UPDATE: sono giorni in cui non c’è tempo neanche per respirare, e le cose da fare invece di diminuire aumentano. Ad esempio, domani sera non rientrerò in tempo, quindi il tutto si rimanda a mercoledì.
Più di una persona ha definito contraddittoria la mia posizione, espressa in un precedente post, dove ho definito leggermente pletorica, l’assemblea costituente nazionale del Partito Democratico e la mia candidatura nella lista Democratici con Veltroni.
Per ribadire che non c’è nulla di contraddittorio, per parlare del Partito Democratico e tutto quanto c’è intorno, in un modo possibilmente non banale, martedì mercoledì sera intorno alle 21,15, insieme ad un prestigioso giornablogger, apposta per stimolare la discussione, su questa pagina www.bellacci.biz/live ci sarà una diretta video, dove chi vorrà, potrà offrire il suo contributo con considerazioni e domande (ma anche inviti a cena).
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Il G. era in crisi, domani la Fiorentina, la sua squadra del cuore, gioca contro Totti, il suo idolo. Lui ovviamente aveva il cuore diviso a metà. Il caso ha scelto per lui, Totti domani non scenderà in campo e quindi lui potrà fare il tifo liberamente per la Fiorentina, tornando a tifare per il suo idolo fin da sabato.
Per gli amanti delle previsioni il G. ha previsto a breve termine che Francesco pareggerà i conti con il Manchester United, nel medio che la Champions Legue andrà a Roma sponda giallorossa e nel lungo che una sollevazione popolare convincerà Totti a tornare in nazionale, perché contribuisca in modo decisivo alla conquista del campionato europeo.
Io, a differenza di Totti, invece domani non mancherò l’appuntamento con il Franchi, e a chi è interessato potrà trovare puntali aggiornamenti sul mio twitter.
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Qualcuno forse storcerà la bocca, e i motivi possono essere anche diversi, ma il Lampredotto accompagnato con la Coca Zero funziona.
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“la legge per un cittadino comunitario che vuole stabilirsi in Italia prevede che questo ha tre mesi per dimostrare che è in grado di mantenersi. Se al termine dei tre mesi non è in grado di dimostrarlo, non succede nulla. Non va bene. Bisogna che succeda qualcosa, e questo qualcosa deve essere il rimpatrio di questo cittadino”. Così si è espresso Veltroni alla prima conferenza nazionale dell’immigrazione appena conclusa. Insieme a Chiamparino ha fatto il migliore intervento della due giorni fiorentina.
Al di là di chi è stato più o meno efficace, nel complesso è emerso in modo evidente come a livello locale ci sia una diversa percezione dei problemi e delle opportunità rispetto al livello centrale. E trovo un vero peccato che la stampa presente in massa abbia raccontato questi aspetti banalizzandoli e rappresentando la discussione come una rivendicazione di poteri speciali e la voglia di mettersi la stella al petto.
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Non sono un grande appassionato dei Simpson, li guardo volentieri, a volte li trovo un po’ ripetitivi. Il film però è divertente e può essere visto anche da chi è digiuno delle loro vicende, perché gli autori hanno avuto l’intuizione felice di non fare un concentrato di tutto, cercando di dare spazio a tutto l’universo che ha circondato la famiglia nei 18 anni di storia.
Trovo però abbastanza incomprensibile tutta l’esaltazione che c’è intorno allo “spider pork”.
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Le attività per le primarie del prossimo 14 ottobre sono entrate nel vivo. Fra queste, una particolarmente vigorosa è quella di formazione delle liste da cui scaturiranno gli eletti per la costituente nazionale e le costituenti regionali.
Per farla breve, c’è tanta voglia di essere fra i padri costituenti del partito. Non manca né la voglia né il senso di inadeguatezza. C’è un numero impressionante di persone che in questa fase sente di dover dare un apporto insostituibile, tanto da rendere difficoltosa la formazione delle liste per un eccesso di offerta di candidati.
Da un lato è un segnale estremamente positivo perché denota grande voglia di partecipazione, dall’altro però tutto questo rende estremamente ingrato il compito di chi deve stilare le liste, già alle prese con quote di genere, di provenienza, di categoria ecc. ecc.
Per rendere meno arduo il compito di questi redattori, avanzo una proposta: i candidati in caso di elezione si impegnano a presenziare al congresso costituente ad almeno l’80% dei 2.400 interventi (che se durassero al massimo 3 minuti ciascuno, darebbero luogo ad un congresso di 7 giorni di 16 ore di congresso al giorno).
