Succedono cose

by Franco Bellacci

Venerdì, la Nazione fa lo scoop: la mappatura delle occupazioni abusive a Firenze. Mentre leggo l’articolo, mi viene un dubbio “ma di quando è questo giornale, di un anno fa?”, perchè la sensazione è quella di tenere in mano il giornale di un anno prima. Tre delle occupazioni citate infatti non esistono più: una da agosto, una da novembre ed una da dicembre. Dico queste cose, perchè sono a conoscenza di vicende più o meno segrete? no semplicemente sono vicende che ho letto sui giornali, nazione compresa. Cioè che San Salvi 12 padiglione 37 è stato liberato lo scorso 11 agosto, San Salvi 12, padiglione 39 il 29 novembre e che Viale Incontri 32 non è più occupata dal 14 dicembre.
Io, per la verità non ho grandi pretese nei confronti della stampa, non mi aspetto nè precisione, nè rigore, nè imparzialità, insomma non mi aspetto nulla quanto sarebbe normale aspettarsi da una stampa di alto livello. Però almeno la decenza, quella mi piacerebbe.

Domenica mattina sono stato ad ascoltare Veltroni, ma più di quello che ha detto (tante belle cose), i commenti si sono incentrati sul dopo, cioè sul fatto che il suo intervento si è chiuso con l’Inno d’Italia. Molta meno attenzione è stata data a quello che è stato suonato dopo l’inno, Fango di Jovanotti, che, secondo me, è una chiara manifestazione di volontà sulle future alleanza “io lo so che non sono solo, anche quando sono solo”. Andremo da soli! commento del sottoscritto ALEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!

Sul Corriere della Sera di oggi si parla del Maresciallo Incandela, che nel passato ha avuto due picchi di grande celebrità.
Il primo quando gli fu attribuito un ruolo fondamentale nel pentimento di Patrizio Peci. Il secondo quando divenne test chiave nel processo Andreotti. Un momento in cui oltre a godere della celebrità processuale, ebbe anche un grande risalto nei media grazie a Travaglio e i travaglini, che individuarano nella testimonianza dell’Incandela la prova della colpevolezza di Andreotti. Gli altri, quelli meno intelligenti, per la verità, nel sentire le deposizioni invece abbero più di un dubbio sull’attendibilità di quest’uomo.
Ieri ha avuto il terzo picco di popolarità, infatti è stato arrestato per favoreggiamento e corruzione.
Chissà se il buon Travaglio ne parlerà ad anno zero?

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Secondo voi sono così?

by Franco Bellacci

Ieri ho letto di www.faceofthefuture.org.uk, il sito che se gli mandate una foto, vi dice che faccia avrete fra trent’anni. Io per capire se funzionava, gli ho mandato una foto mia di trent’anni fa. Quello che si vede, è il risultato.
franco

giù il cappello

by Franco Bellacci

In questo momento stanno giocando Juventus – Inter, e mi pare di sentire il coro “siete come la Juve”. Non è chiaro chi lo stia dicendo a chi, ma chiunque sia, gli mando i miei complimenti.
berlingaccio, giorni merla.

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per i tanti mandati dal signor google:
berlingaccio
i giorni della merla.

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Crisi di governo

by Franco Bellacci

La crisi di governo non è una bella notizia. Non è arrivata inattesa, anzi, era nell’ordine delle cose per cui onore a Prodi, che comunque si è comportato da leader.
La crisi non è una bella cosa per il paese, anzi, però è quello che c’è. Intanto prendiamo gli aspetti positivi immediati, perché ci sono anche questi. Finalmente scompariranno, politicamente s’intende, tutti quelli che ogni giorno avevano un ultimatum diverso da porre, non è tantissimo, ma sempre qualcosa.
Parlare del resto è prematuro, forse ci sarà un nuovo governo per riformulare la legge elettorale, forse ci sarà da votare per Senato e Camera. Vedremo, la cosa peggiore che può capitarci è un governo così.

