Sono preoccupato, mi capita spesso di non riuscire a comunicare l’importanza degli eventi.
Esempio, sabato sera a Firenze al Viper club ci sarà il concerto delle pipettes. In un mondo normale, basterebbe la comunicazione della notizia per far dire “organizziamoci”.

Invece, le reazioni che ho sentito io sono state: “di chi?”o “io vado a vedere Fiorello” oppure “verrei, ma sabato sera c’è Fiorentina Chievo”.

Ora lasciamo stare chi non le conosce, ma come si fa a preferire Fiorello e Fiorentina-Chievo?

Fiorello, bravo, bravissimo, talmente bravo da convincere qualche migliaio di persone che è cosa buona andare a vedere, insieme a daltre migliaia di persone, uno spettacolo di una persona che canta a balla. Però vorrei anche aggiungere che c’è anche venerdì e sicuramente il prossimo anno sarà nuovamente in un nuovo tour.

Su Fiorentina Chievo, mi limito a ricordare che le ultime due volte che i Viola hanno incontrato il Chievo in primavera, in un caso si è trattato di una partita che ha lasciato qualche strascico (eufemismo) e nel secondo, in un enorme presa di culo. E che forse sarebbe meglio lasciar perdere.

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Giovedì la Politica italiana era una cosa, da ieri è un’altra: c’erano i Ds e la Margherita, ora invece c’è il Partito Democratico, la più straordinaria unione politica della storia d’Italia.
Fino al congresso, magari è solo un Dico, abbastanza per dire che il Partito Democratico c’è già.
Dei due congressi, quello DS l’ho vissuto più direttamente, non per una maggiore affinità politica, ma semplicemente per comodità.
Cose da segnalare:

– le critiche dei fiorentini alla coreografia, per qualcuno era troppo scarna, per qualcuno era – troppo pretenziosa, per qualcuno era sbagliato mettere uno scivolo che indica la caduta, per qualcuno era sbagliato mettere una salita, che è segno di un ostacolo. Del resto se i DS non volevano essere criticati dovevano scegliere un’altra città. I Fiorentini, si sa, amano criticare. – Fra i corridoi il più ricercato era Bersani, in sala la più acclamata mi è sembrata la Finocchiaro. – La storia che ha raccontato D’Alema, di quando lui e Mussi presero la motocicletta per andare su un monte per prendere una decisione importante, mi ha fatto empatizzare molto per loro. Anche io infatti spesso prima si prendere una decisione importante prendo la Vespa e me ne vado in cima alla Secchieta (da qui si evince come d’inverno non prenda decisioni importanti). Credo però che Mussi abbia venduto la sua moto. Riguardo alla decisione del suo gruppo trovo adatte le parole che Beccantini ha dedicato all’Athletic Bilbao “Si è inventato un futuro che non ha futuro, se non nel concetto estremo e talvolta estremista della diversità….: rinunciare ad essere grandi per non rinunciare, mai, ad essere se stessi”. La scelte del Bilbao (per i non calciofili, il Bilbao gioca da sempre con calciatori esclusivamente nati nei Paesi Baschi), come tutte quelle che richiedono coraggio, non possono che suscitare ammirazione. Però c’è vita anche oltre la poesia, e quest’anno il Bilbao dopo oltre cento anni di storia rischia di retrocedere.. – Al congresso c’è stato spazio anche per qualcosa di comunista: i taxi collettivi all’uscita del Mandela Forum.
Il congresso della Margherita invece ho potuto seguirlo solo via Internet e via Radio. La pigrizia mi ha lasciato a casa, ed ho anche perso l’occasione di vedere Cinecittà. L’ultimo congresso della Margherita infatti si è svolto proprio negli studios. E’ finito il Grande Fratello e poche ore dopo la Margherita ha iniziato il suo congresso.
Quelli sotto sono due fra gli interventi che ho apprezzato di più. Quello di Gentiloni è solo una parte (purtroppo youtube ha il limite dei 10 minuti)

Se qualcuno vuole vederlo per intero può andare qui, dove trova tutti gli interventi.
Qui invece ci sono i video del congresso DS.
Ora inizia la fase costituente. Quindi, fra circa un anno, dopo una fase di coinvolgimento popolare, ci sarà il primo congresso del Partito Democratico. Quello che mi auguro è un congresso dove parole come “transizione”, “crisi”, “ricambio generazionale” siano utilizzate con più parsimonia e un congresso dove ci sia meno analisi e più proposta. Se sarà così vuol dire che la strada imboccata questo weekend è quella giusta.

