Laddove si rammenta che la legge elettorale non l’ha portata la cicognam nè è stata trovata sotto un cavolo.

In questi giorni i partiti stanno compilando le loro liste, non sono quindi dei bei giorni, perchè è in questa fase che vengono scelte le persone che entreranno in Parlamento, questo dipende dalla legge elettorale, che prevede liste senza preferenze su base regionale. L’ordine della lista quindi non è scelto dagli elettori, ma da chi prerara la lista.
Il giudizio sulla legge che determina questa situazione è unanime: fa schifo.
Però c’è. E siccome le leggi ci sono perchè qualcuno le ha prima volute e poi votate, è bene ricordare come è avvenuto tutto questo.
Qui potete vedere come votarono i deputati;
Qui come votarono i senatori.
Sotto il padre nobile della legge:

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A botta, senza rifletterci, le prime cinque cose che mi vengono in mente del Corriere Fiorentino sono:

1 La grafica: Bella e usabile. Le sezioni sono divise in modo molto chiaro. I box azzurri alleggeriscono la lettura e completano le informazioni. La grafica non è una questione secondaria, sempre per rimanere a Firenze, prendiamo il caso del quasi omonimo Corriere di Firenze. Lì ci sono tanti ottimi articoli che affogano nella difficile usabilità del quotidiano.

2 La top five: Molto Nick Hornbiana, non so fino a quanto potranno essere pubblicate classifiche interessanti, finchè dura è una bella idea. Non solo bella, ma anche coraggiosa, perché quando si parla di panorami di Firenze va tutto bene, si può discutere, ma comunque la cosa finisce lì. Quando però si intende pubblicare la classifica dei cinque migliori trippai, la questione si ingarbuglia. In questi casi infatti, la conseguenza più probabile è quella di farsi 5 amici più o meno temporanei e 100 nemici definitivi.

3 La signorilità: Uno degli articoli principali del primo numero è fondato dichiaratamente su un’intervista rilasciata dal Sindaco di Firenze al competitore principale del Corriere Fiorentino, Repubblica. Se è stato fatto apposta, la trovo la risposta migliore al silenzio con cui tutti i quotidiani di Firenze hanno accolto questa nuova pubblicazione.

4 Sarmigezetusa in prima pagina. Anche se questo comporta la fine del blog.

5 La pubblicità: È una quantità impressionante. Nel primo numero erano 9 pagine intere, 3 mezze e il resto. Tempo fa mi pare di aver letto che la pubblicità deve rappresentare il 50% delle entrate di un giornale, qui intanto rappresenta il 50% del prodotto. Se serve.

5 bis La qualità complessiva del giornale:. Dei primi numeri del giornale, da come è scritto e impaginato, mi viene da dire che per ora è il migliore di Firenze. Qualcuno malignamente dirà che ci voleva poco, non è vero, a Firenze ci sono ottimi quotidiani e la sfida non è certo facile. Quando poi prenderanno delle cantonate, io, se avrò la capacità di accorgermene, non eviterò di farle notare.

P.S. Quando dico ottimi quotidiani mi riferirei anche a Repubblica, non avesse un difetto nell’impostazione di fondo, che non è quella di raccontare, ma quella di determinare. Io però l’ho sempre comprata, fino a lunedì.

Laddove si racconta che l’accordo PD + radicali è cosa buona

Il Partito Democratico è appena nato ed è un partito ambizioso, visto che vuole rappresentare 4 italiani su 10. Questo obiettivo è raggiungibile solo se i Democratici dimostrano di valere tutto il centrosinistra e non solo la somma di DS e Margherita. Per questo non basta aver chiuso con quella sinistra che inneggia ancora a Cuba, che scende in piazza contro se stessa e che si oppone sistematicamente ai termovalorizzatori o alla tav. Occorre un salto di qualità culturale, altrimenti la crescita del PD si riduce ad una questione, oltretutto anche molto noiosa, tra gli ex Ds e gli ex Margherita, che rischia di rimanere impigliata in posizioni ideologiche e che per il quieto vivere evita i temi che dividono. Una strategia che può avere senso nel breve periodo e per chi si accontenta di rimanere piccolo, ma che non può essere perseguita da chi vuole rappresentare la maggioranza dei cittadini.

In questo contesto credo che i Radicali possano essere un prezioso enzima. Prendiamo, ad esempio, il tema delle convivenze. Oggi nessun cittadino è fondamentalmente contrario alla regolamentazione delle convivenze. Preferire la mancata regolamentazione alla regolamentazione è come preferire le strade con le buche e i crepacci alle strade asfaltate a regola d’arte. Nonostante questo, oggi, nonostante quasi 2 anni di governo di centrosinistra, nonostante un ottimo disegno di legge Bindi-Pollastrini, non siamo a nulla e il rischio paradossalmente è che nessuno oggi voglia assumersi la responsabilità di approcciare la questione nel modo migliore, cioè nel modo pratico. Con i radicali però credo che la questione, e come questa molte altre, non sarà sviabile. Questo porterà probabilmente a discussioni e magari anche a divisioni, ma servirà per crescere ed aumentare consenso.

