Zacchete II
by Franco Bellacci- Published:Settembre 18th, 2006
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Giugno 1983, IVª ginnasio, l’anno scolastico si sta stancamente avviando verso la fine, una mattina però un compagno di classe arriva con una notizia bomba: “mia mamma ha sentito alla radio che l’Udinese ha acquistato Zico”. Anche se la realtà è completamente cambiata è un po’ come se una mattina il vostro compagno di classe arriva a scuola annunciando che l’Ascoli ha acquistato Ronaldinho. Prendete per matto lui e chi glielo ha detto. Rispetto al passato però c’è una differenza, c’è Internet, ci sono i telefonini, le tv e radio private che fanno informazione continua.
Allora non c’era nulla di tutto questo, c’era il giornale radio della mattina, poi il telegiornale della Rai. In mancanza di conferme e considerando la notizia incredibile, prendemmo per il culo il compagno e sua mamma. Almeno fino alle 13 quando scoprimmo che la mamma non era briaca di mattina: l’Udinese aveva realmente comprato Zico.
In realtà l’acquisto non fu semplicissimo, la Lega bloccò l’acquisto, ad Udine ci furono proteste e siflate, persino l’intenzione di giocare nel campionato austriaco: “O Zico o Austria” queste furono le scritte che si potevano nei muri della città. Per fortuna non ci fu nessuna secessione, Zico arrivò e tutti si accorsero dell’Udinese.
Una volta tornato a casa il fuoriclasse brasiliano, l’Udinese tornò nell’anonimato e si fece notare per la fantasia di combinare il bianco e il nero delle loro maglie e poco altro. L’altro si può anche tacere, perché si è quasi sempre trattato di scandali, che hanno portato penalizzazioni e squalifiche.
E’ dalla metà degli anni novanta, che diventa una protagonista del campionato di serie A. La ricetta in apparenza è semplice (però visto che nessuno è ancora riuscito ad imitarla, è bene sottolineare apparenza): una rete di osservatori di primissimo livello e la capacità di ottenere il 100% dai calciatori. Ogni anno sempre la stessa storia. I friulano acquistano molti giocatori, soprattutto stranieri, li valorizzano e poi cedono i migliori, che non sempre altrove sono all’altezza delle aspettative. Un mio vecchio collega viola e di sinistra diceva “prima di comprare un giocatore dall’Udinese comprerei un auto usata da Berlusconi”.
Lo scorso per la verità non è andata benissimo, lo sottolineo perché un po’ l’avevo previsto, a mio avviso infatti la scelta di Cosmi come allenatore era stata infelice. Cosmi infatti sarà pure bravo, ma, per me in Friuli è come un alieno. Prima viene eliminata goffamente dalla Champions, poi l’esonero di Cosmi, quindi lo spostamento, senza successo, dal campo alla panchina dell’eterno Sensini e finalmente Galeone per scacciare l’incubo della retrocessione.
Quest’anno nuova rivoluzione e nuovi giocatori. Contro il Toro ha mostrato tutta la solidità che mi aspettavo, come il Toro, una buona capacità di costruzione, come il Toro, una bassa propensione agli errori difensivi a differenza del Toro e una buona efficacia sotto porta, sempre a differenza del Toro. La somma delle somiglianze e delle differenze dà un Udinese – Torino 2-0, non fa una piega.
Perdere dai bianconeri non fa mai piacere, però si sopporta, mercoledì però ne arrivano altri di bianconeri, perdere due volte sarebbe inaccettabile.
Chiudo l’argomento Toro parlando di De Carlo l’allenatore del Mantova, che sabato ha sollevato una polemica inutile. Dopo la vittoriosa partita con il Pescara ha detto: “complimenti all’arbitro , l’avessimo avuto l’anno scorso nelle due finali ora in serie A ci saremmo noi”. L’arbitro in questione ha annullato un gol al Pescara mentre gli abruzzesi erano in vantaggio uno a zero ad ha concesso un rigore al Mantova. Io non ho visto i due episodi, la gazzetta dello sport però avanza dubbi sull’annullamento. Certamente se l’arbitro annulla gol regolari agli avversari è più probabile che le cose vadano bene. Comunque sia è bene ricordare che nella due partite contro il Torino il Mantova ha calciato 3 rigori, ha giocato gli ultimi venti minuti dei supplementari in superiorità e inoltre negli stessi supplementari l’arbitro ha concesso come recupero per un solo tempo sei minuti, il record mondiale per un tempo supplementare, che è un po’ come se per un tempo regolare venissero dati 18 minuti. Io di arbitraggi parziali credo di averne una certa esperienza, però non ho mai visto un arbitro favorire una squadra e nel contempo dare i rigori agli altri, espellere uno nella squadra che favorisce nel momento cruciale e dare un recupero da record. Mi chiedo solo cosa avrebbero fatto questi arbitri se fossero stati a favore del Mantova, scendevano in campo con il mitra per sparare ai giocatori del Toro?
A Firenze si respira un brutto clima, mercoledì arriva il Parma, una vittoria darebbe quella serenità che in questo momento è fondamentale. Un risultato negativo risveglierebbe fantasmi neanche troppo lontani.












