Doveva essere il Tour della consacrazione, invece per Basso sarà il Tour dell’onta, quello che darà una svolta indelebile alla sua carriera. Basso non ha mai avuto problemi con gli esami, il suo nome però è finito in un’inchiesta e per questo è stato escluso dal prossimo Tour. Il Tour non è la coppa placci, nè la tre valli varesine, è la più grande corsa ciclistica e probabilmente il più grande evento sportivo a carattere annuale di tutto il mondo. Gli organizzatori hanno deciso, combattere il doping inseguendolo è una battaglia persa. Questo comporta una rivoluzione: non si è innocenti fino a prova contraria, ma si è colpevoli fino a prova contraria. D’ora in avanti per prendere parte alla grande boucle bisogna essere al di sopra di ogni sospetto come la moglie di Cesare. Se questo salverà il ciclismo ne sarà valsa la pena, anche se oggi devono pagare molti innocenti.
Uno dei peggiori effetti collaterali del codice da Vinci non è l’aver fatto produrre un film mattone, che se uno vuole non lo guarda e la qestione è risolta in partenza, è quello di aver sputtanato definitivamente o quasi i romanzi storici. Se prima del codice infatti un romanzo storico aveva di per sé un po’ d’autorevolezza, ora non sappiamo più cosa abbiamo davanti. Ed è un peccato, è infatti uscito “Vita segreta di Pico” che, da quello che si dice dovrebbe contenere la risposta al quesito su chi abbia avvelenato Pico della Mirandola. Il punto però è questo: sarà frutto di una ricerca storica rigorosa oppure il frutto delle fantasie degli autori? La questione da queste parti è tutt’altro che oziosa, uno infatti dei papabili avvelenatori è Marsilio Ficino. Ficino, qua non è solo un filosofo con la fissazione di Platone, è anche l’orgoglio dei figlinesi. che soffrono già abbastanza i prestigiosi concittadini dei paesi confinanti: Masaccio per il paese a sud, Annibale e Petrarca per il paese a nord. Se scoprissero di essere eredi di un assassino invece che della tradizione neoplatonica, per loro sarebbe un colpo durissimo.
Italia: 61,4
Toscana: 71,0
Prov. Firenze: 75,60
Incisa: 79,48
sezione: 83,04. Se però Incisa è, in tutto il Valdarno Fiorentino, il paese che ha risposto meglio, purtroppo la mia sezione non è stata la migliore, infatti a Donnini (sez. di una frazione di Reggello) hanno fatto meglio, facendo arrivare il NO all’84,87%.
Non so se qualcuno ha seguito il mio consiglio di scommettere da betandwin il 2 a 0 dell’Italia contro la Repubblica Ceca, in ogni caso nessuno si è fatto avanti per dirmi, che aveva vinto e che per questo mi avrebbe offerto un ghiacciolo (d’estate io sviluppo una dipendenza critica verso i ghiaccioli, basta che non siano alla menta). Per cui vi risparmierò il risultato di Italia – Australia, così potrete gustarvela appieno. A dire la verità in questi giorni c’è qualcosa che mi sta appassionando almeno quanto i mondiali: questo sito. Ecco io vorrei un mondo come questo sito: un mondo dove non esistono problemi, dove ogni risultato raggiunto viene esaltato a prescindere dai mezzi utilizzati, un mondo dove comunque si inizia con l’ironia (quel “vittoria sempre in tasca” è il più bell’esempio di umorismo involontario degli ultimi mesi), un mondo sempre improntato all’ottimismo, dove c’è sempre spazio per le dichiarazioni d’amore, imprese da esaltare e improntato alla programmazione del futuro. Tanto che se dovesse arrivare la fine del mondo, per non creare panico, sarebbe annunciata con un semplice comunicato stampa.
Il secondo giorno del solstizio d’estate 2006
l’italia pallonara colpirà due volte cech della cekia
poscia l’uomo di giustizia nominato come un tanti luoghi di civile abitazione
invierà a processo 2 squadre a strisce, una celesta, una viola e tanti uomini neri.
Dunque Italia – Repubblica Ceca in programma giovedì alle 16 è decisiva.
La domanda è ovvia: come organizzarsi?
Le opzioni per ora sono le seguenti:
- uscita dal posto di lavoro alle 15, massimo 15,15 per vederla a casa
- pub vicino al luogo di lavoro che permette l’uscita dal lavoro intorno alle 15,50
- maxischermo in piazza Poggi (sotto San Niccolò).
