consigli di lettura

by Franco Bellacci

Qualche giorno fa mi arriva una mail di una amica, che scrive raramente, ma quando lo fa scrive delle mail che al confronto i post di suzukimaruti sono sms.
Questo però era breve:
“Pesca al salmone nello Yemen di Paul Torday, ed. Rizzoli.
Compralo!
Se non ti piace, ti devo una cena, se ti piacerà me la devi te.”

Ho perso, “Pesca al salmone nello Yemen” è uno dei libri più divertenti e godibili che ho letto negli ultimi anni. Il bello di questo libro è il modo in cui vengono presentati i soggetti e il loro modo di comunicare. Il tutto apparentemente è molto grottesco, in realtà descrive un mondo in un modo perfetto.

pesca al salmone nello yemen

di nuovo sul fast

by Franco Bellacci

fast
Visto che la vicenda della ruota ha appassionato oltre ogni mia aspettativa, qua sotto potete vedere anche il video.

Una spiegazione sull’immagine, in cima al post. Qualche post fa ho scritto di essere alla ricerca di due libri. Li sto cercando ancora e un po’ ovunque, compreso il fondo dove stanno le cose che non mi serviranno più, che razionalmente dovrebbero essere buttate, ma che mi dispiace buttare. Mentre li cercavo lì, senza molta convinzione per la verità, è apparsa una vecchia busta piena di adesivi risalenti al periodo fine anni 70 inizio anni 80. Fra questi c’era anche quello del fast.

bere

by Franco Bellacci

imbuto per bereIn realtà lo spettacolo più bello alla festa del classico italia swl Forte Belvedere del 21 sera, non è stato questo ballo, ma quanto avveniva nei pressi del banco della Moët & Chandon, dove venivano distribuite grandi quantità di bottigliette di champagne rosè di 20 cc.
Siccome bere incollato alla bottiglia pare non sia molto raffinato, la giovane ragazze che consegnava le bottiglie collegava il collo delle stesse, con una sorta di imbuto, che aveva evidentemente il ruolo di rendere più raffinato il gesto della bevuta.
Un fine che però scontrava con un fatto, il contatto era tutt’altro che ermatico, quindi quando la bottiglia veniva piegata (e piegarla era inevitabile, a meno che qualcuno non bevesse con la cannuccia) un rivolo di champagne usciva dal collo della bottiglia.
Per cui Quindi si potevano vedere scene bellissime, da chi metteva il collo ad anatra (come quando si mangia un panino al lampredotto particolarmente bagnato), da chi teneva la mano sulla congiunzione tappo-imbuto finendo per bagnarsi le mani e renderle inevitabilmente appiccicose, a chi beveva con nonchalance, come dire, “cosa hai da guardare, sto solo bevendo un goccio e si macchiava il vestito.”
Io ho scelto la via più pratica, prima di bere ho tolto l’imbuto, così per tutte e 4 le bottiglie che ho preso.

belle notizie

by Franco Bellacci

Nei giorni scorsi, ci sono state 3 notizie meravigliose.
La prima è quella del tecnico sabotatore che avrebbe tentato di danneggiare la Ferrari al gran premio di Montecarlo con una polverina malefica. C’è tutto della spystory, la delusione del tecnico declassato, la fuga, le notizie via sms, il licenziamento, la Ferrari che a Montecarlo è andata piano. Se non fosse che quest’anno la Ferrari andava piano prima e dopo Montecarlo, sarebbe un giallo perfetto.
La seconda è quella del tennista cleptomane, pare infatti che fra i tennisti si aggiri uno che non si limita ai diritti, rovesci, volee, ma anche allo scassinaggio degli armadietti dei colleghi. Conosco poco i tennisti quindi non ho il minimo sospetto su chi possa essere e, sinceramente, non so neanche sperare riguardo la sua cattura.
La terza è il comunicato stampa con cui la juventus ha dato notizia delle dimissioni di Bettega, sostenzialmente è un comunicato insulso, nella forma passerà agli annali per la F maiuscola con cui lui chiama la famiglia (non leggo i comunicati stampa della juventus, ho letto la notizia da settore)

il comunicato sulla famiglia

solstizio

by Franco Bellacci

l’alba del solstizio è andata alla grande.
E buona estate a tutti.

