Giorgio Bocca nell’Espresso in edicola questa settimana (quello con in copertina la confessione e nello sfondo una moltitudo di giovani dentro un sacco a pelo) scrive “avrò cambiato in questi anni sei o sette immigrate ai fornelli, ma un bollito cotto da bollito, piemontese o emiliano, non l’ho più mangiato, sempre stopposo, sempre cotto al punto sbagliato”.
Ma se gli piace tanto il bollito emiliano, non poteva assumere una cuoca di Modena, che così evitava di licenziare talmente tante persone da dover perdere il conto?
Che uno gli viene da chiedersi come siano andate le cose. Quanto tempo avrà impiegato a cambiarle? Poi queste sei/sette storie, come saranno andate?
L’immigrata, che assunta da un giornalista anche famoso, pensa finalmente di aver passato il peggio. Quindi l’incontro, Bocca che gli dice che per lui l’importante è che sappia cucinare il bollito. Piatto sconosciuto a metà degl’italiani figuriamoci ad un extracomunitaria.
La giovane ci prova, ma il risultato è quello che è. L’avrà licenziata subito, oppure avrà concesso una seconda chance?
Questo governo fa molte cose giuste a volte però la fa fuori dal vaso.
Uno di questi casi è il decreto che rende illegale negare l’olocausto.
Ho letto molti pareri, anche molto complessi, quasi tutti contrari. Una cosa di cui non so se rallegrarmi o meno, sono contento che molti critichino questa legge, mi rincresce che il nostro governo non abbia riflettuto nello stesso modo.
Per me la questione in realtà è molto semplice. La storia non si fa con i decreti, né con le leggi. La Storia si fa con la ricerca, la critica e l’analisi. Se oggi accettiamo questo principio, cioè che sia una legge a dirci cosa è esistito e cosa no, cosa è stato bene e cosa è stato male, domani una qualsiasi maggioranza potrebbe raccontarci il passato come preferisce e questo ovviamente è bene evitarlo.
Domani racconterò quanto è stato bravo il governo con le sue liberalizzazioni.
L’inverno sta per arrivare, la questione unabomber è entrata in un vicolo cieco, Erba è chiusa, Ronaldo e Oddo sono quasi del Milan. Se non spunta fuori qualche cane killer o una novità su Cogne, i giornali non avranno abbastanza notizie per le pagine che devono stampare.
Che mondo sarebbe fossimo tutti come Totti?
Un mondo di gente che sbaglia, , ma che poi è capace di fare autocritica e automultarsi.
Pensateci bene, uno passa con il rosso, riflette, fa autocritica, accosta la macchina e chiama i vigili “Buonasera, mi chiamo Franco Bellacci , sono passato con il rosso, sareste così gentili spedirmi a casa la multa?” Servirebbero molti vigili in meno (in linea con l’esortazione che ho letto oggi sulla spalletta di destra del Ponte San Niccolò “- vigili + sexy shop” , e diavolerie come telecamere e macchine fotografiche oggi utilizzate per registrare le infrazioni, verrebbero nuovamente convertite per un utilizzo artistico. Scomparirebbero i ricorsi, la giustizia accorcerebbe i suoi tempi diventando meno ingiusta
Per il divieto di sosta, la questione sarebbe ancora più semplice, basterebbe implentare i parcometri con una nuova funzione: divieto di sosta, appunto. Uno torna all’auto e vede di aver parcheggiato in divieto di sosta, si dirige al parcometro, fa ammenda e paga.
Se poi fossimo tutti come Totti, inoltre il nostro sarebbe un campionato molto equilibrato, con una gerarchia creata dalle sanzioni disciplinari, ma soprattutto molto tecnico e di grandissimo livello, ma con una nazionale senza calciatori.
Per gli appassionati del grande fratello, ma anche per i non appassionati, il grandioso video di Zoro
Da Repubblica apprendo che “ Moggi sale in cattedra e parla di educazione allo sport” e “Poi parteciperà alla inaugurazione del primo ‘Juventus Club Luciano Moggi’”
Dunque un preside di una suola superiore decide di sospendere l’attività didattica per attivare “una serie di lezioni dedicate all’approfondimento di temi culturali e di più urgente attualità.”
Dopo Moggi docente di educazione allo sport, mi immagino gli altri che seguiranno: Galeazzi parlerà di educazione alimentare, Sgarbi di buone maniera, Feltri di giornalismo sussurrato, Bill Gates di open source e Kim Jong-il di diritti umani.
