pensando ad altro
by Franco BellacciCattive è un bella lettura. Una di quelle letture che anche i lettori pigri, su cui posso parlare con cognizione di causa, abbandonano con dispiacere.
Si tratta di 26 storie che raccontano di circa 30 donne che hanno ucciso. Ucciso in periodi diversi, per i motivi più diversi: vendetta, paura, aspettative tradite, per la paura di perdere la propria maschera, per un furto o per amore.
Tutte le storie sono raccontate con precisione e puntalità, senza le banalizzazioni o le semplificazioni, che stereotipizzano la realtà riducendola in due soli colori. In queste storie non sempre le vittime suscitano pena e le carnefici disprezzo. La realtà può essere tale, da suscitare i sentimenti più diversi, perchè il male non necessariamente sta dalla parte di chi spara, o comunque solo da quella.
Per inciso, questo non vuol dire, che se qualcuno vi sta sull’anima o vi ha fatto un torto io vi stia invitando a farlo fuori. Anche perchè pur avendo tutte le ragioni morali, sareste comunque condannati e quindi della mia eventuale comprensione ve ne fareste molto poco. Tornando al libro (dove è bene che gli omicidi rimangano confinati) si tratta quindi di una parte della storia d’Italia, che credo sia utile conoscere, perchè racconta una realtà del nostro paese, che le grandi vicende, quelle che tutti conosciamo, o almeno dovremmo conoscere, finiscono solo per sfiorare.
Concludo con una considerazione che per me rimane un mistero, sulle le ragioni che possono spingere ad fare un lavoro del genere, che, sono certo, ha richiesto una ricerca faticosa e lunga. L’impresa mi sembra essere stata così impervia che non riesco neanche a formulare un ipotesi.













1 Commento
che onore… grazie!!