Uno dei peggiori effetti collaterali del codice da Vinci non è l’aver fatto produrre un film mattone, che se uno vuole non lo guarda e la qestione è risolta in partenza, è quello di aver sputtanato definitivamente o quasi i romanzi storici. Se prima del codice infatti un romanzo storico aveva di per sé un po’ d’autorevolezza, ora non sappiamo più cosa abbiamo davanti. Ed è un peccato, è infatti uscito “Vita segreta di Pico” che, da quello che si dice dovrebbe contenere la risposta al quesito su chi abbia avvelenato Pico della Mirandola. Il punto però è questo: sarà frutto di una ricerca storica rigorosa oppure il frutto delle fantasie degli autori? La questione da queste parti è tutt’altro che oziosa, uno infatti dei papabili avvelenatori è Marsilio Ficino. Ficino, qua non è solo un filosofo con la fissazione di Platone, è anche l’orgoglio dei figlinesi. che soffrono già abbastanza i prestigiosi concittadini dei paesi confinanti: Masaccio per il paese a sud, Annibale e Petrarca per il paese a nord. Se scoprissero di essere eredi di un assassino invece che della tradizione neoplatonica, per loro sarebbe un colpo durissimo.

post casuali


Rss Commenti

4 Commenti

  1. mi sono rifiutata di leggere il libro.. e di vedere il film.. troppo di moda, forse fra qualche anno!
    allora, ci sei per la cena?

    #1 anairda
  2. Franco, scusa l’intrusione in questo post, ma ho organizzato dalle mie parti il primo Festival di Rock agricolo della provincia di Mantova, dove hanno suonato i fiorentini Quarto Podere. Li conosci?

    #2 Nedar Mut
  3. No, Nedar non li conosco, ma mi informerò

    #3 Franco Bellacci
  4. Ciao a tutti, cercavo notizie sul libro dedicato a Pico e capito qui. Mi trovo d’accordo con ciò che dice Franco. Temo, però che l’annotazione di Franco faccia parte di un deperimento più generale, a livello sociale, non a caso proprio Pico. “Perdere la memoria”, ben diversa cosa dall’arte dell’oblio, é perfettamente in tono con l’andazzo politico e non solo relativamente all’Italia. Mi ricorda l’idea del “buttare via il bambino con l’acqua del bagno”. Molto più comodo, per esigenze di mercato, scrivere “nouve storie” e, come in tutti i casi di ritorno dei sistemi autoritari di potere, riscrivere la storia e si inizia sempre creando una certa confusione, per disorientare la platea. In sostanza: il dubbio di Franco mi fa pensare alla facilità con cui, di questi tempi, si può agevolmente manipolare l’informazione e, contemporanemanete, dato che é fuori moda farlo alla vecchia maniera [dargli fuoco] un altro modo di “bruciare” i libri. E con essi la nostra cognizione del tempo, la nostra memoria e quella di coloro che verranno.

    #4 Giorgio

Lascia un Commento