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Ieri nel più ridente paese del Valdarno Fiorentino ha avuto inizio la prima festa del Partito Democratico. Il dibattito, interessante e quindi avrà una considerazione a parte, ha avuto un problema: il moderatore, che era troppo intento a far passare il suo punto di vista piuttosto che a far domanda.
Devo dire che è un vero peccato, perché se qualcuno mi avesse avvertito, o se invece di avvertire me, avesse avvertito Stefa, avremmo detto la nostra: meglio un altro.
Le ragioni di questa indicazioni non dipendono da una nostra consuetudine ai dibattiti con quel moderatore, ma da un’altra vicenda ancora più emblematica.
Venerdì scorso infatti io e Stefa eravamo a pranzo in un locale che offriva molte delle specialità fiorentine. Mentre eravamo intenti a divorare la trippa alla fiorentina, io, i crocchi lui, eccolo che arriva. Apre il menù e di fronte ad una scelta di trippa, lampredotto, crocchi, ecc. ecc. lui cosa sceglie? La bresaola.
Ecco, io non farei mai moderare un dibattito ad uno che potendo scegliere, preferisce la bresaola alla trippa.

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tracce

by Franco Bellacci

Per attrezzarmi al meglio al fine di affrontare una suntuosa ingiustizia, avevo bisogno di due libri di cui ho perso le tracce da tempo.
Ovvviamente non avendo la minima idea di dove potessero essere mi sono messo a cercarli con buon impegno. Il vantaggio di essere disordinati è che devi cercare un po’ ovunque e il risultato è quasi sempre lo stesso: non trovi quello che stai cercando, ma qualcos’altro di cui non avevi più neanche il ricordo.
Io, oggi, chiaramente, non ho trovato i due libri, ma ho ritrovato la registrazione in mp3 del concerto dei Radiohead dell’8 luglio 2003 a Piazzale Michelangelo (bisogna essere molto disordinati, per trovare una registrazione quando si stanno cercando dei libri), che non ricordavo minimamente di avere.
In questo momento la sto ascoltando e penso che fra pochi giorni sono già passati 4 anni.
Penso anche che i Radiohead sarebbe anche l’ora che pubblicassero qualcosa di nuovo. Così almeno i pomeriggi del cazzo, rimarebbero tali, ma almeno con una buona musica in sottofondo.

vicini di viaggio

by Franco Bellacci

A me andare a Roma piace. Sopratutto d’estate, per tanti motivi, uno fra i tanti, appunto, la granita. C’è una cosa che però della Roma estiva non mi piace: prendere il 40. Io quando vado a Roma, ancora non ho capito perchè devo sempre prendere il 40.
Nel 40 si schianta di caldo, stamani poi è successa una cosa decisamente disdicevole. Quando sono salito, il bus era già pieno e il movimento era difficoltoso. Dopo di me è salito un uomo, giacca camicia e pantalone e un odore che non era puzzo in senso tradizionale, era come se questa persona si fosse tuffata in una piscina, riempita non con acqua ma con un mix di formaggi fusi, fra i quali il più gentile era il gorgonzola. Ovviamente per tutte e quattro le fermate mi è stato accanto. Lo sgradevole aroma di fonduta invece l’ho continuato a sentire tutto il giorno.
Anche la granita è sembrata un risotto ai quattro formaggi.

sondaggi

by Franco Bellacci

Il 25° anniversario della partita Italia Polonia ha dato il via ad un identico sondaggio sul sito di Repubblica e della Gazzetta. Meglio la vittoria mondiale del 1982 o quella del 2006?
Il numero dei votanti è pressoché uguale, circa 47.000 su Repubblica, poco meno di 44.000 sulla Gazzetta. Quello che è completamente diverso è il risultato. Mentre sulla gazzetta il risultato è in totale equilibrio tanto da aver bisogno del decimale per capire chi è avanti, 50,5% per il 1982 49,5 per il 2006, i lettori di Repubblica non sembrano avere dubbi il 69% preferisce l’impresa del 1982 rispetto al 28% del 2006 e un 3% di incerti.
Probabilmente la differenza dipende dal fatto che la gazzetta ha lettori più giovani, molti dei quali non erano neanche nati nel 1982 e quindi non possono certo preferire qualcosa che non hanno visto. D’altro canto, questi giovanotti non dovrebbero neanche votare, è un po’ come se io mi trovassi di fronte a questa domanda “vivevi meglio quando c’era la Monarchia o ora con la Repubblica?” lascerei perdere, facendo scegliere a chi ha vissuto i due periodi.
Quindi forse c’è altro, e forse l’altro è nel modo in cui è presentata la domanda. Sulla gazzetta l’opzione si esercita solo a livello testuale, su Repubblica ci sono, proprio sopra l’opzione di voto, due foto, una del 1982 che rappresenta Bearzot e l’altra del 2006 con Lippi. Due immagini evocative che forse non lasciano indifferenti.

to do list

by Franco Bellacci

Il 730 è stato precompilato, considerando che domani sono a Roma tutto il giorno ho ben due giorni per consegnarlo;
Il tagliando per la macchina è stato fissato;
la ruota al motorino è stata sostituita.
Mi manca da comprare la casa, poi la lista sarà completamente scancellata.

