Si fa presto a dire Ciao

by Franco Bellacci

Per capire cosa realmente conta, bisogna pensarci poco. Quindi ecco il 2006, secondo me, con le prime cose che vengono in mente. Sicuramente è stato un anno imprevedibile.
Quanti un anno fa, avremmo immaginato quello che sarebbe successo? Certamente tutti, o comunque i più pensavamo che il centrosinistra avrebbe vinto le elezioni. Chi però pensava che avrebbe vinto con poco più di ventimila voti alla Camera e avrebbe preso la maggioranza al Senato con il voto degli exitaliani? A volte ripenso a quella serata e a quella notte e mi viene il patema, lo stesso che si è provato questi giorni a rivedere i rigori della finale mondiale, perché forse ogni volta anche a sei mesi di distanza non siamo sicuri di come sia finita. Già i mondiali, anche qui, non era mica facile indovinarla. Era possibile, ma solo i più ottimisti dicevano che l’Italia avrebbe vinto.
Se poi qualcuno un anno fa vi avesse detto che nel campionato 2006/2007 ci sarebbe stata una sola squadra piemontese in serie A? probabilmente avreste risposto che non sarebbe nulla di straordinario, se però avesse continuato dicendo che la squadra in A, sarebbe stata il Toro, forse questo lo avreste preso per matto. Invece avrebbe avuto ragione. Il Toro, dopo l’indimenticabile sera dell’11 giugno è in A, mentre la juve, per le gravissime colpe dei suoi ex dirigenti è in B. E questo, diciamo la verità, è stato il vero evento inatteso dell’anno. Forse più che la juve in B, il tentativo di ripulire un mondo sporco, quello del calcio italiano. Forse non ce l’abbiamo fatta del tutto, ma ora è un mondo migliore di un anno fa. A prescindere di dove si trovi la juventus ora.
Non tutto poi è stato una sorpresa. C’è stato Bettini, secondo il mio personale giudizio atleta dell’anno, grande ciclista ai mondiali, grandissimo uomo poche settimane dopo al Lombardia. Di converso c’è la vicenda oscura di Ivan Basso, dove ancora nessuno ha capito la situazione, se si tratta di un traditore dello sport o di uno sportivo tradito. Ci sono state altre belle giornate in questo 2006. Il salvataggio della Costituzione, ad esempio.
A livello cinematografico invece direi che è stato un anno deludente, ora non mi sta venendo in mente neanche un film indimenticabile (altrimenti ora lo ricorderei). A differenza della tv, che fra le altre cose, ci ha dato una giornata “5” di 24 assolutamente memorabile.
Pensando alle vicende della politica mondiale, mi viene in mente l’elezione di Micelle Bachelet in Cile, la conferma di Lula in Brasile e che fra 2 anni ci liberiamo di Bush. Poi come dimenticare le primarie francesi e Ségolène Royal, per settimane abbiamo parlato della portata di questo evento, che sicuramente è importante, però io tutte le volte che ci penso, dico anche che se in Italia il centrosinistra avesse fatto delle primarie e q queste avessero partecipato 250.000 persone, per mesi ci saremmo interrogati sul fallimento dell’iniziativa e di come non sappiamo coinvolgere la gente. I francesi invece no, hanno indetto, i candidati c’erano, i cittadini che hanno voluto partecipare lo hanno fatto, c’è stato un risultato e tutti felici e contenti.
C’è stato sicuramente tanto altro in questo 2006: “wii”, il 2 giugno che faceva freddo, un agosto con il tempo brutto e l’inarrivabile blog di Paolo Guzzanti e direi che può bastare.  Buon 2007 a tutti.

