La vicenda ai più è nota e l’ho anche raccontata qua. Nel luglio ’97 feci un incidente in autostrada a causa di una macchina abbandonata in corsia di sorpasso poco dopo una curva. L’incidente ebbe però un esito grave solo sui mezzi, io, unica persona coinvolta, me la cavai con lo scoppio dell’air-bag in faccia, e il tatuaggio della maglia del River Plate sul corpo e molto spavento. Nell’incidente ebbero un ruolo però anche due persone: Evaristo Beccalossi e Ligabue. Il primo fu la prima persona che mi prestò soccorso, il secondo invece era quello che cantava nel momento dell’incidente. Ebbene da allora io Ligabue non riesco più a sentirlo. Stasera Ligabue suona a Firenze e le persone che conoscono la vicenda nel consigliarmi sul da farsi si sono divise: c’è chi dice che dovrei andare per superare definitivamente lo shock dell’incidiente e chi dice che l’incidente non c’entra nulla e che i miei gusti musicali hanno fatto un salto di qualità.
alle 15 si chiudono i seggi. Fra i paesi coinvolti nella tornata c’è anche Figline. L’esito della competizione nonostante la bassa affluenza appare scontato. Più incerto l’esito della sfida fra me e il farmacista, che riguarda chi indovinerà il maggior numero di eletti. 5 anni fa pareggiammo 14 pari.
Su scrannatoio, i risultati, i commenti a caldo e a freddo di vincitori, sconfitti e indifferenti.
Forse Guido Rossi (il neocommissario della FIGC, l’uomo più importante del calcio italiano), non aveva altra possibilità che confermare Lippi, però il modo con cui lo ha fatto è preoccupante, con la sua dichiarazione infatti ha fatto intendere che la violazione delle regole, il clima di connivenza che si è creato in questi anni è stato causato dalla mancanza di controllori e non dalla presenza di una cricca di pochi di buono. Se questa sparata ha un senso, io capisco questo “le società e gli uomini che volevano vivere nel sistema non potevano che adeguarsi”. Fra tutta la gente che potevano prendere hanno chiamato uno così a fare il commissario FIGC? Una persona nominata con lo scopo di restituire un minimo di credibilità e creare le condizioni perché non si verifichi nulla di analogo, come prima dichiarazione ci fa capire che è stato l’ambiente a determinare tutto quanto.
E dire che ero già preoccupato per la piega che stava prendendo l’inchiesta di Napoli. Ho la sensazione infatti che Napoli i magistrati si siano innamorati un po’ troppo della loro tesi e finiscano per mettere in risalto vicende compatibili con la loro tesi ed escluderne invece altri. Lo dico subito la loro tesi della cupola, così come viene raccontata, secondo me, non sta in piedi. Nel campionato 2004/2005 infatti sono successe vicende che non si spiegano se realmente le cose stessero come dicono i magistrati. Ne cito alcuni ad esempio: Milan-Juventus, la partita decisiva per lo scudetto viene arbitrata dal Collina. Se davvero l’imbroglio al sorteggio fosse stato sistematico, che senso aveva sorteggiare un arbitro come Collina? Una spiegazione ci sarebbe, che anche il Milan fosse a conoscenza di quanto accadeva e abbia preteso Collina. Ad oggi però il Milan pare fuori dalla Cupola. Juventus-Inter 0-1 arbitro De Santis, risultato che determinerà l’aggancio del Milan a 10 giornate dal termine. Secondo me, quindi non c’era la cupola di 6 persone che determinava i destini del campionato, c’era un gruppo che disonestamente truccava sorteggi e aveva assoggettato buona parte della classe arbitrale. A scanso d’equivoci, io non ho nessun dubbio che questi abbiano barato, per le loro squadre e i loro amici, trovo però difficilmente sostenibile la teoria dei magistrati napoletani. La mia paura quindi è che una volta che cade l’accusa di Napoli, si abbia una reazione di segno contrario, che porti alla santificazione dei colpevoli, con il rischio di averli un’altra volta al vertice del calcio e magari anche di dovergli chiedere scusa.
