Ed è sicuramente quello che ha scattato la foto dell’ultima cena.

repubblica e i 13 apostoli

Il trafiletto sopra è tratto da Repubblica di oggi, se Dan Brown l’ha letto, sono certo che è roso dall’invidia, che un’idea così non l’aveva avuta neanche lui.

Quando la discussione cade lì “su Berlinguer ti voglio bene”, ci capiamo tutti, cinquantenni, quarantenni, trentenni. Quel film, quei modi di dire, le citazioni hanno attraversato le generazioni o ognuno se le è fatte proprie. Probabilmente il quasi cinquantenne un po’ fanatico, dirà che comunque che il nostro è un apprezzamento di maniera, che comunque non possiamo comprenderlo appieno perché quel film non è rivolto a noi under 40, ma a loro perché parla a loro, anzi sono loro “quelli lì, siamo davvero noi!
Comunque sia, è evidente che i riferimenti culturali, quando sono significativi attraversano le generazioni. Se questo è vero però, è una delusione vedere il film “scrivimi una canzone” insieme ad una under 30. Già dalla sigla iniziale, il video-parodia (che però sembra più vero di quelli veri), sarà molto apprezzato dall’over 35, mentre l’under 30 lo vedrà come può vedere una puntata dei pronipoti o gli antenati di Hanna e Barbera, come qualcosa di divertente, ma che non ha nulla a che vedere con il mondo reale. Ora, io non so esattamente cosa vuol dire tutto questo e perché una frase come “il prossimo che dice leccamelo, lo sfondo” attraversi le generazioni, mentre il ballo degli Wham e le pettinature dei Duran Duran rimangano patrimonio esclusivo di chi l’ha vissuta in prima persona? Se però la questione sta nei termini di come li ho compresi io, cioè che la musica degli ’80 è una nostra esclusiva, mi dico che poteva andarci anche un po’ meglio.

la ri-partenza

by Franco Bellacci

Il calcio che riparte, quello che ha come obiettivo di riportare le famiglie dentro gli stadi, utilizza qualche tonnellata di ferro in più, per costruire le barriere, che è la prima condizione per rendere gli stadi luoghi sicuri ed accoglienti. Quindi utilizza tecnologia, informatica, telematica e meccanica, per ottimizzare l’uso del tornello (quando quella biometrica sarà alla portata delle nostre questure avremo fatto bingo!).
Poi, dentro, in attesa delle famiglie, ci sono tanti posti vuoti, evidentemente sono scomparsi i single e i conviventi. Oltre a loro mancano i colori, quelli di chi va in trasferta, dove c’erano gli ospiti, c’è solo il grigio del cemento.
In tutto questo, di buono, c’è che sono scomparsi i botti.

partenza

by Franco Bellacci

Più che per curiosità che per piacere e con lo stesso entusiamo con cui potrei andare dal dentista per togliermi un dente del giudizio sto per andare allo stadio.

Secondo me

by Franco Bellacci

Ieri è stato un brutto giorno per il centrosinistra. Ora speriamo che qualcuno recuperi la ragione, perchè da da domani potrebbe essere brutto per tutto il paese.

ottimismi

by Franco Bellacci

In vista dell’affascinte Roma – Lione, ho chiesto al mio amico G., il viola fanatico di Totti, se fosse preoccupato. Questa è stata la sua risposta “i Lionesi potranno pure insegnarci a costruire la TAV, ma se parliamo di calcio in cattedra ci sale Francesco”

film

by Franco Bellacci

Di Bobby, il film, sapevo solo che riguardava la storia di Robert Kennedy e niente più. Tutto sommato, mi sembrava un motivo sufficiente per andare a vederlo. In pratica il film racconta le storie di alcune persone che si trovano il 4 giugno del 1968 nell’Hotel Ambassador, il quartier generale di Kennedy: dalla cantante in declino, al cameriere immigrato, passando per il direttore, i giovani attivisti, un paio di vecchi portieri ecc. ecc..
Un affresco del ‘68. Un cast stellare per storie assolutamente normali e come tali assolutamente noiose.
Dopo, uno può anche essere contento di averlo visto, ma quelle due ore passano con la stessa velocità di una coda alla posta.
Nonostante questo non lo sconsiglio, però un questo consiglio seguitelo, se volete vederlo andateci da soli, se invece andate in gruppo, fate in modo che sia qualcun altro a sceglierlo, perchè la frase più probabile che verrà rivolta a chi ha scelto sarà “te i film non gli scegli più!”.
Se avevate in mente di andare a vederlo e il post vi ha fatto cambiare idea, consentitemi un consiglio “thank you for smoking”, lo trovate nei videonoleggi, è un film divertente e assolutamente non banale.