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Sul fatto poi che stiano per essere dedicati 4 juve club a Moggi, ho poco sa dire. Ognuno i propri club li dedica un po’ a chi vuole, se ci sono juventini che ritengono giusto dedicarli a Moggi, penso che chi ha deciso questo ha un rapporto con il passato quantomeno imbarazzante. Per questo non li vorrei insegnanti di storia.
E comunque quando mi capiterà di vedere lo striscione “Juve Club Luciano Moggi” non penserò nulla in particolare dello striscione, di chi lo porta, invece, sicuramente sì.
Il dottore mi ha detto che sto bene, ma mi ha segnato dato due medicine, nonostante conosca benissimo la mia scarsa propensione ai medicamenti chimici, uno spray e delle pasticche gastroresistenti (che vorrà dire, che una volta che ti si piazzano nello stomaco rimangono lì a vita?)
Lo spray si contraddistingue per la scritta “doping” sulla scatola. Domani faccio un chilometro di corsa per vedere se le mie prestazioni sono migliorate.
Le pasticche ho la sensazione che mi facciano venire il mal di testa, però potrebbero essere anche i voli d’uccello che sto facendo da qualche ora su Firenze (segnalati dal Phibbi).
Ci sono un paio di lettori, amici miei, che apprezzeranno tantissimo il Banfi Blog.
Il Codice della strada è una legge dello stato, non una lista di consigli.
Questa frase che ai più apparirà ovvia e banale invece per molti dei miei quasi concittadini temo che suoni come qualcosa di rivoluzionario. E’ di ieri o ieri l’altro la notizia che circa 500 fiorentini hanno sottoscritto una petizione, con la quale chiedono di togliere da un semaforo, mi pare quello di Ponte alle Mosse, il “fotored”, cioè lo strumento che scatta una fotografia ai veicoli che passano con il rosso. Quando me l’hanno detto, credevo mi stessero facendo uno scherzo. Non una petizione, per una pista ciclabile, per avere più parcheggi, un’illuminazione pubblica migliore. Richiesta tutte legittime, ma quella la richiesta di poter passare con il rosso nell’ombra quella no, non è accettabile, e per certi aspetti è rivelatrice di un rapporto, quello fra cittadini e tessuto sociale, quantomeno da approfondire.
Certo anche l’amministrazione ci mette del suo, avesse reagito in modo diverso alla sentenza della Cassazione, ammettendo che forse che la zcs in certe zone della città è quantomeno una forzatura, avrebbe maggiore autorevolezza nel pretendere il rispetto del codice.
L’invito era così educato che non ho saputo dire di no, ho installato explorer7.
L’ho utilizzato troppo poco per dire se il cambiamento maggiore è per i navigatori che possono utilizzare uno strumento migliore oppure per microsoft che può ficcanasare meglio nei pc.
Dico solo che quando l’ho chiuso è partita una serie di errori, pari a quelli che possono fare Di Loreto + Pancaro in 90 minuti.
Vorrei chiarire, io non mi sento il classico utente madio microsoft, cioè quello che utilizza i loro programmi, ma ne parla malissimo. Io ho grande stima di Microsoft, conservo ancora i dischi da 5 e ¼ di Windows 1 e inoltre devo dire che quando mi capita di parlare con qualcuno di loro li trovo persone di rara educazione.
UPDATE siccome word pare proprio non tollerare il nuovo arrivato, ho allontanato il 7 e richiamato il 6.
UPDATE 2: anche se ie7 è stato allontato, word pare ancora molto provato. Ogni 20 secondi va in crash. Spero che il riposo faccia bene al programma.
E’ un post difficile. C’è da riprendere un filo interrotto per cui, non si può scrivere una fesseria qualunque. E questo, capirete, mi toglie quasi tutti i miei spunti.
In realtà, anche su precise sollecitazioni, volevo riprendere a scrivere post lunghi, seriosi e pregranti, che parlino di società che cambia, di Politica, di giustizia e ingiustizia sociale, di fotografia, è da tantissimo tempo che non faccio più un post sulla fotografia, di ciclismo e Toro.
Quindi carne al fuoco, ce ne è tantissima. Direi anche che ora che il filo è ripreso e quindi posso precedere. Nelle ultime settimane mi è piaciuto molto il post dove, chi voleva raccontava 5 cose di sé mai scritte prima.
Una buona idea, ecco il post. Dunque, vediamo. Una cosa che sicuramente non ho mai scritto qui, è che io ho una cosa in comune con Van Basten, il grande centrattacco olandese. Come lui ho le caviglie di cristallo, e quando mi capita di camminare per molto tempo, poi mi fanno male.