Un benarrivata e 3 bentornati

by Franco Bellacci

Il benarrivato è alla figlia di a., frequentatore di questo spazio, che sabato pomeriggio alle ore 19,37 è venuta alla luce.
Il bentornato va a Juventus, Napoli e Genoa. chi mi conosce non rimarrà certo sorpreso dal fatto che sia contento della promozione del Genoa, squadra verso cui non ho mai nascosto le mie simpatie. Tutto sommato non sorprende neanche il mio bentornato al Napoli, che è una squadra importante rappresentante di una città altrettante importante. Sorprende forse un po’ di più il mio bentornato alla Juventus. In realtà io sono contento che la Juventus sia tornata in serie a, questo non vuol dire che io abbia cambiato idea, io ero e rimango fieramente e fortemente antijuventino. Sono altrettanto convinto, che l’anno di serie B sia stato oggettivamente un prezzo veramente basso per le collpe di cui si è macchiata la precedente dirigenza juventina. Sia per la questione che riguarda gli arbitri, sia per la questione doping, proprio qualche giorno fa la Corte di Cassazione (non Zeman, ma il supremo organo della magistratura italiana) ha reso note le sue motivazioni con la quale di fatto ha certificato l’uso di sostanze dopanti da parte dei calciatori. Per questi motivi credo che gli ultimi 12 anni della storia juventina dovrebbero essere cancellati. Così Come ha fatto l’organizzazione del Tour de France, che ha cancellato la vittoria di Riis nel Tour de France del 1996.
[C’è poi un’altra colpa che io attribuisco alla gestione moggiraudobettega, quella di aver fatto apparire come oro la precedente dirigenza juventina, quando non era così. Quella Juventus non era certo un esempio, hanno vinto scudetti con l’aiuto decisivo degli arbitri, posso citare senza bisogno di consultare nessun almanacco le seguenti annate 71-72, 76-77, 80-81, 81-82. e se a livello italiano si limitavano a rubacchiare scudetti, a livello europeo hanno fatto anche di peggio quando dopo aver battuto il Liverpool nell’assurda finale di Coppa Campioni del maggio 85, hanno festeggiato la vittoria e messo in bacheca la Coppa.]
Qualcuno si chiederà se c’è una contraddizione fra quello che penso e il fatto che dia il mio bentornato alla Juventus. Io credo di no, perché è evidente che nessuna punizione è adeguata alle colpe della dirigenza, ma è altrettanto evidente che punizioni esemplari adeguate alle colpe, avrebbero come vittime incolpevoli i tifosi.
In conseguenza di questo è stata una scelta giusta avere inserito la Juventus in serie B. così potremo vedere se la lezione è stata capita.
Prima di chiudere una considerazione, trovo che sia stata una crudeltà gratuita la premiazione che si è svolta oggi a Torino. La Lega da quest’anno ha deciso di premiare, così come avviene da 3 anni in serie A, la squadra vincitrice del campionato. Proprio con la stessa cerimonia: consegna della medaglia ai calciatori, consegna della Coppa al Capitano. Di fatto è stata la copia delle stesse cerimonie avvenute l’anno scorso e l’anno prima. Due cerimonie che non hanno portato benissimo alla Juventus, sopratutto quella dello scorso anno, che si svolse in quel di Bari, in un clima da film di Buñuel.
Detto questo, bentornata Juventus, bentornati juventini