Chi per ora ha potuto vedere questi video si è diviso in due fazioni opposte: per il 50% questi video sono “un troiaio, che fanno anche venire il mal di stomaco”, per il restante 50% (parlare in percentuale colpisce, in realtà si tratta di 2 persone in tutto) invece sono “geniali, dove occorre solo migliorare la soggettività” Si tratta semplicemente di due video girati mentre attraversavo tratti di Firenze con mezzi a due ruote, senza tagli e montaggi, così come sono stati ripresi. Obiettivamente l’effetto wolfenstein c’è e credo che la compressione tenderà anche ad accentuarlo. però siccome ho la necessità di modificare le percentuali per sapere se continuare questi esperimenti, li metto anche qui. Una cosa è certa, questi video sono sicuramente più movimentati di certi tratti de il codice da Vinci:
video 1 (8,4M)
video 1 leggero(2,4M)
video 2 (8,6M)
video 2 leggero (2,8M)
Lo scrivente di questo blog, certo di rappresentare anche il pensiero di tutti i suoi lettori, ritiene che Marcello Lippi dovrebbe fare un passo indietro di sua iniziativa, e lasciare il posto di commissario tecnico della nazionale di calcio per i prossimi mondiali ad un altro allenatore, che sia al di sopra di ogni sospetto. In subordinata ipotesi spetta ai vertici della federcalcio a prendere l’iniziativa per avere comunque lo stesso risultato.
Analoga sorte dovrebbe essere quella di Cannavaro e Buffon.
Moggi, Giraudo, Bettega, per amici e nemici “la triade” (cioè i vertice della mafia cinese), io invece per chiamarli ho sempre utilizzato il più amichevole “cerbero bianconero”, il cane a tre teste, Arrivarono a Torino nel 1994, quando Umberto Agnelli prese la guida della famiglia, e con una juventus in crisi di risultati, culminati due anni prima dall’esclusione per la prima volta dalle Coppe Europee.
Bettega fu scelto come uomo immagine. E già questo dice tutto, e la questione potrebbe terminare qui. Prendere Bettega come uomo di rappresentanza è come scegliere Alvaro Vitali per un concorso di bellezza.
Giraudo invece arrivò invece con il ruolo dell’uomo dei conti, sopratutto nelle vicende extracalcistiche. E per farli tornare non ha guardato in faccia nulla e nessuno. Read more…
In questi giorni su alcuni quotidiani capita di leggere di un personaggio in esilio, attualmente vive a Santo Domingo, che aveva anticipato tutto e che sarebbe una vittima del “sistema Moggi”: Luciano Gaucci, ex presidente del Perugia, nonché ex patron del Catania, della Sambenedettese e del Viterbo (spero di averle ricordate tutte). Ebbene, Gaucci non è una vittima, vittime sono state Zeman, De Sisti, Agroppi, Grabbi, lui sicuramente no. Lui se ha potuto giocare nel ruolo di protagonista del calcio italiano della fine degli anni 90, esclusivamente grazie al sistema. In un calcio sano, lui sarebbe stato escluso definitivamente qualche anno prima, quando fu squalificato per aver tentato di corrompere un arbitro con un cavallo. In un calcio sano non avrebbe mai potuto acquistare società e metterci al comando figli e fidanzate. Un calcio sano è figlio di una federazione sana, e con una federazione sana non avremmo avuto la farsa dell’estate 2003, perché questa federazione avrebbe avuto la capacità di dire quale era la classifica finale di serie B. Invece in quell’estate il Gaucci riuscì a tenere in scacco tutto il mondo calcistico e a determinare il blocco delle retrocessioni dalla serie B alla serie C. Una prova che lui fosse un complice secondario è dato dal fatto che le vicende perniciose che lui racconta, non le racconta dal punto di vista del testimone che ha visto, dell’intellettuale che ha dedotto, ma dal punto di vista del protagonista ha agito: parla di pagamenti in nero, ma i versamenti li ha fatti lui, dice che Geronzi pretendeva dei regali, e lui era uno dei donanti più generosi. Quindi se da qualche parte leggete di Luciano Gaucci vittima del sistema, non credeteci. Al massimo è un pentito.
Oggi è un giorno da ricordare, la Juventus, unica squadra insieme all’Inter ad aver partecipato a tutti i campionati di serie A da quando è stato istituito il girone unico, saluta la serie più importante.