Derby

by Franco Bellacci

Bravo Rizzoli che aveva il compito più difficile. Bene il Toro che poteva vincere, sarebbe bastato poco di più di quel tanto che ha dato la squadra.
E’ mancato il colpo che poteva arrivare dalla punizione di Rosina, da Recoba quando è stato fermato davanti a Buffon per un errore (comprensibile) del guardalinee, oppure da sostituzioni scelte e non obbligate, visto che dei tre cambi, due e mezzo sono stati cambi imposti dalla malasorte.
Ultime due considerazioni:
L’acquisto di Sereni in estate non mi aveva convinto.
Stellone con la pezzola in capo sembrava Fernando Sucre.

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Se io fossi Abete o Gussoni alla lettera scritta dai massimi dirigenti juventini (attenzione, si apre un sito dai contenuti discutibili), io avrei risposto così:

Carissimo Giovanni, Carissimo Jean-Claude,
ho letto con molto piacere la vostra lettera, non di meno non posso esimermi da alcune considerazioni.
Mi scrivete, che fino ad oggi avete evitato ogni polemica, per quanto riguarda lo scorso campionato, mi chiedo per quale motivo avreste dovuto farlo? rammento a me stesso, che le prospettive iniziali per la Juventus prevedevano una penalizzazione di 30 punti, poi, in corso d’anno, fra ricorsi, conciliazioni, perdoni, indulgenze, i punti di penalizzazione sono stati 10, insomma se il campionato fosse durato un paio di mesi in più, alla fine avreste avuto anche un bonus.
Per quanto riguarda il campionato in corso, perché l’assenza di polemica continuate a rivendicarla fino a sabato scorso, a me pare che la frase “la Juventus non può continuare a pagare colpe” di averla già sentita. Comunque sia, se oggi vi rammaricate di tutti gli errori che avete subito in questo campionato, i termini “accettare” e “fair play”, secondo il mio punto di vista, sono utilizzati in modo quantomeno disinvolto. Se a voi domani si presentasse qualcuno lamentandosi fortemente di aver subito un torto in passato da voi, ne prendereste atto, ma se questo vi dicesse che il torto lui lo ha accettato, mi immagino che vi sentireste presi per il culo. Quello che si accetta, si supera e si dimentica. Se il passato ritorna, non si è ne accettato né superato, si è semplicemente atteso il momento giusto per la rivendicazione.
Spero poi, che non me ne vogliate, se mi permetto un piccolo appunto sulla vostra memoria, superare o non superare i torti è scelta personale su cui non entro, però quando si riaffronta il passato sarebbe onesto non limitarsi agli errori sfavorevoli, e fare un accenno anche agli errori che vi hanno favorito. Tutto questo sarebbe sintomatico di onestà intellettuale. Così, per una volta, quel segnale di rottura verso il passato che continuamente evocate, per una volta sarebbe stato anche praticato.
Quello che però più mi perplime, è la frase “la Juventus richiede che la Federcalcio prenda provvedimenti immediati ed efficaci per sanare una situazione gravemente compromessa”.
Di cosastate parlando? cosa chiedete esattamente? volete un bonus di 10 rigori da utilizzare come jolly a vostro piacimento? chiedete un ritorno agli arbitraggi dell’era Moggi? o magari Rizzoli come arbitro nel derby? Spero che possiate fornirci i chiarimenti necessari su questa frase sospesa fra l’infelice, l’intimidatorio e l’oscuro.
Chiudo con una battuta, che spero mi consentiate giusto per sdrammatizzare, quando scrivete che la classe arbitrale è classe chiusa alle novità, avete scritto una bella fesseria, non vi ricordate Dondarini come arbitrava in passato, vi ricordate Sampdoria – Juventus del 2005? Ora pensate a sabato, vi pare un mondo chiuso alle novità?
Cordialmente,

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fiducia nelle istituzioni

by Franco Bellacci

Novembre 2004, la Juventus perde a Reggio Calabria 2 a 1. La dirigenza juventina adirata per l’arbitraggio, si fa giustizia da sola chiudendo l’arbitro negli spogliatoi del Granillo.
Febbraio 2008, la Juventus perde a Reggio Calabria 2 a 1. La dirigenza juventina adirata per l’arbitraggio, scrive una lettera ai massimi vertici del calcio italiano per lamentarsi dell’arbitro.
Un comportamento che, invero, sarebbe coerente,con l’assunto che la Juventus non parla mai degli arbitri, se non fosse che la lettera, è la conclusione di una lagna durata 12 ore. La verità è che la Juventus non parla degli arbitri, se non ha nulla di cui lamentarsi.
In conclusione, lo stile rimane discutibile, quindi sotto quest’aspetto niente di nuovo, ma almeno i comportamenti ora sono nei confini della legalità. Tutto sommato, è un passo avanti.

