questa misura non la trovo utile, anzi.
Un medico fiscale infatti se in seguito ad una visita reputa che la persona possa lavorare, quello che può fare è sospendere il certificato e dire al “non più malato” di tornare al lavoro il giorno seguente. Cioè la stessa cosa che diceva il certificato originale (sulla base di questo c’è anche da chiedersi se una pa, che sulla base della legge 241/1990 deve attenersi al principio di economicità, può sistematicamente attuare misure palesamente antieconomiche? La 241 è legge di carattere generale quindi superiore come valore di un decreto).
Per cui se è una misura assolutamente priva di effetto pratico, possiamo chiederci a chi giovi questa scelta.
Io avanzo un’ipotesi, se i certificati di un giorno fossero un milione l’anno, tutta l’operazione costerebbe circa 26 milioni di euro. 26 milioni di euro per stare un pomeriggio in home page dei siti di informazione e guadagnare la prima pagina dei quotidiani del giorno dopo. Tutto sommato ci sono campagne pubblicitarie che costano anche di più. La campagna promozionale del film l’incredibile Hulk sono certo è costata di più. Soltanto quella l’hanno pagata i produttori, questa tutti noi.

Al netto delle due volte che nell’inverno del 1988 quando sono stato allo Space Electronics in Via Palazzuolo, venerdì sera è stata la prima volta che a Firenze, la lingua inglese era di gran lunga la più parlata. Considerando anche la scarsa propensione dei fiorentini a imparare le lingue, vuol dire che gli italiani erano in minoranza.
Detto anche che alla fine del concerto mi sono comprato una maglietta di colore che sul momento sembrava avana, ma alla luce gel giorno è colore “ero bianca, ma sono stata messa in lavatrice con dei capi blu che a 60° non tenevano il colore”, devo dire che raccontare un concerto dei Sigur Ros è proprio difficile.
Per questo non lo farò. Invece parlerò del pubblico, che mi è molto più facile, sopratutto di qualcuno che avevo vicino, anzi invece che parlare di lui, parlerò a lui, come se potessi ascoltarmi.
Caro vicino di concerto, in genere l’ascolto della musica è attività che non richiede pensiero, questo diventa particolarmente vero, quando la musica che si ascolta presenta un qualche carattere di complessità, come i appunto quella dei Sigur Ros vale quando la musica è particolare, tipo quella dei Sigur Ros: bisogna un po’ lasciarsi andare, non pensare e farsi ipnotizzare.
Il problema è che diventa molto difficile non solo per te, ma per tutti quelli che hai vicino se invii un sms ogni 5 minuti e ogni 2 minuti controlli se ci sono risposte (non ci sono, perchè sei una brutta persona), oppure devi bere ogni 3 minuti. Ma cosa hai mangiato aringhe all’origano con il contorno di capperi sotto sale? sei hai mangiato questo, perchè ogni volta rimetti la bottiglia in fondo alla borsa? E poi perché in quei rari istanti in cui non mandi sms, controlli invano la presenza di risposte e non bevi, non ti dai pace? E invece no. Scatti decine di foto con il cellulare. Io non ho nulla contro i fotografi e la passione della fotografia, ma ormai ti dovrebbe essere chiaro a tutti che le foto ai concerti vengono tutte uguali: mosse e buie, quindi dopo un paio potresti anche smettere e seguire sul concerto. Oppure banalmente potresti riposarti o meglio ancora stare a casa. Io non so se saresti stato meglio, posso dirti per certo che una persona sarebbe stata sicuramente meglio: io.

Il concerto comunque è stato veramente notevole, questi sono i due minuti finali, ripresi senza maltrattare e/o infastidire nessuno:

mortadella e melone

by Franco Bellacci

Ieri mattina alla cooperativa di consumo, la coop insomma, al banco degli alimentari, una signora di mezza età chiede :
– “due etti di melone”
sguardo perplesso della commessa, uno, due secondi, poi la risposta:
- “signora, lo trova intero al reparto frutta”
Risposta che fa spostare la perplessità dagli occhi della commessa a quelli della signora, che ovviamente pensa “ma cosa mi dice questa, vorrebbe dirmi che il melone lo trovo insieme alle pesche e le albicocche, non l’ha visto che ce l’ha dietro”.
L’impasse viene superato grazie all’intervento di una voce esperta:
– “la mortadella, vuole la mortadella!”

