Amato e la matematica

by Franco Bellacci

parlando della vicenda di Deaglio, che da accusatore è diventato accusato, Amato si è espresso così “Tutta la vicenda evoca un bisogno di professionalità. Ed è anche singolare che una notitia criminis, desunta da un articolo, di un crimine commesso da altri nel giro di una settimana diventi notitia criminis nei confronti di chi quell’articolo ha scritto. Se sin dall’inizio fosse stata vagliata con maggiore ponderazione si sarebbe evitato questo giro di 360 gradi sulla vicenda“.  

Se si è espresso esattamente così, e visto che la citazione è fra virgolette, non c’è ragione di credere il contrario, anche Amato, pur essendo uomo di grande   preparazione, è caduto in un errore molto comune, ma anche grave: quando una vicenda fa un giro di 360° torna al punto di partenza, quindi non è un modo corretto per descrivere una situazione invertita, al limite Amato doveva limitarsi a 180°. 360 li farà se saranno nuovamente accusati quelli tirati in ballo da Deaglio.

segnalazioni

by Franco Bellacci

secondo me, questa cosa di Wiseacre è straordinaria. Anche la coda in auto, oggi, (in neretto le parti aggiunte) mi è sembrata bella.

sono così

by Franco Bellacci

Quando piove i fiorentini si lamentano perché piove, quando c’è il sole i fiorentini si lamentano perché c’è il sole, quando fa freddo i fiorentini si lamentano perché fa freddo, quando fa caldo i fiorentini si lamentano perché fa caldo.
Se non piove, non c’è il sole, non fa freddo e nemmeno caldo i fiorentini si lamentano per il tempo insulso. Per il tempo, il colpevole è sempre il Padreterno, e per questo i fiorentini non gli fanno mai mancare i propri rimproveri.
Insomma, sono fatti così, lo sappiamo, è un popolo che trova sempre occasione per lagnarsi di qualcosa.
Anche io lo so, me lo dico spesso, sono fatti così, i fiorentini della città e quelli della campagna, come me. E me lo sono ridetto anche stamani, quando alla fine di via Ghibellina, chiusa per dei lavori in corso, un fiorentino, fatto appunto come sappiamo, mi ha guardato e ha detto “bel lavoro avete fatto, brutte teste di cazzo!”.
Io, appunto, lo so che sono fatti così e non gli ho nemmeno chiesto se diceva a me e nel caso perché, perché, lo so, sono fatti così.

lo dico prima

by Franco Bellacci

Domani comprerò Diario con film “uccidete la democrazia” allegato. Lo farò perchè mi appassionano questo tipo di storie con brogli e spie e, sopratutto, per vedere se riesco a togliermi un dubbio, perchè invece di scrivere un libro e produrre un film, questi autori non si sono fatti un giro delle corti d’appello, per prendere i risultati elettorali effettuati con le matite rosse e blu, e per confrontarli con i dati ancora non ufficiali del ministero dell’interno? 

Eventi e domande

by Franco Bellacci

I più attenti di voi si saranno accorti che una parte delle strade di Firenze in questi giorni sono segnate da una linea continua di colore giallo-verde.
Molti si sono chiesti di cosa si tratti. Me lo sono chiesto anche io, ad ho avuto la risposta. Se vi dico che questa linea è lunga 42 chilometri e 195 metri, probabilmente non devo aggiungere altro. Per i meno avvezzi alle tradizioni sportive, comunque si tratta del percorso, nonché della misurazione ufficiale, della Maratona di Firenze in programma domenica prossima in città.
Questo post mi permette inoltre di segnalare una questione che ho in testa da tempo e che la parte più ingenerosa dei lettori, non esiterà a definire “pippa mentale”, ma che io credo debba essere affrontata.
Perché la Maratona si chiama Maratona? perchè per celebrare il gesto di Filippide che percorse il tratto Maratona – Atene, ci limitiamo al nome del luogo di partenza?
Intanto converrete con me, che quello che ha reso immortale la corsa non fu la partenza, ma l’arrivo, in questo senso al limite avrebbe dovuto chiamarsi “la Atene”.
Ma in ogni caso, in ogni competizione che prevede l’attraversamento di una distanza si citano partenza e arrivo. Infatti la Parigi-Roubaix, non si chiama “la Parigi”, “la Milano Sanremo” non è “la Milano” e forse non avrebbe neanche lo stesso successo, infine anche Bastogne, che è luogo di semplice staffetta nella “Liegi – Bastogne – Liegi”, ha la stessa dignità della città che è luogo di partenza e di arrivo. Atene invece che fu il luogo d’arrivo dell’impresa, non esiste. Ma che vi pare giusto?