alluminio sostenibile

by Franco Bellacci

bici costruita con lattine da 33 clCome spesso capita le cose più importanti si scoprono per caso. Ad esempio, per puro caso, tempo fa ho scoperto che le lattine da 25 cl, quelle che di solito si trovano nei distributori automatici, non sono “ecologicamente sostenibili”. Una tesi supportata anche da una formula matematica, che, almeno al telefono, sembra molto complessa e che ora non saprei riportarvi. Mi ricordo che sul momento, mi complimentai mentalmente con chi produceva la DAB, che da lungo tempo, sicuramente prima che i concetti di sostenibilità ambientale fossero applicati alle lattine, avevano superato alla grande lo standard minimo, con la loro lattona da 50 cl.La cosa poi la dimenticai, qualche giorno però mentre ero alla ricerca di un bagnoschiuma l’occhio mi è caduto, su delle lattine marchiate fresh and clean, quelli che un tempo c’erano quando non c’era l’acqua e che ora vogliono esserci anche con l’acqua evidentemente. Ebbene si tratta di lattine con un tappo in testa e da 25 cl.
La questione è questa, siccome “l’esperto” passa anche da questi parti, mi piacerebbe una risposta, posso procedere all’acquisto, oppure lascio perdere?

Tornelli e area prefiltraggio alla Salerno-Reggio Calabria

speranza

by Franco Bellacci

Oggi ho scoperto che:

  • secondo un sondaggio (che spero sia stafo fatto da quello che realizzò gli exit-poll delle ultime politiche) l’87% degli italiani condivide il daspo preventivo;
  • che gli statunitensi non voterebbero mai come Presidente un fumatore;
  • al Viminale c’è un uomo che ha un rapporto sempre più difficoltoso con la realtà;
  • la Melandri nega di aver passato l’ultimo dell’anno dove è effettivamente stata.

Spero di svegliarmi domani e vedere in cielo un astronave e una scritta “terrestri: abbiamo conquistato il vostro pianeta!”
“P.S. Non siamo brave persone”

la fiction rai

by Franco Bellacci

Ho visto la fiction su Pantani. Non è stata terribile come mi aspettavo, è vero che la carriera è stata raccontata in modo un po’ troppo didascalico, come pure è altrettanto vero che è mancato il secondo grave incidente, quello del gatto. Ma, tutto sommato, era difficile in due ore inserire tutto.
Mi è sembrato onesto il modo di raccontare la vicenda sportivo-giudiziaria, hanno cercato di mettere tutti gli elementi di modo che ognuno potesse farsi la sua idea.
Impressionante la scena dell’uscita dall’albergo di Madonna di Campiglio, che è assolutamente indentica a quella vera, le stesse inquadrature dei tg, i carabinieri, la stessa espressione e le stesse parole.
Mi è piaciuto poi la scelta di trasferire nella camera d’albergo le scritte che fece nel passaporto e la scenza finale con i bambini che cercano di raggiungerlo. Anche se quelle maglie giallorosa erano terribili.
L’errore imperdonabile è stata l’assenza di Luciano Pezzi,l’ex gregario di Coppi, il maestro di Pantani, scomparso nel ‘98, di cui si avvertì la mancanza nei giorni successivi a Madonna di Campiglio. Forse lui con il suo carisma avrebbe convinto Pantani a risalire subito sulla bici e a partecipare al Tour.

sempre sulla notizia

by Franco Bellacci

Repubblica realizzato che quello che conta sono gli stadi, ha preparato una galleria fotografica degli stadi italiani presi dall’alto. Ovviamente usa google maps e non local live di Microsoft
il Franchi da google maps

Il Franchi da local live

ma, sopratutto, nella carellata, mostra come stadio di Torino il Delle Alpi che ormai è chiuso da giugno.

