compagni che sbagliano

by Franco Bellacci

Sulla ormai famosa ordinanza fiorentina che vieta di lavare i vetri ai semafori, si possono avere le opinioni diverse: E’ sicuramente favorevole chi vede dietro a questa attività la mano della delinquenza organizzata e anche chi ha appurato come dall’inizio dell’anno ad oggi in certe zone della città alcuni lavavetri fossero diventati molto più aggressivi. E’ contrario chi invece pensa che in quell’attività ci sia il primo passo per inserirsi nel tessuto sociale e che comunque è sempre meglio delle attività criminose come spaccio, scippi ecc. ecc.. Come pure è possibile non avere un’idea netta, perché magari non è facile prendere una posizione di fronte alle due opzioni sopra elencate.
Se c’è però una posizione inaccettabile è quella della sinistra, detta radicale, che scenderà in piazza per lavare i vetri delle auto ai semafori con la maglietta “siamo tutti lavavetri!”. A me va bene, la protesta, accetto anche la demagogia del gesto, ma la maglietta no, è inaccettabile. Forse qualcuno dovrebbe spiegare a queste persone della sinistra, detta radicale, che chi svolge volontariamente l’attività di lavavetri non lo fa comunque con l’aspirazione di continuare per tutta la vita e che una politica che ha come obiettivo quella di riportare le persone ai semafori, facendolo magari passare per un grande successo, non è una politica di corto respiro, è una politica già soffocata.

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Un merito indiscutibile

by Franco Bellacci

Si può discutere quanto si vuole, ma un merito la più famosa ordinanza di tutta l’estate ce l’ha, quella di aver fatto prendere ad Asor Rosa questa scelta “mi dimetto da intellettuale di sinistra”. Non servisse a nient’altro, basterebbe per far sì che ne sia valsa la pena. Oggi la sinistra di intellettuali ne ha anche troppi, e se ne avesse bisogno di uno in più non è certo Asor Rosa.

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