Grifoni

by Franco Bellacci

Fino a qualche tempo fa almeno, inter era sinonimo di squadra sfortunata. Quando i tifosi del Toro sentivano questa storia sorridevano e pensavano “cosa dovremmo dire noi?”.
Quando poi i tifosi del Genoa sentivano i tifosi del Toro lamentersi, erano loro a sorridere e pensare “cosa dovremmo dire noi?”.
La catena finisce qui. Del Genoa però è giusto parlarne (qui si capisce molto).
E’ la squadra che ha portato il calcio in Italia, ormai 114 anni fa, è stata la prima a vincere lo scudetto, ne ha vinti altri e si è, per ora fermata a 9, uno prima della stella.
Negli ultimi 12 anni invece non ci sono scudetti, ma tante delusioni. Da quel 15 giugno 1995 a Firenze, quando il Genoa perde ai rigori con il Padova lo spareggio per rimandere in A.
Quindi una promozione fallita per un soffio nel 1997 e una raggiunta nel 2005 ma vanificata dalla giustizia sportiva. In pratica in un mese il Genoa si è ritrovato dalla A alla C1 con una penalizzazione. Lo scorso anno la promozione ai playoff dopo una sofferta finale con la Salernitana ed eccoci a domenica scorsa, quando si giocava la penultima partita del campionato di B.
Ad un quarto d’ora dalla fine il Genoa era in A, stava pareggiando a Mantova, ed era sufficiente perchè il Piacenza non stava vincendo a Rimini. Poi il Piacenza segna e costringe il Genoa a rincorrere la vittoria. Vittoria che sarà solo sfiorata e non raggiunta. Così come il Vicenza sfiorerà il pari contro il Piacenza.
Per una giornata storta da raccontare ai nipoti, bastava questo, ma siccome è il Genoa, al ‘95 succede anche altro, che un giocatore del Mantova si senta Messi, e come Messi segni.
Una sconfitta che costringe il Genoa a cercare la vittoria nello spareggio di domenica prossima contro il Napoli.
Ora razionalmente sono abbastanza convinto che il Genoa vincerà. Dovrebbe vincere perchè è più forte del Napoli, dovrebbe vincere perchè Reja, l’allenatore del Napoli, non solo le sfide decisive le perde regolarmente tutte (nel 97-98 quando allenava il Torino concluse una stagione egregia fallendo 3 match-ball), ma anche perchè andrà a giocare con un suicida 7-2-0-0-0-1. Quello che mi preoccupa però è lo stato d’animo dei calciatori, dopo il gol del Mantova, che cambiava le prospettive, ma neanche più di tanto, i calciatori hanno reagito come tutto fosse perduto in modo irreparabile, vedere Di Vaio, uno con un po’ di esperienza, piangere come una vite tagliata, mi ha un po’ inquietato.
Poi magari, il Piacenza non batte la Triestina e la sfida di domenica non è neanche decisiva, questa sarebbe la soluzione ideale, perchè mi piacerebbe vedere anche il Napoli in A, anche se De Laurentis fa di tutto per renderlo antipatico.

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