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Ferrara e la moratoria

by Franco Bellacci

Oggi pomeriggio ho avuto modo di ascoltare Ferrara che raccontava il suo impegno per una moratoria contro l’aborto.
Il risultato è che Ferrara non mi ha convinto, credo infatti che per affrontare questioni così delicate e drammatiche, non è sufficiente una teoria costruita benissimo con le parole. Anzi più sentivo l’armonia del suo eloquio, meno lo sentivo convincente. Per essere credibili, forse è bene inciampare nelle parole, si darebbe più il senso di avere un rapporto con la realtà e con il dubbio.
Dico questo nonostante avessi all’inizio un sentimento di forte empatia verso Ferrara, non fosse altro per la becera contestazione che ha subito quando è arrivato. Ad attenderlo infatti c’erano un gruppo di persone, una ventina circa, giunte lì solo per contestarlo al suo arrivo.
Nulla di straordinario, né di rilevante, è il gruppuscolo presente in ogni città, quello che deve contestare sempre e comunque qualunque cosa che si muova fisicamente o intellettualmente, quelli che hanno sempre una bandiera da esporre per ogni occasione, oltre una serie di giornalisti e cameraman al seguito sempre disposti a dargli risalto.

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parole a 38°

by Franco Bellacci

Ho smesso di prendere gli antip e gli antib. Sono solo un po’ spossato, febbre superata, dolori e raffreddore quasi.
Influenza dunque, che mi permette di offrire il mio contribuito per rendere il settore ancora più assenteista. Infatti con questo certificato medico che si somma a quello del 2000 successivo all’intervento agli occhi ho già accumulato più di 10 giorni complessivi di malattia in quasi 10 anni di lavoro. Insomma la soglia pisicologica di un giorno di malattia annuo è stata abbattuta.

In compenso, stando a casa ho scoperto un’affinità totale con tg2 costume e società. Ieri infatti ci sono stati due servizi a ruota, dove in uno si rendeva nota la scelta di molti, per lo più giovani, di rinunciare all’orologio (come me), nell’altro si parlava del retrorunning, cosa che qui si è fatto qualche tempo fa.
Mi rammarico di non averlo potuto vedere oggi, avrei scoperto di quante altre cose sono avanti. E dire che fino ad ieri associavo il tg2 costume e società all’insulso consiglio “un gelato può essere un pasto completo”.

La vicenda della Sapienza ha occupato molto spazio, a me, però sembra semplice. I professori e gli studenti che hanno sollevato la questione in nome dell’intolleranza, agli occhi del mondo si sono dimostrati intolleranti, ai miei anche un po’ coglioni. Considerando che il mondo da cui provengono dovrebbe essere il meglio del presente e del futuro, c’è da star preoccupati.

Ho sentito di un accordo con la Svizzera: 200 euro a tonnellata per smaltire i rifiuti campani. Il che vuol dire questo: – La nave che ha creato caos in Sardegna portava 600 tonnellate di rifiuti. Quindi con 12.000 euro (più il trasporto) si evitavano tutti quei casini. – Per smaltire le 100.000 tonnellate che costituiscono l’emergenza servono quindi 20 milioni di euro (più spese di trasporto), meno di quanto ha speso il Milan per Pato, però sempre tanti soldi. Circa 30 centesimi ad italiano. Io sono disposto a darli volentieri solo a patto che in Campania si decidano a darsi un piano serio e rigoroso, altrimenti mi sembrerebbe di averli buttati. È vero che 30 centesimi a testa non sono poi molti, ma come si dice è il principio che conta.

Uno propone di spostare il David (dall’accademia al parco (futuro) della musica nell’area della Stazione Leopolda). È bastata una proposta e molti, compreso quelli (sono certo che sono i più) che non hanno idea di cosa saràil parco della musica, a urlare allo scandalo.
Detto che Michelangelo non l’aveva scolpito per metterlo l’accademia, a me non piace la difesa ad oltranza dell’esistente. Anzi trovo invece una sfida non solo necessaria, ma persino bella, quello di rendere il nostro ambiente armonico fra quello che il passato ci ha lasciato e le nostre capacità. Quindi vediamo il progetto prima di sproloquiare.