Auguri

by Franco Bellacci

Nonostante le tante cose da fare, sono un pieno spirito natalizio. Anche perché ciclicamente, mi rendo conto che è Natale quando:

  1. una sequela continua di pranzi, cene, brindisi e rinfreschi, mi fa sentire molto “panettone con le gambe”.
  2. i musulmani ti salutano con “buone feste!”
  3. durante l’ultima partita casalinga della Fiorentina prima di Natale. Questa ha bisogno di una piccola premessa. Dunque, a Firenze In tribuna autorità dello stadio principalmente ci sono 5 categorie di persone:

  • le autorità civili e militari, quelle religiose no;
  • i dirigenti delle due squadre.
  • quelli che hanno pagato per la tessera 12.000 euro;
  • gli sponsor
  • gli imbucati, presenti a vario titolo. Io, ovviamente appartengo all’ultima categoria, devo dire però che non c’è distinzione fra i gruppi che si mescolano abbastanza amabilmente durante l’anno. Quando arriva Natale però accade una cosa, che per me è diventato uno dei segni che è Natale. Accade che i paganti ricevano un omaggio da parte della società, che all’esterno consiste in una borsa di carta della società. Ecco, quando allo stadio vedo circa 40 persone, individuate con misteriosa precisione, con una busta di carta della Fiorentina, capisco che sta arrivando Natale.

Buon Natale a tutti!

albero di Natale

errori

by Franco Bellacci

Giovedì sono andato a Napoli, ho visto Secondigliano, Poggioreale e la periferia di Scampia. Luoghi che lasciano il segno. Tantochè sabato pomeriggio mentre stavo andando verso lo stadio in mezzo a quello che era stato definito “il giorno incubo per Firenze” a causa della partita di cartello, di Baglioni e dello shopping natalizio, a me sembrava che il traffico fosse scorrevolissimo. Detto che poi, a me, non è sembrato il traffico il problema maggiore di Napoli.
Questo però mi serviva solo per contestualizzare. La questione che volevo sottolineare è un’altra.
Verso la fine del pranzo, quando è stato il momento dei dolcetti, sono stato invitato dai locali ad assaggiarli un po’ tutto. Un invito di quelli a cui non puoi dire di no, che poi ti sembra di essere maleducato. Quando mi sembrava di aver fatto tanto, mi dicono “e la sfogliatella? non andrà via da Napoli senza aver assaggiato la sfogliatella”. Io sfinito, prima che iniziare una replica, che avrebbe prolungato una discussione senza speranza, ho accettato l’invito. E meno male. Fino a giovedì infatti, la sfogliatella pensavo fosse una sorta di sorella povera del croissant, qualcosa che ti spariva fra la bocca in modo floscio. Che errore.
38 anni senza aver mai preso una sfogliatella, questo è essere coglioni, altro che votare il centrosinistra. A questo punto, ho il dovere morale di rifarmi.

Le indagini per  capire, se la zona dove insiste casa che vorrei acquistare sarà preso raggiunta dal segnale adsl, proseguono. Ecco gli aggiornamenti.
Assessore comunale alle nuove tecnologie, interrogato mia amica, tale MP, ha risposto con queste parole “l’adsl arriverà via etere entro un mese e mezzo.”
Il responsabile dell’azienda che sta realizzando il progetto provinciale, contattato personalmente, mi ha detto che la loro priorità è la copertura delle zone industriali non raggiunte dal segnale.
Il Sindaco, che ho incrociato sabato, mi ha detto che molto presto arriverà il segnale Telecom.
Insomma, c’è molto ottimismo istituzionale, anche se forse le idee non sono chiarissime.
Stefa che ho trovato a Firenze venerdì, invece mi ha parlato molto bene di skypho, a dispetto del nome infatti pare funzioni molto bene, lui lo utilizza in quel di Vaggio. A dire la verità la pagina che illustra la copertura non è di lettura immediata, non si capisce se il segnale è disponibile ovunque o meno. Stefa sostiene di sì.