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cervello fritto

by Franco Bellacci

Un rapido calcolo, ma anche la consultazione dei dettagli del telefono, mi dicono che oggi sono stato attaccato al cellulare complessivamente per quasi 5 ore.
Volevo scrivere del flop (prevedibile) dell’Inter a Liverpool, ma ho la testa troppo calda.

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PD + Radicali. la mia opinione

by Franco Bellacci

Io sono d’accordo sull’accordo. Avrei un po’ di problemi nel caso volessero candidare Sergio D’Elia. Apprezzo tantissimo il suo percorso successivo alla fase terroristica, non penso però sia giusto eleggerlo in Parlamento.

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Buoni propositi VS idiozia

by Franco Bellacci

A volte il miglioramento della propria vita nasce da piccole intuizioni.
Iera sera ad esempio, ne ho avute una. Verso le 9,30 stavo rientrando a casa, dopo aver assistito presentazione del Corriere Fiorentino, che è consistita non nella mostra del giornale, ma nel vedere un gruppo di persone che parlavano in libertà (qualcuno veramente in libertà), ed ho realizzato che le due ultime notti avevo dormito veramente poco. La consapevolezza è avvenuta mentre mi stavo per addormentare alla guida. Andando ancora più a fondo, mi viene da pensare, che sono un po’ stanco, infatti il giorno prima, la domenica, mi sono appisolato allo stadio e sono stato svegliato dal gol di Kuzmanovic, cioè non proprio dal gol, ma dall’urlo della folla.
Forse sto divagando. Anzi, sto sicuramente divagando. Torno al punto di partenza.
Acquisita la consapevolezza della mia stanchezza, decido di seguire i validi insegnamenti di TG2 costume e società: dormire otto ore per notte.
Torno a casa, cena dai toni francescani, per favorire il riposo, alle 23 e 15 vado a letto. Considerato che la sveglia suonerà alle 6,40, non saranno proprio 8 ore di sonno, ma comunque un paio di più di quelle normali, per non parlare delle due ultime notti.
Mi addormento, sogno. Poi, un suono improvviso, intermittente e fastidioso come solo possono essere fastidiosi i suoni improvvisi nella notte, ma non è la sveglia. Sono le 6. E’ il telefono di casa. Il telefono di casa che squilla alle 6 di mattina, non promette di essere una bella notizia. Rispondo, con un po’ di ansia, “Pronto?” la risposta è un suono “Tii Tii”. E’ un fax. Per la precisione è un idiota, che ha programmato di inviare un fax alle 6 del mattino. Torno a letto, senza riuscire ad addormentarmi di nuovo. 40 minuti di riposto buttati, buoni solo per ideare vendette e ritorsioni verso chi ha pensato di inviare il fax a quell’ora.

Dunque il referendum della tramvia è andato e si è risolto in un nulla di fatto, perchè il quorum del 50% non è stato neanche avvicinato, visto che a votare sono andati solo il 39,3% dei cittadini.
Per cui chi voleva la tramvia si dichiara soddisfatto, perchè fra qualche anno, tutti astenuti e votanti, favorevoli e contrari prenderanno al tramvia. Anche i promotori però, pur non avendo raggiunto lo scopo del referendum si dichiarano soddisfatti, perchè fra cittadini andati al voto, nei due referendum hanno prevalso le loro ragioni avendo raggiunto il 51,8% in uno e nel 53,8% nell’altro.
Tutti soddisfatti dunque? Pare di sì. Il punto è che a questo punto 130.000 fiorentini sono andati al voto inutilmente. Quello che è probabilmente vero, è che lo strumento referendario così come è organizzato serve a poco. Io non ho cambiato idea sui referendum, credo che i quorum non siano giusti, come però credo che i referendum non possano diventare uno strumento per attirare attenzione su una persona o una questione, ma un momento straordinario in cui tutti i cittadini sono chiamati a pronunciarsi. Cosa bisogna fare dunque? Occorre rendere più complicato l’indizione, aumentando il numero delle firme, sia a livello locale che nazionale. Una volta indetto il risultato è quello a cui bisogna attenersi, sia che si tratti di un referendum abrogativo, sia che si tratti di un referendum consultivo.
Questo anche per rispetto a quei cittadini che ogni volta si recano alle urne e poi vedono il loro voto assolutamente irrilevante. Per quanto non condivida il loro voto, capisco la frustrazione dei 66.000 fiorentini che non vedranno alcun seguito al loro voto.
Ovviamente questo non vuol dire, che condivido l’impostazione dei promotori di questo referendum secondo cui avrebbero vinto. Infatti con l’impostazione attuale si prendono i vantaggi (lo scarso numero di firme e la relativa facilità di poter promuovere un referendum) e gli svantaggi (il quorum). Con le regole in vigore, i promotori di un qualunque referendum sanno che almeno la metà dei cittadini devono recarsi alle urne, se questo risultato non viene raggiunto, il referendum fallisce. Questo è quanto è successo.

