gioventù
by Franco Bellacci- Published:Agosto 3rd, 2007
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E’ vero il contesto non era il migliore: una cena all’aperto, dopo un quartetto jazz, che suonava veramente troppo vicino per essere apprezzato, non è il luogo migliore per delle letture di Pasolini. In ogni caso scoprire che ci sono dei giovanotti di poco più di 25 anni, che su Pasolini, la sua vita e le sue opera sappiano fare solo ironia anche parecchio becera, un po’ inquieta. Anche perché non si tratta di un giovanotto sprovveduto, sono certo che saprebbe raccontare con accuratezza di particolari vita e opere di tutti i partecipanti a tutte le edizioni del grande fratello.
A lui dedico le parole che pronunciò Moravia il giorno del funerale di Pasolini “Abbiamo perso prima di tutto un poeta, e di poeti non ce ne sono tanti nel mondo, ne nascono tre quattro in un secolo; quando sarà finito questo secolo Pasolini sarà tra i pochissimi che conteranno come poeta. Il poeta dovrebbe essere sacro”.
L’obiezione è naturale, se il giovanotto ignora Pasolini, perché dovrebbe conoscere Moravia. Da qualche parte dovremo pur cominciare.












