i flussi - fine(?)

by Franco Bellacci

Qualche settimana fa, in uno degli ultimi post invero, affrontai un argomento serioso, quello del decreto flussi. La questione l’avrei anche lasciata lì, il punto è che google continua a spedire gente, neanche avessi fatto un post con scritto 100 volte Riccardo Scamarcio. A questo punto, mi pare dovereso provare a dare un risposta alle tante domande.
Dunque rispetto ai 170.000 posti a disposizione le domande sono state 655.000. In teoria ci sono 655.000 offerte di assunzione nominativa nei confronti di cittadini non comunitari. In pratica ci sono 655.000 persone che già stanno lavorando senza tutela, senza versamento di contributi, senza pagare tasse. Badate bene, qui non c’è volontà di evasione, in questo caso c’è la voglia di assumere e di regolarizzare le posizioni. Purtroppo la legge, la Bossi-Fini, permette solo 170.000 assunzioni e in modo neanche semplice. I 170.00 prescelti, quelli che sono stavi più veloci e con i criteri a posto dovranno tornare al loro paese di origine stando attenti a evitare timbri sul passaporto che attestino la presenza in questo periodo sul territorio italiano.
Questa dunque è la situazione, i nomi dei prescelti si sapranno, pare nel giro di un paio di mesi.
A questo punto il governo italiano ha tre possibili strade:
1 procede come da decreto, vengono assunte 170.000 persone, e le altre domande vengono ignorate. Se verrà scelta questa strada, rimarranno 500.000 persone a lavorare in nero, con tutto quello che comporta a livello sociale ed economico.
2 procede come da decreto, vengono assunte 170.000 persone, però decide di veder chiaro sulle altre domande. Se dovesse ipoteticamente seguire questa strada, la conseguenza sarebbe una mega espulsione di massa. Una strada impraticabile sotto il profilo sociale, economico, ma anche tecnico.
3 procede facendo assumere tutte la persone con i requisiti, ignorando i limiti numerici del decreto. Non solo avremmo un beneficio economico di notevole impatto. Inoltre per ognuno degli assunti, oltre ai membri delle famiglie, che passerebbero dalla invisibilità alla visibilità si aprirebbe una nuova vita. Senza trascurare i notevoli benefici sotto il profilo della sicurezza. Serve coraggio, per un’operazione che offre solo vantaggi. L’unica difficoltà, non di poco conto, è che dopo dovrebbe essere chiaro che da clandestini non si entra più. Appunto serve coraggio e credibilità. Un banco di prova importante per un governo che vuole caratterizzarsi per la qualità della sua azione.

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