Fiorentina Roma: 3 cose
by Franco Bellacci- Published:Marzo 18th, 2007
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- Category:calcio
- Tutto sommato non è sempre colpa di Moggi. Su Paparesta infatti non ha sbagliato lui chiudendolo a chiave nel cesso, la colpa è di chi lo ha riaperto. E su questo credo si possa essere tutti d’accordo, perché durante la partita si lamentavano dell’arbitro anche i dirigenti della Roma.
- Quelli che cantavano “popopopopo…. giallorosso bastardo…” si saranno divertiti a farlo di fronte ad una curva, quella giallorosa desolatamente vuota? Secondo me no, non è divertente.
- Ieri Radio Radicale ha trasmesso il dibattito avvenuto al Senato sulla conversione del decreto antiviolenza. Durante la discussione tutti insistevano su un concetto, che è necessario “riportare le famiglie allo stadio”. Nulla di nuovo, da tempo è diventato una sorta di mantra, detto e scritto talmente tante volte che su google la frase “riportare le famiglie allo stadio” dà 198.000 risultati. L’obiettivo è chiaro, ed io mi chiedo perché? a parte che il concetto di “riportare le famiglie negli stadi” presuppone un periodo passato in cui le famiglie andavano allo stadio. Periodo che io, che frequento gli stadi da poco più di 20 anni, non ho vissuto e che sicuramente è successivo agli anni ’60 altrimenti Rita Pavone non avrebbe avuto motivo di rammaricarsi del fatto che lei, donna, alla partita di pallone non veniva mai portata. Ci saranno mai state le famiglie allo stadio. A prescindere da questo, perché è così importante che le famiglie vadano allo stadio? Mi piacerebbe parlarne con il primo che ha enunciato questo obiettivo per capire il senso. Io, dico la mia, sono una persona che ha un grande amore per la condivisione, ma non ho mai pensato di andare con la mia famiglia al completo allo stadio. Come pure non ho mai sentito nessuno dire “come sarebbe bello essere qui con tutta la mia famiglia” Penso che l’obiettivo di rendere gli stadi luoghi sicuri sia sacrosanta, per questo non mi piace la strada intrapresa perché è evidentemente sbagliata, non credo però che la priorità di portare le famiglie abbia tutta questa importanza. Poi può darsi che mi stia sbagliando, e che quando gli stadi saranno pieni di famiglie, saranno anche più belli. Sicuramente sarò più rinfrancato perché vedere che ci sono tante famiglie che possono spendere 100 euro per un paio d’ore di spettacolo è sicuramente un buon segno.
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6 Commenti
Franco, non ti formalizzare troppo. Riportare le famiglie alli stadi è lo slogan poverello del giornale sportivo, che spesso è di livello basso. Peggio ancora se parliamo di radio o tv locale. Se all’immagine della famiglia che si reca allo stadio come a un picnic sostituisci quella più consona del tifo popolare, credo che tutto torni un po’ di più.
C’è anche, di gran moda, il confronto tra il civilissimo popolo del rugby e l’incivile popolo dello stadio. Io mi sento popolo dello stadio e non ho mai neanche immaginato di fare alcunché d’incivile. Però c’è chi ha occupato lo stadio, a Roma più che altrove, ma non solo a Roma. Fare spazio al tifo popolare significa chiederlo indietro a chi se n’è appropriato. Bisogna vedere, poi, chi va a eseguire l’esproprio, sic
riportare le famiglie alli stadi è bellissimo, comunque, ci farò un titolo
e se riportassimo le famiglie al mare?
quella del mare e quella del pallone sono stagioni diverse, a parte questi anni bui che non esistono più le mezze stagioni
Paparesta con il Toro è stato inguardabile… ma anche qualche guardalinee non scherza…
“Riportiamo le famiglie al mare” se lo sente Casini lo utilizza per la prossima campagna del CDU.
Pank, infatti finchè lo leggevo e sentivo nei dibattiti tv, non ci avevo neanche fatto caso, è stato sabato mentre escoltavo il dibattito parlamentare, che sentendolo di continuo come una litani, mi sono chiesto il perchè.
Poi è ovvio che sono d’accordo con l’0biettivo di restituire una dimensione tranquilla agli stadi e all’andare alla partita. Penso però che si stiano utilizzando mezzi sbagliati e forse anche parole d’ordine poco consone.
Io comunque sono favorevole a (ri)portare le famiglie negli stadi, al mare, ai circhi, a pescare le anguille, nelle discoteche e anche ai concerti di Marlyn Manson.