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PoloniaUkraina - Italia: 8 -4

by Franco Bellacci

Se gli Europei del 2012 fossero stati assegnati all’Italia , molti avrebbero rivendicato meriti, avrebbero sottolineato la bontà delle loro azioni, la giustezza della strada intrapresa, insomma secondo i vari Matarrese, Abete, Melandri, Carraio sarebbe stata la loro vittoria.

Gli europei del 2012 però sono stati assegnati all’alleanza Polonia-Ukraina, dico Polonia e Ucraina non all’Inghilterra del modello inglese da importare.

Quindi invece di una vittoria per molti signori, sempre quelli, è una sconfitta. Vuol dire che all’Uefa le decisioni prese non piacciono e la strada intrapresa non è quella giusta.

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Radiare la Juventus?

by Franco Bellacci

Cosa dobbiamo fare con la Juventus? Vorrei soprattutto chiederlo ai Tifosi juventini, a quelli con la T maiuscola, che credono nei valori positivi dello sport. Valori che la dirigenza juventini dalla metà degli anni ‘90 fino alla scorsa estate ha ignorato.

Poche settimane fa infatti la Cassazione ha di fatto confermato la tesi della procura della Repubblica di Torino: negli anni che vanno dal 1995 al 1998, molti calciatori juventini sono scesi in campo dopati (per la verità non importava la Corte di Cassazione, era sufficiente applicare le norme in vigore per il ciclismo).

Poi, esaurita la vena farmaceutica, i dirigenti juventini hanno spostato la loro attenzione verso la classe arbitrale. Non contenti di godere i vantaggi della storica “sudditanza psicologica” hanno strutturato un sistema per assoggettare ai loro desideri la classe arbitrale. Per cui dove non arrivava la giocata di classe dei calciatori bianconeri, c’era sempre il fischio benevolo di un arbitro o la bandierina di un guardalinee pronta a correre in soccorso. A tutto questo, c’è da aggiungere il dominio (non da soli per la verità) sulla lega calcio, con la quale hanno gestito la totalità delle risorse televisive destinando a loro quasi tutto e le briciole a chi si era assoggettato.

12 anni dunque dove lo sport è stato umiliato. 12 anni sono una generazione di tifosi ingannati che si sono emozionati per un gioco fasullo come una banconota da un euro.

I primi ingannati sono proprio gli juventini onesti, poi gli altri.

Cosa si può fare ora per restituire della speranza ai tifosi? Ora che la vicenda degli arbitri torna alla ribalta: radiare la juventus? cancellare il loro albo d’oro? un’altra retrocessione?

A me, che però juventino non sono, pare obiettivamente troppo, perchè colpisce appunto anche la parte sana della juventus, i loro tifosi onesti.

Per me i loro scudetti finti, le loro coppe di cartone, i tifosi conquistati con l’inganno ecc. possono tenerseli. Io, come tutte le persone a cui danno un senso il termine sport, so che valore hanno.

Mi basterebbe una lettera. Una lettera dall’attuale dirigenza, in cui ci sia solo scritto una parola “scusateci”.

Poi possono tornare tranquillamente in serie A.

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Da Diamanti non nasce niente

by Franco Bellacci

Ilvo Diamanti sarà pure bravo, ma quando scrive di calcio i suoi pezzi sono un esempio di faziosità rara. La sua tesi è semplice: la juventus è stata l’unica squadra a pagare e averla iscritta alla serie B è stata una disgrazia per il calcio italiano, rendendolo meno competitivo, meno interessante, più brutto e più povero.
La scarsa competitività, la deduce dal fatto che l’unica squadra italiana ad aver raggiunto la semifinale di Champions Legue è il Milan. Forse non è un gran risultato per il calcio italiano, ma è lo stesso, con la stessa squadra oltretutto, degli ultimi anni. Tre anni fa invece nessuna italiana superò i quarti di Champions Legue, ma questo il Diamanti lo tace. Inoltre che dovrebbero dire in Spagna, dove non hanno neanche una squadra in semifinale? Quella Spagna poi, dove sono andati a giocare 4 fra i più significativi rappresentanti della diaspora juventina.
C’è poi l’aspetto della popolarità del calcio, la juve, che secondo lui ha il 40% dei tifosi in B, ha allontanato i tifosi dagli stadi. Se le cose stessero come scrive lui, che gli il 40% dei tifosi sono juventini e che il juventini non seguono la A, è evidente che negli stadi, rispetto all’anno precedente, le presenze dovrebbero essere calate del 40%. Ovviamente non è così, nonostante che molte partite siano state giocate a porte chiuse ed altre siano state riservate ai soli abbonati La verità è che il calo delle presenze negli stadi è un fenomeno in corso da anni e precisamente quando il campionato è diventato una questione a 2. Sulla questione delle tv non so molto, se non che Sky è entusiasta dei suoi dati d’ascolto della domenica pomeriggio.
La parte inaccettabile dell’articolo però non sono l’elevato numero di inesattezze, e neanche la forzatura degli argomenti per avvalorare le proprie tesi.
La parte intollerabile è la falsità di fondo che impregna l’articolo: il voler raccontare che la juventus è in B a causa della cattiveria di milioni di antijuventini. Non è così. La juve è in B a causa dei suoi ex dirigenti che, insieme ai loro complici, hanno ridotto il campionato italiano, quello sì di tutti i tifosi, ad una “cosa loro”, dove potevano determinare successi ed insuccessi a loro piacimento. A impoverire il campionato italiano è un sistema di regole, volute da queste persone, ed ottenute con i ricatti e le prepotenze, che hanno spaccato il campionato creando gruppi di squadre con valori diversi e distanze abissali e che rendeva impossibile tentare di vincere il campionato a tutte le squadre meno 2. Ma questo, agli juventini come Diamanti fino a che ne hanno beneficiato non interessa.

