funghi killer

by Franco Bellacci

scaldapatioQualche giorno fa ho letto l’articolo di Leo Hickman sul penultimo numero di Internazionale, dove ha affrontato la questione delle stufe per esterni, quelli che io ho sempre chiamato banalmente “funghi”, ma che nell’articolo venivano definite più professionalmente “scaldapatio”.
Macchine che inquinano come un autocarro lanciato ad alta velocità, ma che a differenza degli autocarri non hanno nessun filtro, per dare un’idea riprendo due frasi dell’articolo: “avrebbe più senso stare in giardino con l’asciugacapelli puntato addosso”, “è difficile immaginare un prodotto più inutile e dannoso per l’ambiente”.
Nell’articolo però ci sono anche dei numeri, relativi alla Gran Bretagna, dove sono attive circa 700.000 stufe per un consumo tra i 950 e 1.770 gigawattora che equivalgono a 200.000-380.000 tonnellate di emissioni di anidride carbonica.
Se queste numeri vi spaventano, non preoccupatevi, avrete la vostra vendetta, perché quando gli scompensi climatici avranno riscaldato a dovere l’ambiente, i funghi non serviranno più e i loro produttori falliranno tutti.
Questo però è un discorso a parte.
Dunque, ho fatto due conti, con tutta l’approssimazione del caso e considerando un uso di 6 mesi l’anno, ho calcolato che ogni giorno un fungo emette circa fra i 2 chili e mezzo e i 3 chili di emissioni di anidride carbonica.
Considerando che in Italia questi macchinari hanno preso campo con il divieto di fumo nei locali, mi chiedo se alla fine, ne sia valsa la pena? E se, tutto sommato, non era meglio la seccatura di avere un fumatore vicino che almeno colpiva direttamente, piuttosto delle subdole emissioni di anidride carbonica?

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