quando vale ascoltare
by Franco Bellacci- Published:aprile 5th, 2007
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- Category:Fiorentinismi
Domenica è Pasqua, a Firenze ci sarà lo scoppio del carro. Molti sgomitano per riuscire a vedere la colombina che colpisce il Brindellone e quanto segue.
Però c’è un modo decisamente migliore per godere di questa storica tradizione.
Il consiglio è quello di andare in Duomo alla messa delle 11, oppure se si vuole evitare il rito religioso si può sempre entrare dalle porte laterali verso le 11,40. Quindi , bisogna accomodarsi in una delle ultime file, non preoccupatevi c’è posto. Ebbene quando il carro inizierà a scoppiare, appunto, il rimbombo del Duomo regalerà ai presenti che si limitano ad ascoltare un emozione decisamente maggiore – indimenticabile – di quelli che appunto pensano che uno spettacolo sia essenzialmente una questione che riguarda gli occhi.













13 Commenti
Ciao e tantissimi auguri di Buona Pasqua
comunque sembra, mi dicono, che questo blog stia diventando troppo serio
passate buone feste pasquali, comunque??
alla grande, sono appena tornato dal mare 3 ore e 20 minuti per fare 130 chilometri.
Dici che sono serioso? Il consiglio comunque era vero, lo scoppio del carro da dentro il duomo, è veramente emozionante.
e i commenti di pank, poi, pedanti!
(se tu venivi all’uccellina con noi sabato, niente fila)
e c’era anche uno con la maglietta “onda granata” (e 4 cinghiali)
(uno dei cinghiali si chiamava Muzzi, dicono)
spero di rivederlo il 18, magari esultante, quello con la maglietta non il cinghiale.
‘a fra’ non cominciamo (17.30, che fai vieni? io tornerò allo stadio per l’occasione dopo una vita che non vado)
certamente, mi sto già organizzando, anche se le 17,30 è un orario da corrida più che da partita.
c’è l’abbonamento dell’assente infrasettimanale a disposizione (porterò la borsettina nera rigida per colpirti come le vecchine, sappilo)
l’assenza dell’assente infrasettimanale mi duole, saremmo stati in 2 a tifare il per Toro.
la borsettina non dovrebbe servirti, ergo non portarla, per te sarebbe un impiccio.
no, è piccola (ma rigida), non preoccuparti per me…
(l’assenza duole più a me)