Fascisti su Marte

by Franco Bellacci

Ho ascoltato la conferenza stampa Amato, Melandri, Pancalli ecc. ecc. Ho capito questo: Pancalli non ha ancora deciso quando far ripartire i campionati giovanili e il torneo di Viareggio, mentre per tutto il resto, Arci, Anspi, Uisp, Campionato Primavera, Berretti, Dilettanti, Serie C, B e A, aspetta l’esito del Consiglio dei Ministri straordinario fissato per mercoledì prossimo. Esito che già dovrebbe conoscere, perché Amato e la Melandri quello che deciderà il governo lo hanno già detto. I due ministri l’hanno presa larga, Amato non si è risparmiato neanche una battuta, ma nella sostanza non si è capito quasi nulla.
Ad esempio dicono che d’ora in avanti sarà vietata la vendita in blocco di biglietti per i tifosi in trasferta. Però ogni tifoso potrà acquistare singolarmente il biglietto. Non hanno spiegato come. Continua il divieto d’acquisto il giorno della gara? I biglietti saranno venduti nella città della gara, oppure nella città della squadra ospite?
Questo aspetto tutto sommato è marginale, il punto cruciale è un altro: il Daspo preventivo. Da questo metà del titolo del post. Secondo Amato: “Il Daspo, il divieto cioè di entrare allo stadio, sarà sganciato dal presupposto di un accadimento di un reato. Sarà una misura di prevenzione, applicata anche ai minori”. Che vuol dire? Chi applica questa misura, chi è che decide preventivamente se uno può andare allo stadio oppure a pulire i cessi (è la novità): il Prefetto, il Questore, un Poliziotto, un Carabiniere, un Vigile Urbano e sulla base di cosa, di una sensazione? cosa deve fare uno per essere daspato preventivamente, un piccolo reato? basta essere un po’ maleducati? In un clima così isterico, io penso che se si risparmiavano questa misura avrebbero fatto miglior figura.
E infine, soprattutto, quando si giocherà, dove si giocherà? Siccome d’ora in avanti la priorità assoluta è la sicurezza, la scelta è di far giocare solo negli stadi che rispettano il Decreto Pisanu, che è diventato l’unità di misura della sicurezza (per questo l’altra metà del titolo del post), avremo un sacco di partite a porte chiuse. Se così stanno le cose, se domenica si gioca Inter – Roma, sarà a porte chiuse. Voglio vedere.

Alla domanda sul motivo perché esistano fenomeni violenti intorno al nostro calcio, la risposta, a mio avviso, è semplice. Chi aveva il potere di intervenire ha ritenuto che i costi in termine di ordine pubblico, di incidenti e danneggiamenti vari non fossero tali da richiedere un intervento risolutivo sulla questione. Per questo si è preferito interventi come quelli previsti dal “decreto Pisanu”, efficaci per indire conferenze stampe e creare disagi ai tifosi corretti, ma inutili verso i violenti. Se non dannosi come nel caso dei tornelli. Chiunque infatti abbia un minimo d’esperienza nel campo dell’ordine pubblico infatti vi dirà che i tornelli, in quella terra di nessuno che è il settore ospiti, con la situazione attuale, possono solo essere un pericolo.
Quello che invece le autorità si sono sempre guardate di fare è stroncare quella sorta di meccanismo premiante nei confronti delle tifoserie violente: Per loro infatti, nel nome dell’ordine pubblico, si è tolto il posto allo stadio ai tifosi che avevano acquistato il biglietto per fare posto a loro, si è spostato orari e sedi di partite. Come pure, in passato sono state iscritte squadre ai campionati che non avevano i requisiti per essere ammesse. In pratica, per le tifoserie corrette esistevano le regole, per quelle violente le eccezioni, ed erano eccezioni che avvantaggiavano chi agiva male o minacciava di farlo.
Che fare dunque? Una cosa semplice applicare le leggi che esistono già. Non serve nessuna legge speciale per punire gli atti violenti. Poi bisogna evitare l’errore della generalizzazione: “siamo tutti colpevoli”, “dobbiamo vergognarci” ecc.. Io non mi sento colpevole di niente, non ho nulla di cui vergognarmi, come me la stragrande maggioranza dei tifosi. Al di là di questo, occorre capire che un altro vantaggio di cui possono godere i violenti, è quello di potersi mimetizzare insieme agli altri. Non bisogna permettergli di nascondersi. Per questo l’ipotesi delle partite a porte chiuse è un errore clamoroso. Mette tutti allo stesso livello, fa pagare il giusto per il peccatore, e siccome non sta al giusto individuare il peccatore, il giusto darebbe al colpa al giudice, che non ha saputo fare il suo lavoro.
Se le autorità vogliono veramente sradicare la violenza, hanno l’occasione di farlo, hanno autorevolezza e l’opinione pubblica dalla loro. Questi crediti però rischiano di esaurirsi velocemente. Si preoccupino del risultato e lo facciano in silenzio, eviteranno così tentazioni pericolose.