Quando da queste parti arriva il caldo, la soluzione più pratica e veloce è quella di fare un giro dalle parti di Vallombrosa o, meglio ancora della Secchieta. In meno di mezz’ora si passa dai 100 metri di altitudine ai 1.500 trovando una frscura confortevole.
Oggi pomeriggio approfittando della festività patronale e del caldo da bollino rosso (ma neanche più di tanto) ci ho fatto un salto.
E purtroppo ho avuto una sorpresa negativa: la strada. Arrivare in Secchieta ormai è un’impresa ai limiti dell’eroismo o dell’autolesionismo, se preferite. Quegli 8 chilometri che da Vallombrosa arrivano in Secchieta presentano dei crepacci di una dimensione tale, che se non vengono affrontati con la massima concentrazione, possono inghiottire una persona e il suo mezzo a due ruote e farlo sparire nel nulla.
Tantochè quando ero lì, ho chiamato un mio amico per avvertirlo “se non dovessi dare notizie nelle prossime 24 ore, non è che sono fuggito, venite a cercarmi nella strada tra Vallombrosa e Secchieta”.
Non so se chi l’ha visto c’è ancora, però fossi uno di loro un passaggio per quella strada lo farei, non posso escludere che dentro quelle buche qualche persona scommparsa possa trovarsi lì.
E’ il momento di dire alcune parole definitive sull’europeo degli azzurri.
Il risultato raggiunto è quello senza infamia e senza lode, primo turno superato poi nell’avventura dell’eliminazione diretta è andata male.
Gli annali diranno questo.
Avendoli vissuti però bisogna aggiungere qualcosa in più. Perchè un conto è uscire ai quarti dopo aver giocato un primo turno come Olanda, Croazia e Portogallo, un conto è uscire dopo aver giocato all’altezza della fama di Campioni del Mondo un quarto d’ora in 3 partite.
Qui inevitabilmente il dicorso si sposta sull’allenatore, che in un ritiro di due settimane non ha visto o non ha voluto vedere la scarsa forma di molti giocatori.
A questo va aggiunto anche il non aver dato un gioco adeguato alla squadra, ieri ad un certo momento mi è sembrato di vedere il Torino di Zaccheroni: attenzione a non prendere gol, palla ad un centrocampista, che la passa ad un esterno, che prima del vertice dell’area effettua un cross per l’unico attaccante in area che è tenuto da 3 difensori.
Giocando così Il Torino di Zaccheroni segnava poco, questa nazionale ha non ha fatto molto meglio: 3 gol in 4 partite, di cui uno su colpo di testa in seguito ad un calcio d’angolo, uno su rigore, uno su punizione deviata. Su azione nessun gol.
Donadoni però ha una grandissima attenuante, una sorta di “bomba libera tutti” dalle responsabilità. Non è l’infortunio di Cannavaro, che ha inciso, ma il fatto che in Federazione dopo l’avvicendamento al vertice Rossi – Abete, lui non godeva di nessuna fiducia. E quando il boss non ha fiducia, sbagliare è la cosa più normale ed umana del mondo.
Per questo non saprei dire se deve restare o meno.
Questa comunque è la mia cinquina di preferiti:
1 Hiddink
2 Domenech
3 Spalletti
4 Ancellotti
5 Lippi o Glerean
poi aggiundo due nomi per mero interesse personale: Novellino, così il Toro si risparmia un ingaggio. Sarri, perchè vedere uno di Vaggio allenatore della Nazionale mi darebbe una certa soddisfazione, per nom dire di Mirko allenatore dei portieri.
*Il titolo è una battuta, lo dico ai simpatizzanti di centrodestra, che non lo prendano sul serio (anche se poi è la verità).
Da qualche giorno hanno cominciato ad arrivare delle mail sul post del 11 giugno, quello sugli angeli dell’immondizia. La cosa era abbastanza strana, visto che le mail avevano cominciato ad arrivare dopo una settimana. Poi guardando i link al sito ecco la ragione, un pezzo di questo post era stato citato in un articolo del Corriere del Mezzogiorno.
Le mail ovviamente non sono complimenti, neanche offensive per la verità, tutto sommato mi si dice, semplifico, che per parlare della questione di Napoli e dei rifiuti che dovrei conoscerla bene e che, facendo ironia mancavo di rispetto a tutti quei napoletani che non hanno colpa.
