laddove si racconta di un leader che strappa i programmi degli avversari e del significato di questo gesto.

Ieri la lista “partito della libertà” costituita dai partiti di Forza Italia e Alleanza Nazionale ha iniziato ufficialmente la sua campagna elettorale. Durante il suo intervento Berlusconi ha estratto dei fogli, li ha strappati e gettati dietro di sè, con quel gesto voleva far capire quello che fa il centrosinistra con i suoi programmi.

Il giudizio negativo verso quel gesto è stato unanime. La distruzione degli scritti è tipica dei regimi totalitari, molti, infatti, hanno evocato Fahrenheit 451.
Secondo me, il gesto di ieri, quelle pagine strappate, non hanno nulla a che vedere con Fahrenheit 451. È semplicemente un cambio di strategia. È un ritorno al passato, fondamentale per la lista del partito della libertà. Infatti, una campagna elettorale basata sull’analisi dei programmi, delle liste di candidati, delle possibili formazioni di governo, così, come era stata preannunciata e praticata per un po’ di tempo, per Berlusconi si sarebbe trasformato in un percorso di sofferenza, che si sarebbe tradotto in una continua erosione del vantaggio e avrebbe portato inevitabilmente al sorpasso da parte del Partito Democratico.
Lo strappo del programma, il ritorno al muro contro muro, alla demonizzazione degli avversari permetterà a Berlusconi di giocare sul terreno dove è più forte, quello della battuta, dell’insulto, della dichiarazione folle e la successiva smentita.
Tutto questo non gioverà al paese, spero che il Partito Democratico non ceda alla provocazione e decida di proseguire per la sua strada, con una campagna elettorale rispettosa degli avversari, civile nei modi ed educata nella comunicazione. Non sarà facile, ma per essere un grande partito, occorrono anche grandi comportamenti.

A me ha ricordato lo Schumacher a Jerez nel 1997, quando per impedire il sorpasso di Villenueve usò una scorrettezza, che però non gli servì ad evitare la sconfitta e che anzi lo espose ad una figuraccia planetaria. Le analogie con Schumacher però terminano qui. Schumacher, infatti, oltre ad aver ammesso l’errore, cosa che temo il nostro Silvio non farà mai, ha avuto il tempo di mostrare il suo valore vincendo altre 5 volte il titolo. Non so se Silvio avrà il tempo per tutto questo, io mi auguro di no. Personalmente gli auguro di arrivare a 150 anni, però mi auguro altrettanto che il centrodestra abbia fra i suoi obiettivi la scelta di un leader un almeno un poco più giovane di una persona che oggi si candida a leader del paese con la prospettiva, se dovesse vincere di chiudere il suo mandato a 77 anni.

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2 Commenti

  1. l’impresario

    #1 p.s.v.
  2. lasciamo stare le leggende, schummy è nei nostri cuori incriticabile anche perchè nessuno ha fatto meglio.
    Mi spiace se vi siete offesi per il programma, ma credetemi meglio così, le campagne fiacche non mi piacciono preferisco quelle rampanti (restando in tema Ferrari).

    #2 roberto

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