L’auspicio degli sportivi è che questo sia un arrivederci e non un addio e che presto la seria A possa avere nuovamente una squadra con quei principi morali e sportivi che ispirarono quel gruppo di studenti del Liceo D’Azeglio nel novembre del 1897. Per recuperarli dovrà fare un percorso a ritroso molto lungo, perchè quei principi sarebbero stati abbandonati molto presto.
Sono contento di non aver rinunciato alla trasferta di Verona, è stato un giusto riconoscimento alla squadra questo campionato. I festeggiamenti però avevano un sapore surreale. Nessuno che inneggiava alla Champions legue raggiunta, perchè forse tutti avevano la percezione che a questa competizione la Fiorentina non parteciperà. Insomma un po’ festa e un po’ farsa.
In Febbre a 90°, il film, c’è una scena stupenda, mentre in sottofondo si sente Baba O’Riley degli Who, il bambino per la prima volta entra in uno stadio, sale le scale, vede il prato, la marea umana dei tifosi, e nei suoi occhi, gli spettatori possono leggere la meraviglia per aver scoperto qualcosa di bello. E’ la stessa scena che hanno vissuto tutti i tifosi quando per la prima volta hanno varcato la soglia di uno stadio: il prato verde nel mezzo, i tifosi con le loro teste, sciarpe, voci, cori, occhi, cuori e una partita da giocare.
E in piccolo è la stessa scena che si ripete ogni volta che un tifoso entra in uno stadio.
Sono andato allo stadio per anni e voglio continuare a farlo.
Voglio continuare a farlo pensando che la partita è vera, che il risultato dipende dalla squadra, dai giocatori, dal calore del tifo e certamente anche dalle mie scaramanzie, che fino a che non tradiscono vanno sempre ripetute.
E anche se le leggi per sapere quando volte vado allo stadio le hanno fatte per me, come pure sono io ad essere perquisito ogni volta che sto per entrare (che se perquisivano qualcun altro, forse questo schifo oltre che intuito veniva anche scoperto un po’ prima), io non ho truffato nessuno, ne ho sbagliato. Perché provare emozioni, soffrire per dei colori, terrorizzarsi per una palla che ci sembra pericolosa (cioè tutte le volte che supera la metà campo) non è una colpa, è solo qualcosa di molto infantile: è quella voglia di riassaporare la meraviglia della prima volta.
La soluzione c’è, ed è anche semplice, punire tutti i colpevoli senza esitazioni: dirigenti, arbitri, giocatori e squadre.
Fra pochi minuti si parte, non si sa se sarà la partita per entrare in Champions oppure l’arrivederci alla Serie A. Comunque sia sarà una cosa diversa di come ce l’aspettavamo.
Napolitano Presidente, le Marchi condannate, Carraro che si dimette, il marcio del calcio che sta venendo a galla.
Ho scelto il periodo sbagliato per decidere di diventare astemio.
Questa vicenda ha un triplice aspetto:
1 questa vicenda è sorprendente?
2 è normale che anche gli juventini si scandalizzino?
3 lo stile juve del passato è veramente da rimpiangere?
Non è certo il caso di fare i sorpresi e gli scandalizzati, pensavo il peggio di Moggi e company e la realtà è all’incirca come l’avevo immaginata, solo un po’ più brutta. Non credevo infatti che il sistema coinvolgesse anche i moviolisti della tv.
Per quello che riguarda gli juventini che oggi si scandalizzano, mi chiedo in che mondo hanno vissuto. Non c’è solo la questione di quel mondo raccontato dalle intercettazioni. La juventus è la stessa squadra processata per frode sportiva e che è stata assolta a livello penale non perché il fatto non sussisteva, ma esclusivamente perché all’epoca dei fatti il reato di frode sportiva non era previsto. Il fatto, cioè che la maggior parte dei giocatori della juventus sono stati oggetti di trattamenti farmacologici che non avevano nulla a che vedere con le cure, nel procedimento processuale è stato provato. Infine insieme ad altre società, la juventus ha creato un sistema diseguale dove 3 squadre raccolgono quasi l’80% dei proventi tv. Il tutto in nome della competitività nelle coppe europee delle squadre italiane. Una scelta e un metodo che negli ultimi 10 anni le squadre italiani hanno portato a casa l’esorbitante risultato di una coppa europea in totale. Per questo sono un po’ perplesso di fronte agli juventini imbarazzati. Tutto sommato meglio gli juventini come Evelina Christillin e Idris che sono juventini come gli altri, ma almeno possono vantare uno stomaco che digerisce anche i sassi.
