la dura vita del romanzo storico
by Franco Bellacci- Published:Giugno 26th, 2006
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Uno dei peggiori effetti collaterali del codice da Vinci non è l’aver fatto produrre un film mattone, che se uno vuole non lo guarda e la qestione è risolta in partenza, è quello di aver sputtanato definitivamente o quasi i romanzi storici. Se prima del codice infatti un romanzo storico aveva di per sé un po’ d’autorevolezza, ora non sappiamo più cosa abbiamo davanti. Ed è un peccato, è infatti uscito “Vita segreta di Pico” che, da quello che si dice dovrebbe contenere la risposta al quesito su chi abbia avvelenato Pico della Mirandola. Il punto però è questo: sarà frutto di una ricerca storica rigorosa oppure il frutto delle fantasie degli autori? La questione da queste parti è tutt’altro che oziosa, uno infatti dei papabili avvelenatori è Marsilio Ficino. Ficino, qua non è solo un filosofo con la fissazione di Platone, è anche l’orgoglio dei figlinesi. che soffrono già abbastanza i prestigiosi concittadini dei paesi confinanti: Masaccio per il paese a sud, Annibale e Petrarca per il paese a nord. Se scoprissero di essere eredi di un assassino invece che della tradizione neoplatonica, per loro sarebbe un colpo durissimo.













4 Commenti
mi sono rifiutata di leggere il libro.. e di vedere il film.. troppo di moda, forse fra qualche anno!
allora, ci sei per la cena?
Franco, scusa l’intrusione in questo post, ma ho organizzato dalle mie parti il primo Festival di Rock agricolo della provincia di Mantova, dove hanno suonato i fiorentini Quarto Podere. Li conosci?
No, Nedar non li conosco, ma mi informerò
Ciao a tutti, cercavo notizie sul libro dedicato a Pico e capito qui. Mi trovo d’accordo con ciò che dice Franco. Temo, però che l’annotazione di Franco faccia parte di un deperimento più generale, a livello sociale, non a caso proprio Pico. “Perdere la memoria”, ben diversa cosa dall’arte dell’oblio, é perfettamente in tono con l’andazzo politico e non solo relativamente all’Italia. Mi ricorda l’idea del “buttare via il bambino con l’acqua del bagno”. Molto più comodo, per esigenze di mercato, scrivere “nouve storie” e, come in tutti i casi di ritorno dei sistemi autoritari di potere, riscrivere la storia e si inizia sempre creando una certa confusione, per disorientare la platea. In sostanza: il dubbio di Franco mi fa pensare alla facilità con cui, di questi tempi, si può agevolmente manipolare l’informazione e, contemporanemanete, dato che é fuori moda farlo alla vecchia maniera [dargli fuoco] un altro modo di “bruciare” i libri. E con essi la nostra cognizione del tempo, la nostra memoria e quella di coloro che verranno.