La domanda non era se sarebbe successo, ma quando. Era solo questione di tempo: il pestaggio di alcuni cittadini stranieri. Il clima di questi due mesi dove nell’immaginario collettivo si è insinuato il dubbio che l’origine di ogni male italiano sia da addebitare agli stranieri ha dato i suoi primi frutti. Non mi sorprende che sia accaduto in un paese di provincia, dove le politiche dell’accoglienza sono molto timide e si pensa che l’installazione di tre telecamere sia la soluzione, che è come pensare di curare una frattura con una radiografia.
Mi inquieta solo una cosa, che il paese dove cinque ventenni hanno preso a bastonate due stranieri sia uno dei miei paesi.

il governo Berlusconi quater

by Franco Bellacci

Oggi il nuovo governo ha giurato, come cittadino non posso che fare i migliori auguri di buon lavoro. Fiducia ne ho poca. Questo è quello che so di questo governo.
I ministri sono 21, quelli del governo Prodi, passato nell’immaginario collettivo come un esercito erano 21.
Tremonti. È il primo ribaltonista della seconda repubblica, eletto nel 1994 nel patto Segni, dopo due ore passò con Berlusconi. E’ considerato un fuoriclasse, ma come ministro dell’Economia i suoi risultati, almeno quelli ottenuti fino ad oggi probabilmente non passeranno alla storia, ed il primo a sperare questo è proprio lui. Di recente ha pubblicato un libro molto interessante. Insomma una certezza come scrittore, speriamo ci sorprenda come ministro.
Scajola , uomo di grandi capacità nell’acquisizione del consenso, molto meno nell’arte del governo. Era lui il ministro dell’interno nel 2001 durante il G8 di Genova, era sempre lui quando a Marco Biagi negarono la scorta e sempre lui lo definì un rompicoglioni qualche mese dopo il suo omicidio. Per questo si dimise e passò all’attuazione del programma, per diventare nel 2005 ministro delle attività produttive. Oggi riparte da lì.
La Russa, parlamentare da 16 anni, deve la sua fama a Fiorello.
Matteoli è parlamentare dal 1983, 25 anni, ha fatto per 3 volte il ministro dell’Ambiente, la grande esperienza che si è fatto in quell’ambito ha convinto Berlusconi a nominare come ministro dell’ambiente un’altra persona.
Rotondi: ministro per l’attuazione del programma. Non so perché fino a ieri, quello che veniva nominato ministro all’attuazione del programma, mi sembrava fosse quello che doveva per forza diventare ministro, ma non sapevano cosa dargli. Lo penso ancora oggi.
Maroni ha ammesso pubblicamente di scaricare musica da internet, è uno di quelli che quando Bossi pareva andare a fondo, non abbandonò la barca che sembrava in procinto di affondare. La barca è rimasta a galla e ora lui è tornato al ministero dell’interno. Due qualità che non garantiscono nulla per quello che deve fare, ma almeno lo rendono simpatico.
Bondi: Ex comunista, aria da prete, ha scritto la storia di Berlusconi, quella che fu inviata a tutte le famiglie nel 2001. Oggi è ministro dei beni culturali, c’è solo da sperare che nessuno di questi tre momenti lo influenzino.
Prestigiacomo: Ha fatto il ministro delle pari opportunità. Di lei si ricorda la bellezza, l’altezza, che una volta è uscita dall’aula parlamentare in lacrime e che prese le distanze dal partito sulla legge 40. Da ieri è ministro dell’Ambiente. Succede a Pecoraro Scanio, gli basta stare ferma per fare meglio.
Ronchi, fino a ieri pensavo fosse un ologramma dentro uno studio tv, invece esiste e farà il ministro.
Brunetta. Se una qualità indispensabile per far bene il ministro fosse la simpatia, bisognerebbe mettersi le mani nei capelli. La simpatia, almeno da quello che traspare nelle sue apparizioni tv, non è il suo forte. Però siccome deve fare il ministro e non devo andarci a cena.
Frattini ha maturato esperienza nella commissione europea, è uno di quelli su cui si può stare tranquilli.
Vito: ex radicale, aria da maestrino.
Calderoli. Il ministero mi intriga, ho sempre pensato che una maggioranza come si deve, come obiettivo dovrebbe darsi quello di abrogare 100 leggi ogni volta che se ne promulga una. La mastodonticità dell’ordinamento giuridico italiano infatti è fuori da ogni logica: insomma una grande idea assegnata a Calderoli.
Bossi di lui sappiamo praticamente tutto.
Sacconi, parlamentare da qualche decennio, uno di quelli bravi.
Carfagna, si fa molta ironia sul fatto che sia un ex soubrette. Di fatto è quella con l’esperienza professionale diversa dalla politica più vicinanel tempo.
Letta. Di lui parlano bene tutti alleati e avversari. Berlusconi lo ha definito l’unico indispensabile. Pare che durante le sue passate esperienze abbia vissuto ininterrottamente dentro Palazzo Chigi.
Fitto è stato presidente della Regione Puglia. Nel 2004 fu sconfitto da Vendola. Oggi Berlusconi gli ha attribuito i rapporti con le regioni. Non è chiaro se lo ha fatto per farlo prendere per il culo dagli altri presidenti di Regione, oppure per permettergli di fare quel minimo di esperienza tale da non perdere anche da Vendola.
Zaia, Meloni, Alfano non so quasi nulla.
Gelmini non sapevo neanche chi fosse. Quando ho sentito il nome pensavo che Berlusconi avesse nominato l’ex Don.