E’ evidente che ogni soluzioni ha vantaggi e svantaggi.

In questi giorni in tv sta passando in tv con due coccinelle protagoniste. Qualcuno potrà pensare che nel video i pubblicitari abbiano esagerato. Ebbene posso garantire che una per una volta la pubblicità mostra quello che è. E posso anche dimostrarlo. Questo video di 2 minuti di sesso (10 mega), (versione bassa qualità 2 mega). lo dimostra. In realtà l’amplesso fu molto più lungo ed è stato proprio questo a convicermi di togliere l’audio. Infatti mentre le due coccinelle si facevano gli affari loro, incuranti di chi avevano interno, chi guardava toglieva molta poesia al contesto, soprattutto la voce femminile che sottolineava la soprendente durata dell’amplesso. E forse, in cuor suo, sperava in una prossima vita di rinascere coccinella.
Credo che la decisione di annullare il torneo di calcio storico a Firenze, fosse l’unica percorribile. Il calcio storico o calcio in costume, è motivo di vanto per Firenze ed affonda le sue radici in una vicenda, di cui i fiorentini possono andare orgogliosi. Se però questo diventa il pretesto per organizzare una rissa permanente, allora non ha più senso. Quindi bene venga la rifondazione con nuove regole. Io avanzo anche la mia proposta: calcianti esclusivamente di sesso femminile.
Domenica non è stata solo una partita, soprattutto è stato l’epilogo di un anno unico, indimenticabile e comunque spero irripetibile. E’ il 118° minuto di Torino Mantova, con un occhio guardo il cronometro, con l’altro guardo i giocatori che corrono da una parte all’altra del campo. L’uomo alla mia destra con un filo di voce mi chiede “quanto manca?”, io, con altrettanto scarsità vocale rispondo: “due”. Guardo meglio l’uomo, guardo il ragazzo accanto a lui e li riconosco, sono padre e figlio, vengono da Macerata e sono le stesse persone che avevo accanto un anno prima alla partita Torino – Perugia. E’ cambiato anello e zona del campo, ma accanto ho le stesse persone di un anno prima. Riguardo il cronometro e scopro quanto le riflessioni sulle coincidenze prendano poco tempo. E’ il 119° minuto, il quarto uomo segnala un minuto di recupero, intanto Edusei manca di poco il quarto gol del Torino e l’entrata nella storia granata. C’è il tempo per l’ultimo spavento poi i tre fischi finali, il doppio vaffanculo dell’arbitro rivolto non si sa a chi e la festa. Da fuori è sembrato un urlo di gioia immenso, visto da dentro è stato anche molto altro: gente che si è accasciata senza forza sulla sedia, chi è scoppiato a piangere, sconosciuti che si abbracciavano felici, coppie che si baciavano con amore, un ex campione d’Italia con gli occhi lucidi, espressioni incredule, chi prova a lanciare un urlo ma non ha più voce, chi si accende una sigaretta e la fuma con un tiro e appunto tanta gioia. Gioia per un anno incredibile che si chiudeva e che era iniziato il 26 giugno 2005.
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Il tifo è una cosa che si sente dentro, io tifo per l’Italia non c’è dubbio. Ma il tifo per l’Italia non mi ha mai fatto dimenticare lo scandalo e se venisse fuori che c’è incompatibilità fra avere giustizia e tifare Italia, io non ho dubbi. Sto dalla parte della giustizia. Per questo vorrei sapere se posso tifare Italia liberamente, e mi dispiace che il Rossi che oggi ha detto le cose giuste abbia un De di troppo.
Per quello che riguarda i mondiali, la sorpresa è che per ora non ci sono sorprese, a parte le piccole delusioni di Svezia e Francia per il resto non c’è stata una sorpresa. La delusione cocente per ora è la quinta squadra del ranking Fifa (che detta così fa un certo effetto).
Una nota positiva per un arbitro, quello di Inghilterra – Paraguay, che ha aspettato a fischiare l’inizio del secondo tempo che i tifosi inglesi finissero di cantare il loro inno.
Avessi fatto i 420 chilometri di ritorno a piedi, questa sensazione di squagliamento che sento addosso avrebbe un’origine chiara. Evidentemente dipende da altro, forse dai 131 minuti di partita che lasciano il segno anche in chi non ha giocato. Quando avrò recuperato le forze tornerò più che sulla partita su quest’anno, anno di cui questa partita ne è stata la logica conclusione.
