lo scandalo del calcio spiegato alle donne: siamo già ai tarallucci?
by Franco Bellacci- Published:maggio 22nd, 2006
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Forse Guido Rossi (il neocommissario della FIGC, l’uomo più importante del calcio italiano), non aveva altra possibilità che confermare Lippi, però il modo con cui lo ha fatto è preoccupante, con la sua dichiarazione infatti ha fatto intendere che la violazione delle regole, il clima di connivenza che si è creato in questi anni è stato causato dalla mancanza di controllori e non dalla presenza di una cricca di pochi di buono. Se questa sparata ha un senso, io capisco questo “le società e gli uomini che volevano vivere nel sistema non potevano che adeguarsi”. Fra tutta la gente che potevano prendere hanno chiamato uno così a fare il commissario FIGC? Una persona nominata con lo scopo di restituire un minimo di credibilità e creare le condizioni perché non si verifichi nulla di analogo, come prima dichiarazione ci fa capire che è stato l’ambiente a determinare tutto quanto.
E dire che ero già preoccupato per la piega che stava prendendo l’inchiesta di Napoli. Ho la sensazione infatti che Napoli i magistrati si siano innamorati un po’ troppo della loro tesi e finiscano per mettere in risalto vicende compatibili con la loro tesi ed escluderne invece altri. Lo dico subito la loro tesi della cupola, così come viene raccontata, secondo me, non sta in piedi. Nel campionato 2004/2005 infatti sono successe vicende che non si spiegano se realmente le cose stessero come dicono i magistrati. Ne cito alcuni ad esempio: Milan-Juventus, la partita decisiva per lo scudetto viene arbitrata dal Collina. Se davvero l’imbroglio al sorteggio fosse stato sistematico, che senso aveva sorteggiare un arbitro come Collina? Una spiegazione ci sarebbe, che anche il Milan fosse a conoscenza di quanto accadeva e abbia preteso Collina. Ad oggi però il Milan pare fuori dalla Cupola. Juventus-Inter 0-1 arbitro De Santis, risultato che determinerà l’aggancio del Milan a 10 giornate dal termine. Secondo me, quindi non c’era la cupola di 6 persone che determinava i destini del campionato, c’era un gruppo che disonestamente truccava sorteggi e aveva assoggettato buona parte della classe arbitrale. A scanso d’equivoci, io non ho nessun dubbio che questi abbiano barato, per le loro squadre e i loro amici, trovo però difficilmente sostenibile la teoria dei magistrati napoletani. La mia paura quindi è che una volta che cade l’accusa di Napoli, si abbia una reazione di segno contrario, che porti alla santificazione dei colpevoli, con il rischio di averli un’altra volta al vertice del calcio e magari anche di dovergli chiedere scusa.