Sto leggendo “Azzurro tenebra” di Giovanni Arpino, ripubblicato recentemente , che racconta la brutta prova degli azzurri ai mondiali del ’74, merita davvero.

Dondarini come Sguizzato. Non è semplice da cogliere, ma se non al 100% al 70% ci sta tutta.

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Casa

by Franco Bellacci

in attesa di prenderne possesso sto studiando per l’arredamento. E’ un’attività divertente, ma anche complessa. Mi spiego, io in genere a fare le cose sono abbastanza bravo, ma non alla prima, io sono uno di quelli che non nascono imparati, anzi a me l’esperienza serve. Sono certo che se in passato avessi già provveduto a studiare l’arredamento di 6/7 appartamenti, ora sarei bravissimo. Il punto è che è la prima volta e quindi sono un po’ in difficoltà.
Quello che mi sembra il vero rischio, e chi mi conosce lo ha ribadito è il rischio “arlecchinata”. Comunque per ora mi sto divertendo. E devo dire c’è chi si è anche offerto di darmi una mano, fra cui un mio amico, che è appena uscito da un’esperienza simile. Il punto è che non avendo vinto uno dei primi premi della lotteria, dovre rinunciare ai suoi consigli.
Vorrei anche chiarire che non sono a zero. Ad ora, per la casa, ho già una cornice d’argento e un’opera di un fondamentale artista contemporaneo.

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Un po’ di coerenza, perbacco!
Ho già parlato della vicenda di Marion Jones, quindi non mi ripeterò. Sulla condanna ho due pensieri contrastanti. Non essendo un giufice, me li posso tenere.
Ho invece idee più chiare sulla nostra stampa, che non perde occasione di ribadire il loro concetto di “quotidiano”, che non vuol dire “un giornale ogni giorno”, ma “un’idea ogni giorno, e se l’idea di oggi è incompatbile con quella di ieri, non importa”
Se infatti è legittimo, inveire contro la Jones e esaltare il coraggio dei giudici e la giusta severità della giustizia statunistense, mi chiedo perchè un solito atteggiamento non venga reclamato anche in casa nostra. Come è possibile infatti condividere l’espulsione della Jones dagli albi d’oro, la cancellazione dei suoi record fino alla reclusione e contemporaneamente tacere sulle vittoriefasulle, ottenute anche con il ricorso al doping in terra italiana
Penso al quadriennio juventino 1994-1998 e a svariati ciclisti. Doveil ricorso al doping è stato dimostrato dalla giustizio. Mi chiedo quindi come si possa esaltare le scelte del Cio che ritirano le medaglie a Marion Jones e quelle della giustizia Usa e tacere sugli ingannatori italiani.

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soddisfazioni

by Franco Bellacci

Ammetto che mi ha dato una certa soddisfazione vedere il commento di Luigi Bolognini, l’autore de “La squadra spezzata”, il mio libro 2007, che a per chi non ha avuto l’opportunità di conoscerlo parla di Honved, Grande Ungheria, anni ‘50, sogni e tradimenti.
Peccato che non io pubblichi una versione del blog anche in inglese, così magari arriverebbero anche i commenti di Amy e Gus.

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il nuovo motore di ricerca

by Franco Bellacci

Per dirla sinteticamente, come si dice da queste parti: wikia search non troverebbe nemmeno l’acqua in Arno.