Mi limito ad una considerazione: oggi l’Italia è un posto più bello dove vivere. Scendendo in autostrada ho incontrato automobilisti più disciplinati, un asfalto più percorribile, commercianti più gentili. Nell’aria ho percepito tanta voglia di fare all’amore.
Chiudo con una frase, politicamente poco corretta, che ho sentito all’uscita dello stadio:
Gobbo coglione
ti aspetta il Frosinone!
cantori in G del tifo:
Grasso
Gramellini
Gest
Comunque vada sarà un successo, sarà l’ultima volta del Delle Alpi, comunque vada sarà l’ultima volta di 60.000 tifosi del Toro tutti insieme. Questo è sicuro il resto lo scopriremo stasera.
Oggi per non pensarci, ho comprato nell’ordine:
- camicia blu
- casco giallo
- occhiale da sole grigio
- libri di cui uno di autore finlandese, giusto perchè concordo col teoria di Condonato. Quando ho preso in mano: Cupido – 101 ricette per coccolarsi ho capito di aver toccato il fondo.
Oggi umi sono preso una solenne incazzatura, una di quelle che una persona in buona salute, può permettersene al massimo 3 o 4. Solo quando mi sono calmato ho realizzato che il tipo è di Mantova (no, non è Nedar Mut)
Questo post è per i chi non ama il calcio.
E’ dedicato a tutte quelle persone a cui sta per iniziare un mese da incubo: il mese dei mondiali. Quelle persone che sperano che la nazionale vada fuori il prima possibile, perché almeno se ne parlerebbe meno. Ma che da oggi sanno di essere anche un po’ traditori della patria perché se la nazionale italiana vincesse i mondiali il Pil salirebbe delle 0,7%, così almeno ha detto il financial times. Tutti parleranno di mondiali, le tv mostreranno solo mondiali, i giornali anche. Per venire incontro a queste persone, per farle sentire un po’ meno disadattate ho scritto 10 frasi più una per permettergli di unirsi alle discussioni. Quindi anticalciofili, dico a voi, quando nei prossimi giorni un po’ tutti parleranno di mondiali, una volta che avete realizzato di non poter mandare tutti in culo, ripetete una di queste frasi. Sarà un piccolo passo per la vostra inclusione sociale da qui al 9 luglio.
- la Germania di riffa o di raffa arriva sempre in fondo
- le squadre africane hanno fantasia e potenza fisica, ma fino a quando non si disciplineranno tatticamente non vinceranno mai nulla
- non bisogna sottovalutare gli USA, hanno un campionato ridicolo, ma dei buoni giocatori e sono stati preparati dal team che allenava Armostrong (il ciclista)
- può vincere chiunque, sicuramente non vincerà la Spagna
- se ci fosse sempre la Jugoslavia
- Totti è come Platini quando le partite contano, scompare
- Il Brasile può solo perderlo; (variante scaramantica per dire e non dire) così favorito il Brasile era solo nel 1982
- in questo mondiale si vedrà che la Corea del Sud ha rubato il quarto posto di quattro anni fa
- temo che Beckenbauer e Blatter abbiano già deciso di farci fuori alla prima occasione utile
- il centrocampo inglese è il più forte
extra la pubblicità dell’Adidas “Impossible is nothing” è molto più divertente del “joga bonito” della Nike
In realtà le frasi dovevano essere 100, perché 10 sono proprio poche, in origine questo non doveva essere un decalogo, ma un vero “prolegomeni per favorire la sopravvienza sociale a chi odia il calcio“. Purtroppo non ce la faccio, è che per me i mondiali cominceranno solo lunedì e non venerdì. E sopratutto fino a lunedì meno penso al calcio e meglio sto, perché se penso ai mondiali inevitabilmente la testa va a giovedì sera e a domenica sera quando il popolo granata chiuderà il “Delle Alpi”.
l’osservatore imparziale direbbe questo “la maginot granata annulla il miglior attacco della serie B, porta senza affanni il Torino alla finale dei playoff”.
Io invece “che patire! fino al fischio finale, ogni volta che i cesenati lanciavano la palla in avanti sembrava pericolosa, il tempo sembrava non passare mai. Però è andata. Ora sotto con i mantovani. Una segnalazione per sportitalia, che questa volta si è ricordata di inviare la telecamera e non è stata costretta a trasmettere la partita con una web-cam, come aveva fatto all’andata. Come annunciato a suo tempo l’11 giugno me lo ero lasciato libero. Da pochi minuti, non lo è più.”