una modesta proposta

by Franco Bellacci

Quando ero giovane, determinato e, soprattutto con molte più certezze di ora, ero convinto che se le persone non si adeguavano di buon grado a norme/regolamenti ecc. dovessero essere le persone ad adeguarsi.
Con il tempo e la perdita di tante certezze, ho capito che questo approccio ha dei limiti, e che se le persone non si adeguano è molto probabile che non siano loro ad essere sbagliate, ma i regolamenti, che forse devono essere adeguati.
In particolare sto pensando all’ammonizione per i calciatori che si tolgono la maglia dopo aver segnato. Il regolamento lo vieta, c’è un provvedimento disciplinare conseguente, ma è tutto inutile. I calciatori, dopo aver segnato, si vogliono togliere la maglia e lanciare il loro messaggio al mondo “Ciao Mamma”, “auguri figlio mio”, “ gigi , dove andiamo a cena?”, “Amore, è per te!” tanto per citare alcuni esempi.
Quindi forse è il caso di modificare approccio, prima che i tanti appelli rivolti agli arbitri su questo tema di utilizzare il buon senso, che vuol dire di ammonire solo qualche volta, colgano nel segno e creino anche situazioni di disparità. Io ho una proposta: i calciatori possono togliersi quello che vogliono dopo il gol, nessuna ammonizione, ma a fine partita tutti i calciatori vanno a centrocampo e mostrano i messaggi che non hanno avuto l’onore di apparire.

approcci diversi

by Franco Bellacci

Come sanno tutte le persone con cui ho un po’ di relazione in questo periodo (nel senso che sto sfracellando le palle un po’ a tutti quelli che incontro), in questo periodo ho il seguente dubbio: “ha senso comprare nel 2006 una casa in una zona non raggiunta dall’Adsl?”.
Ebbene, mentre oggi continuavo a pormi la domanda, ho realizzato un approccio totalmente diverso al problema a seconda del sesso degli intervistati. Dagli uomini non giunge mai una risposta netta, ma solo riposte del tipo: “boh”, “fai te”, “interessati per capire quando arriverà!” ecc. dalle donne invece arrivano quasi sempre risposte nette, anche di segno diverso, ma chiarissime da “non comprarla assolutamente!” a “ma, che cazzo te ne frega dell’Adsl”.

pazienza e previsioni

by Franco Bellacci

Vi ho già raccontato del mio amico G., il tifoso viola che ha eletto come mito vivente Francesco Totti. L’ho incontrato qualche giorno fa, pensavo fosse molto su di morale visto come sta giocando Totti, invece dopo essersi tolto il pollice dalla bocca si è lanciato in un’invettiva senza precedenti “prima Donadoni e la convocazione, poi Platini, quindi Matarrese. Poi con i francesi, che a parte il vino non ci devono insegnare nulla, che danno il pallone d’oro a Cannavaro, pensavamo di aver visto tutto. Ora ci si mette anche Flavia Vento e Lele Mora. Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?”
Ma prima di rimettersi il pollice in bocca per salutare, ha fatto la sua previsione “Francesco gioca e ne fa un paio.” Una l’ha azzeccata, ora vediamo la secoda.

domenica

by Franco Bellacci

Non sono stato al centenario;
non ho nemmeno portato il nipote per la prima volta allo stadio, nonostante una promessa di quasi 30 giorni
non sono andato allo stadio nemmeno da solo;
l’obiettivo prefissato per la domenica non è stato raggiunto;
chi invece si era dato l’obiettivo di aprirmi l’auto per prendere quello che gli interessava, invece sì.

altro:
Mi si dice che il coro “torneremo, torneremo, torneremo grandi ancor…come nel ’56” è un coro che nemmeno il Siena.
Alcuni fiorentini quando sono alla ricerca di un parcheggio possono mettere in secondo piano i loro doveri di padre.
Grazie al decreto Pisanu, che impone i biglietti nominativi, con un po’ di pazienza le forze dell’ordine potranno individuare le persone che hanno assaltato l’auto della polizia.
Pare che l’Empoli sia stato danneggiato da una scelta di un guardalinee. Bravo Cagni (l’allenatore) a dire che sono cose che capitano. Indecente Corsi (il presidente) a lamentarsi. In un paese con un po’ di memoria le lamentale di Corsi susciterebbero indignazione. Basterebbe ricordare gli inganni al test antidoping che fu fatto pagare solo al dottore, ma se questo non basta, sarebbe sufficiente ricordare la stagione 2004-2005, in piena era Moggi, quando l’Empoli fu paracadutato in serie A.
Corsi che si lamenta per una decisione sbagliata è un’offesa alla memoria del paese.
Il calendario della squadra che ha compiuto 100 anni presenta, nelle prossime 5 partite, delle complessità da non sottovalutare.