C’è polemica

by Franco Bellacci

C’è polemica in questi giorni a Firenze per l’alto numero di permessi per invalidi rilasciati ai fiorentini, che da 11.000 circa, in un anno sono lievitati a quasi 14.000.
Effettivamente, se le cose stanno così lo stato di salute della città in un anno pare decisamente peggiorato. La norma per definire lo stato di invalidità è individuata nella capacità di percorrere 300 metri che è la distanza massima fra una fermata Ataf e un’altra. Due considerazioni, 14.000 invalidi a Firenze paiono davvero tanti, vuol dire infatti 4 su 100. Oltretutto la norma è decisamente rigida perché alla capacità di camminare per 300 metri bisognerebbe aggiungere quantomeno la capacità di stare mezz’ora in piedi, in attesa che passi qualcosa da prendere.

notiziona

by Franco Bellacci

A Firenze c’è una biblioteca con i fiocchi, o meglio ci sarà fra qualche mese. Libri, pubblicazioni, quotidiani, pc connessi a Internet, area wifizzata, arredamento moderno, una terrazza con tavolini, sedie e un panorama niente male. Secondo Repubblica è (sarà) la più bella biblioteca di Firenze. Per una volta sono d’accordo con Repubblica, con questa media, la prossima volta sarà quando ci saranno gli Europei del 2012. Anche io sostengo, da più di sei mesi, che sarà la più bella biblioteca di Firenze.

l’uomo pinnato ha detto basta

by Franco Bellacci

Gli atleti che praticano ad altissimo livello, qualunque sport facciano, dicono che il lato peggiore è quello degli allenamenti, che sono duri, continui e noiosi. Poi però c’è la gara, quella in cui l’atleta raccoglie quello che ha seminato con l’allenamento e sopratutto è il momento in cui può divertirsi, può fare qualcosa d’altro rispetto che sostenere il massimo sforzo fisico. Questo vale per il calcio e tutti gli sport di squadra, vale per gli sport a sforzo prolungato, come il ciclismo o la maratona dove la gestione della forza e il controllo degli avversari sono variabili importanti. Non vale invece per sport dove lo sforzo fisico si concentra in in uno sforzo intenso e breve, come i 100 o 200 metri piani o stile libero, vale per sport come il lancio del martello ecc. In questi sport c’è solo da dare il massimo, certo contano fattori importanti come la concentrazione, in linea di massima però in gara, questi atleti si limitano a rifare quello che fanno, di continuo, in allenamento. Ian Thorpe in allenamento ha fatto vasche, migliaia su migliaia, in gara si è limitato a farle di nuovo. Ha passato anni in vasca, infrangendo record e accumulando medaglie. Il numero 1 per tanto tempo. Dopo una vita così è normale che una persona dica basta.

fuoco

by Franco Bellacci

Oggi di sfuggita ho visto il manifesto di una sagra, che, mi pare, sia in corso di svolgimento in Mugello. La scritta più grande è “BRUCIATE GRATIS”. Il senso di questa frase per un fiorentino è chiarissima, ho qualche dubbio invece che sia comprensibile per i forestieri, che probabilmente interpeteranno la parola bruciate come la seconda persona plurale del presente indicativo del verbo bruciare e dedurranno che in Mugello esiste qualcosa dove una persona può scegliere di essere messa al rogo, ma almeno non deve pagare.

bruciate gratis

braccia incrociate

by Franco Bellacci

Quando il precedente governo era in carica, si diceva che gli scioperi fossero una forma di lotta organizzata solo per indebolire l’esecutivo. Veniva detto ad ogni sciopero, ma non era vero, gli scioperi nel nostro paese hanno sempre avuto una dinamica legata alla scadenza dei contratti, con il picco massimo nel 2002. Detto questo però, se fosse vero che gli scioperi sono un’arma politica nessuno potrà più dire che i giornalisti sono amici di questo governo.

Update,  un lettore che vuole rimanere anonimo mi segnala che a complicare il tutto, c’è i lfatto che i giornali che non scioperano mai sono quelli che tendono più o meno verso il centrodestra.

