post lungo e palloso

by Franco Bellacci

Bauman è uno fra i più importanti sociologi del nostro tempo. Fra i più è conosciuto per essere il teorico della postmodernità. Sul numero di “nova” in edicola giovedì scorso c’è un articolo contenente alcune sue riflessioni su Internet, non è chiaro se siano i pezzi di un’intervista, di un articolo o di un intervento che ha fatto ad un seminario o convegno a cui ha partecipato.
Su Internet dice questo: “Internet? è una potente via di fuga dalle difficoltà e dalle tribolazioni della vita reale”. Sull’impegno politico afferma “Internet è un luogo dove è possibile sfogare la propria passione politica senza impegnarsi, in processi di partecipazione quasi mai efficaci”. Sui blog “credo che l’unica funzione dei blog stia di consentire agli utenti di vedere celebrati se stessi e propri interessi al pari dei personaggi tv”.
Siccome conosco Bauman, queste affermazioni mi hanno sorpreso, lui infatti è uno studioso acuto e rigoroso, che raramente si addentra nel mare delle semplificazioni e delle dichiarazioni ad effetto solo per il gusto di stupire il prossimo.
In questo caso però la sua analisi è per buona parte criticabile. Infatti questi giudizi, a mio avviso non si possono riferire ad un uso normale di Internet, ma ad un utilizzo patologico.
Probabilmente ci sarà anche chi utilizza Internet come via di fuga dalla propria vita, ma questo è un uso scorretto dello strumento e comunque riguarda, almeno spero, una minima parte di chi utilizza Internet. Come pure credo siano pochi quelli che pensano di partecipare attivamente nei processi di partecipazione esclusivamente via Internet, lo stesso riguarda il giudizio sui blog.
La realtà, secondo me, non solo è più articolata di come la descrive Bauman, ma è anche decisamente migliore. Internet infatti è solo uno strumento con molte funzioni, che sono complementari a tanti momenti della vita di una persona: per scambiare idee, per conoscere persone, per ottenere servizi, per fare acquisti, e tanto altro, ma nessuna persona sana di mente pensa che Internet sia sostitutivo della vita reale.
Tempo fa parlando con delle persone di temi più o meno analoghi, perché, in realtà, anche se in maniera meno raffinata di come lo ha detto Bauman, c’è chi pensa le stesse cose: chi un utente di internet non sia semplicemente una persone che sta utilizzano uno strumento, ma un qualcuno che ha fatto una scelta di vita virtuale. A chi sosteneva queste scemenze, feci quest’esempio, che a quanto mi fu detto risultò convincente: quando inventarono le automobili, fu evidente a tutti che queste avrebbero rivoluzionato la vita delle persone. Diminuivano le distanze, e per ogni persona c’era la possibilità di coprire spazi che a piedi era assolutamente impensabile di raggiungere. Nondimeno nessuno ha mai pensato di effettuare tutti propri spostamenti esclusivamente con la macchina e di organizzare la propria vita andando in posti raggiungibili solo con l’auto, solo perché è un mezzo di trasporto più veloce delle proprie gambe, e conseguentemente di escludere di muoversi a piedi. Chi avrebbe fatto questa scelta era un matto. Le persone normali sanno che per i propri spostamenti a volte è più comodo utilizzare l’auto, a volte le proprie gambe, e a volte anche altri mezzi. Così per me è Internet, uno strumento che semplifica la mia vita in tanti aspetti, ma la mia vita nel complesso è molto altro. E questo credo che questo valga per la quasi totalità di chi utilizza Internet. Sinceramente mi ha sorpreso che Bauman sia caduto in un errore di semplificazione così banale.

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