Ho risposto praticamente la stessa cosa a tutti. Hanno ragione, non conosco bene la cronologia dei fatti e soprattutto delle omissioni dalla responsabilità di governo da attribuire, appunto, ai vari vertici comunali, provinciali e regionali di questi ultimi 15 anni.
Loro, i napoletani, sono sicuro, sapranno individuarli e comportarsi di conseguenza.
Gli ho però anche detto che non accettavo di sentirmi dire che io mancavo di rispetto a Napoli e ai napoletani. Chi, secondo me, per ora sta mancando di rispetto a Napoli è il nostro presidente del Consiglio che in campagna elettorale si esprimeva così.
Poi al governo, prima ha fatto la voce grossa, quindi ha evocato l’esercito, infine, e siamo ad ora, ha fatto appello ai volontari, come se il problema fosse la raccolta dei rifiuti e non il non sapere dove portare i rifiuti.
A lui, dovete chiedere le risposte. Non a chi fa notare come questo governo ancora non solo non ha trovato la soluzione, ma quando è a corto dello scoop quotidiano per aprire i tg e i quotidiani del giorno dopo, utilizza la vicenda rifiuti perchè da lì una notizia da prima pagina si riesce sempre a trovare.
Io non ho nulla contro Napoli, mi pareva evidente. Oltretutto se questa settimana avessi avuto tempo, avrei anche fatto un post sulla vicenda del consigliere comunale di Napoli e la bolletta di 2 giorni che ammontava a 7.500 e di quanto questa vicenda, secondo me. fosse poco credibile. Non perchè credo che tutti i consiglieri siano virtuosi a prescindere, ma solo perchè è impossibile spendere quella cifra. 7.500 euro in 2 giorni, anche considerando il funzionamento ininterrotto della persona e del telefono vogliono dire 256 euro l’ora, per 2,60 euro al minuto. Una tariffa decisamente più alta di quelle consip, che è il contratto a cui devono aderire tutte le pubbliche amministrazioni a meno che non trovino tariffe più convenienti.
Ieri Epifani ha detto che se il governo insiste nel voler rinnovare i contratti con l’inflazione programmata dell’1,7% per il 2008 e l’1,5% per il 2009,i lavoratori dipendenti perderanno 1.000 euro in due anni.
Oggi il ministro Sacconi ha detto che quella di Epifani è una scemenza.
Epifani non sempre dice condivisibili, ma in questo caso sì. Basta una banale conto.
Giusto per fare chiarezza, se l’inflazione rimane in linea con gli ultimi dati e il governo conferma quei dati per il rinnovo dei contratti, quelli che perderanno 1.000 euro in due anni sono i lavoratori dipendente che in busta paga hanno uno stipendio netto di 1.214 euro. Questi come potere d’acquisto perdereanno 323 euro il primo anno e 680 il secondo. E’ ovvio che chi guadagna meno perderà meno (chi ha un netto di 1.000 euro perderà 826 in due anni), chi guadagna di più perderà di più (chi ha un netto di 1.500, perderà 1.239 in due anni)
Queste sono le cifre, poi si può dare la colpa alla BCE, agli sceicchi sauditi che producono poco petrolio, ai cinesi e gli indiani che ne consumano troppo ecc., ma le cifre sono queste.
Wordle (scoperto grazie ad emmebi) è meraviglioso e divertente.
Gli sto dando in pasto i testi più diversi. Uno di questi è l’intervento di Bertinotti dal titolo “perchè la sinistra ha perso”, pubblicato su Repubblica il 12 giugno scorso. Testo che più volte ho tentato di affrontare senza riuscire mai ad andare oltre il quindicesimo rigo.
Il risultato di wordle è quello che vedete sotto (cliccando sull’immagine è possibile vedere il formato originale). Forse dunque la sinistra ha perso perchè deve andare oltre il mito di Ernesto Guevara.

Stamani ho preso il treno da Figline, ed ho scoperto che dove un tempo sorgeva il Taotec (mirabilmente raccontato su Interessi in comune), ora sorge, seppur in forma assolutamente identica dall’esterno, “la grande mela”, un business center per congressi e similaria.
Appena ho letto il nome, mi sono venuti in mente: New York, l’azienda di Cupertino che produce ipod e computer, i Beatles. Non una grenny smith, una stark, una fuji, un’annurca o una loro cugina frutta, ma una città, un’azienda e una band.
Mi sono sentito un po’ vittima, non so bene di cosa, ma vittima
Da stamani sono online nomi, incarichi e importi, delle consulenze dalla Pubblica Amministrazione.