L’ultimo aspetto, quello che non accetto, che è disgustoso, è quel rimpianto nei confronti della juventus che fu, dello stile juve ecc. ecc. Forse sarà stato un modello negli anni ’30, ma nel calcio che conosco io, è un modello costruito sul furto e l’assoluta mancanza del senso della vergona. Gli scudetti delle annate, li cito come esempio e come i primi che mi vengono in mente 81-82, 80-81, 76-77, 71-72, li ha conquistati grazie all’aiuto fondamentale degli arbitri. Soprattutto però, quella juve che oggi qualcuno sostiene di rimpiangere è quella società che senza alcun ritegno ha messo in bella mostra fra i suoi trofei la Coppa Campioni del 1985, quella conquistata la notte dell’Heysel. La juventus di oggi è disgustosa, quella di ieri anche.
sotto la stessa questione affrontata dalla Curva Fiesole:


Più o meno le sette di sera, ero in bici nel tratto dove finisce Via Cavour ed inizia Via Martelli, intento a preparare al meglio la violazione al codice per svoltare in Piazza Duomo, che inizio a sentire delle grida “Ehi! Ehi! Ehi!”, in pochi secondi percepisco che quelle grida siano rivolte a me, anzi alcuni richiami molto precisi, mi fanno pensare che ci sia qualcuno che mi stia seguendo. La sensazione si trasforma in certezza quando mi volto e vedo un auto bianca che mi affianca e due tizi che mi dicono “guarda, che hai perso un mazzo di chiavi, che ti sono cadute di tasca!” Rapidamente, mentre le mani velocemente passano dentro le tasche, e realizzo che i tizi mi hanno detto la verità, penso “chiavi di casa, della vespa, della macchina, di ufficio, della bici, la chiave usb ecc. ecc. cazzo! cazzo! cazzo!”. Rapidamente giro la bici di 180 gradi e inizio uno sprint che avrei battuto anche Freddy Maertens nel 76 ai mondiali di Ostini. Dopo pochi secondi le vedo, eccole lì, in mezzo di strada con il 14 che sta per passargli di sopra. Le recupero, prima che il 14 ne provi la resistenza, il mazzo è ancora integro ad eccezione della chiavetta per la macchina del caffè che è andata distrutta. Vi racconto questa vicenda, perché ha due lati curiosi.
Il primo è che il portachiavi si è staccato senza rompersi, infatti giaceva a pochi centimetri dal mazzo, totalmente intero, come intera è la collanina che lo univa al mazzo. E questo converrete con me che non è normale, visto anche il tipo di portachiavi. Il secondo è che in questo periodo sto perdendo un sacco di cose. Nelle ultime settimane ho perso 3 volte il telefono: due volte in un auto, la terza allo stadio, durante Fiorentina Reggina e oggi ho perso le chiavi. Siccome non sempre si trovano persone capaci di organizzare un inseguimento in Via Cavour, oppure non sempre capita di far cadere un telefono, che questo scivoli per una decina di file, proprio sotto il sedile della persona che a fine partita lo ritrova proprio mentre sta passando il legittimo proprietario, ho come la sensazione che i bonus della buona sorte nel campo dei ritrovamenti oggi siano definitivamente esauriti. Quindi credo che dovrò fare qualcosa per impedire gli smarrimenti. Consigli?
Chi passa da queste parti si sarà imbattuto almeno una volta in Samuele Venturi, l’uomo incapace di tenere un blog e avere nello stesso tempo una relazione: si fidanzava e chiudeva il blog, si lasciava e ne apriva uno nuovo. Il motivo è semplice, a lui piace avere un blog, ma ha sempre storie totalizzanti. Per quanto sia ancora felicemente fidanzato, da ieri ha iniziato una nuova esperienza internettiana, quella di raccontare le prossime elezioni amministrative in programma a Figline Valdarno il prossimo 28 e 29 maggio. L’inizio è promettente.
http://www.scrannatoio.net/
il 14 maggio, tutti a Verona!
L’11 giugno, poi, lo tengo libero.
L’annuale disfida a carte che segue la sagra del fagiolo zolfino, ha rimesso le cose a posto. L’ordine gerarchico che è uscito è tornato quello naturale.