i due Rossi
by Franco BellacciSe un paese che in pochi mesi deve fronteggiare due emergenze si rivolge sempre alla stessa persona, i casi sono due: questa persona è come Superman oppure il paese ha poche risorse.
Parlo ovviamente di Guido Rossi che in pochi mesi è stato chiamato prima come Commissario della FIGC poi come Presidente di Telecom Italia. Entrambe le imprese sono difficili da gestire singolarmente, ancora di più se uno vuole gestirle insieme, anche perché Rossi comincia ad avere un’età, 81 anni, in cui i tempi di recupero non sono velocissimi.
Come commissario FIGC fino ad ora ha dovuto gestire la fase dello scandalo, fase che si concluderà con l’arbitrato Coni e, tutto sommato, ad eccezione di un paio di errori, ha lavorato bene. Ora dovrebbe affrontare la seconda fase ancora più delicata della scrittura delle regole. Sinceramente è difficile pensare che possa continuare a svolgere il ruolo di commissario con quello di presidente Telecom. Al di là delle difficoltà logistiche, chi parla di conflitto di interesse non sbaglia. Telecom infatti oltre ad essere sponsor dei campionati A e B con Tim, possiede i diritti satellitari di 5 squadre di A, che ha ceduto a Sky e attraverso la7 trasmette con il digitale terrestre alcune squadre di A.
Spiego il concetto, la Fiorentina ha ceduto i diritti satellitari a Telecom e va sul digitale di la7, telecom quindi ha tutto l’interesse che la Fiorentina raggiunga dei buoni risultati. Siccome è bene che l’arbitrato sia al di sopra di ogni sospetto, è bene che chi è controparte della Fiorentina non abbia altri interessi che quelli di una sentenza giusta.
Rossi quindi deve scegliere se essere l’uomo della regole oppure quello che deve evitare l’affossamento di Telecom e siccome la società ha vari intrecci almeno con una squadra che andrà all’arbitrato è bene che scelga velocemente.
Oltretutto l’esordio nella doppia veste non è stato dei più felici,. Rossi infatti se ha potuto esercitare il suo ruolo al meglio, anche quando è stato oggetto di attacchi da parte di ministri della Repubblica, è stato anche merito dell’appoggio incondizionato che ha avuto dai più alti vertici dello sport italiano: Melandri, il ministro dello Sport, Petrucci, il Presidente del Coni. Ebbene al momento della nomina al vertice di Telecom non si è preoccupato di avvertirli. E’ stata una mancanza di sensibilità, che certamente non gioverà al prestigio dei due e c’è da essere sicuri, che al momento delle scelte, proseguire con un commissario o eleggere un Presidente e dei nomi, i tanti nemici che si sono fatti non mancheranno di farlo pesare. Rossi invece non avvertendoli ha anteposto il proprio ego all’istituzione e questo non è stato corretto.













1 Commento
proviamo a riderci su…
guarda questa vignetta.
Ciao
gianfalco