2 considerazioni
La prima gli elenchi sono suddivisi per comparto, da ogni singolo comparto è possibile scaricare un file pdf, più o meno pesante a seconda del numero dei consulenti. Non sarebbe stato meglio mettere tutti i dati in un unico database, per poter effettuare delle ricerche online. Elenchi così, sempre ammesso che si riescano a scaricare, hanno un utilità limitata. Se non fossi sicuro che al ministero della Funzione pubblica ci sono dipendenti assolutamente in grado di realizzare il database e il form di ricerca, mi sarei anche offerto di farlo io, in cambio di una consulenza gratuita.
La seconda. Mettere online questi elenchi, da un lato è trasparenza, dall’altra denota ancora che il Ministro Brunetta ancora non è entrato nel ruolo. Chi governa deve produrre risultati, e quando si rivolge a qualcuno parlare al cervello, non alla pancia delle persone, questo può farlo chi è all’opposizione. Da questi elenchi di nomi e dalla descrizione degli incarichi è impossibile capire la differenza fra l’incarico indispensabile, quello utile e la marchetta.
Se un ministro gioca a far apparire tutto marchetta, ancora non ha chiaro qual è il suo ruolo.
Per quanto l’idea abbia una sua suggestione non vedo molte similitudini fra l’alluvione di Firenze del 1966 e l’emergenza rifiuti a Napoli nel 2008. Per questo non so quanto successo possa avere l’appello di Berlusconi per convogliare a Napoli migliaia di volontari per salvarla dai rifiuti, così come nel 1966 gli “angeli del fango” aiutarono Firenze a risollevarsi dopo l’alluvione.
Le differenze, secondo me, sono nette, Firenze fu messa in ginocchio dagli eventi naturali, Napoli dagli uomini. A Firenze togliere un libro dal fango, era il primo passo per salvarlo. Come pure organizzare i servizi di prima accoglienza a chi era rimasto senza casa. Insomma a Firenze di cose da fare ce ne erano molte. A Napoli, da quello che ho capito, il problema non è prendere un chilo di immondizia dal monte, il problema è non sapere dove portare questo chilo, per questo non capisco cosa dovrebbero fare i migliaia di volontari che il governo chiede.
Lo scopriremo presto, Berlusconi comunque ha fretta, vuole risolvere tutto entro luglio è partito coinvolgendo l’esercito ed è arrivato ai volontari, se non chiude la vicenda in tempi rapidi ci chiama tutti.
Ho apprezzato molto il ministro Brunetta, quando pochi giorni essere entrato in carica, ha detto “parlerò poco e farò molto!”.
E io pensai,: “però, complimenti!”
Da allora non c’è stato giorno in cui il ministro Brunetta non abbia esternato un suo punto di vista o un suo obiettivo. Parla un po’ di tutto, ma il concetto è sempre lo stesso: “La pubblica amministrazione è inefficiente, e io la cambierò!”.
Al di là di questo concetto, io ogni volta che lo sento o leggo qualche sua dichiarazione o intervento penso “se fa molto di più di quello che dice, vuol dire che sta facendo moltissimo”. A volte però penso anche che si sia dimenticato la sua dichiarazione “parlerò poco e farò molto!”.
Comunque sia i frutti del suo lavoro e/o l’insieme delle sue dichiarazioni gli hanno fatto guadagnare molta popolarità, tantochè secondo un sondaggio di Repubblica il suo gradimento è salito di 16 punti, dal 35% al 51%, facendone uno dei ministri più popolari del governo in carica.
E anche oggi non è mancato il pensiero quotidiano:
“Ritirare la pensione in tabaccheria, pagare i contribuiti Inps in farmacia o nelle stazioni dei carabinieri. ...., con l’unico obiettivo di bypassare la pubblica amministrazione inefficiente. A quel punto i luoghi monopolistici deputati a queste cose si chiederanno perché vengono bypassati e si metteranno in competizione.
Brunetta dunque pensa a trasferire in tabaccherie, farmacie e uffici dei carabinieri servizi come il ritiro delle pensioni, il pagamento dei contributi Inps ed altri pagamenti. Entro un anno, se il governo sarà ancora in carica, darò conto di quello che avrò fatto per migliorare e modificare la pubblica amministrazione e se non sarò riuscito a fare nulla darò le dimissioni. È la soluzione del mercato”.