Alla perplessità della ragazza e al disorientamento della signora, aggiungo la mia indignazione, non contro la giovane ragazza, magari assunta solo per il periodo estivo, ma contro chi l’ha formata in modo evidentemente inadeguato. Se devi mettere una persona dietro il banco degli alimentari non è sufficiente spiegargli come si affetta il prosciutto, è necessario spiegargli il nome delle cose che deve vendere.

In tutto questo, va detto che il vohabolario del vernacolo fiorentino aiuta solo a metà spiegando che quella cosa che nel resto d’Italia si chiama melone, qua si chiama popone. Ma non dice che quella cosa che qua si chiama melone è appunto la mortadella.

Annibale l’incisano

by Franco Bellacci

Due pagine, due belle pagine ieri sulla Nazione, hanno raccontato il passaggio di Annibale da Incisa.
Qui la prima.
Qui la seconda.

È abbastanza stupefacente l’indignazione di Maroni e Frattini riguardo alla risoluzione del Parlamento Europeo con cui si è criticato fortemente l’idea di prendere le impronte ai rom presenti in Italia.
Si può infatti sostenere qualunque tesi, anche la bontà del fine e l’utilità dell’azione (io credo poco ad entrambe, come pure ritengo esagerato l’accostamento al nazismo),ma quello che non è sostenibile è che questa azione non sia razzista. Quando si prendono le impronte digitali a delle persone solo perché queste appartengono ad un’etnia, questo è razzismo.
È talmente palese ed ovvio, che questa vicenda può essere un’ipotesi di scuola, un esempio. Nessuna persona in buona fede può sostenere il contrario.

Io credo davvero che uno dei problemi dell’Italia sia il caos giuridico: un ordinamento giuridico abnorme combinato con la confusione derivante da come sono scritte le leggi.
Banalmente vorrei due cose: Per ogni legge che viene approvata se ne cancellano 100. Una legge, un argomento.
Tutto questo è nelle mani di Calderoli, io faccio il tifo per lui. Un paio di settimane fa ho accolto con soddisfazione il suo annuncio, di aver già individuato circa 2.000 leggi inutili. Bene.
Poi però vedo il decreto 112, uno dei provvedimenti cruciali di questa prima fase di vita del governo. Un decreto che per limitarsi alle questioni principali affronta i seguenti temi:
Banda larga
start up aziendali
sorveglianza dei prezzi
sostegno alle imprese che si vogliono internazionalizzare
sterilizzazione iva
strategia energetica nazionale
piano casa
expo 2015
costo dei libri scolastici
Abolizione dei limiti al cumulo tra pensione e redditi di lavoro
Modifiche alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato
Trattamento dei dati personali
Durata e rinnovo della carta d’identita’
Class action
Certificazioni e prestazioni sanitarie
Impresa in un giorno
Modifiche alla disciplina in materia di orario di lavoro
Riduzione delle collaborazioni e consulenze nella pubblica amministrazione
Risparmio energetico
Misure urgenti per il contenimento delle spese di giustizia
Servizi di Cabotaggio
Finmeccanica S.p.a.
Forze armate
Assenze per malattia e per permesso retribuito dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni
Part-time
Disposizioni urgenti per Roma capitale
Programmazione delle risorse per la spesa sanitaria
Banche, assicurazioni,fondi di investimento immobiliari «familiari» e cooperative.
Tutto il provvedimento è qui, e chi avrà la voglia e pazienza di aprirlo scoprirà almeno altri 20 temi minori.
La mia sensazione è che la semplificazione non è diventata un patrimonio di tutto il governo.

Imposte e tasse locali

by Franco Bellacci

In quest’articolo si racconta che le imposte e tasse locali più alte della Provincia di Firenze le pagano i figlinesi.

Una bellissima cosa

by Franco Bellacci

Indrid Betancourt è libera.
Sono contento come un contradaiolo dell’Istrice.