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Intanto grazie a tutti quelli che hanno dedicato del tempo a questo questionario e hanno inviato la loro risposta. Grazie anche all’unica persona che ha indicato come risposta la n° 5. Lo avevo detto, se avremo più di una risposta n°5, è evidente che il test non è attendibile. Ho ricevuto una sola risposta 5, però non è stata data da chi poteva darla, che invece ha risposto 6. Ma questo non è importante, diciamo che fa parte della percentuale di errore.
Comunque grazie a chi ha risposto, ora del fenomeno twitter, sappiamo quello che, tutto sommato, sapevamo anche prima, che è qualcosa di sconosciuto ai più, però ora lo sappiamo consapevolmente.
Dunque, le risposte sono state 147. Considerato che alle possibili risposte era stato dato un valore che andava da uno a sette, e che il numero aumentava in modo direttamente proporzionale alla conoscenza del fenomeno (anche se la risposta 4 e 5 in realtà era legata al rapporto che ho avuto io con certe persone a cui ho parlato di twitter) la media esprime un valore di quanto sia conosciuto il fenomeno twitter: 1,97.
Entrando un po’ più nello specifico ho effettuato una suddivisione per gruppi. All’inizio avevo deciso di effettuare una suddivisione in due gruppi:
1 persone che frequentano il blog perché conoscevano prima me e poi sono arrivate al blog. Questo gruppo per semplificare l’ho chiamato “mondo reale”
2 persone che frequentando internet sono arrivate al blog. Quindi in buona parte altri blogger e persone che mi conoscono per la mia frequentazione in ambienti che riguardano la prima squadra di calcio piemontese, che per ragioni scaramantiche non posso nominare qua fino ad ottobre. Questo gruppo sempre per semplificare l’ho chiamato “mondo internet”
Poi dalle risposte sono emerse altre due categorie, che può avere un senso evidenziare, quello di chi frequenta la politica e quello del giornalismo. Il primo è stato chiamato mondo politica il secondo mondo stampa
Dunque il risultato dei votanti e la media è la seguente:
mondo reale 48 – 1,66
mondo internet 59 – 2,52
mondo politica 29 – 1,51
mondo stampa 11 – 1,63.
Banalmente l’analisi è semplice, twitter è conosciuto solo da alcuni blogger, chi ne ha sentito parlare forse ha considerato valido, aver letto qualcosa qui.
Nessuno ha risposto 7.
Forse non dovevo iniziare con l’argomento twitter, ma con strumenti un po’ più affermati tipo i feed rss. Ora però devo far riposare i lettori provati fisicamente e mentalmente da questa forma di coinvolgimento.
Dialogando con le persone che frequentano questo spazio, mi rendo conto di quanto sia diversa la conoscenza dei diversi strumenti utilizzati anche in questo spazio. E questo, capirete, complica un po’ le cose, perché a volte dò per scontate determinate conoscenze e finisco per parlare di questioni, senza entrare nei particolari, che quindi ai più risultano oscure, oppure all’opposto mi attardo in particolari di nessuna utilità, perché tutti sanno di cosa sto parlando.
Quindi si passa alla domanda.
Oggi si parla di twitter. Siccome conosco la pigrizia di molti, mi basta un numero.
Dunque scrivete:
1 se non avete idea di cosa sia
2 se ne avete sentito parlare;
3 se vi siete imbattuti in una pagina twitter, e vi è sembrata un blog con post brevi;
4 se siete uno di quelli a cui ne ho proposto di aprire un account, ma mi avete preso per pazzo;
5 se siete uno di quelli a cui ne ho proposto di aprire un account e lo avete fatto (se il risultato è superiore a 1 qualcuno mente, ma sarà facile scoprire chi);
6 se avete un account twitter, lo usate, ma, tutto sommate, non capite perchè;
7 se pensate che twitter sia il futuro;
Il tutto qui sotto non dovete neanche fare lo sforzo di mandare una mail. Quello che scrivete, viene invato a me e qui non comparirà nulla (forse prima dovevo interrogare sulla conoscenza del contact form di wordpress)
Potete scrivere anche qualcos’altro, se vi va.
se la cosa funziona i prossimi temi saranno feed rss, flickr, youtube ecc.
