Non ho mai pensato che il governo con il suo ormai famoso il decretoche, fra le altre cose, prevede l’iscrizione al roc dei prodotti editoriali, volesse imbavagliare tutti i blog in generale o quello di Grillo in particolare. Anche perché Grillo ha comunque i mezzi per iscriversi al roc o per individuare soluzioni tecniche per rendere inefficace il provvedimento.
Non l’ho pensato neanche dopo il goffo intervento di Ricardo Levi.
La mia sensazione invece è che il funzionario che l’ha scritto non abbia proprio pensato alle conseguenze della previsione legislativa. Questo magari non è del tutto consolante, ma credo che le cose stiano così.
Siccome però quello che è scritto nelle leggi va rispettato e spesso nelle leggi ci finiscono cose che vanno al di là della volontà di chi le scrive, ha fatto bene il Ministro Gentiloni ad intervenire per dire che il provvedimento va riscritto per evitare equivoci e che in futuro qualcuno interpreti la norma in senso restrittivo.
Poiché bisogna essere ottimisti, c’è da sperare che in futuro ci sia una maggiore attenzione, anche perchè, al di là di questo caso specifico, in Italia c’è un grande bisogno di norme scritte bene,
Inoltre il mio auspicio è che questa vicenda sia istruttiva per i vari soggetti: – per il governo che presti più attenzione a quanto scrive, perché non sempre troverà una blogosfera che lo metterà in guardia prima che la frittata sia fatta; – per la blogosfera, che, di fronte all’attenzione mostrata da alcuni ministri, non butti via l’occasione di sollevare alcune questioni che costituiscono una vera zavorra allo sviluppo di internet. Penso al paranoico decreto sull’identificazione in rete, con il quale si pensa di combattere il terrorismo e a quanto sia complicata la vita dei piccoli che vogliono offrire connettività.

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