Berlusconi a Napoli

by Franco Bellacci

Ammettiamolo il nostro Presidente del Consiglio è un genio, di fronte al quale dobbiamo solo inchinarci.
Pensiamo alla questione di Napoli e dei rifiuti.
Veloce ripasso:
Campagna elttorale. Promette di venire a Napoli dopo il suo ingresso a Palazzo Chigi e risolvere la questione rifiuti in tempo reale.
Primo viaggio a Napoli: annuncia l’utilizzo dell’esercito e la rapida soluzione del problema. Le strade, quelle che percorre lui sono pulite, le altre no.
Secondo viaggio a Napoli: annuncia che farà un appello ai cittadini di buona volontà, chiederà a tutti di confluire a Napoli, così come tutti gli uomini di buona volontà andarono a Firenze nel 1966. Allora ci furono gli angeli del fango, oggi è la volta degli angeli della monnezza. Ognuno di loro dovrà raccogliere un sacchetto di rifiuti e, aggiungo io, lo dovrà tenere in mano, fino a quando qualcuno non dirà, dove va messo il sacchetto.
Le strade anche quelle che percorre lui sono invase dai rifiuti.
Terzo viaggio a Napoli: la strade non solo sono invase dai rifiuti, ma in strada ci sono migliaia di manifestanti. Ci pensano le forze dell’ordine a fare spazio, ma non dai riufiuti, dalle persone.

La strategia del governo è un fallimento su tutta la linea e lui cosa fa? annuncia che presto in tv saranno trasmessi degli spot.
Ditemi voi, se quest’uomo non è un genio.
Io mi sto sforzando di immaginare la proposta al quarto viaggio, ma non riesco ad immaginare nulla di plausibile. Ma sono certo, che sarà capace di soprenderci ancora una volta.

Festivaldarno

by Franco Bellacci

Lo scorso wekend a Figline si è svolto un festival musicale festivaldarno, e ovviamente, come sempre, c’è che chi ha avuto da ridire sulla direzione artistica del festival. Questo per la verità non deve sorprendere l’indole valdarnese è tale, che ci sarebbe stata polemica anche di fronte ad un festival con la partecipazione gratuita degli U2, i Radiohead, i Coldplay e altri gruppi di questo livello.
Di fronte al festivaldarno in realtà la polemica aveva un po’ più ragione di esistere e questa insisteva molto sul fatto che l’organizzazione avrebbe impostato il programma orientandolo molto a sinistra. E quindi, la tesi di chi ha avuto da ridire era quella che, per questo motivo, non dovevano essere utilizzati soldi pubblici per organizzarlo.
Io non la penso così oggi senza un aiuto esterno, che spesso non può che essere quello pubblico, non è possibile organizzare quasi niente in ambito culturale e /o musicale. Artisti od eventi in grado di autofinanziarsi completamente sono veramente pochi.
Al di là di questo, io non trovo sbagliato che venga finanziato un festival con una determinata impronta ideologica, se questo non è il motivo esclusivo del finanziamento, e se comunque non si dimostrano preclusioni per eventi magari orientati diversamente, e, ma questo è scontato, se l’evento comunque ha un valore.
L’altra questione, a mio avviso fondamentale, è che l’evento poi non deve essere totalmente a carico di un finanziatore esterno, una parte, almeno il 20%, 30%, dei costi devono essere coperti dagli organizzatori. Far assumere una componente di rischio a chi organizza è la dimostrazione migliore che gli organizzatori credono in quello che stanno facendo. Anche perché ai DDR (uno dei gruppi di punta del programma) io gli posso riconoscere il diritto di rivolta, ma non mi torna che gliela debba pagare per intero io.
Per quanto riguarda il festival specifico, non so quanto sia costato al Comune di Figline, né se ha seguito la buona regola di chiedere un autofinanziamento agli organizzatori (mi immagino di sì) posso giudicare solo il manifesto e posso dire di trovarlo molto brutto, ma non escludo che dietro un manifesto brutto possa nascondersi un festival interessante.

Totti e il G.

by Franco Bellacci

Prima che Lippi chiudesse la porta a Totti, ho parlato con il mio amico G. dell’ipotetico ritorno di Totti in nazionale, lui, ovviamente, era strafelice di questo, ma da buon bevitore di vino, vedeva più il bicchiere mezzo vuoto: “il ritorno di Francesco è una notizia fantastica per l’Italia, ma non possiamo far finta che per 2 anni ci hanno raccontato una frottola clamorosa, quando dicevano che lui aveva chiuso con la nazionale. E’ evidente che i problemi erano altri. Ed è vergognoso, che queste associazioni di tutela dei cittadini, sempre pronte a cavalcare qualunque battaglia, non si occupino di questa bugia raccontata a tutta la nazione. Questo è un caso di scuola da class action, peccato che fino a gennaio non possiamo attivarlo”.
Poi oggi Lippi ha chiuso la porta a Totti, e mi sta pensiero sentire quello che dirà il G.