Io sinceramente, da cittadino tifoso di una pubblica amministrazione efficiente, ho letto con un po’ di imbarazzo queste dichiarazioni, la mia sensazione è che Brunetta non sappia come si riscuotono le pensioni o come si versano i contributi previdenziali. Per la verità non è drammatico ignorare come si riscuote la pensione o si versano contributi previdenziali. Brunetta è giovane e lo impararà al momento giusto. Diventa drammatico però se il Ministro vuol farne un caposaldo della sua riforma, perchè in questo caso dovrebbe sapere che in questo ambito non c’è nessuna pubblica amministrazione, inefficiente o meno da bypassare.
Le pensioni infatti si riscuotono esclusivamente tramite banca o tramite posta (con accrediti, riscossione diretta ecc.). Come pure il versamento dei contributi, che ha in poste italiane un suo protagonista. In realtà è possibile versare i contributi anche online, con un sistema che funziona egregiamente.
Dunque, se l’intenzione del governo, o comunque del ministro Brunetta, è quello di creare percorsi alternativi che sottraggano business ai monopoli di banche e poste, io sono anche contento, pur mantenendo un po’ di perplessità sui soggetti individuati.
Al di là di questo però è bene ribadire che, in questo contesto la pubblica amministrazione non c’entra nulla e la sensazione che rimane è che evocare una pubblica amministrazione inefficiente sia diventato un po’ un mantra, che nell’immediato potrà pure regalare popolarità, ma che in una prospettiva temporale un po’ più ampia, se tutto questo non è accompagnato da un’azione di governo seria, può anche diventare un boomerang.
Continua la fortunata saga di “racconta gli States con un’immagine”.
Quella che vedete sotto non è la sede dei Boston Celtics, ma il Palazzo del Governatore del Massachussets, con uno stendardo che celebra l’ingresso dei Boston Celtics nei playoff Nba.
Insomma è come se Formigoni avesse celebrato lo scudetto dell’Inter mettendo uno stendardo dei nerazzurri sul Pirellone.
Qualcosa di difficile da credere, per qualunque istituzione italiana, non solo per Formigoni. Probabilmente le polemiche diventerebbero estenuanti. Per quanto ne so, le polemiche potevano esserci anche là, ma la beatitudine dello stendardo che sventolava tranquillo mi fa pensare, che non ci fossero polemiche.

Giovedì scorso nonostante tutti gli indicatori (ad eccezione di quello della temperatura che indicava un piratesco 37,0) e la logica invitassero a fare il contrario, sono tornato al lavoro. Del resto, anche gli argomenti che mi invitavano ad alzarmi dal letto erano comunque importanti: Brunetta, ad esempio, da quando aveva annunciato il suo manifesto, io di fatto non ero più andato al lavoro, e io non volevo che prendesse le mie assenze come una cosa personale.
C’era poi anche un’altra cosa, giovedì nel tardo pomeriggio, alla Feltrinelli, veniva presentato il libro Gli interessi in comune di Vanni Santoni (altresì noto come Sarmizegetusa), che non parla come qualcuno potrebbe credere di una lobby che lavora all’interno di un’amministrazione locale, ma racconta l’epopea di un gruppo di ragazzi valdarnesi, per lo più figlinesi.
Ebbene quando sono arrivato, insieme alle mie domande da porre all’autore, mi sono portato una situazione clinica decisamente peggiorata, rispetto alla mattina. La presentazione era in corso, ma io non ho potuto fare altro, che prendermi il libro, rinunciare alle domande e alla dedica e andare verso casa.
Ora sono circa a metà del libro, ed mi trovo in una di quelle situazioni in cui da un lato vuoi correre nella lettura, dall’altro non vuoi bruciarti qualcosa che ti sta piacendo con una lettura superficiale. Insomma, è una storia che prende. Non nascondo che un po’ potrebbe essere l’effetto Valdarno a rendermelo particolarmente gradevole. Non credo però sia solo questo, il punto è che la vita di questi giovanotti, nei dodici anni circa di storia che attraversa la storia è raccontata proprio bene.
Insomma per farla breve, se siete figlinesi o valdarnesi, non fatevelo sfuggire, se Figline e il Valdarno in genere non sapete neanche dov’è, è uguale, leggetelo lo stesso, perché raramente capita di leggere qualcosa di scritto così bene sui giovani, e quando capita questi si chiamano Jack, Sam o Charlie.
l’immagine qui sotto rappresenza la cosa tecnologicamente più avanzata che ho visto in una settimana negli Usa.

E’ un asciugamano a vapore. Il primo asciugamano a vapore che ho visto funzionare.