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Ovviamente l’auricolare bluetooth multipoint non funziona, visto che sta connesso solo con un telefono per volta.
Probabilmente ho sbagliato qualcosa in fase di installazione, il punto è che mentre ero tutto preso a collegare i telefoni, uno di questi ha iniziato a chiamare un po’ di persone a caso della rubrica (era la mezzanotte di giovedì sera), quindi ho preferito rimandare a momenti migliori.
Di sicuro posso dire che è stato disegnato dal più scarso di tutta l’azienda. Quello che dovrebbe essere licenziato, ma non viene licenziato solo perché è un raccomandato, ma viene messo a progettare il design degli auricolari bluetooth. Infatti il tasto richiama l’ultima telefonata effettuata, è sensibilissimo e sporgente, di fatto se inavvertitamente si mette l’auricolare acceso in tasca, lui inizia a ripetere l’ultima chiamata.
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Mettendo insieme due paesi: Figline (il paese più grande) e Incisa (il paese con più storia, cultura e tradizioni) il Totocalcio si può giocare solo in una ricevitoria, oltretutto nel paese demograficamente meno popolato.
Considerato che per quarant’anni ha mantenuto in piedi la baracca dello sport italiano, un maggiore rispetto sarebbe il minimo.
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Ho preso la scheda, mentre mi veniva consegnata sono stato messo in guardia a prestare molta attenzione nella procedura di attivazione. La scheda da 10 euro infatti è la scheda che normalmente serve per attivare un mese di spettacoli, e sembra che molti abbiano sbagliato, invece di acquistare la partita, hanno messo in chiaro il canale per un mese. Ovviamente la procedura non è reversibile. Oltre a questo stasera proverò anche ad accoppiare l’auricolare.
Insomma ho davanti una serata piena di procedure complicate. Quando invece, ho un grande bisogno di semplicità. Mi sa che l’unica strada è quella di comprarsi un mac.
Premessa, a me gli sport a motori appassionano poco. Detto questo ho un sentimento ambiguo verso l’attesa sentenza sulla vicenda Mc-Laren Ferrari.
Da un lato penso sia sbagliato inagaggiare una battaglia legale su un caso di spionaggio industriale. Mi spiego, da sempre dove c’è innovazione e ricerca ci sono le spie. Te hai segreti, io provo a rubarteli. Non è come il doping, non è come comprare un arbitro, fa parte del gioco avere la capacità di mantenere i propri segreti.
Dall’altro lato, mi piacerebbe che la McLaren fosse squalificata, perché sarei curioso di sentire le reazioni di tutti quelli che hanno pontificato sulle vittorie da conquistare sul campo e degli scudetti di cartone.
La mia posizione la sapete: se chi vince ha vinto slealmente si squalifica e si assegna la vittoria a chi è arrivato dopo e non cambio idea in base a quanto mi rimane simpatico il destinatario della vittoria. La pensai così per la finale dei 100 metri alle Olimpiadi del 1988, per lo scudetto 2005-2006, la penso così per il mondiale di Formula1, se quello che ha fatto la McLaren è scorretto va squalificata e chi è dopo diventa primo in classifica.
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A me i film storici piacciono, è un modo piacevole e poco faticoso per conoscere. Il problema però è questa frase, che spesso è all’inizio di questi film: questo film è ispirato a persone e fatti reali.
Una frase che servirà pure a limitare i problemi legali, ma nei confronti dello spettatore è una fregatura. Chi guarda un film che narra vicende di persone realmente esistite, ha bisogno di sapere cosa sta guardando, perchè una persona poi non ha sempre di controllare cosa ha visto.
Quindi, mi va bene, la dichiarazione per limitare la responsabilità, ma insieme vorrei anche una sorta di autocertificazione, per favorire l’approccio del tipo:
Questo film è ispirato a persone e fatti reali CAT 1 (le persone del film sono vere, ma la storia ce la siamo inventata completamente);
questo film è ispirato a persone e fatti reali CAT 2 (le persone del film sono vere, la storia è vera all’inizio e alla fine, ma il resto è fantasia);
questo film è ispirato a persone e fatti reali CAT 3 (le persone del film sono vere, la storia è quella raccontata a fonti storiche e testimoni, ma le prime sono inattendibili e i secondi dei fanfaroni);
questo film è ispirato a persone e fatti reali CAT 4 (le persone del film sono vere, fonti e testimoni sono attendibili, ma quando ci siamo accorti che quello che veniva fuori era di una noia mortale, abbiamo romanzato la realtà giusto un po’ per rendere il film digeribile, ma più o meno le cose sono andate così);
questo film è ispirato a persone e fatti reali CAT 5 (è tutto vero).