il codice di comportamento

by Franco Bellacci

Quando mi trovo in treno, o al bar, piuttosto che allo stadio, per parlare con qualcuno non pretendo che prima mi esibisca i suoi documenti. Ci parlo se è una persona stimolante ed educata provo a portare avanti la conversazione, se è un villano la mia preoccupazione è chiudere la conversazione. D’altro canto se mi trovo di fronte uno incappucciato, e questo sostiene che per dialogare non può mostrare la sua faccia, qualche dubbio sul proseguire mi viene.
La questione dell’autenticazione e dell’anonimato su internet, io l’affronto così.
Diverso invece deve essere l’approccio per siti istituzionali, di società, enti ecc..
In questo caso credo sia corretto che ogni singolo contributo debba essere identificato. C’è differenza infatti fra un sito personale ed un sito di rappresentanza. Quando infatti io visito uno di questi siti, tutto quello che non è sottoscritto, secondo me, è rappresentazione del pensiero di chi guida quell’istituzione.

il nostro uomo ICE

by Franco Bellacci

Qualche settimana fa si è parlato molto del numero ICE da inserire nella rubrica del cellullare. ICE è l’acronimo per In Case of Emergency, in pratica è il numero che in una situazione, appunto, di emergenza, i soccorritori dovrebbero contattare.
Al della fondatezza della notizia, quando la notizia iniziò a circolare io non avevo dubbio su che numero inserire, che poi è lo stesso che avrebbero inserito molti altri miei amici. Sì perché c’è un gruppo di persone, che se ha non un’emergenza, ma anche un semplice problema chiama sempre la stessa persona: serve un furgone? a tutti viene in mente lui. C’è un problema informatico? Gli altri chiamano lui (io di solito faccio da solo). Serve una spezia particolare per una cena dove dobbiamo fare colpo tipo il pepe del Kentucky? prima di tutto chiamiamo lui.
Il video qui sotto lo ritrae in un’attività nuova, nata sempre per un’esigenza. Al gruppo infatti mancava uno che sapesse usare le bandiere e per questo non ha esitato ad abbandonare la chiarina.

Non c’entra nulla con il resto. Come si può vedere al minuto 4,18 del video, il gruppo, oltre all’indifferibile obbligo morale e storico di dotare di cappello le chiarine, ha chiaramente bisogno di un palafreniere.

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Oggi, nel tardo pomeriggio “tempo di percorrenza Incisa – Firenze sud 82 minuti” in pratica quasi 5 minuti a chilometro, poco più di 200 metri al minuto Ad aver fiato si faceva prima a piedi.

messaggio

by Franco Bellacci

sms da parte di G (il viola pazzo per Totti) “giriamoi nostri cuori verso l’Old Trafford, per mandare a Francesco il nostro tumtum d’amore, che lui trasformerà in magia”

chi paga, paga!