Autumnia

by Franco Bellacci

Quando nell’estate del ‘97 Angelo raccontò della sua idea di Autumnia, fu guardato come si guarda un marziano, i suoi colleghi politici pensarono a uno dei tanti mercatini della trucia che popolano la penisola nel fine settimana. I tecnici dissero che un’idea del genere era impraticabile, a meno che non si installasse nella piazza dove doveva tenersi il mercato, cioè la piazza centrale del paese “una fontanella accanto ad ogni banco”.
Nonostante tutto portò avanti la sua idea e a novembre del ‘97 ci fu la prima edizione di Autumnia. Da allora si ripete ogni anno, sempre più riuscita, con un numero sempre maggiore di espositori e di visitatori.
Oggi è uno degli eventi di maggiore successo di tutto il Valdarno e i Valdarnesi lo sentono già loro, tanto che girando per i banchi si sente dire  “era meglio quello di anno”, un chiaro segno di affetto tutto valdarnese.

7 giorni dopo

by Franco Bellacci

G. calcisticamente ha due passioni, la Fiorentina e, più recente, Francesco Totti. La sua passione per il capitano romanista è tale che quando incontra un amico per salutarlo non gli dice “ciao” o gli stringe la mano, ma si mette il pollice in bocca.
Domenica scorsa, come ogni volta che si incontrano Fiorentina e Roma ha sofferto come un cane (è un modo di dire comprensbile a tutti, che io però non ho mai compreso a fondo). Ieri però si è rifatto ha visto la Fiorentina vincere al 90° e Totti realizzare un doppietta a San Siro contro il Milan.

cambi di stagione

by Franco Bellacci

Più pesante del cambio dell’armadio, il cambio di pc: scegliere cosa tenere, cosa buttare e cosa archiviare, che è come buttare, solo un po’ più tranquillizzante. E’ uno sguardo nel passato e ti chiedi come è stato possibile comprare cravatte così brutte.

cravatte molto brutte
Questa foto non è presa da internet, ognuna di queste cravatte l’ho scelta oppure mi è stata regalata, e, mi immagino, almeno una volta, ognuna di queste è stata anche indossata.

Procediamo per ordine. L’intervento di A.P. è servito per fare una diagnosi della scossa e del puzzo di bruciato. A.P. veniva da un gol in semirovesciata “come quello di Djorkaeff in Inter-Roma?” e quando mi ha risposto “identico”, ho capito che aveva lo spirito giusto. Oltre che dal gol veniva anche da un bidone dato ad a., che aveva bisogno di un partner per spostare un armadio.
Dunque, la diagnosi, raggiunta con metodo induttivo è stata chiara: scheda madre, scheda video, hard disk da 200 giga, il cassettino in cui era contenuto, l’alimentatore e forse l’hard disk con la partizione di linux. La sostituzione di questi pezzi però non era sufficiente a far riavviare il pc.
Solo dopo ripetute prove, quando A.P. se ne era già andato da un pezzo dicendo che non c’era nulla da fare, ho capito che il pc partiva quando: dopo 3/4 secondi dall’accensione spengevo e riaccendevo immediatamente l’alimentatore, nel Bios mettevo il cd come primo elemento di boot e aspettavo l’avvio di windows.
Tutto chiaro? No? Figuratevi quanto è stato semplice scoprirlo. Tutto questo era necessario per tentare di recuperare i dati. Ovviamente prima è stato necessario ripristinare windows e neanche questo è bastato perché mentre ero impegnato a copiare i dati su un hard disk portatile ogni tanto, il pc si bloccava e mostrava questo.

messaggio errore
Io intanto mentre cercavo di capire che tipo di pc avevo bisogno, mi ero sistemato così, con la tastiera, mouse, monitor collegati al portatile. Apparentemente era tutto come sempre, io però mi sentivo come nudo.

pc provvisorio
Di fatto era la prima volta dal 1993 che non avevo il pc fisso, quelli che si erano succeduti avevano sempre avuto un passaggio di dati programmato, a volte era proprio il disco C che passava di pc in pc, almeno fino all’avvento di xp.
Finalmente è arrivato il pc nuovo. La prima cosa che mi sono detto è che avrei dovuto utilizzarlo come un telecomando, mi ero anche ripromesso che non lo avrei neanche aperto. Ho mantenuto la parola per 10 ore, di cui 6 di sonno. Ho infatti pensato che l’hard disk da 120 giga fosse utile installarlo, per avere dei dati a portata di mano. Una volta aperto però ho avuto questa sorpresa. Che cosa è successo al retro degli hard disk?

retro di hard disk
I problemi però sono sorti con l’installazione dei programmi, quali mettere, quali evitare. Ho tentato di ricordare quali fossero gli indispensabili e quali le zavorre. E poi il materiale, gli mp3, le foto, il file opml per gli rss che è rimasto nel pc, la libreria di itunes che non so come fare a recuperare, i preferiti dei browser i gruppi sottoscritti di usenet, la distribuzione di linux usare?
Tante domande, sono a metà del guado e mi sento un po’ sperso.