il dopo primarie
by Franco Bellacci- Published:Ottobre 15th, 2007
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Si diceva questo: il voto per le primarie del 2005 era essenzialmente un voto contro, era un segnale di dissenso verso il governo Berlusconi. Chi era andato a votare non voleva dire voglio candidato premier Prodi, voleva dire non mi piace il governo. Per questo erano andato al voto oltre 4 milioni di persone. Ma che oggi, nel momento di massima difficoltà del governo, i 3,4 milioni che si erano espressi per Prodi, cioè i simpatizzanti teorici del PD, erano un sogno irrealizzabile. E quindi avevamo detto che un milione di persone, che erano sempre il triplo di quelle che avevano partecipato in Francia alle primarie che avevano nominato Ségolène Royal, erano comunque un grande risultato.
Visto però che ieri sono andate alle urne le stesse persone che votarono per Prodi, è evidente che l’analisi sul voto del 2005 o quella sulla situazione attuale è sbagliata.
Ok, non sappiamo fare le previsioni.
Con il senno di poi però è tutto più facile. Per cui con i dati in mano posso dire che se nel paese si alza forte la voce dell’antipolitica, ancora più forte si alza quella di chi vuole una politica forte. Probabilmente queste voci che anche se si esprimono in modo diverso, vogliono poi la stessa cosa: un governo decente e una politica che dia speranza.
Ora c’è solo da essere all’altezza di queste aspettative .
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1 Commento
Politica forte?
Da dove sono io mi sembra imbarazzante anche sono scrivere una frase del genere.
Confesso che ho ammirato, stimato Walter Veltroni, sperato che fosse una persona che potesse portare una ventata di freschezza nel panorama politico italiano. Si nel 1995 però.
Oggi nel panorama politico italiano non c’è un dirigente a cui farei portare a spasso il cane. E questo è molto grave.
In fondo deve anche guardare il rovescio della medaglia: per noi emigrati guardare il TG1 alle 7.30 della mattina è come fare un tuffo nel passato, stesse facce, stesse magagne, stesse soluzioni – nessuna.