by Franco Bellacci

Nel video la curva Fiesole in Fiorentina Ascoli. E’ un video brutto, non guardatelo. E’ brutto soprattutto perché non ci sono striscioni.
Fra le misure del cosiddetto decreto antiviolenza, infatti, c’è quella che prevede l’autorizzazione preventiva per l’esposizione degli striscioni.
Una misura quindi che impedirà la visione degli striscioni violenti, razzisti, politici, stupidi, insulsi e geniali tipo il “siete più brutti della multipla mostrato agli juventini in un Fiorentina – Juventus nel dicembre 1998.
Il punto però, tutto sommato, non è riguarda neanche gli striscioni, ma il metodo secondo cui di fronte ad un fenomeno negativo (enon c’è dubbio che l’esposizione di striscioni che incitano alla violenza, striscioni razzisti o a sfondo politico, siano fatti negativi) non si interviene con il bisturi, ma con l’accetta. Un metodo quindi dove la maggioranza dei giusti paga per i pochi peccatori. Un metodo, secondo me, pericoloso, perchè è figlio di logiche perverse. Perchè non c’è fa differenza fra chi sbaglia e le persone corrette. Parole come educazione, prevenzione, punizione giusta perdono di significato, perché qui si adotta il metodo Sansoniano dove tutti devono morire.
E la cosa peggiore è che nessuno sembra colpito, del resto, come si dice, in Inghilterra mica vanno allo stadio con gli striscioni.
Come nessuno si è scandalizzato del fatto che qualcuno ritenga normale proporre come antidoto agli incidenti del sabato sera il blocco del traffico privato di auto.
Giusto per far risparmiare la fatica di pensare, propongo un po’ di soluzioni: abolire i bagni in mare, perché risolvere il problema legato alle 3 ore di digestione. Abolizione dei mezzi pubblici per eliminare il fenomeno dei ritardi. Chiusura di tutte le scuole per far azzerare le allarmanti cifre dell’abbandono scolastico.

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messaggi

by Franco Bellacci

Messaggio letto su pannello in autostrada” pedoni fra Firenze Certosa e Firenze Sud”

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quando vale ascoltare

by Franco Bellacci

Domenica è Pasqua, a Firenze ci sarà lo scoppio del carro. Molti sgomitano per riuscire a vedere la colombina che colpisce il Brindellone e quanto segue.
Però c’è un modo decisamente migliore per godere di questa storica tradizione.
Il consiglio è quello di andare in Duomo alla messa delle 11, oppure se si vuole evitare il rito religioso si può sempre entrare dalle porte laterali verso le 11,40. Quindi , bisogna accomodarsi in una delle ultime file, non preoccupatevi c’è posto. Ebbene quando il carro inizierà a scoppiare, appunto, il rimbombo del Duomo regalerà ai presenti che si limitano ad ascoltare un emozione decisamente maggiore – indimenticabile – di quelli che appunto pensano che uno spettacolo sia essenzialmente una questione che riguarda gli occhi.

i giovani

by Franco Bellacci

Qualche giorno fa sono stato in una scuola superiore della città per parlare di immigrazione e integrazione. La scuola vuole affrontare i temi di attualità che non fanno parte del programma. L’idea, lo confesso, mi piaceva molto. Anche se poi sono bastati pochi minuti per confermare quello che temevo, gli adolescenti (è giusto definire così i ragazzi da 15 a 18 anni?) hanno una percezione assolutamente deformata del fenomeno, visto che per buona parte loto lo conoscono solo per le vicende di cronaca.
D secondo voi quanti cittadini stranieri risiedono a Firenze?
R 100.000
D perché tante persone decidono di emigrare dalle loro terre?
R perché qui possono fare quello che vogliono
Oltre a varie considerazioni su questo tono “Non pagano le tasse”, “hanno leggi di favore”, “bisogna rimandarli indietro con le barche perché ormai son tutti qui e nelle loro terre d’origine non c’è più nessuno”, “rubano stanno a Sollicciano 10 giorni, mangiano a scrocco, li mandano fuori, rirubano ecc. ecc. ”
E’ normale, pensavo, se nessuno prova a spiegargli il fenomeno, loro conosceranno quello che vedono, e quindi è comprensibile anche il sentimento di paura, che molti di loro mostrano di avere. Per questo, pensavo, che questi incontri sono importanti. Perché almeno qualcuno gli dirà che c’è anche altro.
Quando però, dopo questa frase “….perché quando è caduto il muro di Berlino il mondo è cambiato” hanno interrotto per dire “…come mai la caduta di un muro è così importante, cosa è successo?” Mi sono convinto che non è solo un problema di scarsa percezione, ma è un qualcosa di più profondo.
Prima però di dare giudizi definitici, ho provato a relativizzare, ho pensato agli eventi più importanti accaduti qualche anno prima della mia nascita. Quindi ho tentato di ricordare quanti ne conoscessi ai tempi del liceo. Obiettivamente non sono stato in grado di ricostruire il tutto, quindi i giovani vanno assolti. Però il dubbio che abbiano da costruirsi una base di conoscenza solida, mi è rimasto.

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