Laddove si racconta che l’accordo PD + radicali è cosa buona

Il Partito Democratico è appena nato ed è un partito ambizioso, visto che vuole rappresentare 4 italiani su 10. Questo obiettivo è raggiungibile solo se i Democratici dimostrano di valere tutto il centrosinistra e non solo la somma di DS e Margherita. Per questo non basta aver chiuso con quella sinistra che inneggia ancora a Cuba, che scende in piazza contro se stessa e che si oppone sistematicamente ai termovalorizzatori o alla tav. Occorre un salto di qualità culturale, altrimenti la crescita del PD si riduce ad una questione, oltretutto anche molto noiosa, tra gli ex Ds e gli ex Margherita, che rischia di rimanere impigliata in posizioni ideologiche e che per il quieto vivere evita i temi che dividono. Una strategia che può avere senso nel breve periodo e per chi si accontenta di rimanere piccolo, ma che non può essere perseguita da chi vuole rappresentare la maggioranza dei cittadini.

In questo contesto credo che i Radicali possano essere un prezioso enzima. Prendiamo, ad esempio, il tema delle convivenze. Oggi nessun cittadino è fondamentalmente contrario alla regolamentazione delle convivenze. Preferire la mancata regolamentazione alla regolamentazione è come preferire le strade con le buche e i crepacci alle strade asfaltate a regola d’arte. Nonostante questo, oggi, nonostante quasi 2 anni di governo di centrosinistra, nonostante un ottimo disegno di legge Bindi-Pollastrini, non siamo a nulla e il rischio paradossalmente è che nessuno oggi voglia assumersi la responsabilità di approcciare la questione nel modo migliore, cioè nel modo pratico. Con i radicali però credo che la questione, e come questa molte altre, non sarà sviabile. Questo porterà probabilmente a discussioni e magari anche a divisioni, ma servirà per crescere ed aumentare consenso.

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