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il futurismo è ora

by Franco Bellacci

Il futurista Cecchini, ingaggiato dai promotori del referendum antitramvia, ieri è venuto a Firenze per la sua manifestazione futurista antitram. L’installazione è consistita in 4 donne inizialmente nude, poi dipinte dallo stesso Cecchini.
In che modo 4 donne nude avrebbero convinto i fiorentini che la tramvia è una cosa brutta, è qualcosa al di sopra delle mie possibilità. Io infatti non l’ho capito e continuo a pensare che la tramvia sia una cosa fondamentale per il futuro di Firenze, e quindi, fossi residente, voterei 2 NO al referendum
Olteetutto, lanciare un messaggio associandolo a del nudo non la definirei una novità sensazionale.
Se il futurismo è questo, allora la pubblicità, i film, le serietv, ecc. è tutta roba futurista.

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Evidentemente a Repubblica subodoravano (erano anni che volevo utilizzare sul sito il verbo subodorare) qualcosa. Hanno ritenuto che i partiti non sarebbero stati in grado di organizzarsi delle primarie vere ed hanno messo a disposizione il loro sito.
Il metodo ovviamente è quello di Repubblica: alla cazzo.
Si sono presi un di nomi a caso e hanno iniziato. Ai cittadini poi, bontà loro, hanno lasciato l’opportunità di poter effettuare altre segnalazioni, inserendo fra i votabili chi avrebbe ricevuto 20 segnalazioni da utenti registrati sul sito.
Io per ragioni che non sfuggiranno ai frequentatori di questo spazio segnalo le mie preferenze su Firenze e Torino. Dunque a Firenze, ovviamente non posso che scegliere Lucia De Siervo.
Per quanto riguarda Torino avrei anche lasciato perdere, però vedendo la presenza nella rosa del PD di Evelina Christillin, e che il solo fatto di immaginarla in Parlamento mi fa venire la dermatite anche alle unghie, io dò la mia preferenze a Gianni Vernetti, uno dei migliori in assoluto.
UPDATE Riflettendoci, il mio candidato ideale su Torino suzukimaruti.it , non è nella lista. Ora vado a proporlo e inviterò degli amici torinesi a fare altrettanto.

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Premesso, io non sono residente a Firenze quindi non voterò il referendum consultivo sulla tramvia che si svolgerà domenica prossima a Firenze. Però visto che ha detto la sua Sgarbi, posso dirla io che a Firenze ci sono tutti i giorni.
Parto dalla mia esperienza, nell’ultimo anno mi è capitato di visitare due città, Budapest e Praga e in entrambe c’è la tramvia, e ho potuto vedere quanto sia utile per girare per queste città, è usata (parecchio) sia dai locali, che dai turisti. Il tutto senza danni per i cittadini e i monumenti, che in queste due città non mancano.
Credo sia un lavoro utile per la città per cui, spero che domenica i fiorentini vadano a votare per il no, perchè pur essendo un referendum consultivo, i promotori l’hanno promosso come un referendum abrogativo, quindi chi è a favore della tramvia deve votare no, chi è contro la tramvia deve votare sì.

tramvia Budapest

la tramvia davanti al Parlamento ungherese

la tramvia di Praga

la tramvia di Praga

la tramvia di Praga

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certe notti

by Franco Bellacci

Stanotte non mi addormentavo. Non ero né agitato, né preoccupato, però ero vigile, attento e sopratutto sveglissimo. Alle 3,40, ancora non avevo chiuso occhio, mi è venuto in mente che su sky tg24 stavano mandando lo speciale primarie USA. Ho acceso la tv, ho capito che nel Delaware aveva vinto Obama, poi probabilmente e, aggiungo, finalmente mi devo essere addormentato. A tv accesa.
Forse a causa del rosso, che domina le scene di sky tg24, dormendo mi sembrava di trovarmi nella loggia nera di Twin Peaks, ed è stato anche peggio di essere sveglio.
Stamani non è stato facile alzarsi.

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