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A Firenze sono esaurite le schede di contotv.
Due piccole precisazioni per capire quanto segue. Contotv è una tv porno, che trasmette i suoi programmi criptati. Per vederli serve il decoder di sky o un decoder di tv digitale terrestre e l’attivazione di una scheda da acquistare in tabaccheria o in negozi di elettronica.
Contotv però per una volta ha deciso di uscire dalla sua linea editoriale di nicchia, acquistando i diritti tv di Groningen – Fiorentina primo turno di Coppa Uefa e prima partita in Europa dei viola dopo 7 anni.
Ebbene, dall’annuncio a Firenze si è scatenata la caccia all’acquisto e rapidamente le scorte sono andate esaurite, quelle da 10 il taglio minimo (la partita con sky costa 5), quelle da 20 e quelle da 35. Evidentemente c’è chi scommette non solo sul passaggio del turno dei viola, ma anche che contotv acquisti i diritti per la partite successive. E se poi non sarà così, il credito sarà utilizzato in altro modo, perché come mi diceva la titolare della tabaccheria dove ho prenotato la scheda che arriverà domani, “non bisogna preoccuparsi perché tanto il credito residuo non scade e comunque il palinsesto è molto vario”.
Chi segue da un po’ di tempo questo spazio, sa già che lo scrivente non è ancora riuscito a far funzionare in modo decente, coordinato e continuativo il telefono cellulare con un auricolare bluetooth. Questo nonostante i tre auricolari che nel tempo ho acquistato e che sono andati smarriti e/o distrutti prima che servissero al loro scopo.
Qualche giorno fa ho saputo dell’esistenza dell’auricolare bluetooth multipoint, un auricolare in grado di gestire anche due cellulari contemporaneamente.
La possibilità di gestire con un solo auricolare il mio cellulare e quello di servizio, senza fili che si intrecciano mi ha entusiasmato. Per questo, anche grazie ad una provvidenziale, ancorché temporanea amnesia che mi ha fatto dimenticare i precedenti fallimenti, ho provveduto all’acquisto. Ora è in carica a breve tenterò il doppio collegamento. Le istruzioni però hanno già spento gli entusiasmi più facili, perché funzioni il tutto, bisogna seguire una procedura irta di difficoltà, che al punto 7 mi pare preveda anche una danza della pioggia.
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Sulla ormai famosa ordinanza fiorentina che vieta di lavare i vetri ai semafori, si possono avere le opinioni diverse: E’ sicuramente favorevole chi vede dietro a questa attività la mano della delinquenza organizzata e anche chi ha appurato come dall’inizio dell’anno ad oggi in certe zone della città alcuni lavavetri fossero diventati molto più aggressivi. E’ contrario chi invece pensa che in quell’attività ci sia il primo passo per inserirsi nel tessuto sociale e che comunque è sempre meglio delle attività criminose come spaccio, scippi ecc. ecc.. Come pure è possibile non avere un’idea netta, perché magari non è facile prendere una posizione di fronte alle due opzioni sopra elencate.
Se c’è però una posizione inaccettabile è quella della sinistra, detta radicale, che scenderà in piazza per lavare i vetri delle auto ai semafori con la maglietta “siamo tutti lavavetri!”. A me va bene, la protesta, accetto anche la demagogia del gesto, ma la maglietta no, è inaccettabile. Forse qualcuno dovrebbe spiegare a queste persone della sinistra, detta radicale, che chi svolge volontariamente l’attività di lavavetri non lo fa comunque con l’aspirazione di continuare per tutta la vita e che una politica che ha come obiettivo quella di riportare le persone ai semafori, facendolo magari passare per un grande successo, non è una politica di corto respiro, è una politica già soffocata.
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Si può discutere quanto si vuole, ma un merito la più famosa ordinanza di tutta l’estate ce l’ha, quella di aver fatto prendere ad Asor Rosa questa scelta “mi dimetto da intellettuale di sinistra”. Non servisse a nient’altro, basterebbe per far sì che ne sia valsa la pena. Oggi la sinistra di intellettuali ne ha anche troppi, e se ne avesse bisogno di uno in più non è certo Asor Rosa.
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