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ruote

by Franco Bellacci

Oggi è piovuto parecchio.
Quando è smesso di piovere, anzi non era proprio smesso, sembrava fosse smesso, ma continuava a piovere, semplicemente pioveva meno, rispetto a prima, sono salito sul motorino. Dopo pochi metri ho sentito la ruota posteriore, andarsene per conto suo. “ah, già è piovuto, c’è la strada bagnata, devo stare attento” è un modo edulcorato per spiegare il mio pensiero. Vado piano, ma la ruota tradisce una gran voglia di indipendenza, quasi un golpe: “ma cosa è piovuto l’olio?” penso.
Mi fermo, scendo, guardo la ruota e la controllo. E’ totalmente sgonfia.
Realizzo subito, che lo sciopero dei benzinai, non mi consente di avere a disposizione un compressore. Ripasso mentalmente la mappa dei gommai di Firenze e non me ne viene in mente neanche uno. Per fortuna ho la mente fresca e mi viene in mente la soluzione “il fast”, così almeno si chiamava l’ultima volta che l’ho usato, poco dopo la vittoria dei mondiali di calcio (quelli in Spagna). E’ una bomboletta spray che espelle una schiuma bianca, che permette di gonfiare qualunque cosa. Le istruzioni dicono che dopo poche ore, la bisogna andare da un gommaio per cambiare la ruota.
L’unica volta che l’ho utilizzato non sono mai andato dal gommaio, quando ho venduto il motorino, almeno un anno dopo, la ruota era ancora gonfia.
Ripasso mentalmente la mappa delle ferramenta nelle vicinanze, e questa volta la trovo subito. All’entrata mi viene il dubbio se esisterà ancora la bomboletta gonfiatutto. Entro, la vedo, la prendo, pago, esco.
Torno al motorino, la collego alla ruota, premo, lo spray inizia ad entrare nella ruota, e tre centimetri sopra esce.
ruota bucata

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vista lunga

by Franco Bellacci

8 febbraio 2002, a Foiano della Chiana si gioca la semifinale del torneo di Viareggio, Torino Perugia. Proprio sopra a me tre con l’aria da procuratori, in mezzo c’è quello con l’aria da capo, che ha un giudizio per ogni calciatore in campo. il Torino va in vantaggio con un gol del giovanissimo Quagliarella. Giudizio del tipo “è un attaccante alla Inzaghi, senza il fiuto del gol si Inzaghi, non ha nessuna qualità. Non arriverà da nessuna parte”.

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Grifoni

by Franco Bellacci

Fino a qualche tempo fa almeno, inter era sinonimo di squadra sfortunata. Quando i tifosi del Toro sentivano questa storia sorridevano e pensavano “cosa dovremmo dire noi?”.
Quando poi i tifosi del Genoa sentivano i tifosi del Toro lamentersi, erano loro a sorridere e pensare “cosa dovremmo dire noi?”.
La catena finisce qui. Del Genoa però è giusto parlarne (qui si capisce molto).
E’ la squadra che ha portato il calcio in Italia, ormai 114 anni fa, è stata la prima a vincere lo scudetto, ne ha vinti altri e si è, per ora fermata a 9, uno prima della stella.
Negli ultimi 12 anni invece non ci sono scudetti, ma tante delusioni. Da quel 15 giugno 1995 a Firenze, quando il Genoa perde ai rigori con il Padova lo spareggio per rimandere in A.
Quindi una promozione fallita per un soffio nel 1997 e una raggiunta nel 2005 ma vanificata dalla giustizia sportiva. In pratica in un mese il Genoa si è ritrovato dalla A alla C1 con una penalizzazione. Lo scorso anno la promozione ai playoff dopo una sofferta finale con la Salernitana ed eccoci a domenica scorsa, quando si giocava la penultima partita del campionato di B.
Ad un quarto d’ora dalla fine il Genoa era in A, stava pareggiando a Mantova, ed era sufficiente perchè il Piacenza non stava vincendo a Rimini. Poi il Piacenza segna e costringe il Genoa a rincorrere la vittoria. Vittoria che sarà solo sfiorata e non raggiunta. Così come il Vicenza sfiorerà il pari contro il Piacenza.
Per una giornata storta da raccontare ai nipoti, bastava questo, ma siccome è il Genoa, al ‘95 succede anche altro, che un giocatore del Mantova si senta Messi, e come Messi segni.
Una sconfitta che costringe il Genoa a cercare la vittoria nello spareggio di domenica prossima contro il Napoli.
Ora razionalmente sono abbastanza convinto che il Genoa vincerà. Dovrebbe vincere perchè è più forte del Napoli, dovrebbe vincere perchè Reja, l’allenatore del Napoli, non solo le sfide decisive le perde regolarmente tutte (nel 97-98 quando allenava il Torino concluse una stagione egregia fallendo 3 match-ball), ma anche perchè andrà a giocare con un suicida 7-2-0-0-0-1. Quello che mi preoccupa però è lo stato d’animo dei calciatori, dopo il gol del Mantova, che cambiava le prospettive, ma neanche più di tanto, i calciatori hanno reagito come tutto fosse perduto in modo irreparabile, vedere Di Vaio, uno con un po’ di esperienza, piangere come una vite tagliata, mi ha un po’ inquietato.
Poi magari, il Piacenza non batte la Triestina e la sfida di domenica non è neanche decisiva, questa sarebbe la soluzione ideale, perchè mi piacerebbe vedere anche il Napoli in A, anche se De Laurentis fa di tutto per renderlo antipatico.

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