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cose del 2007

by Franco Bellacci

Il gioco è sempre lo stesso. Alla domanda si risponde la prima cosa che viene in mente. Quindi dopo 10 minuti è probabile che le risposte mutino. Qualcuna, altre sicuramente no.
il libro?
La squadra spezzata
il film?
Paranoid park
il concerto?
i Muse
lo spettacolo a teatro?
Strani umori (qui, ho provato anche a barare, ma non mi è venuto in mente altro)
lavoro musicale in studio?(cd è un po’ desueto)
Amy Winehouse, che con quella voce renderebbe gradevole anche l’inno della juventus.
la paura?
Il senso di vulnerabilità fisica del 6 settembre
la delusione?
Quelli che dopo il 10 ottobre dovevano fare, ma che dovrò pensarci da solo.
i blog?
Tutti quelli che dicono qualcosa di originale e non si mastrurbano con le classifiche.
Quello che mi ha sorpreso negativamente?
la china non esaltante della redazione di sky sport.
Quello che non è successo?
Un po’ di soddisfazioni dal Toro calcio.
La cosa che non ho ancora capito se è una grande puttanata o solo una cosa grande?
lo wii.
la cosa più fastidiosa?
Quelli che si indignano per qualunque cosa e quelli che sono sempre i più puri. Sembra una risposta doppia, ma spesso c’è equivalenza.

informazione di servizio

by Franco Bellacci

Se qualcuno mi ha mandato una mail all’indirizzo di tin dal 20 dicembre fino ad oggi e non ha ricevuto risposta, probabilmente la sua mail è finita nell’efficientissimo filtro antispam, di cui fino ad ieri ero molto fiero, visto che aveva azzerato lo spam. Il punto è che non si è limitato a quello. Quindi, se pensate si tratti di una cosa importante, riscrivete.

i flussi - fine(?)

by Franco Bellacci

Qualche settimana fa, in uno degli ultimi post invero, affrontai un argomento serioso, quello del decreto flussi. La questione l’avrei anche lasciata lì, il punto è che google continua a spedire gente, neanche avessi fatto un post con scritto 100 volte Riccardo Scamarcio. A questo punto, mi pare dovereso provare a dare un risposta alle tante domande.
Dunque rispetto ai 170.000 posti a disposizione le domande sono state 655.000. In teoria ci sono 655.000 offerte di assunzione nominativa nei confronti di cittadini non comunitari. In pratica ci sono 655.000 persone che già stanno lavorando senza tutela, senza versamento di contributi, senza pagare tasse. Badate bene, qui non c’è volontà di evasione, in questo caso c’è la voglia di assumere e di regolarizzare le posizioni. Purtroppo la legge, la Bossi-Fini, permette solo 170.000 assunzioni e in modo neanche semplice. I 170.00 prescelti, quelli che sono stavi più veloci e con i criteri a posto dovranno tornare al loro paese di origine stando attenti a evitare timbri sul passaporto che attestino la presenza in questo periodo sul territorio italiano.
Questa dunque è la situazione, i nomi dei prescelti si sapranno, pare nel giro di un paio di mesi.
A questo punto il governo italiano ha tre possibili strade:
1 procede come da decreto, vengono assunte 170.000 persone, e le altre domande vengono ignorate. Se verrà scelta questa strada, rimarranno 500.000 persone a lavorare in nero, con tutto quello che comporta a livello sociale ed economico.
2 procede come da decreto, vengono assunte 170.000 persone, però decide di veder chiaro sulle altre domande. Se dovesse ipoteticamente seguire questa strada, la conseguenza sarebbe una mega espulsione di massa. Una strada impraticabile sotto il profilo sociale, economico, ma anche tecnico.
3 procede facendo assumere tutte la persone con i requisiti, ignorando i limiti numerici del decreto. Non solo avremmo un beneficio economico di notevole impatto. Inoltre per ognuno degli assunti, oltre ai membri delle famiglie, che passerebbero dalla invisibilità alla visibilità si aprirebbe una nuova vita. Senza trascurare i notevoli benefici sotto il profilo della sicurezza. Serve coraggio, per un’operazione che offre solo vantaggi. L’unica difficoltà, non di poco conto, è che dopo dovrebbe essere chiaro che da clandestini non si entra più. Appunto serve coraggio e credibilità. Un banco di prova importante per un governo che vuole caratterizzarsi per la qualità della sua azione.

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