Dunque il referendum della tramvia è andato e si è risolto in un nulla di fatto, perchè il quorum del 50% non è stato neanche avvicinato, visto che a votare sono andati solo il 39,3% dei cittadini.
Per cui chi voleva la tramvia si dichiara soddisfatto, perchè fra qualche anno, tutti astenuti e votanti, favorevoli e contrari prenderanno al tramvia. Anche i promotori però, pur non avendo raggiunto lo scopo del referendum si dichiarano soddisfatti, perchè fra cittadini andati al voto, nei due referendum hanno prevalso le loro ragioni avendo raggiunto il 51,8% in uno e nel 53,8% nell’altro.
Tutti soddisfatti dunque? Pare di sì. Il punto è che a questo punto 130.000 fiorentini sono andati al voto inutilmente. Quello che è probabilmente vero, è che lo strumento referendario così come è organizzato serve a poco. Io non ho cambiato idea sui referendum, credo che i quorum non siano giusti, come però credo che i referendum non possano diventare uno strumento per attirare attenzione su una persona o una questione, ma un momento straordinario in cui tutti i cittadini sono chiamati a pronunciarsi. Cosa bisogna fare dunque? Occorre rendere più complicato l’indizione, aumentando il numero delle firme, sia a livello locale che nazionale. Una volta indetto il risultato è quello a cui bisogna attenersi, sia che si tratti di un referendum abrogativo, sia che si tratti di un referendum consultivo.
Questo anche per rispetto a quei cittadini che ogni volta si recano alle urne e poi vedono il loro voto assolutamente irrilevante. Per quanto non condivida il loro voto, capisco la frustrazione dei 66.000 fiorentini che non vedranno alcun seguito al loro voto.
Ovviamente questo non vuol dire, che condivido l’impostazione dei promotori di questo referendum secondo cui avrebbero vinto. Infatti con l’impostazione attuale si prendono i vantaggi (lo scarso numero di firme e la relativa facilità di poter promuovere un referendum) e gli svantaggi (il quorum). Con le regole in vigore, i promotori di un qualunque referendum sanno che almeno la metà dei cittadini devono recarsi alle urne, se questo risultato non viene raggiunto, il referendum fallisce. Questo è quanto è successo.

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2 Commenti

  1. La mia impressione è che i fiorentini (e in genere gli italiani) prendano la macchina. Questo a prescindere da autobus e tranvie, a prescindere dal proprio voto al referendum, a prescindere da tutto.
    E se in macchina in un posto non ci possono andare non ci vanno (“non ci posso andare: non c’è parcheggio!”).
    Cambierà?

    #1 liczin
  2. in linea di massima hai ragione. il punto è che nel centro di Firenze, non c’è posto per tutti, se tutti volessero andare in auto, quindi occorre qualcos’altro.

    #2 Franco Bellacci

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